Home page Scrivi  
 
  WelfareLombardia: punto laico di informazione e di impegno sociale
www.welfareeuropa.it www.welfareitalia.it www.welfarenetwork.it www.welfarecremona.it
 
Chi siamo Links Contatti Collabora con noi
... News Lombardia
 News da

... Welfare canali
Attualità
Costituente Lombarda PD
Costituente PD
Cronaca Lombarda
Cultura
Dal Mondo
Dall' Italia
Dall'Europa
Economia
Ecumenici
Eventi Lombardi
Il caso Tamoil
In Breve
L'Opinione
Lettere a WL
Mediateca
Pace
Pirellone News
Politica
Radio Londra
Sociale
Ultimissime dalla Lombardia
Volontariato
Welfare


... in breve
... Top five links












 Da Cremona

04 Marzo, 2005
Cremona. Resoconto del Consiglio Comunale del 24 settembre 2007.
L’esponente leghista ha detto di ritenere la figura del Presidente del Consiglio Comunale al di sopra delle parti, una figura dunque di garanzia, per questo ha dichiarato non corretto, per ragioni di opportunità, che il ruolo di Presidente del Consiglio .

CONSIGLIO COMUNALE DEL 24 SETTEMBRE 2007

In apertura di seduta ha chiesto e ottenuto la parola il consigliere Italico Maffini, Lega Nord. L’esponente leghista ha detto di ritenere la figura del Presidente del Consiglio Comunale al di sopra delle parti, una figura dunque di garanzia, per questo ha dichiarato non corretto, per ragioni di opportunità, che il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale sia attualmente detenuto dal segretario del maggiore partito di maggioranza, fatto che crea disagio nella minoranza. Per questo ha chiesto al Presidente Fanti di pronunciarsi sull’argomento e di avviare eventualmente un dibattito. Il Presidente del Consiglio Mauro Fanti si è detto stupito che tale questione sia stata sollevata in sede consiliare e non sia mai stata prima affrontata nell’ambito dell’Ufficio di Presidenza: è quella infatti la sede più opportuna per discutere della questione e dare delle risposte, non certo in Consiglio e senza preavviso. Il Presidente Fanti si è infine riservato di porre la questione all’attenzione del prossimo Ufficio di Presidenza.

 

Interrogazione presentata in data 22 giugno 2007 dal capogruppo del gruppo consiliare Alleanza Nazionale Irene Nicoletta De Bona in merito ai criteri applicati per la definizione delle rette pagate agli asili nido comunali (Testo dell’interrogazione: Considerato che la retta mensile per gli asili nido comunali viene stabilita annualmente, nel mese di settembre, dalla Giunta Comunale, tenendo conto dei criteri fissati approvati dal Consiglio Comunale, in relazione all’Indicatore di Situazione Economica Equivalente (I.S.E.E.) riferito all’ultima dichiarazione dei redditi utile; Considerato che, a nostro parere, il range tra la retta minima  - Euro 40,00 - e la retta massima - Euro 576,05 - è troppo elevato; si chiede di conoscere, al fine di poter obiettivamente valutare nuovi criteri di calcolo rette: con quali criteri siano stati stabiliti, rispetto all’anno scolastico 2006/2007, le rette mensili degli asili nido e, in particolare l’importo di Euro 7.500,00 per l’accesso alla riduzione della tariffa; la retta mensile, cosiddetta retta massima, al tempo di frequenza normale definita in € 575,06; la riduzione massima corrispondente al livello ISEE di € 7.500,00 definita in € 535,06; il livello minimo di contribuzione fissato in € 40,00; quanti sono i bambini iscritti nell’anno scolastico 2006/2007 e quante sono le famiglie interessate e di queste, quante usufruiscono di riduzioni di rette e a che titolo e se gli uffici sono già in possesso di dati relativi all’anno scolastico 2007/2008; quali sono gli importi delle altre rette comprese nel range € 40,00, minima,  € 576,05, massima; quante sono le famiglie che pagano le rette più basse e di che nazionalità sono; quanto sono le famiglie che pagano le rette più alte e di che nazionalità sono; mediamente a quanto ammontano le rette pagate dalle famiglie italiane; mediamente a quanto ammontano le rette pagate da famiglie di stranieri; se vengono effettuare verifiche periodiche sulle autocertificazioni rilasciate dai genitori per le rette asili nido; se sì, con che cadenza o con quali criteri. Se no, per quali motivi).

