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04 Marzo, 2005
Amnesty International. Azioni Urgenti chiuse nel mese di novembre
A cura della Sezione Italiana Newsletter Azioni Urgenti - dicembre 2007

Amnesty International - Sezione Italiana Newsletter Azioni Urgenti - dicembre 2007
Azioni Urgenti chiuse nel mese di novembre
Algeria 25 maggio 2007
Algeria - Fethi Hammadouche è stato rilasciato il 12 ottobre 2007
senza alcuna incriminazione, dopo aver trascorso oltre sette mesi in
isolamento carcerario in un centro di detenzione del Dipartimento per
le informazioni e la sicurezza, i servizi d'intelligence algerini. Era
scomparso dal 2 marzo, quando era stato arrestato insieme al fratello
Samir (poi rilasciato tre giorni dopo) nella città di Mostaganem. E'
possibile che fosse sospettato di terrorismo. Amnesty International
aveva lanciato un'azione urgente in suo favore, per scongiurare il
rischio di tortura e chiedere un'immediata incriminazione per un reato
di accertata natura penale oppure il suo rilascio.

AU 268/07 Messico
19 ottobre 2007
Magdalena Garcia Duran, prigioniera di coscienza adottata da Amnesty
International, è stata scarcerata il 9 novembre 2007. Era stata
arrestata il 4 maggio 2006 a San Salvador Atenco, insieme ad altre 206
persone, quando oltre 3000 agenti di polizia posero fine a una serie
di manifestazioni promosse dal Fronte dei popoli in difesa della
terra. Incriminata per sequestro di persona e attentato alle vie di
comunicazione, è rimasta un anno e mezzo in carcere prima di essere
scagionata da ogni accusa.

AU 274/07 Yemen
25 ottobre 2007
Muhammed Ahmed Abdullah al-Sha'wi è stato rilasciato senza alcuna
accusa il 28 ottobre 2007. Era stato arrestato il 12 ottobre dai
servizi di sicurezza, all'aeroporto della capitale San'a, con ogni
probabilità a seguito della pubblicazione di un suo articolo sul
settimanale "Attariq", contenente critiche nei confronti delle
autorità. Amnesty International aveva chiesto che fosse incriminato
per un reato di effettiva natura penale o altrimenti rilasciato.

AU 283/07 Malaysia
1 novembre 2007
A seguito di un'azione urgente di Amnesty International, Sajad Hussain
Wani, cittadino pakistano, è stato rilasciato senza alcuna accusa il 9
novembre 2007. Wani, studente di un master in Economia aziendale, era
stato arrestato il 2 ottobre da funzionari del servizio immigrazione.
Ha denunciato di essere stato picchiato e sottoposto a bruciature di
sigaretta nel corso della detenzione.

AU 292/07 Pakistan
5 novembre 2007
Asma Jahangir, presidente della Commissione dei diritti umani e
Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di religione, è
stata rilasciata il 16 novembre scorso. Almeno 54 attivisti per i
diritti umani sarebbero stati rilasciati su cauzione il 6 novembre,
tra questi anche Iqbal Haider, I. A. Rehman, Brigadier (rtd) Rao Abid
Hameed, Shahtaj Qizilbash e Imran Qureshi. Erano stati tutti arrestati
a seguito dello stato di emergenza imposto il 3 novembre dal
presidente Pervez Musharraf.

AU 295/07 Filippine
6 novembre 2007
Ruel Munasque, leader di una comunità giovanile religiosa, è tornato
in libertà il 7 novembre 2007 su decisione del tribunale regionale di
Pagadian City, nella provincia di Zamboanga del Sud. Munasque era
stato arrestato dall'esercito il 24 ottobre, senza mandato e senza
alcuna accusa, col sospetto di simpatizzare per un partito politico
che l'Esercito filippino considera vicino al Partito comunista, le cui
attività sono proibite nel paese. Amnesty International aveva lanciato
un'azione urgente in suo favore, temendo Munasque potesse essere
vittima di una sparizione.



