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 Lettere a WL

04 Marzo, 2005
Stop the EU' Corporate Trade Agenda
Rete di Lilliput: « la Commissione Europea persegua una politica nell'interesse di tutti i cittadini europei»

"Stop the EU' Corporate Trade Agenda" - è questo lo slogan adottato dalle associazioni/organizzazioni europee che aderiscono alla Rete "Seattle to Brussels", fra cui Retelilliput e diverse altre associazioni di Tradewatch.. Perché questo slogan? Perché sono le corporation ad aver scritto accordi WTO come il GATS (servizi) e il TRIPS (diritti di proprietà intellettuale) e perché la Commissione Europea ha sempre avuto un occhio di riguardo per le loro proposte, anzi le ha richieste e adottate come politica dell'Unione Europea.
Le lobby imprenditoriali hanno accesso privilegiato ai negoziato WTO? Assolutamente falso!
Negli ultimi anni, abbiamo spesso accusato le imprese per la loro influenza sui negoziati WTO, del resto come non farlo quando accordi come il TRIPS e il GATS sono per loro stessa ammissione, farina del loro sacco? Ovviamente il mondo politico ha sempre ribattuto che le nostre erano illazioni senza fondamento e ancora pochi mesi fa, in luglio, su sollecitazione di una lettera scritta da Erik Wesselius di Corporate Europe Observatory, nostro partner nella Rete "Seattle to Brussels", Roger Liddle, Advisor del Commissario al commercio Peter Mandelson, scriveva che "La vostra affermazione che l'ESF ha un accesso privilegiato è senza fondamento" ("Your allegation that ESF has 'privileged access' is [...] without foundation.").
Cos'è l'ESF? Non è l'European Social Forum, quanto l'European Services Forum, una lobby che comprende le maggiori società europee operanti nel settore dei servizi, rappresentate dai rispettivi amministratori delegati, riuniti nell'European Service Leaders Group (ESLG), e da 35 federazioni in rappresentanza di 22 settori.
Fra le società, figurano Accenture e Andersen (ex Arthur Andersen), Allianz AG e Axa, (settore assicurativo), DHL, Deutsche Post, EMI Europe, EDS, IBM, Microsoft, SUEZ, Vivendi, Telecom Italia e Poste italiane. A pochi giorni dalla Conferenza ministeriale di Hong Kong, ci permettiamo di riportarvi una lettera del 17 novembre scritta da Christopher Roberts, presidente del comitato politico dell'ESF, a tutti i membri del comitato 133 (il comitato che rappresenta i 25 governi dell'Unione nei negoziati commerciali internazionali).
Nella lettera si cita un incontro privato fra l'ESF ed i membri del Comitato 133 avvenuto a Londra in ottobre, e si suggerisce all'UE di lasciar perdere con la proposta di indicatori numerici, considerata controproducente perché inaccettabile agli altri paesi membri del WTO. Ebbene questa proposta figurava nella bozza di dichiarazione ministeriale di alcuni giorni fa, mentre è scomparsa nella versione presentata il 25 novembre da Pascal Lamy, il direttore generale del WTO. Non male!
Ma quello che emerge in maniera inoppugnabile è che le lobby imprenditoriali come l'ESF hanno la possibilità di frequentare i luoghi dove si svolgono i negoziati WTO, contattare liberamente segretariato, ambasciatori e presidenti di comitato, mentre alle organizzazioni non governative, alla società civile e persino ai parlamentari europei, tutto questo è impedito.
Alla vigilia di Hong Kong, ribadiamo la necessità che la Commissione Europea persegua un apolitica nell'interesse di tutti i cittadini europei e non di un pugno di ricche imprese .
 


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