 

All’interrogazione ha risposto l’Assessore alle Politiche Educative Daniela Polenghi: Con deliberazione del Consiglio Comunale del 29 marzo 2001 veniva approvato all’unanimità il nuovo regolamento per il funzionamento degli asili nido comunali. Nell’ambito di tale regolamento, all’art. 14, viene previsto che la retta per la frequenza sia determinata sulla base dei criteri stabiliti dal Consiglio Comunale con apposita deliberazione in relazione al costo del servizio. Il 27 settembre 2001 il Consiglio Comunale provvedeva all’approvazione, all’unanimità, dei criteri da applicare per la determinazione della retta di frequenza agli asili nido comunali. Il regolamento è stato successivamente modificato il 19 dicembre 2002, con 24 voti favorevoli e 9 astenuti, agli articoli 7, 9 e 14 a seguito dell’introduzione dell’Indicatore di Situazione Economica Equivalente (ISEE) di cui ai Decreti Legislativi n. 109/98 e 130/2000. Con deliberazione consiliare del 19 dicembre 2002 si procede quindi all’esecuzione dei decreti legislativi sopra indicati con parere favorevole della Commissione Affari Istituzionali, della Commissione Servizi alla Persona, della Commissione Cultura e Politiche Educative e della Commissione Bilancio con 33 voti favorevoli e 2 astenuti. Successivamente, il 16 settembre 2003, con 23 voti favorevoli ed 1 astenuto, venivano nuovamente ripresi i criteri di applicazione del Decreto Legislativo n. 267/2000 che attribuisce alla Giunta la definizione della tariffa di accesso all’asilo nido e delle relative quote agevolatorie (come per tutti gli altri servizi). In questa occasione si è anche provveduto agli interventi agevolatori sulle famiglie numerose prevedendo sconti per la quota dovuta a partire dai nuclei con tre figli a carico fino a sei o più figli. L’intervento, non previsto dalla normativa ISEE ma possibile perché la normativa stessa lascia spazio a procedure correttive, si è reso necessario in quanto nel calcolo dell’ISEE viene applicato un coefficiente di suddivisione del reddito di molto inferiore rispetto al numero dei componenti il nucleo famigliare. Questa peculiarità aveva portato ad un innalzamento delle quote dovute dalle famiglie numerose anche del doppio e più rispetto alla quota calcolata con il precedente sistema che prendeva in considerazione i redditi lordi (dichiarazione dei redditi) suddivisi per il numero dei componenti il nucleo famigliare. La Giunta Comunale pertanto, a far tempo dall’anno scolastico 2003/2004, delibera di anno in anno i coefficienti di calcolo della retta in relazione all’ISEE ed al costo di servizio. Gli ultimi valori applicati sono individuati nella deliberazione di Giunta Comunale del 27 settembre 2006 e sono relativi all’anno scolastico 2006/2007. Il valore ISEE di € 7.500,00, individuato dalla Giunta Comunale per competenza e per tutti i servizi comunali, è stato ottenuto riparimetrando il valore del minimo vitale in utilizzo fino a quel momento. Di anno in anno la Giunta provvede alla conferma del valore o alla sua ridefinizione.

