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 Economia

04 Marzo, 2005
La situazione congiunturale in provincia di Lodi
L’Ufficio Studi della Camera di Commercio: «Segnali di ripresa a fine giugno dal manifatturiero»

Segnali di fiducia e di ripresa arrivano dall’andamento congiunturale delle imprese manifatturiere, industriali e artigiane, in particolare della meccanica e della chimica. E’ quanto emerge dall’approfondimento dei dati provinciali condotto dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Lodi, sui dati regionali dell’Indagine svolta da Unioncamere Lombardia e Assolombarda.

IN DECISO MIGLIORAMENTO LA PRODUZIONE -I primi sei mesi dell’anno si sono chiusi con la  produzione industriale in netto miglioramento (+3,7%) rispetto alla rilevazione trimestrale di gennaio-marzo 2006, mentre su base tendenziale la produzione grezza accentua il proprio ritmo di crescita con una variazione consistente del 4,48%.

L’industria lodigiana mette così a profitto una maggiore accelerazione rispetto all’industria lombarda che segna nello stesso periodo un aumento congiunturale del 3,22% e tendenziale  del 3,34%.

Contestualmente all’andamento industriale, migliora  la produzione delle imprese artigiane che a fine giugno mettono a segno un +2,3% e una analoga variazione su base annua (2,27%), anch’esse accelerando rispetto alla Lombardia la cui variazione media si ferma all’1,9% su base trimestrale e permane, su base annua, sotto il punto percentuale (0,7%).

Una conferma dei segnali di ripresa industriale a livello di territorio emergo secondo l’Ufficio Studi dellente di via Haussmann, da altri indicatori di produzione.

In primo luogo dalla variazione trimestrale positiva che ha interessato pressoché tutti i comparti del manifatturiero (Minerali non metalliferi,  Chimica, Meccanica, Alimentari, Gomma Plastica), mentre sui dodici mesi si è fatta maggiormente consistente la ripresa della Meccanica (+7,88%) e della Chimica (5,83%), mentre presentano ancora segno negativo Gomma-Plastica, Legno-Mobili e Minerali non metalliferi.

Altri aspetti importanti dell’indagine camerale si possono desumere da una serie di indicatori :

L’indice della produzione industriale con base 2000=100 è risultato pari a 111,29 con un aumento di 9 punti rispetto a marzo.

L’indice della produzione corretto per giorni lavorativi ha registrato nel secondo trimestre dell’anno anch’esso un pari aumento di 9 punti sul trimestre gennaio-marzo, passando da 101,97 a 110,98.

L’indice della produzione destagionalizzata, infine, è risultato di 103,34 con un aumento dell’1,05 per cento rispetto ai 102,27 del primo trimestre 2006.

 

L’ANDAMENTO IN LOMBARDIA - Dal punto di vista territoriale, rispetto alla altre province lombarde, la situazione sembra essersi evoluta in modo positivo per il lodigiano. In termini di variazione tendenziale corretta per giorni lavorativi meglio di Lodi hanno fatto solo le industrie di Bergamo (+5,41%) e Brescia (+5,10%), mentre sopra al dato medio della Lombardia (+4,12%) si collocano anche Cremona, Lecco e Varese.

A livello regionale non si può non cogliere comunque  lo scarto consistente tra la provincia di Bergamo e le ultime tre province: Mantova (+1,82%), Sondrio (+1,48%) e Como (+1,29%), segno di velocità diverse.

 

ALTRI DATI DI SINTESI DELL’EVOLUZIONE CONGIUNTURALE Per avere un quadro sintetico dell’evoluzione congiunturale in atto, conviene tenere conto anche di altre importanti variabili ed in particolare quelle che strettamente si collegano alla produzione ovvero  fatturato e ordinativi, unitamente alla dinamica dei prezzi.

Le indicazioni degli  ordinativi sono molto confortanti, in particolare per gli ordinativi esteri  che assommano una variazione del 6,21% sul trimestre precedente, all’interno di una variazione totale dell’1,61%. Ovviamente le intensità sono diverse a seconda dei comparti e delle dimensioni di impresa. In particolare però la crescita degli ordinativi esteri è da attribuire ai settori della Meccanica, dei Minerali non metalliferi, Alimentari e Abbigliamento. Per quest’ultimo settore si può dire che sono proprio gli ordinativi esteri che permettono di fronteggiare la perdita di ordini dal mercato interno.  In crescita comunque anche la Chimica, sia negli ordini interni che esteri.

I dati relativi al fatturato totale confermano una maggiore dinamica. Il fatturato complessivo è in crescita così da generare sia una variazione congiunturale che tendenziale di segno positivo:+ 4,24% il dato trimestrale, +4,88% il dato sui dodici mesi.  Questi valori, una volta disaggregati, mostrano andamenti positivi per il mercato estero (+3,52%) ma ancor più per quello interno (+4,38%).

In questa ottica va segnalato che la quota trimestrale del fatturato estero delle imprese lodigiane è scesa al 23,84 sul totale, mentre a livello regionale è aumentata e sfiora quota 39.

Le maggiori quote di fatturato estero realizzate nel trimestre aprile-giugno sono della Chimica con una quota del 32,88 sul proprio fatturato totale, della Meccanica  con 33,14 di quota e dell’Abbigliamento con 58.78.

Tra le attività economiche è da segnalare l’aumento del fatturato totale della Meccanica che ha superato con il 10% il fatturato dello scorso anno, in particolare per merito del fatturato interno  che ha presentato una variazione superiore all’11%, e il miglioramento di alcuni punti percentuale del fatturato totale della Chimica, del Legno-Mobile e delle attività dell’Alimentare.

Al di là del ciclo mondiale molto favorevole, che spinge tutte le economie, il “made in Italy” sta recuperando competitività anche a livello provinciale dopo averne persa parecchia.

Pur permanendo sempre  andamenti differenti tra attività economiche, in sede di analisi congiunturale non può sfuggire che la variazione positiva della produzione, del fatturato e degli ordini, per la prima volta coinvolge in una correlazione positiva tutte le dimensioni di impresa.

 

OCCUPAZIONE ANCORA IN CALO – Mentre i dati del mercato del lavoro a livello regionale sono lievemente crescenti rispetto al precedente trimestre, quello industriale presenta una diversa dinamica dal punto di vista territoriale. E’ leggermente crescente in nove province, e, in contrasto, presenta invece una perdita di addetti nelle province di Lodi e di Pavia.

Notoriamente però le vicende della produzione non sempre si riflettono con immediatezza sul mercato del lavoro le cui variabili si adeguano solo con un certo lasso di tempo.

A livello di Lombardia fra produzione e mercato del lavoro c’è un cenno di miglioramento pari allo 0,11%, risultato da un tasso medio di ingresso del 2,34% e da un tasso medio di uscita del 2,23%.

Nel Lodigiano l’industria denota il permanere o di difficoltà o della fase di riqualificazione. Con una perdita di -0,57% addetti Lodi con Pavia (-0,15%)  si muove in contrasto con le altre province dove l’occupazione presenta segni di ripresa come  a Sondrio (+2,4%) e Cremona (+1,1%l o rimane praticamente stazionaria, come in tutte le restanti province.

 

Camera di Commercio di Lodi – Ufficio Stampa

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