"Grazie Amnesty!"
(Di seguito sono riportati alcuni ringraziamenti agli iscritti alla
Rete AU da parte di persone che hanno subito violazioni dei diritti
umani e in favore delle quali AI ha emesso un'azione urgente)

BIELORUSSIA "Provo molta riconoscenza verso i soci di Amnesty
International per il sostegno e la solidarietà. Mi sono di grande
aiuto, mentre sono confinato tra queste mura, per superare i momenti
difficili. Mi danno ottimismo e nuova forza. Grazie per la vostra
onestà e gentilezza!"

(Smitser Dashkevich, prigioniero di coscienza della Bielorussia, che
sta scontando una condanna a un anno e mezzo di carcere, inflittagli
il 1° novembre 2006 per "organizzazione di/ partecipazione ad attività
di un gruppo non registrato", secondo quanto previsto dall'art. 402
del codice penale.)


IRAN "Le numerose lettere di protesta che arrivavano da Amnesty
International e dai sindacati ci dicevano una cosa: voi non siete
soli! Quando ero in prigione e venivo a sapere di tutto questo
sostegno, il mio stato d'animo si faceva più forte..."

(Mansour Ossanlu, sindacalista dell'Iran, segretario generale del
Sindacato dei lavoratori dei trasporti pubblici di Tehran centro e
della periferia. A causa delle sue attività sindacali, è stato
imprigionato dal dicembre 2005 all'agosto 2006 e nuovamente per un
mese alla fine del 2006. Arrestato ancora una volta il 10 luglio 2007,
è tuttora in carcere.)


Bilancio MARATONA AZIONI URGENTI 2007

Sabato 8 e domenica 9 dicembre 2007, migliaia di attivisti per i
diritti umani di oltre 30 paesi hanno preso parte alla Maratona azioni
urgenti o Letter-Writing Marathon, una "non-stop" di appelli nata da
un'idea della Sezione polacca di Amnesty International (AI) che è
diventata subito un modo per celebrare in tutto il mondo il 10
dicembre, anniversario della Dichiarazione universale dei diritti
umani del 1948.

Anche quest'anno, nell'arco di 24 ore sono stati inviati da ogni parte
del mondo migliaia di appelli in favore di vittime di violazioni dei
diritti umani.
Oltre alla Sezione Italiana, hanno partecipato alla Maratona le
sezioni, i gruppi, le strutture e i sostenitori di AI di Australia,
Austria, Bahrain, Barbados, Bermuda, Canada, Cile, Far Oer,
Federazione Russa, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Islanda,
Malaysia, Messico, Mongolia, Nepal, Norvegia, Olanda, Paraguay,
Polonia, Portogallo, Regno Unito, Senegal, Slovacchia, Stati Uniti,
Sudafrica, Svezia, Svizzera, Taiwan, Tunisia, Ucraina, Uruguay, Yemen
e Zimbabwe.

Quest'anno, la Sezione Italiana ha dedicato la Maratona azioni urgenti
alla campagna Pechino 2008: Olimpiadi e diritti umani in Cina. Tra le
12 di sabato 8 dicembre e la stessa ora di domenica 9, sono state
raccolte e inviate dalla Rete azioni urgenti e dai Gruppi di AI in
Italia oltre 9.000 firme in favore di Mao Hengfeng, perseguitata dalle
autorità cinesi da quasi 10 anni per non aver rispettato le norme
sulla pianificazione familiare; Yang Chunlin, attivista per i diritti
umani, arrestato il 6 luglio 2007 per aver promosso una petizione
indirizzata alle autorità, dal titolo "Vogliamo i diritti umani, non
le Olimpiade, e da allora detenuto in isolamento; Li Heping, noto
avvocato di Pechino, aggredito e minacciato a causa della sua attività
professionale in difesa di vittime di violazioni dei diritti umani;
Gao Zhisheng, avvocato di Pechino, scomparso il 22 settembre 2007.
Le 9.000 firme sono state inviate alle autorità cinesi attraverso
1.200 appelli.

