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 Dal Mondo

04 Marzo, 2005
Dalle vette Peruane... Peace and Love! di Ferruccio Brambilla
Il viaggio attraverso la ferrovia piu' alta del mondo e' stato fantastico,

Dalle vette Peruane... Peace and Love! di Ferruccio Brambilla

Il viaggio attraverso la ferrovia piu' alta del mondo e' stato fantastico,

il panorama delle vette innevate e dei lama a passeggio e' stato, nel suo

genere, tra i piu' belli che abbia mai visto. l'arrivo a Huancayo un po'

meno. Dopo un'intera giornata di cammino su ripidi binari, a 30 kilometri

circa dalla citta' il treno si e' fermato, nel buio piu' assoluto delle

vallate circostanti... e' stato fermo per circa un paio d'ore senza che

nessuna hostess ci dicesse cosa stava succedendo e senza che nessun

passeggero si preoccupasse di chiedere.

Una ragione forse c'e'... se fossimo stati a Milano ci sarebbe stata una

insurrezione di massa. In Sudamerica ci si abitua ad avere pazienza e non si

cerca immediatamente di capire perche' il treno sosta senza motivo apparente

e per cosi' lungo tempo. Dall'ultima carrozza senza vetri intanto e'

cominciata la festa organizzata dal personale del treno quasi a

ringraziamento del fatto che tutto fino a quel momento e' andato bene, il

seguito e il perche' della sosta sembra non interessare nessuno... In

brevissimo tempo si e' formata la coda dei campesinos del posto, che sbucati

da ogni dove hanno portato tutti i loro prodotti, della terra e non, dai

fichi d'india ai formaggi piccanti... per pochi soles ho assaggiato varie

specialita' andine dai sapori piu' strani, presentate in secchi prima

adibiti a chissa' cosa o cassette improvvisate e alcuni strani frutti

semplicemente passati di mano in mano. Il buio pesto mi e' stato d'aiuto e

non ho cosi' visto le condizioni in cui mi veniva fornito tutto quel ben di

Dio, ma credo mi sarebbe andato bene comunque.Il problema ora iniziava ad

essere la paura di un assalto, paura diffusa poco furbescamente dal

personale del treno... se si fosse sparsa la voce di un treno privato carico

di passeggeri fermo in mezzo alle montagne, i "locali" avrebbero impiegato

due secondi ad assaltare treno e persone. Invece quando saranno state circa

le 10 di sera ci hanno informato del guasto alla locomotiva e che sarebbero

venuti a prenderci con degli autobus per traghettarci fino in citta'. Questo

il programma, la verita' ben altra... non so come, sono stati informati

dell'accaduto tutti gli alberghetti di Huancayo che, con mezzi di fortuna ed

a condizione che una volta in paese si dimorasse da loro, sono arrivati a

prenderci... una disordinata soluzione che comunque mi è sembrata

divertente, anche se il bagaglio non ha viaggiato con me perche' non c'era

tempo e saremmo andati a prenderlo in un secondo tempo non si sa dove...

incredibilmente c'era ancora, ma a parte questo... avrebbe potuto finire

peggio!Sono cosi' finito in un hostal senza stelle ma che e' andato

benissimo. Il freddo era pungente e sul letto quattro coperte che per la

prima volta in vita mia ho usate tutte. Il problema della soroche, il

famoso male di montagna cosi' comune in Peru', me l'hanno risolto senza

volerlo il giorno dopo a colazione, quando mi hanno fatto conoscere il mate

di coca, quello originale, fatto con le foglie intere e masticabili della

pianta di coca. Fantastico! Personalmente non ho avvertito ne' benefici ne'