La retta massima definita dalla Giunta Comunale per l’anno scolastico 2006/2007 è di € 575,06. Il costo di ogni bambino è di € 736,95. Prendendo come riferimento, per l’anno scolastico 2006/2007 il mese di maggio (ultimo mese fatturato), le fatture stampate (numero alunni) sono 242 e le famiglie interessate sono 232. Gli alunni che usufruiscono della quota minima, le cui famiglie hanno un ISEE compreso tra € 0,00 e € 8.210,00 (il calcolo è di € 40,00 mensili) sono 107 su 242. Sui 242, gli alunni che usufruiscono della riduzione del 20% per fratelli (2° figlio frequentante il servizio asili nido), chiaramente non in quota minima (la quota minima è sempre fatta salva da qualsiasi riduzione), sono 6. Le famiglie che usufruiscono di riduzione per 3 figli minori a carico (riduzione del 10% della retta) e non rientrano nella quota minima sono 7. La famiglia che usufruisce di riduzione per 4 figli minori a carico (riduzione del 30% della retta) e non rientrano della quota minima è 1. La famiglia che usufruisce di riduzione per 5 figli minori a carico (riduzione del 50% della retta) e non rientrano quota minima è 1. Le famiglie che usufruiscono di agevolazione per genitore unico e non rientrano nella quota minima sono 9. Le rette mensili pagate dal settore Affari Sociali sono 16. Gli uffici non sono ancora in possesso dei dati relativi all’anno scolastico 2007/2008 che sono in corso di rilevazione. Per i bambini che sono già iscritti all’asilo nido e passano di sezione, prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, nel mese di luglio, viene inviata una richiesta di compilazione di un’autocertificazione della situazione famigliare e dell’ISEE da riconsegnare presso i nostri uffici solitamente entro il 15 settembre. Gli utenti con ISEE compreso tra 0,00 ed € 7.500,00 (prima fascia) sono 96. Gli utenti con ISEE compreso tra € 7.500,01 ed € 8.210,00, che pagano comunque la retta minima di € 40,00 (come risulta dal calcolo dell’espressione matematica corrispondente alla prima fascia) sono 11. Gli utenti che hanno un ISEE familiare compreso tra € 8.210,01 ed € 10.500,00 rientrano nella 2ª fascia di contribuzione, con retta superiore alla “quota minima”, sono 19. In questa fascia di contribuzione 5 alunni sono di nazionalità straniera. Gli utenti che hanno un ISEE familiare compreso tra € 10.500,01 ed € 15.000,00 rientrano nella 3ª fascia di contribuzione sono 38. In questa fascia di contribuzione 1 alunno è di nazionalità straniera. Gli utenti che hanno un ISEE familiare compreso tra € 15.000,01 ed € 30.000,00 rientrano nella 4ª fascia di contribuzione sono 63. In questa fascia di contribuzione 1 alunno è di nazionalità straniera. Gli utenti che hanno un ISEE familiare compreso tra € 30.000,01 ed € 60.000,00 rientrano nella 5ª fascia di contribuzione sono 11. In questa fascia nessun alunno è di nazionalità straniera. Una sola famiglia ha un valore ISEE superiore ad € 60.000,00. In questa fascia nessun alunno è di nazionalità straniera. Una sola famiglia non ha presentato la dichiarazione ISEE e pertanto paga la retta massima. In questa fascia nessun alunno è di nazionalità straniera. Gli utenti che per valore ISEE pagano la quota minima sono 107. Di questi 107 utenti 52 sono di nazionalità italiana e 55 di nazionalità straniera. Gli utenti che pagano le rette più alte sono 12 e tutti di nazionalità italiana. La retta media matematica delle famiglie italiane (sulla fatturazione del mese di maggio 2007) è di € 192,77. Le rette