Lo scorso anno, a livello mondiale, grazie alla Maratona azioni
urgenti erano stati inviati 120.000 appelli in favore di vittime di
violazioni dei diritti umani nel mondo. Non abbiamo ancora un bilancio
definitivo della maratona a livello internazionale, tuttavia i primi
feedback sono molto incoraggianti e fanno pensare che quest'anno gli
appelli inviati possano essere molti di più.
Ogni anno, con questa grande mobilitazione, Amnesty dimostra ai
governi di ogni parte del mondo che gli abusi dei diritti umani non
possono essere tenuti nascosti e migliaia di appelli inviati in sole
24 ore lo dimostrano.

BUONA NOTIZIA
L'avvocato di Pechino Li Heping si è ripreso dall'aggressione subita e
dalle ultime informazioni ricevute da AI sembra non essere in pericolo
di ulteriori aggressioni. L'abilitazione a esercitare la sua
professione è stata rinnovata lo scorso novembre. Amnesty
International continuerà a monitorare la sua situazione e, qualora
necessario, intraprenderà ulteriori azioni in suo favore.

Grazie a quanti di voi hanno preso parte a questa iniziativa!


Le migliori 30 buone notizie di Amnesty International
sui diritti umani del 2007

24 gennaio: Siria / diritti dei migranti e dei rifugiati
Yassin Suleiman e suo padre, Akash Suleiman, due curdi espulsi dalla
Norvegia in violazione delle norme internazionali e arrestati il 21
dicembre 2006 al loro arrivo in Siria, sono stati rilasciati a seguito
di un'azione urgente di Amnesty International. Il loro arresto era,
con ogni probabilità, collegato alla militanza di Yassin Suleiman nel
Partito curdo democratico progressista, le cui attività non sono
tollerate in Siria.

23 febbraio: Canada / "guerra al terrore"
La Corte suprema ha bocciato una legge che permetteva di tenere in
carcere, senza processo, cittadini stranieri sospettati di terrorismo
sulla base di informazioni raccolte dai servizi segreti.

9 marzo: Iran / rilasci
A seguito di un'azione urgente di Amnesty International, 31 delle 33
donne arrestate il 4 marzo 2007 nella capitale Tehran nel corso di una
manifestazione per i diritti delle donne, sono state rilasciate.

29 marzo: Stati Uniti d'America / "guerra al terrore"
Bisher al-Rawi, un cittadino iracheno residente nel Regno Unito,
catturato in Gambia nel novembre 2002, grazie a informazioni dei
servizi di sicurezza britannici, consegnato ad agenti Usa e trasferito
nel centro di detenzione di Guantánamo Bay, è stato rilasciato.
Amnesty International chiedeva da quattro anni al governo inglese di
premere sulle autorità Usa per ottenere un processo equo o il suo
immediato rilascio.

5 aprile: Eritrea / diritti delle donne
Il governo ha messo al bando le mutilazioni genitali femminili. Il
provvedimento 158/2007 prevede che "chiunque richieda, inciti o
promuova la circoncisione femminile, mettendo a disposizione strumenti
o in qualunque altro modo, o sia al corrente che una circoncisione
femminile sia avvenuta o stia per avvenire e non ne informi
prontamente le autorità competenti, sarà punito con una multa o il
carcere".

12 aprile: Arabia Saudita / pena di morte
Una donna, conosciuta come "signorina S" o "la ragazza di Khamis
Mushayt", condannata a morte nel 2005 per aver ucciso un uomo che la
ricattava, è stata perdonata dalla famiglia della vittima. In base
alla legge islamica la famiglia di una persona uccisa può perdonare
l'assassino, con o senza un risarcimento in denaro.

18 aprile: Stati Uniti d'America / prigionieri di coscienza
Agustin Aguayo, obiettore di coscienza adottato da Amnesty
International, è stato rilasciato da una prigione militare Usa situata
in Germania. Un mese prima, era stato condannato a otto mesi per aver
rifiutato di prendere parte alla guerra in Iraq.