altri particolari effetti ma mi e' piaciuta l'idea. Ne avevo sentito parlare

da un medico a Milano che mi raccontava di averle masticate anche lui in

compagnia di altri colleghi, ma mi dava l'idea di una leggenda... Oltre al

mate, ho acquistato un po' di foglioline al mercato, 50 centesimi per una

busta gigante che ho ripartito in varie tasche, con l'intenzione di farne

buon uso e con la cura che si riserva ad un medicinale indispensabile. Ed

e' proprio cosi'. Oltretutto il loro profumo e' gradevolissimo e, non

avendone fatto uso smodato me le sto conservando ancora in tasca e per molto

ancora le conservero' perche' diffondono un loro esotico aroma

piacevolissimo. Devo solo evitare di presentarmi con le foglie, in

aeroporto, devo ricordarmi!

A Huancayo ho visto tutto e niente... a me piace gironzolare pigramente per

questi posti piuttosto che partecipare alle escursioni organizzate e cosi'

mi sono dilettato a fare foto nel giorno di mercato, molto caratteristico ed

unico, dove ci sono tutti i campesinos della zona e le donne col fardello

simpaticissimo dal quale spunta la testolina del niño, scesi in paese, per

esporre le loro povere cose ma tutte molto originali e coloratissime...

specialmente i frutti, le verdure e le spezie... le foglioline le ho trovate

qui, anche se forse per il fatto che sono state esposte al sole quindi un

poco secche, non sono riuscito a tenerle in bocca a lungo come si dovrebbe,

si disintegrano presto e non durano. Mi dicono che sono meglio quelle piu'

fresche. Alla prossima provedero'... Invece di tornare a Lima col treno di

notte ho preso un bus direzione Huanuco, un viaggio da incubo, ho avuto la

malaugurata idea di prenotare un posto nell'ultima fila del primo piano e

cosi' schiacciati come sardine non ho dormito nada. Dopo nove ore di bus e

passando per la mitica stazione di Cerro De Pasco e La Oroya, mal di testa e

niente foglioline perche' dimenticate nel bagagliaio del bus, sono arrivato

a Huanuco dove ho gironzolato per varie missioni e associazioni della zona

alla ricerca delle persone alle quali recapitare le altre buste consegnatemi

da Assunta... ho potuto cosi' conoscere tante persone fantastiche delle

quali avevo sentito spesso parlare e con le quali si e' immediatamente

instaurata una buona amicizia.

Ho fatto anche l'arrampicata piu' importante ed impegnativa della mia vita

in cima al monte San Cristobal che domina Huanuco, da quota 1900 fino alla

vetta a oltre 3000. Tempo impiegato tra andata e ritorno circa 5 ore. In

cima a questo monte c'e' la famosa croce di cemento alta circa 10 metri, che

ha costruito il mio amico Gianfranco... queste cose le sa fare bene... ha

chiesto perfino l'aiuto dell'esercito peruano per portare fino alla vetta il

materiale. Si inzia il percorso passando dalle povere case di San Luis, zona

pericolosissima dicono... ho fatto delle magnifiche foto agli ultimi

insediamenti in costruzione con mattoni di circa 2 metri di fango essicato,

poi ci si inerpica su per la montagna che all'inizio non ha sentieri marcati

ed e' ripidissima... devo essere sincero, temevo un po' per la discesa che

avrei dovuto fare entro la serata, un primo tratto non da dilettante quale

sono, ma me la sono cavata bene anche perche' al ritorno mi sono trovato da

tutt'altra parte. Per quanto riguarda invece la Associazione di

Gianfranco... una delusione totale e una storia troppo lunga da

raccontare... ero gia' in parte convinto fin dalla partenza che sarebbe

finita cosi'. Sono sorti tali e tanti problemi a causa della discordanza di

vedute tra la chiesa e la sua associazione laica, che lui, "povero", ha

dovuto lasciare la sede che aveva all'interno di un grande sito della

diocesi. Ordine arrivato dal vescovo. Per questa ragione il progetto che mi

riguarda slittera' di almeno un paio di anni. Questo e' quanto crede il mio

amico, ma se devo essere sincero per come la vedo io stanno facendo terra

bruciata attorno a lui, ma non solo...

