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 Da Varese

04 Marzo, 2005
Varese.Cresce il numero di laureati e di diplomati richiesti dalle imprese italiane. È la Lombardia
Il titolo di studio fa la differenza? Da una recente indagine di Unioncamere sembrerebbe di si, in particolare per gli studenti lombardi

Cresce il numero di laureati e di diplomati richiesti dalle imprese italiane. È la Lombardia la regione disposta ad assumere di più

Laureati e diplomati cercasi, soprattutto in Lombardia

Il titolo di studio fa la differenza? Da una recente indagine di Unioncamere sembrerebbe di si, in particolare per gli studenti lombardi. Le imprese italiane sarebbero, secondo i dati diffusi, intenzionate ad offrire più di 600 mila posti di lavoro: oltre 200 mila a chi è in possesso di un titolo di scuola media superiore - 19 mila in più rispetto allo scorso anno - e quasi 60 mila - circa 500 in più rispetto al 2004 - ai laureati.

L'indagine, elaborata in collaborazione con il Ministero del Lavoro su un campione di oltre 100 mila imprese, svela un primato completamente lombardo: con oltre 15 mila laureati e oltre 42 mila diplomati richiesti dalle imprese per il 2005 (rispettivamente più del 30 per cento e quasi il 20 per cento delle previsioni di assunzione delle imprese italiane) la Lombardia si conferma la regione intenzionata ad assumere il maggior numero di lavoratori.

Sebbene in calo, economia e statistica si confermano i percorsi di laurea più ricercati (quasi 20 mila lavoratori in Italia e poco meno di seimila in Lombardia), seguiti dagli indirizzi in ingegneria elettronica ed elettrotecnica (in crescita di circa duemila posti rispetto al 2004, per un totale di circa 7 mila lavoratori richiesti in Italia e poco meno di duemila in Lobardia) e da quello sanitario e paramedico (5.600 posti richiesti in Italia, poco più di 1200 in Lombardia). Curiosa è anche la "scalata" delle lauree umanistiche decisamente più "corteggiate" dello scorso anno (circa settecento posti in più offerti nel 2005) e posizionate al quinto posto con 3200 richieste totali. L'indirizzo umanistico, insieme a quello politico-sociale e quello chimico e farmaceutico non vede però la Lombardia in testa alla classifica nazionale: con 715 laureati richiesti nel settore farmaceutico e 333 laureati in scienze politiche e sociali infatti, la regione si posiziona in coda al Lazio e con 310 posti disponibili per i laureati in discipline umanistiche si qualifica alle spalle dell’Emilia Romagna. I dati rivelano anche la preferenza degli imprenditori italiani nei confronti di chi è in possesso di lauree specialistiche (5 anni) che conquistano quasi il 60 per cento delle assunzioni di laureati programmate per il 2006 mentre ai possessori di laurea breve (triennale) è lasciato solo il 16 per cento delle richieste. In forte calo – quasi seimila unità in meno rispetto al 2004 – è la richiesta di diplomati in indirizzo amministrativo e commerciale (più di 71 mila in Italia, quasi 15 mila in Lombardia) seguita dalla ricerca, in forte crescita, di lavoratori con diplomi tecnici tra i quali spiccano in particolare quello meccanico e turistico-alberghiero.

In discesa è invece la richiesta di lavoratori in possesso di qualifiche professionali (oltre 130 mila, circa 12 mila in meno rispetto al 2004) e di chi è in possesso del livello minimo della scuola dell’obbligo (243 mila assunzioni previste contro le 276 mila dello scorso anno). Anche in questo caso la Lombardia si conferma capofila, prevedendo più di 5 mila assunzioni tra i lavoratori dotati di qualifica professionale.

Lunedi 15 Agosto 2005

Maria Carla Cebrelli

mccebrelli@gmail.com

 

 

 


       


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