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 Pirellone News

04 Marzo, 2005
Commercio: approvata una legge basata su un modello sociale sbagliato.
La nuova legge danenggia i piccoli negozi, i lavoratori e le lavoratrici

COMMERCIO: APPROVATA UNA LEGGE BASATA SU UN MODELLO SOCIALE SBAGLIATO E CHE DANNEGGIA I PICCOLI NEGOZI, I LAVORATORI E LE LAVORATRICI

Milano, 20 novembre 2007 - Decisamente negativo il giudizio del PD sulla nuova normativa degli orari e delle aperture domenicali degli esercizi commerciali, approvata oggi in Consiglio regionale. Una legge che crea una giungla, secondo la consigliera Ardemia Oriani, e che favorisce un modello sociale sbagliato, secondo la collega Maria Grazia Fabrizio. Più di trecento gli emendamenti presentati, ma dalla maggioranza non è venuta alcuna apertura al dialogo.

“Tra deroghe ed eccezioni – dichiara Oriani - il commercio in Lombardia con questa legge diventa una giungla, a danno dei piccoli negozi, dei lavoratori e delle lavoratrici delle grandi strutture di vendita e alla fine dei cittadini. Noi non siamo contrari alla definizione di un numero ragionevole di aperture domenicali, ma questo sistema di regole così differenziate rischia di fare da volano per l’ulteriore proliferazione delle grande strutture di vendita, ben oltre il limite della sostenibilità. Laddove sono previste regole più favorevoli, come nelle città capoluogo di provincia o nei pressi degli aeroporti, ci sarà la corsa ad aprire centri commerciali, e saranno aperti mentre altri, magari a poche centinaia di metri, rimarranno chiusi.

C’è inoltre una questione di qualità del lavoro, che nelle grandi strutture di vendita è in gran parte precario e part-time, poco remunerato. Molte sono le donne impiegate, con il problema dei turni domenicali e festivi che sottraggono tempo rilevante alla famiglia”.

“Il modello sociale di questa legge è profondamente sbagliato – attacca Maria Grazia Fabrizio -. Si basa solo sulle logiche del mercato, senza tener conto del fatto che il mercato deve essere governato da regole e dare le regole è un dovere e una responsabilità della politica – afferma –. E’ una legge, questa sugli orari del commercio, nella quale il consumo regola la vita delle persone e non viceversa. Ci si dimentica che la società lombarda non è fatta solo di imprese e di consumatori ma anche di uomini, donne, bambini e anziani, lavoratori e lavoratrici, famiglie. Un modello sociale giusto non può non tener conto di tutto questo in relazione alle regole degli orari per gli esercizi commerciali, perché questi orari scandiscono le vite delle persone e ne determinano abitudini, comportamenti e scelte. La famiglia, per il nostro ordinamento, viene prima del mercato e delle sue logiche. In questa legge, invece, pare che il modello culturale privilegiato sia un modello nel quale si dilatano i tempi dell’acquistare e si propone una coincidenza tra tempo libero e luoghi del consumo di massa. Questa legge è il prodotto di una maggioranza strabica che, sulla carta sta dalla parte delle famiglie e delle madri, e nei fatti invece vota leggi che le penalizzano”.

Tutti i consiglieri dell’Unione hanno anche presentato e sottoscritto un documento di solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici del commercio, impegnati da tempo per il rinnovo del contratto e che ora dovranno far fronte all’aggravarsi dei turni.

 

 

Milano, 20 novembre 2007

 

 

Laura Sebastianutti

Paola Stringa

Stefano Tessera

Ufficio Stampa Ulivo

Consiglio Regionale della Lombardia

Tel. 02 67482826

Via F. Filzi 29

Milano

 


       


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