pagate dalle famiglie straniere ammontano mediamente ad € 51,64. Il Comune interviene, quindi, con una quota minima di € 161,89 sulla quota di coloro che pagano la retta massima. L’intervento comunale aumenta al diminuire dell’ISEE famigliare e dunque della retta. Per l’anno scolastico 2006/2007 133 alunni hanno consegnato l’autocertificazione per il passaggio di sezione dal precedente anno scolastico; si sono pertanto presentati in ufficio da luglio a settembre 2006. Nella quasi totalità dei casi ai genitori è stata fatta allegare fotocopia delle ultime due pagine dell’attestazione ISEE, oppure si sono presentati in ufficio ed hanno esibito l’originale della dichiarazione ISEE. E’ stata quindi fornita una consulenza sulla compilazione del modulo, in particolare nell’apposito spazio previsto per il valore ISEE (importo, data ed ente di rilascio). Tutte le domande che riguardano l’ISEE vengono verificate per quanto riguarda la residenza degli alunni, il numero dei componenti il nucleo familiare, o genitori unici. Il Settore ha inviato al Nucleo Polizia Tributaria – Sezione Tutela Spesa Pubblica della Guardia di Finanza, in data 17 maggio 2007, un elenco dettagliato con 196 posizioni di nominativi che hanno ottenuto l’accesso al beneficio delle rette per asili nido agevolate in considerazione della propria condizione reddituale e patrimoniale determinata mediante gli appositi indicatori ISEE a seguito della presentazione della dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2005. In ogni caso è utile ricordare il significativo apprezzamento dell’utenza al termine dell’anno scolastico trascorso che attraverso l’indagine effettuata con appositi questionari ha espresso una percentuale di soddisfazione pari al 92%. Con deliberazione del 12 settembre 2007, la Giunta Comunale ha provveduto ad approvare i valori da applicare nella determinazione delle rette di frequenza agli asili nido comunali per l'anno scolastico 2007/2008. Nell’ottica di gravare il meno possibile sulle fasce medie, che già sostengono gran parte del carico della spesa per gli asili nido, si è provveduto ad elevare la “quota minima” da € 40,00 ad € 50,00, incrementando le altre fasce dell’indice ISTAT al 31 dicembre 2006 fissato nel 2%, pur in presenza, nel 2006, di un aumento dei costi per gli asili nido del 7,80% per effetto dell’applicazione del nuovo contratto di lavoro con conseguente erogazione anche degli arretrati contrattuali. Inoltre la Giunta Comunale, nella seduta del 5 settembre scorso, su proposta del Settore di competenza, ha espresso parere favorevole circa la necessità di porre attenzione alla normativa riguardante la presentazione della dichiarazione ISEE in quanto si verifica ormai che un bambino di genitori non conviventi ma comunque in presenza di riconoscimento da parte del padre (in assenza di altro atto giuridico), presentino unicamente la dichiarazione ISEE della madre figurando come genitore unico con tutte le facilitazioni che ne conseguono (posizione in graduatoria, calcolo della retta su un ISEE solo, riduzione della retta per genitore unico......). In analogia alle modalità utilizzate nel passato in occasione della presentazione della denuncia dei redditi, la proposta è di provvedere, in tali casi, alla richiesta della dichiarazione ISEE anche dell’altro genitore. La Giunta Comunale ha dato mandato al Settore di provvedere alla revisione del regolamento e dei criteri di calcolo della retta al fine di porre rimedio al problema.

