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 Storia Europea

04 Marzo, 2005
Altiero Spinelli – Biografia.Italiano , è stato un grande europeista del ‘900
La storia della Sinistra Indipendente e dei suoi rapporti col Partito Comunista è ancora da

Altiero Spinelli – Biografia.

Italiano , è stato un grande europeista del ‘900

 

La vita di Altiero Spinelli

Altiero Spinelli nasce a Roma il 31 agosto 1907. Dopo i primi anni passati con la famiglia in Sud America, dove il padre, laico e socialista, era vice console, nell’estate del 1912 rientra a Roma, e qui frequenta le elementari, il ginnasio e il liceo classico. Già negli ultimi anni di scuola comincia a interessarsi alla politica, in questo influenzato dal padre e dalle letture di testi socialisti. Dopo la fondazione dei Partito comunista sceglie la militanza in questo partito: infatti nel 1924 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma e, contemporaneamente, al gruppo universitario comunista e alla cellula di quartiere Trionfale della Federazione giovanile comunista, di cui diviene, dopo poche settimane, segretario. Da questo momento partecipa attivamente all’attività antifascista clandestina del partito, che lo nomina, nell’autunno del 1925, nel Comitato della federazione laziale e poi, un anno dopo, segretario interregionale. Arrestato nel 1927 a Milano, viene condannato a sedici anni e otto mesi dal tribunale speciale per cospirazione contro i poteri dello stato. Avendo beneficiato di alcune amnistie parziali, sconta dieci anni di carcere (nei penitenziari di Roma, Lucca, Viterbo e Civitavecchia), ma, al momento di essere rilasciato, viene inviato per sei anni al confino, prima a Ponza (dal 1937 al 1939) e poi a Ventotene. Nel frattempo matura il distacco dal Partito comunista, iniziato durante gli anni del carcere, che diviene definitivo negli anni dei sanguinosi processi staliniani contro i dissidenti del regime. A Ventotene, tra l’inverno del 1941 e la primavera del 1942, dopo un’approfondita elaborazione, cui partecipa un gruppetto di confinati – tra i quali Eugenio Colorni – scrive, in collaborazione con Ernesto Rossi, il Manifesto per un’Europa libera ed unita (Manifesto di Ventotene), il documento di base del federalismo europeo. Caduto il fascismo, viene liberato il 19 agosto 1943 e dieci giorni dopo fonda a Milano, insieme a una trentina di reduci dal confino, dal carcere e dall’esilio, il Movimento Federalista Europeo.

Altiero Spinelli e Ursula Hirschmann, Sabaudia 1984

Dopo l’8 settembre si rifugia in Svizzera, dove organizza le prime riunioni federalista sovranazionali a Ginevra, a conclusione delle quali viene approvato un documento che sarà la base di alcuni programmi della Resistenza europea, soprattutto in Francia. Chiamato da Leo Valiani a Milano, alla segreteria politica del Partito d’Azione Alta Italia, partecipa per alcuni mesi alla Resistenza.

Nel marzo dei 1945 organizza, insieme a Ursula Hirschmann vedova di Eugenio Colorni, trucidato dai fascisti pochi giorni prima della liberazione di Roma ‑ il primo congresso federalista internazionale a Parigi, cui partecipano, tra gli altri, Albert Camus, George Orwell, Emmanuel Mounier, Lewis Mumford, André Philip. Terminato il congresso rientra in Italia riprendendo il suo posto nella Resistenza e nel giugno 1945 segue Ferruccio Parri, nominato presidente del Consiglio. Nel febbraio 1946, a seguito delle conclusioni del I Congresso, lascia il Partito d’Azione insieme a La Malfa, Parri, Reale e un gruppo di azionisti con i quali fonda il Movimento per la democrazia repubblicana, che abbandona alla vigilia delle elezioni alla Costituente.

Dopo una breve parentesi nell’impegno federalista durante il quale lavora come fiduciario nell’Azienda Rilievo Alienazione Residuati (ARAR), nel 1948 viene eletto segretario dei Movimento federalista europeo, successivamente membro del Bureau Executif e delegato generale dell’Union Européenne des Fédéralistes (UEF). Per quattordici anni è l’animatore di tutte le più importanti battaglie in favore della federazione europea, in particolare quella della Comunità europea di difesa (CED) e della Comunità politica.

Abbandonate, nel giugno 1962, tutte le cariche federaliste, fra il 1962 e il 1965 fa parte della redazione de «il Mulino» ed è tra i promotori dell’«Associazione di cultura e di politica “il Mulino”», l’istituzione di controllo di tutte le attività promosse dal gruppo bolognese. Dal 1962 al 1966 è Visiting Professor al Centro di Bologna della School for Advanced European Studies dell’Università Johns Hopkins, ove tiene corsi sulla Comunità europea. Nel 1963 crea il Comitato italiano per la democrazia europea (CIDE) e nel 1965 fonda l’Istituto Affari Internazionali (IAI), per promuovere ricerche e studi sul ruolo e le responsabilità dell’Italia nella Comunità europea e di questa nel mondo.

