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 Cronaca Lombarda

04 Marzo, 2005
Biomasse. Ordine del giorno del Consiglio Provinciale di Cremona
Il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità l’Ordine del giorno elaborato dalla Commissione Ambiente di indirizzo in merito alla pianificazione di centrali di produzione energetica da biomasse vegetali.

Il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità l’Ordine del giorno elaborato dalla Commissione Ambiente di indirizzo in merito alla pianificazione di centrali di produzione energetica da biomasse vegetali. Di seguito il testo del documento. 

Oggetto:  Ordine del Giorno di indirizzo politico della Commissione Ambiente della Provincia di Cremona per la pianificazione territoriale di centrali ad energia rinnovabile tramite biomasse vegetali. Di richiesta alla Regione di un rigorosa normativa che incentivi quali materie prime i sottoprodotti vegetali dell’agricoltura lombarda. Per una moratoria nelle autorizzazioni di nuovi impianti e per un Piano Energetico regionale e provinciale che disincentivi, quali combustibili, l’utilizzo di prodotti agricoli provenienti dalle aree africane, asiatiche ed americane le cui foreste pluviali sono compromesse dalla “corsa ai bio-combustibili”.

 

 

In questi ultimi anni i crescenti costi per l’approvvigionamento di materie prime energetiche, in particolar modo il petrolio, hanno incrementato la ricerca di soluzioni alternative per produrre energia che si è indirizzata anche verso l’utilizzo di prodotti agricoli, dalla canna da zucchero agli oli vegetali derivati dalla palma, dalla colza e da altri semi oleosi importati dall’estero.

Dopo i primi entusiasmi per questi impianti adesso ci si accorge che destinare ampie aree del pianeta a produzioni agricole quali “biocombustibili” contribuisce, in realtà alla crescita della fame nel mondo e all’impennata dei prezzi delle materie prime alimentari.

La conversione della produzione alimentare in combustibili per auto sta generando, ad esempio negli USA, una instabilità alimentare in una forma mai vista prima.

In Italia in questi ultimi tempi vi è stato un dilagare di richieste di centrali a combustibile vegetale e a fronte di una normativa iniziale che spalancava le porte a tutti questi progetti con l’ultima Finanziaria, invece, ci si è accorti della complessità della questione e si è deciso di premiare il sistema della “filiera corta” . Di avvantaggiare cioè le produzioni vegetali locali (prodotte nell’arco di 70 km dall’impianto) per evitare di ricorrere a produzioni africane, americane od asiatiche . Il pericolo infatti oltre all’impennata dei prezzi agricoli sia nel Paesi in via di Sviluppo sia in Europa è anche quello di un depauperamento ambientale di grandi dimensioni con la scomparsa di vaste aree di foresta pluviale per far posto a queste estese coltivazioni. Con il paradosso di aggravare il carico inquinante di anidride carbonica in atmosfera per la conseguente riduzione di ossigeno prodotto dalla foresta.

Riteniamo che sia, invece, necessario produrre energia da fonti rinnovabili puntando soprattutto sul solare, l’eolico, la geotermia, l’idroelettrico e lo sfruttamento delle correnti marine, la bio-edilizia, il risparmio energetico…… e se se vuole ricorrere al mondo vegetale che lo si faccia con gli scarti della lavorazione di prodotti locali.

 

Evitando il trasporto su lunghe percorrenze internazionali vi sarebbe, inoltre, minor inquinamento rendendo, invece, possibile collegare il nostro sistema agricolo direttamente alle esigenze energetiche del territorio realizzando piccole centrali e di bassissimo impatto ambientale senza incidere negativamente sul mercato dei terreni.

Riteniamo indispensabile, infine, che sia il Piano Energetico della Regione Lombardia che il Piano Energetico provinciale includano chiare direttive e regole al riguardo e tali da privilegiare le energie rinnovabili che abbiano una piena sostenibilità ambientale.

 

                                                                      

 

Tutto ciò premesso

 

                                        IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI CREMONA

 

 

A) chiede alla Giunta Provinciale che nel nuovo Piano Energetico Provinciale si introducano orientamenti ed indicazioni affinchè:

  1. gli impianti che producono energia elettrica da biomasse utilizzino prevalentemente sottoprodotti della filiera agroalimentare, incentivando impianti di misure adeguate all’utilizzo della produzione locale e da filiera corta;
  2. si attui una pianificazione sul territorio provinciale che tenga conto di prescrizioni quali: distanze dalle abitazioni per evitare ai residenti inquinamento acustico ed emissioni altrettanto inquinanti in atmosfera, studio sull’impatto prodotto dai mezzi di trasporto dei materiali da utilizzare sui centri abitati, tutela del paesaggio. Si promuovano presso le comunità locali iniziative preliminari di incontro e di informazione in occasione di richieste di autorizzazione alla realizzazione di detti impianti.

 

 

B) chiede al Parlamento una nuova normativa per l’utilizzo a fini energetici delle biomasse che indirizzi le agevolazioni fiscali a quegli impianti che producono energia in maniera rinnovabile e sostenibile: filiera corta, scarti della produzione agricola locale e dimensione degli impianti coerente con le precedenti caratteristiche.

 

C) chiede al Governo, in attesa di una nuova normativa nazionale sulla materia, di attuare una moratoria su questi impianti.

 

 

 

 


       


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