Ora sono rientrato a Lima dopo oltre una settimana trascorsa a Huanuco e mi

sto occupando presso un notaio ed amici vari, delle ultime cose che

riguardano l'acquisto, da parte del mio amico di una nuova sede, addirittura

la casa natale di un certo generale Prado che e' stato anche il primo

presidente del Peru', dove lui vedrebbe la nuova sede della associazione

dopo una totale e costosissima ristrutturazione che dovra' fare, non tenendo

conto dei vincoli che pongono i vari istituti peruani, trattandosi di sito

storico... qualcuno come il centro di cultura locale si e' gia' fatto

vivo... una pura follia!!! Personalmente sto cercando ancora di dargli una

mano perche' e' una persona buona... ma quando si e' troppo buoni... e' un

ingegnere che ha mollato fabbrica e famiglia per i disabili di Huanuco e,

conoscendo i presupposti...un'altra follia!!! In ogni caso, anche se credo

che si risolvera' con un fallimento per ora non lo mollo e infatti sono

rientrato a Lima, oltre che per la casa, per trattare con il ministero dei

trasporti e quello della sanita', per riuscire a sdoganare una moto e alcuni

prodotti farmaceutici da banco, per i quali non avevamo ottenuto

l'autorizzazione al momento dell'arrivo del container. Personalmente ho

promesso a Gian che avrei portato a termine l'impresa, perche' di impresa si

tratta, e cosi' faro', non manca molto.. e, tutto sommato non mi posso

lamentare... e' una esperienza anche questa! Bene, sono appena tornato da

una visita al direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Lima, certo Dr.

Renato Poma che lavora con il nostro Consolato, memore dei buoni risultati

ottenuti a Rio e Jakarta... mi ha promesso infatti grandi cose, locali

gratuiti per mostre e raccolta fondi pero' come sempre a fronte di un

progetto, che per assurdo ora non ho pronto. Ma non mi ha fatto fretta per

cui... per ora passero' a Gianfranco anche questa opportunita' con la

speranza che ne faccia buon uso e che non faccia la fine delle altre che ha

avuto da ogni dove.

Oggi con Rafael abbiamo acquistato i biglietti aereo per Cusco (passaggio da

Huaro e dagli amici di Magia delle Ande), con ritorno dopo qualche giorno da

Puno. Visiteremo il Machiu Pichiu e il Titicaca senza passare dalle agenzie

turistiche rubasoldi e distruggipoesia. Passeremo anche in Cile per vedere

il Titicaca dalla parte della cittadina di Copacabana (non quella

brasiliana). E verso fine mese ci aspetta la missione di Pomabamba (dove

Rafael e' stato sei mesi come volontario e mi dice che e' un bell'ambiente)

e certamente Huaraz. Poi forse se ci sara' tempo Iquitos non so'... Ora

aspetto di incontrare P.Stefano. Quando ho scritto ad Assunta non sapevo

ancora che gli avevano rubato le quattro gomme dell'auto (mi ha telefonato

ieri), questa cosa ritardera` di un paio di giorni il nostro incontro. E per

la Pasqua, prendero' ancora in prestito le parole di Assunta che mi fa gli

auguri dicendo che al di la' delle convenzioni e del credo di ognuno di noi,

dovrebbe essere una festa di pace e di amore... Aggiungo io che lo diceva

gia' il mitico John Lennon negli anni 60... peace and love!!!

In questo senso... tanti Auguri a tutti!

"Qualcuno" si e' lamentato che non scrivo, spero che ora non si lamenti

perche' scrivo troppo! Salutoni cari, Fer

 

Il dilettevole che unisco all'utile di Ferruccio Brambilla

 

Giorni fa ho ultimato le procedure burocratiche per l`ingresso in Peru' di

altre merci e, nella pausa tra l'inoltro delle pratiche ai vari ministeri e

l'esito, che mi sarebbe stato comunicato dopo una ventina di giorni, ho

approfittato per fare dei lunghi e bellissimi viaggi.