La consigliera Irene Nicoletta De Bona ha ringraziato l’Assessore per la risposta esaustiva fornita, ribadendo comunque che, a suo giudizio, la forbice rimane troppo ampia, anche se è positivo che la quota minima sia stata innalzata, sarebbe opportuno però abbassare la massima. In ogni caso l’esponente di AN si è riservata di proporre proposte alternative.

 

Interrogazione presentata in data 3 settembre 2007 dal capogruppo del gruppo consiliare Alleanza Nazionale Irene Nicoletta De Bona in merito alla misurazione dei risultati della campagna informativa “A Cremona vivo bene perché. . .”(Testo dell’interrogazione: In considerazione del fatto che  l’iniziativa “A Cremona vivo bene perché . . .” promossa dall’Assessorato alla Sicurezza e Polizia Municipale ha come obiettivi prioritari di – cito testualmente dal sito del Comune di Cremona -: contrastare il senso di insicurezza ed incentivare i cittadini ad uscire dalle proprie abitazioni per occupare gli spazi pubblici all’aperto, mostrando Cremona quale città viva e vitale; influire sulla sfera emotiva per diffondere la sensazione di vivibilità e sicurezza . . . .omissis; in considerazione del fatto che, in tema di sicurezza, leggiamo ogni giorno di diffusi episodi di microcriminalità e di incidenti stradali mortali; in considerazione del fatto che, per quanto riguarda gli spazi pubblici all’aperto, in particolare i parchi pubblici e i giardini, sono in un allarmante stato di degrado, sporcizia, mancanza di manutenzione, ecc.; in considerazione del fatto che, se viene promossa una campagna informativa con l’intento di contrastare qualcosa, per capire se detta iniziativa ha sortito degli effetti, bisogna poi essere in grado di effettuare delle analisi e verifiche ex – post; si chiede, al di là del dichiarato ed evidente intendimento “illusionistico”  - cioè di fronte al dato reale oggettivo, il senso di insicurezza, si “forza” la percezione del cittadino, influenzando la sua sfera emotiva - come codesta Amministrazione intende concretamente misurare gli effetti e i risultati che si prefiggeva di realizzare con tale campagna; come intende contrastare, concretamente, il senso di insicurezza, aumentando la sicurezza; come intenda provvedere a rendere gli spazi pubblici più vivibili, meno sporchi e mal curati).

 