2 maggio: Sudan / giustizia internazionale
Il Tribunale penale internazionale ha emesso due ordini di cattura per
altrettanti cittadini sudanesi accusati di 51 distinti crimini di
guerra e crimini contro l'umanità commessi nel Darfur. Si tratta
dell'attuale ministro per gli Affari umanitari, Ahmad Harun, e del
leader delle milizie janjawid, Ali Muhamad Ali Abdelrahman.

3 maggio: Bulgaria / diritto d'asilo
Rispondendo alle pressioni dei soci di Amnesty International, la Corte
d'appello di Varna ha deciso che Annadurly Khadzhiev, cittadino del
Turkmenistan, non potrà essere estradato nel suo paese. Khadzhiev è il
leader del gruppo di opposizione in esilio "Watan". A febbraio le
autorità turkmene avevano chiesto la sua estradizione a quelle
bulgare. Amnesty International aveva lanciato un'azione urgente
evidenziando il rischio che, se la richiesta fosse stata accolta,
l'oppositore avrebbe potuto essere torturato e condannato al termine
di un processo iniquo.

14 maggio: Israele / detenzione amministrativa
Ahmad Abu Haniya, un cittadino palestinese il cui caso era seguito da
Amnesty International, è stato rilasciato dopo aver trascorso due anni
in detenzione amministrativa. Era stato arrestato il 18 maggio 2005 a
un posto di blocco, mentre si recava al lavoro al Centro per
l'informazione alternativa, un'associazione israelo-palestinese che ha
sede a Gerusalemme. Ahmad Abu Haniya è rimasto in detenzione
amministrativa, senza accusa né processo, perché considerato dalle
autorità israeliane "un pericolo per la sicurezza della regione",
prima nella prigione militare di Ofer in Cisgiordania, poi in quella
di Ketziot, nel sud di Israele.

30 maggio: Bosnia / giustizia internazionale
Zdravko Tolimir, ufficiale serbo bosniaco incriminato per genocidio e
altri crimini commessi nella città bosniaca di Srebrenica nel 1995, è
stato arrestato in Bosnia Erzegovina e trasferito al Tribunale
internazionale per l'ex Jugoslavia. Tolimir è accusato dell'uccisione
di oltre 7000 abitanti di Srebrenica, della deportazione di migliaia
di civili dai villaggi bosniaci e dell'esecuzione sommaria di
prigionieri bosniaci catturati dai militari serbi. Amnesty
International sollecitava da tempo il suo arresto.

8 giugno: Ruanda / pena di morte
Il parlamento ha abolito la pena di morte con 45 voti a favore e 5
contrari. Il provvedimento consentirà, tra l'altro, di processare
persone accusate del genocidio del 1994 e residenti all'estero, la cui
richiesta di estradizione veniva rifiutata proprio a causa della
presenza della pena di morte nell'ordinamento del paese africano.

8 giugno: Viet Nam / prigionieri di coscienza
Nguyen Vu Binh, cyberdissidente adottato da Amnesty International come
prigioniero di coscienza, è stato rimesso in libertà. Era stato
arrestato nel 2002 e condannato per "spionaggio" a sette anni di
carcere, per aver pubblicato su Internet articoli sulla democrazia e
aver scambiato mail con esponenti dell'opposizione in esilio.

12 giugno: Sierra Leone / diritti delle donne
Il parlamento ha approvato una legge che mette al bando la violenza
domestica e tutela i diritti delle donne in materia di eredità e di
registrazione dei matrimoni tradizionali.

21 giugno: Federazione russa / giustizia internazionale
La Corte europea dei diritti umani ha condannato la Russia per
violazione degli articoli 2, 3, 5 e 13 della Convenzione europea per
la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, in
relazione al caso di Zura Bitiyeva, una nota attivista per i diritti
umani, assassinata in Cecenia il 21 maggio 2003. Amnesty International
si era occupata del suo caso già nel 2000, quando la donna era stata
imprigionata in un centro di detenzione di Chernokozovo. È stata
assassinata, con ogni probabilità, perché, tornata in libertà, si era
rivolta allo stesso organo di giustizia internazionale, denunciando
l'illegalità e le condizioni inumane della propria detenzione.