Con un volo interno sono stato a Huaro a trovare gli amici della

Associazione Magia delle Ande dove ho conosciuto molte persone in gamba ed

alcune volontarie italiane, ad una di queste, Irene, milanese e carina, ho

lasciato l'orologio consegnatomi da mio nipote. Mi era parsa la persona piu'

adatta per decidere chi privilegiare tra gli ospiti della associazione con

questo regalo. Mi scrivera' per i dettagli... Nei dintorni di Cusco ho

visitato le meraviglie archeologiche e lo spettacolo naturale di

Saqsayhuaman, Pisac, Ollantaitambo e il Machu Picchu con il tempio del sole

e le lunghe passeggiate col fiatone della quota su impervi sentieri dove ai

bordi crescono meravigliose orchidee. Con sei ore di bus da Huaro sono

passato poi sulla costa peruana del lago Titicaca a Puno, con visita in

barca a tre delle piu' belle isole galleggianti e non. Meravigliosa la vista

di quelli che sembrano due laghi dalla localita' di Sillustani, dove ho

assistito per caso ad un rito che stavano celebrando una decina di persone

vestite di tonache bianche con dei tamburi, incuranti del fatto che li

stessi osservando e fotografando. Forse non mi avevano notato perche'

camminavo vicino ad una vecchietta con la sua classica bombetta nera, che

portava al pascolo i suoi lama e gli alpaca. Per tenerli in gruppo usava una

lunga fionda, con la quale lanciava grosse pietre in direzione di quelli che

cercavano di allontanarsi, i sassi raggiungevano i malcapitati cammelloidi

con una precisione impressionante! Un'arma impropria! Anzi una vera e

propria arma!

Con un altro bus e con altre lunghe ore di dormiveglia su strade tremolanti

ho raggiunto Copacabana dove ho passato un paio di giorni al freddo e al

gelo come il bambinello del presepe e come in tutti gli alberghetti

frequentati durante tutto il viaggio. Acqua gelata e molte coperte cosi'

pesanti che durante il sonno era praticamente impossibile girarsi... troppo

lo sforzo per uscire dalla mummificata posizione iniziale. Copacabana si

trova sulla costa del lago Titicaca dalla parte boliviana. E' una localita'

frequentata da hippy, alcuni veri vecchi nostalgici e altri nuovi giovani

imitatori... proprio come piacevano e piacciono a me. A Copacabana sono

salito in cima al cerro del Calvario, chiamato cosi' per via della

lunghissima scala che, a causa dell'altura che toglie buona parte

dell'ossigeno, sembra non finire mai... un calvario dalla cima del quale

alla fine si gusta uno splendido panorama.

 

A La Paz mi sono goduto un poco i colori della Bolivia e dopo qualche giorno

sono rientrato in Peru' attraverso una nuova frontiera che si chiama

Desaguadero, dove ho potuto fermarmi ancora a curiosare fra i fantastici

mercatini dei campesiños che vendono spezie stranissime... insetti e feti di

lama essicati che curano qualsiasi tipo di malanno e droghe che leniscono

qualsiasi dolore... tanti colori e facce da fotografare, come a Juliaca,

paesino dove si trova l'aeroporto di Puno e dove c'e`un mercato nel bel

mezzo del quale, due volte al giorno passa un treno e tutti gli "espositori"

sono costretti a smontare le bancarelle e rimontarle subito dopo...

impressionante!. Al termine del viaggio sono rientrato di nuovo a Lima per

un incontro "diplomatico", grazie al quale spero di riuscire ad ottenere il

visto per l'ingresso in Peru' dell'ultimo pezzo, il piu' difficile e che ci

ha fatto tribolare fin dall'inizio, la moto del mio amico Gian. Di solito,

quando si parla di diplomazia per ottenere qualcosa, in Peru' si intende

pagare qualcuno per fare cio' che non si potrebbe... tutto il mondo e'

paese... ma il Peru' anche in questo e' piu' paese degli altri. Vedremo!

