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04 Marzo, 2005
La Via Francigena “sogna” Compostela
Le Province di Lodi e Pavia hanno sottoscritto un accordo “storico” per fare della Via di Sigerico un fattore turistico di richiamo nazionale ed internazionale.

La Via Francigena “sogna” Compostela
Le Province di Lodi e Pavia hanno sottoscritto un accordo “storico” per fare della Via di Sigerico un fattore turistico di richiamo nazionale ed internazionale.
I due enti chiederanno a Bruxelles poco meno di un milione di Euro per finanziare un progetto ad ampio respiro che punta a risolvere tutti gli ostacoli di natura organizzativa lungo lo storico sentiero, nel suo tratto lodigiano-pavese.

Il “camino” di Santiago de Compostela non può che fare da stella cometa, visto il successo suo turistico, confermato dalle migliaia di pellegrini che ogni hanno lo percorrono. Inoltre, l’incombere di Expo 2015 segna, per la Via Francigena, se non una deadline dal sapore “ora o mai più”, quanto meno un’opportunità straordinaria che non deve essere persa.

Va detto che, per convincere l’Unione Europea, Lodi e Pavia hanno fatto le cose davvero per bene: il progetto riesce ad addensare in sole 37 pagine tutto ciò che realmente serve al tragitto (ovviamente nelle parti che riguardano i due territori e, in minima parte, Piacenza) per potersi candidare a risorsa turistica: il sentiero è suddiviso in sette tappe (due quelle riguardanti il Lodigiano, la Santa Cristina-Orio Litta, di 16,8 chilometri, e la Orio Litta-Piacenza, di 17,4 chilometri), all’interno delle quali vengono segnalate le principali criticità.

Tratti in promiscuità con traffico intenso, attraversamenti pedonali non segnalati, scarsità di strutture di accoglienza sono i principali ostacoli da rimuovere: ad essi si aggiunge tutta la fase propositiva, di progettazione, di arricchimento di servizi.

Si va dalla realizzazione di passaggi pedonali che superino gli ostacoli sopra descritti alla realizzazione di aree di sosta ombreggiate, all’Installazione di fontanelle e di bacheche informative.

Un’attenzione particolare viene riservata alla segnaletica, in particolar modo alla posa di quella mancante, sia per chi in auto raggiunge la zona della Via Francigena, sia per chi si muove in bicicletta.

Poi, c’è tutto il capitolo relativo all’accoglienza: il progetto propone corsi di accoglienza turistica ad hoc destinati ai volontari delle associazioni e degli enti ecclesiastici, corso di lingua inglese per i volontari e per e guide turistiche abilitate ed ancora, corsi per l’avvio e la gestione di bed and breakfast, destinati a coloro che sono interessati a gestire un’attività ricettiva nella propria abitazione.

Ma non è finita: una volta costruito, occorre comunicare. Ecco dunque il coordinamento editoriale di tutti i materiali di comunicazione, la realizzazione di guide, audio-guide e di un video, tutti relativi alla Via Francigena e ai beni naturalistici e culturali del territorio circostante: si pensa poi alla traduzione in inglese di testi audioguide, roadbook, brochure e sito internet (ad hoc per i il tratto lodigiano-pavese) e ad un’importante campagna promozionale che abbia Milano quale epicentro.

Infine, sarà fondamentale il coinvolgimento degli operatori turistici con educational tour, affinché siano proprio gli addetti ai lavori a testare per primi la bontà del prodotto.
“Un altro punto importante riguarda l’attraversamento del Po – spiega l’assessore al turismo provinciale, Mariano Peviani – che nello spirito originario dovrebbe essere affrontato via fiume, in barca. Oggi tutto ciò è possibile solo limitatamente, ma ci stiamo attrezzando per potenziare il servizio. Al di fuori del progetto in questione, infatti, la Provincia di Lodi intende investire su un attracco presso il Transitum Padi di Corte Sant’Andrea in grado di ospitare natanti più capienti rispetto a quello in servizio attualmente”.

Si tratterà poi di garantire in modo costante ed efficiente il servizio di attraversamento: “ma “Caronte” non sarà l’unica possibilità – spiega Peviani – perché al di là del Po si potrà arrivare anche direttamente in bicilcletta, grazie alla pista ciclabile che affiancherà il nuovo ponte tra San Rocco al Porto e Piacenza”. Nel caso della barca, invece, l’approdo piacentino è in località Soprarivo, nel comune di Calendasco.

PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DELLA VIA FRANCIGENA

PUNTI DI FORZA

PUNTI DI DEBOLEZZA

 

Volontà politica di valorizzare la Via Francigena a livello sia nazionale che locale

 

La Via Francigena è ad oggi un “marchio territoriale” in fase di sviluppo, che in un’ottica di medio periodo presenta notevoli potenzialità

 

La conformazione pianeggiante del territorio consente la fruizione pedonale e ciclabile del percorso ad un target molto ampio di utenti

 

Presenza di un sistema di trasporti pubblici su rotaia e su gomma ben distribuito sul territorio

 

Presenza di associazioni, volontari ed enti ecclesiastici lungo tutto il percorso

 

I territori lodigiano e pavese si innestano nei progetti di sviluppo del Sistema turistico Po di Lombardia

 

Realizzazione di segnaletica a cura del MIBAC (Ministero Beni Artistici e Culturali)

 

Sviluppo dell’intermodalità treno - auto - bici - piedi

 

Disponibilità di finanziamenti derivanti dalla

programmazione UE 2007 - 2013 nei settori Cultura e Turismo

 

Crescente interesse da parte del mercato turistico verso l’offerta di turismo “lento”

 

Vicinanza del bacino d’utenza milanese

 

 

Pericoli derivanti dalla promozione di un prodotto che è ancora allo stato embrionale (feedback negativi)

 

Scarsa propensione da parte delle agenzie viaggi locali alla predisposizione di pacchetti incoming

 

Presenza di punti di attraversamento non segnalati

 

Presenza di tratti di percorso non in sicurezza

 

L’attraversamento del Po via acqua, punto nevralgico del percorso ufficiale, presenta disservizi

 

Scarsità di aree di sosta attrezzate

 

Scarsità di punti di ristoro al di fuori dei centri urbani

 

Scarsità di strutture ricettive “povere”, (soprattutto nel Pavese)

 

La gestione delle strutture di accoglienza è su base volontaria ed è soggetta a inevitabili disservizi

 

Scarso utilizzo di lingue straniere e di strumenti

informatici da parte dei volontari

 

Concorrenza da parte di altri percorsi storici in Italia e in Europa

 

 

Posti letto sulla Via Francigena Lodigiano-Pavese

In piena logica Expo, che suggerisce di non creare strutture alberghiere nuove che poi rischierebbero di essere scarsamente utilizzate, così anche lo sviluppo della Via Francigena affronta il tema della ricettività con pragmatismo.

Qui si parla infatti di strutture “povere” ed il tema non è quello di costruire, quanto di identificare spazi già esistenti, puntando semmai a garantire il servizio (orari e periodi di apertura, servizi igienici, consumo dei pasti interno o convenzionato): per potenziare la ricettività, la Via Francigena punta, oltre che su ostelli e bed&breakfast, ad Oratori e palestre.

Tra quanto esistente e quanto ancora da approntare, il progetto di Lodi e Pavia (che comprende anche l’arrivo nel piacentino) ritiene necessari circa 430 posti letto: 214 nel Pavese, che ha il tratto più lungo ed è il territorio attualmente più scoperto, 114 nel Lodigiano (numero da raggiungere grazie alla palestra di Orio Litta) e 102 nel Piacentino.

 


       


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