All’interrogazione ha risposto l’Assessore alla Sicurezza Caterina Ruggeri: Sono consapevole di correre senz’altro il rischio di ripetere quello che in queste settimane il Sindaco ed io abbiamo continuato a raccontare. Cercherò di farlo arricchendo il dibattito con alcune pacate riflessioni. Chiedo però al  Presidente di concedermi qualche minuto in più rispetto a tempi contingentati, visto l’interesse politico e mediato riservato al progetto. Inizio con il prendere a prestito una felice battuta fatta nei giorni scorsi dal Presidente Giorgio  Napoletano in occasione della sua visita a Napoli quando ha affermato che  “una buona notizia non è una notizia”.   Ed è  quanto è accaduto nella nostra città: ha sorpreso e irritato il fatto che alcuni cittadini cremonesi abbiano parlato bene della loro bella città, dichiarandosi disponibili a testimoniare che a Cremona vivono bene, in contrasto con la quotidiana spettacolarizzazione di fatti negativi. E’ questo forse il vero scandalo. Questi cittadini hanno osato contrastare chi detta i temi della politica locale,  hanno voluto esprimere liberamente un loro punto di vista, senza passare dal correttore di bozze. Sono stati così  bersaglio di attacchi furiosi perché hanno disobbedito al pensiero dominante che è quello orientato a denigrare Cremona, rappresentarla pericolosa, inospitale, invivibile, abitata da incivili, blindata da degrado, risse e abbandono, preda di  furti e rapine. Si è visto: chiunque provi a contrastare questa immagine di Cremona, viene considerato  “fuori di testa” o “ridicolizzato”. Guai a chi prova a rappresentare  una città accogliente, animata, vivace e solidale, quale è Cremona. Ce lo dicono i turisti e i cittadini ospiti (specie quelli che in questi giorni vengono da Milano. Città nella quale gli autisti dei tram e i tassisti, per poter fare il loro lavoro, pretendono di essere scortati dalla polizia. A questo proposito, chiedo come mai non vengono chieste le dimissioni del vicesindaco  De Corato, con delega alla sicurezza, vista la tempestività con la quale dal primo giorno di questo mandato AN chiede le mie, per fatti che neppure sfiorano la situazione milanese? Questa premessa mi è necessaria per illustrare le ragioni di questa campagna che, ribadisco, è una campagna sulla qualità della vita a Cremona e che ha come obiettivo quello di valorizzare: il senso di comunità, l’appartenenza al territorio, la voglia di partecipare; la qualità della vita e l’amore per la propria città  l’uso dei servizi e degli spazi della città; quanto l’Amministrazione è vicina e prossima  ai cittadini; le diverse opportunità offerte da una pluralità di soggetti. Per farlo con il massimo impatto possibile e a costi minimi, abbiamo utilizzato lo strumento più immediato e riconoscibile e cioè i cittadini di Cremona. Con il loro volto e il loro pensiero ci hanno raccontano con semplicità  aspetti di vita quotidiana, il loro punto di vista di come vivono e vedono  Cremona e lo hanno fatto in modo del tutto autonomo, assolutamente libero da ogni condizionamento. Il dibattito, se così si può definire, che si è aperto in città ha voluto strumentalmente spostare fin da subito l’attenzione sul tema sicurezza. C’è stato addirittura chi, ancor prima di leggere la proposta“....io vivo bene a Cremona perché”, l’ha  voluta trascrivere alla stampa utilizzando”... a Cremona mi sento sicuro perché”, giusto perché appunto il benessere non è una notizia, ingenerando una voluta confusione. Con queste immagini positive non si ha avuto di certo la pretesa di  disconoscere la complessità del governo di alcune questioni aperte, né prendere in giro chi ha subito attacchi dalla microcriminalità. D’altronde  la città è una lotta tra mille interessi, associazioni di categorie, gruppi politici avversi, imprenditori, cittadini residenti, city user, nuovi cittadini, i tassisti, gli ambulanti, gli studenti, i lavoratori, ecc., e il dibattito era scontato, non di certo con questi toni e con una tale dimensione. Ma, tornando al tema, l'altro obiettivo di questa campagna è stato quello di valorizzare Cremona, una città dove, che si voglia ammetterlo o no,  la qualità della vita è in testa alle classifiche nazionali. Che si voglia ammetterlo o no è anche una città piena di iniziative culturali e  commerciali di qualità,  ma anche generosa di interventi  sociali e solidali, con una cittadinanza attenta  alle proposte e all’attività di questa Amministrazione, disponibile al confronto, anche in modo vivace e critico. Che si voglia ammetterlo o no, è anche una città con una forte rete sociale che costituisce un importante ammortizzatore dei disagi della terza età e della solitudine. Questo ci hanno detto i cittadini. Colgo l'occasione per ringraziarli