 

L'accordo, con il solito e puntuale Rafael e' quello di visitare, a cose

fatte, la missione di Pomabamba a nord, che lui conosce molto bene per

averci lavorato sei mesi come volontario... dice che sono circa 8 ore di bus

su una strada sterrata, piena di grosse buche e con degli strapiombi da

paura fino a Huaraz, poi altre otto ore di un'altra strada se possibile piu'

disastrata fino a Pomabamba. Mi portera' ad assistere ad alcuni riti

propiziatori presso famiglie di campesiños di sua conoscenza. Poi al ritorno

ci fermeremo a Huaraz dove finalmente incontrero' P.Stefano, al quale fra

l'altro devo portare i saluti da parte di alcune persone che mi hanno

scritto, sapendo non so da chi che lo avrei visto. A proposito di cose

inspiegabili e quando si dice la combinazione o meglio, come direbbe un vero

buddista la causa che crea l'effetto, a La Paz e' successa una cosa

incredibile. In questa citta' immensa e caotica dove tutto puo' capitare, ho

conosciuto una certa Catherina Bañez, gerente delle agenzie viaggi Catherina

Torres... non so come, non ne ho idea... mi ha avvicinato e mi ha chiesto se

sono italiano... abbiamo scambiato quattro parole e cosi' e' saltato fuori

che conosce molto bene Bergamo alta e Padre Beppo Berta, un missionario

bergamasco che ha fondato una associazione che si chiama "la ciudad del

niño", proprio in Boliva, nella localita' di Pampahasi, periferia di La Paz.

Una struttura gigantesca e organizzatissima che ovviamente sono andato

subito a vedere.

Qui ho trovato il simpaticissimo direttore Padre Vincente, boliviano che mi

ha fatto visitare tutta l'associazione, i fabbricati per ogni tipo di

attivita', scuola di falegnameria e arti varie, coltivazioni di ogni genere

in immense serre, laboratori, scuole e un allevamento di cuy, l'animaletto

che avevo gustato due anni fa in un ristorante di Quito in Ecuador, in

compagnia dell'amica Elisabetta e che ora, vedendoli vivi, mi hanno fatto

tanta tenerezza... sono bellissimi, piccoli come un piccolo di coniglio con

un lungo pelo colorato, tenerissimi! Cucinato sul piatto sembrava un topo.

P.Vicente mi dice poi che se voglio fermarmi lo posso fare tranquillamente

per il tempo che desidero o tornare in un altro periodo o mandare qualche

volontario... Tra le tante attivita' che si svolgono al fine di racimolare

un po' di denaro, fabbricano panettoni che poi vendono ai ristoranti e alle

grosse comunita' della zona. Ma servirebbe un pasticcere italiano dice,

perche' i panettoni fatti qui vengono buoni, ma non come quelli italiani...

si tratterebbe forse di svelale il segreto dei nostri panettoni anche ai

boliviani della associazione... Rientrando dalla Bolivia, all'immigrazione

mi hanno dato un nuovo visto che vale altri 90 giorni in Peru', ma non credo

che lo utilizzero'... Credo che, una volta finito il lavoro per Gian e la

fuerza de la amistad e dopo i giri che ho in mente di fare ancora, tornero'

in Italia. Avrei un volo il giorno 3 maggio con arrivo il 5 ma sono in

lista d'attesa, per cui potrebbe slittare uno/due giorni, ma indicativamente

quella sara' la data del mio rientro... ho voglia di polenta e salame

nostrano!!! Hasta luego! Fer

 

Ferruccio Brambilla

Ferruccio Brambilla

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