Dal dicembre 1968 al luglio 1969 è consulente per gli affari europei dei ministro degli Esteri Pietro Nenni. Dal 1970 al 1976 è membro della Commissione esecutiva della Comunità europea, che tenta di trasformare nel vero motore politico dei processo di integrazione sovranazionale.

Eletto deputato al Parlamento italiano nel giugno 1976, come indipendente nelle liste del PCI, è presidente del gruppo misto alla Camera, e nello stesso anno viene nominato al Parlamento europeo. Nel 1979 gli è riconfermato sia il mandato al Parlamento italiano (dove è membro del gruppo misto), sia quello al Parlamento europeo (eletto per la prima volta a suffragio universale). Qui svolge un ruolo di particolare rilievo, facendosi soprattutto promotore, nel luglio 1980, dell’iniziativa istituzionale il – Club del Coccodrillo – che porta alla formulazione dei progetto di trattato di Unione europea da lui elaborato e approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo, il 14 febbraio 1984, con l’appoggio di deputati europei di tutti i gruppi politici e di diversi Paesi.

Rieletto nel 1984 al Parlamento europeo – dopo l’affossamento dei progetto di trattato fatto dai Vertici di Milano e di Lussemburgo –, rilancia nella primavera dei 1986 una nuova iniziativa costituente, ma qualche giorno dopo, il 23 maggio 1986, muore in una clinica romana.

 

E. Paolini

 

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Hanno detto di lui.!!!

 

Il ragazzo rosso di Gian Carlo Pajetta

Alle ʺseparateʺ ci ʺscontrammoʺ con Altiero Spinelli, un giovane comunista con diciotto

anni di carcere, pena forse aggravata dallʹaver dichiarato ai giudici in camicia nera che lui

di quello che aveva fatto rispondeva solo al Comitato centrale del Partito. Col direttore si

comportava allo stesso modo e di punizioni ne aveva collezionate quasi quante me. Mi

sarebbe andato bene, senonchè egli passava ormai per ʺcrocianoʺ, in attesa di diventare

più tardi ʺfederalistaʺ al confino. Malgrado una certa riluttanza da parte dei compagni che

erano stati tanti anni con lui, gli chiedemmo di chiarirci la sua ideologia. Fu un

passeggiare su e giù, lui Arturo Colombi e io: un poʹ una conversazione tra amici e un poʹ

un interrogatorio da inquisizione. Lʹeretico impenitente, non disposto a sottomettersi, fu in

qualche modo scomunicato. Il collettivo non poteva prendere delle misure, ma noi

volevamo che fosse chiaro, quando sarebbe arrivato al confino, che a Civitavecchia le sue

posizioni ideologiche e politiche erano state ritenute estranee, nel modo più assoluto, a

quelle dei comunisti. Il ʺfederalistaʺ Spinelli, espulso quando fu al confino dal Partito , è

ora con me, come indipendente nel gruppo ʺcomunista ed apparentatiʺ al Parlamento

europeo. Ma quando vuole esercitare il suo spirito critico, a proposito di certi

atteggiamenti che non gli vanni, mi dice come certe cose, noi ʺ vecchi bolscevichiʺ, non le

facevamo e non le tolleravamo.

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Da Giustizia e Libertà: la storia di uomini che non trionfarono mai, ma che non furono mai vinti

di Gaetano Arfè

La storia della Sinistra Indipendente e dei suoi rapporti col Partito Comunista è ancora da

scrivere, nei suoi aspetti di collaborazione politica e in quelli, meno visibili, di

compenetrazione delle idee. Ma non cʹè bisogno di ricerche per cogliere lʹimportanza che a

questo processo si collega anche lʹazionista Altiero Spinelli, lʹuomo di Ventotene, confluito

dopo lunga odissea - Ulisse era il suo eroe - nelle file della Sinistra Indipendente. Con la

baldanza velata dalla ironia che lo distingueva, ma che in questo caso non era

ingiustificata, egli spiegò la sua scelta dicendo che erano stati i comunisti ad andare a lui e

non lui ai comunisti. Il suo vanto era quello di aver convertito allʹeuropeismo prima De

Gasperi, poi Nenni, infine Berlinguer. I tramiti per lʹultima conquista erano stati Giorgio

Amendola e Umberto Terracini. E in realtà è da lui che viene lʹultima spinta al processo di

nazionalizzazione del partito comunista, questa volta per la via maestra della sua

europeizzazione. Sarà lui ad accreditarlo e a legittimarlo in sede europea, promuovendo e

guidando nel parlamento di Straburgo la grande battaglia per lʹunione politica dʹEuropa,

facendo approvare, col voto di una maggioranza da lui costruita pezzo per pezzo, con tutti

gli strumenti disponibili, un progetto di trattato in grado di dare sbocco politicamente e

tecnicamente adeguato ad una necessità storica e ridotto poi dai governi dʹEuropa al

rachitico e asfittico mostriciattolo di Maastricht.

 

Per saperne di piu’ consulta il sito

 

http://www.altierospinelli.it

 


       


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