27 giugno: Consiglio d'Europa / "guerra al terrore"
L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha adottato la
risoluzione e la raccomandazione su "detenzioni segrete e
trasferimenti illegali di prigionieri che coinvolgono gli Stati membri
del Consiglio d'Europa", presentate dal senatore Dick Marty.

29 giugno: Uzbekistan / pena di morte
La Camera alta del parlamento ha approvato un emendamento
costituzionale che abolisce la pena di morte.

2 luglio: Italia / diritti dei migranti e dei rifugiati
Una direttiva emessa dal ministero dell'Interno, sollecitata dalla
campagna "Invisibili" della Sezione Italiana di Amnesty International,
introduce la presunzione di minore età in caso di incertezza nella
determinazione dell'età di un migrante giunto alla frontiera italiana.
La legge italiana prevede il divieto di espulsione per i migranti
minorenni.

24 luglio: Libia / pena di morte
Sei operatori sanitari bulgari, arrestati nel 1999 e condannati due
volte a morte con l'accusa di aver contagiato col virus dell'Hiv oltre
400 bambini degenti in un ospedale libico, sono stati rimessi in
libertà al rientro in Bulgaria. Una settimana prima, i sei avevano
ottenuto la commutazione della condanna a morte in ergastolo. Un
successivo accordo tra Libia e Bulgaria, sotto gli auspici dell'Unione
europea, aveva consentito il loro trasferimento in patria. Amnesty
International aveva seguito il loro caso sin dall'arresto.

11 agosto: Cuba / prigionieri di coscienza
Francisco Chaviano, prigioniero di coscienza adottato da Amnesty
International, è stato rilasciato. Era stato arrestato nel 1994,
quando presiedeva il Consiglio nazionale cubano per i diritti umani e
condannato a 15 anni di carcere per aver rivelato "segreti riguardanti
la sicurezza dello Stato".

12 settembre: Iraq / rilasci
Tre attivisti turchi, aderenti a "Ozgur-Der", un'associazione per i
diritti alla libertà di pensiero e di educazione, sono stati
rilasciati e hanno fatto rientro in Turchia. Metin Demir, Mustafa
Egilli e Hasip Yokus, erano stati arrestati nel giugno 2006 dai
servizi segreti curdo iracheni. Accusati di spionaggio, erano stati
torturati e tenuti in isolamento per lunghi periodi di tempo. Amnesty
International aveva lanciato appelli in loro favore.

25 settembre: Italia / pena di morte
Amnesty Italia ha espresso grande soddisfazione per il voto con cui il
parlamento ha eliminato dalla Costituzione la possibilità di
reintrodurre la pena di morte in Italia. La modifica dell'articolo 27
della Costituzione completa anche formalmente il cammino abolizionista
del nostro paese, escludendo una reintroduzione della pena di morte
mediante una legge ordinaria.

1° ottobre: Stati Uniti d'America / "guerra al terrore"
Mohamed Ali Mohamed Nasser, cittadino yemenita, è stato rilasciato dal
centro di detenzione di Guantánamo Bay e ha fatto rientro nel suo
paese di origine. Arrestato in Pakistan alla fine del 2001, era stato
trasferito alla base navale Usa all'inizio del 2002. Dichiarato
"rilasciabile" già un anno fa, è rimasto in prigione per altri 12
mesi.

17 ottobre: Mali / pena di morte
Il governo ha presentato al parlamento un disegno di legge che
abolisce la pena di morte. Il presidente Amadou Toumani Tourè, in un
passaggio relativo a questa iniziativa all'interno di un suo discorso
alla Nazione, ha fatto riferimento ai valori di umanità, compassione,
perdono e clemenza.