ancora una volta, così come i collaboratori che hanno  lavorato attorno a questa comunicazione. Forse neppure loro pensavano di essere così presi di mira e al centro di una così violenta polemica, ma la loro disponibilità è stata ripagata dal consenso di molte altre cittadine e cittadini che si riconoscono in questa immagine di Cremona. Sono volti di persone  serene, è vero, ma avremmo forse dovuto tappezzare la città con immagini tristi e impaurite? E' al contrario uno sguardo che sa riconoscere le tante iniziative messe in campo per animarla e vivacizzala, attività promosse dal pubblico e dal privato. Progetti per garantire servizi efficienti, sempre. Ricordo i vivaci Giovedì d'estate, la rassegna di Poesia dello scorso maggio, promossa dall'Associazione Era di Maggio, il Festival d'estate all'Arena Giardino, appena concluso che ha visto  la presenza di oltre 20.000 spettatori, il Festival delle Muse, il Busker Show Festival di un recente weekend. Solo per citare alcuni eventi che hanno richiamato migliaia di persone fino a notte tarda in questa città inospitale e pericolosa. Ma voglio citare anche altri eventi e alcuni numeri per rappresentare la vivacità di Cremona:  Mondomusica, quest'anno arricchito dai capolavori di Andrea Amati. Un salone  degli strumenti d'artigianato musicali, legato  alle nostre tradizioni: E' l' evento di questi giorni e che, solo lo scorso anno, ha  richiamato 3000 visitatori,  una adesione colta e raffinata proveniente da tutto il mondo. Un altro evento, la Fiera del Bovino da latte,  legato al mondo dell'agricoltura e della zootecnia, patrimonio del nostro territorio. Anche qui in pochissimi giorni lo scorso anno sono arrivati 48.000 visitatori. Visitatori e operatori   che, oltre all'interesse per  l' evento, collocato in zona periferica, hanno colto  le altre opportunità offerte dalle iniziative e dalla bellezza del nostro centro cittadino. Infine e solo per citarne solo alcuni, la festa del torrone, a novembre. Anche questo straordinario evento, nel  cuore della città, nella nostra splendida  piazza medioevale, ha richiamato 30.000 visitatori in soli due giorni. Si può quindi intuire quale  trasversalità hanno queste iniziative, quanti settori, quanti servizi collaborano per i grandi risultati raggiunti. Perché non riconosce che tali eventi  fanno parte delle risorse di questa città? Cremona, una città che non si ferma mai.  Grazie anche al contributo delle attività commerciali e artigianali, la città, per tutta l'estate,  è riuscita a garantire l'apertura dei negozi, a turnare in modo equilibrato e a fornire un servizio efficiente ai cittadini più fragili. Cremona, una città solidale.  Il volontariato, l'associazionismo solidale ha continuato a fornire il suo silenzioso, ma importante servizio alla città, garantendo a tanti una buona vita di relazione. Cremona una città che vuole rassicurare i suoi cittadini e i suoi ospiti. La Polizia Municipale, rafforzando il suo organico, ha garantito più tranquillità ai residenti, raddoppiando la pattuglia del centro nel fine settimana e assicurando servizi straordinari per garantire la vivibilità della città, sia attraverso controlli stradali  che per la quiete pubblica. Sottolineo inoltre che attraverso la recente ordinanza del Sindaco  è stata prevista la chiusura obbligatoria alla 2  di quelle attività, come i venditori di kebab, che prima potevano rimanere aperti fino al mattino,  creando i lamentati e noti problemi dei cittadini. Sono solo alcuni aspetti di questa città  che non si vogliono vedere, né apprezzare, ma che i cittadini che la vivono e la abitano hanno saputo riconoscere con semplicità e o nestà, senza forzature.  Sanno anche che non vivono in un’ oasi felice, nella quale non esistono problemi, non sono così sprovveduti, né incoscienti. I cittadini intervistati sapevano con chiarezza che non era e non è questo l’obiettivo della comunicazione. E’ vero, il tema della qualità della vita è un tema trasversale alle tante politiche messe in campo da questa amministrazione.  Se però si vuole ricondurre a tutti i costi ogni progetto della sottoscritta, questo come altri,  al tema più “mediatico” della sicurezza, mi trovo assolutamente impotente. Se poi si vuole accollare, sempre a questo Assessorato, ogni nefandezza di questo mondo, come è accaduto in questi giorni, credo che tale atteggiamento travalichi ogni buon senso e diventi, questo sì, una pregiudiziale insostenibile, anche  per il disequilibrio  di strumenti mediatici per poter contrastare il vociare davvero assordante con riflessioni pacate.  Ma è anche vero che davanti ai pregiudizi, lo stesso Einstein  amava dire che “è più facile spezzare l’atomo che rompere i pregiudizi.” Condivido, questa è una battaglia persa.

