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 Economia

04 Marzo, 2005
Salvare i primi passi del Governo di Bacino
Con «Un Po per tutti» si torna a parlare di turismo, navigabilità e salvaguardia Po

Con “Un Po per tutti”, domenica 4 giugno, si torna a parlare di turismo, navigabilità e salvaguardia Po, fiume da navigare e da salvare i primi passi del Governo di Bacino In canoa, in barca, in motonave, in crociera. Il turismo del week-end porta navigabilità al Grande Fiume. Ma i nodi, le secche, l’inquinamento e i problemi da sciogliere non sono pochi. Significativa in questo senso la recente costituzione del Governo di Bacino guidato dall’Arni, l’agenzia regionale per la navigazione interna, la cui priorità è quella di “mitigare il rischio di dissesto idrogeologico, valutare l’abbassamento del fondo dell’alveo di magra del Po, valorizzare il territorio e le fasce fluviali, sostenere lo sviluppo locale, migliorare la qualità della vita di 16 milioni di cittadini italiani”. Domenica prossima, 4 giugno, l’evento nazionale “Un Po per tutti”, con 200 appuntamenti sportivi, culturali, enogastronomici, naturalistici, riaccenderà i riflettori sul potenziamento della governance del fiume Po (con tanto di programma di azioni e progetti per l’accesso ai fondi della programmazione comunitaria 2007-2013), in decine di Comuni rivieraschi dal Monviso al Delta, richiamando l’attenzione istituzionale dei suoi stessi promotori: le 13 Province della Consulta, le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto e i 5 Parchi nazionali del Po. Molti i presupposti dell’intera operazione pro-risorsa Po, accompagnata da un testo eloquente di circa 180 pagine – “Il Po un fiume salvare ” - in cui vengono elencate le proposte per arrestare il dissesto idrogeologico, e rilanciata a gran voce in questi giorni dall’evento nazionale che da cinque anni, ogni prima domenica di giugno vara la stagione estiva del turismo ecocompatibile del week-end con 652 chilometri di iniziative: Il Po rappresenta una risorsa idrica per tutto il territorio italiano, non solo per le comunità che abitano le sue sponde (un quarto degli italiani e la metà dell’attività economica del nostro Paese); Scorre al centro di un territorio che contiene straordinarie risorse culturali, naturali ed umane; E’ necessario un impegno delle istituzioni, degli Enti locali e del mondo economico, per ricostruire l’antico asse formato dal suo corso, elemento fondatore di moltissimi centri di rilevanza nazionale ed internazionale: Torino, capitale del Regno di Sardegna, Pavia capitale Longobarda, Parma e Piacenza, capitali del ducato farnesiano, Cremona degli Stradivari, Mantova dei Gonzaga, Ferrara degli Estensi e tantissimi altri centri minori. “Queste terre - è la posizione ufficiale dell’Arni - sono vive ed attive economicamente, con un grandissimo interesse per il proprio patrimonio storico–culturale ed architettonico” viene dunque riconosciuta la necessità di creare un “sistema” capace di collegare la molteplicità e la varietà delle risorse dei territori toccati, lambiti dalle stesse acque del Po e dai canali ad esso collegati. E’ necessario individuare i diversi tipi di domanda turistica e confrontarli con le potenzialità dell’offerta del territorio. L’attivazione di un sistema di navigazione fluviale e l’allestimento dei raccordi intermodali terra-acqua possono costituire la spina dorsale di un nuovo progetto turistico. 


       


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