23 ottobre: Consiglio d'Europa / giustizia internazionale
Il 23 ottobre 2007 Cipro ha ratificato la Convenzione europea
sull'azione contro la tratta di esseri umani. Questa ratifica consente
a oltre due anni dalla sua adozione l'entrata in vigore della
Convenzione. L'Italia l'ha firmata nel giugno 2005 ma non l'ha ancora
ratificata. Amnesty Italia continua a sollecitare questa ratifica.

24 ottobre: Myanmar / prigionieri di coscienza
U Paik To, leader della Lega nazionale per la democrazia, il
principale partito di opposizione del paese, è stato rilasciato. Era
stato arrestato il 25 settembre nella città di Pakokku, dove erano
state organizzate le prime manifestazioni di protesta represse nel
sangue dalla giunta militare. Amnesty International aveva lanciato
un'azione urgente chiedendo la sua scarcerazione.

9 novembre: Messico / prigionieri di coscienza
Magdalena Garcia Duran, prigioniera di coscienza adottata da Amnesty
International, è stata scarcerata dopo 18 mesi di carcere. Era stata
arrestata il 4 maggio 2006 a San Salvador Atenco, insieme ad altre 206
persone, quando oltre 3000 agenti di polizia posero fine a una serie
di manifestazioni promosse dal Fronte dei popoli in difesa della
terra. Incriminata per sequestro di persona e attentato alle vie di
comunicazione, è rimasta un anno e mezzo in carcere prima di essere
scagionata da ogni accusa.

13 novembre: Repubblica Ceca / discriminazione
La Corte europea dei diritti umani ha concluso che la Repubblica Ceca
ha discriminato le bambine e i bambini Rom assegnandoli, a causa delle
loro origini, a scuole speciali per alunni con difficoltà di
apprendimento. Il caso riguarda 18 bambine e bambini Rom della città
di Ostrava che, tra il 1998 e il 1999, erano stati assegnati a scuole
speciali sulla base di test inattendibili e pregiudicati dalla
valutazione sulla loro origine. La Corte europea ha stabilito che la
Repubblica Ceca ha violato l'art. 14 (divieto di discriminazione) in
connessione con l'art. 2 (diritto all'istruzione) della Convenzione
europea dei diritti umani.

6 dicembre: Stati Uniti d'America / pena di morte
Anche l'ultima esecuzione prevista nel 2007, quella del quasi
settantenne Tommy Arthur in Alabama, è stata sospesa in attesa della
decisione della Corte suprema federale, attesa nella primavera del
2008, sulla possibile incostituzionalità del metodo dell'iniezione di
veleno. Da quando la Corte suprema federale ha deciso di occuparsi
della questione, negli Usa è in vigore una sorta di moratoria di
fatto. L'ultima esecuzione ha avuto luogo il 25 settembre.

18 dicembre: Nazioni Unite / pena di morte
Con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astensioni, l'Assemblea
generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione per una
moratoria sulle esecuzioni capitali.


Azioni Urgenti e appelli o n-line
(Di seguito gli appelli di questo mese e i relativi link per firmare subito!)

Azioni Urgenti:
AU 317/07 - Iran: ragazzo di 17 anni condannato a morte
http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Iran?page=azioni_urgenti

AGGIORNAMENTO AU 299/07 - Etiopia: 2 attivisti per i diritti umani
rischiano una condanna all'ergastolo
http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Etiopia?page=azioni_urgenti

Appelli:
LITUANIA: negata la libertà di assemblea ed espressione alla comunità Lgbt
http://www.amnesty.it/appelli/appelli/Lituania?page=appelli


Info

Servizio AU: il servizio resterà sospeso nei giorni 31 dicembre e 2 gennaio.
Per info: ua@amnesty.it

Manuale Azioni Urgenti:
per ricevere gratuitamente una copia cartacea scrivi un'e-mail a:
ua@amnesty.it

Per consultarlo o scaricarlo vai alla pagina:
http://www.amnesty.it/system/galleries/download/appelli/manuale_azioni_urgenti_last_version.pdf

 


       


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