La consigliera Irene Nicoletta De Bona si è detta non soddisfatta della risposta ottenuta dall’Assessore.

 

Approvazione dello schema di convenzione da stipularsi tra il Comune di Cremona ed i Comuni della Provincia già aderenti e/o che aderiranno alla Rete Provinciale dei Servizi Informagiovani.

 

Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità lo schema di convenzione da stipularsi tra il Comune di Cremona ed i Comuni della provincia già aderenti e/o che aderiranno alla Rete Provinciale dei Servizi Informagiovani in riferimento alla tipologia di ogni singolo Comune.

 

Finalità della Rete è offrire un più ampio ventaglio di risposte alle problematiche legate alla condizione giovanile ed in particolare a quelle connesse al passaggio alla vita adulta, alle scelte scolastiche ed all’inserimento nel mondo del lavoro, nonché di favorire la comunicazione tra giovani e realtà sociale. Tra la Provincia di Cremona ed il Comune di Cremona è stata stipulata una convenzione, che avrà scadenza naturale il 31 dicembre 2009, per la gestione ed il potenziamento della “Rete Provinciale dei Servizi Informagiovani” con lo scopo di collegare i Comuni interessati attivando in ognuno di essi un Centro o Punto Informagiovani. Per dare attuazione a quanto sopra si deve ora procedere alla stipula delle convenzioni tra il Comune di Cremona ed i Comuni della provincia già aderenti e/o che aderiranno alla Rete Provinciale dei Servizi Informagiovani. I competenti uffici hanno pertanto predisposto uno schema di convenzione e la tabella che riporta le quote di adesione, determinate in base al numero degli abitanti, che ciascun Comune della Rete dovrà versare al Comune di Cremona. Con successivo provvedimento verranno stipulate le singole convenzioni con i Comuni della provincia già aderenti e/o che aderiranno sulla base dei parametri fissati. Le convenzioni avranno validità fino al 31 dicembre 2009.

 

 

Approvazione definitiva del Piano di Recupero di iniziativa privata, in variante parziale al Piano Regolatore Generale vigente ai sensi della lettera d) e della lettera g), 2° comma, articolo 2 della legge regionale n. 23/97, presentato dalla Società F.lli Damiani di Damiani Riccardo & C. S.n.c. e relativo agli immobili siti in via Ca’ del Ferro denominati  Villa Belgiardino.

 

Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità (il consigliere Matteo Lodi, Verdi per la Pace, non ha partecipato al voto) ed in via definitiva il Piano di Recupero di iniziativa privata, in variante parziale al vigente Piano Regolatore Generale (P.R.G.) ai sensi della lettera d) e della lettera g) – comma 2°, articolo 2 della legge regionale 23 giugno 1997 n° 23, presentato dalla Società F.lli Damiani di Damiani Riccardo e C. S.n.c., relativo agli immobili siti in via Ca’ del Ferro denominati Villa Belgiardino.

Con deliberazione del Consiglio Comunale del 23 aprile 2007 il Comune di Cremona ha adottato il Piano di Recupero di iniziativa privata, in variante parziale al vigente Piano Regolatore Generale (P.R.G.), presentato dalla Società F.lli Damiani di Damiani Riccardo e C. s.n.c., relativo agli immobili situati in via Ca’ del Ferro denominati Villa Belgiardino. A seguito della pubblicazione degli atti riguardanti il Piano di Recupero non è pervenuta alcuna osservazione. Si prende atto del parere favorevole con osservazioni dell’ASL, dando mandato agli uffici competenti (Sportello Unico per le Imprese e per l’Edilizia) di riportare le prescrizioni espresse, nei provvedimenti abilitativi relativi alla realizzazione degli insediamenti previsti. Gli atti del Piano di Recupero di iniziativa privata in variante parziale al P.R.G. vigente definitivamente approvati saranno depositati presso la Segreteria Comunale ed un apposito avviso di avvenuta approvazione sarà affisso all’Albo Pretorio. Copia autentica della deliberazione di approvazione e degli elaborati tecnici costituenti il Piano di Recupero di iniziativa privata in variante parziale al P.R.G. vigente sarà inviata per conoscenza alla Provincia di Cremona ed alla Giunta Regionale. Il Piano di Recupero di iniziativa privata in variante parziale al P.R.G. vigente acquisterà efficacia con la pubblicazione dell’avviso di approvazione definitiva sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (B.U.R.L.). Successivamente alla pubblicazione dell’avviso di approvazione definitiva sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (B.U.R.L.), sarà possibile procedere alla stipula della convenzione urbanistica che regola l’attuazione del Piano di Recupero stesso.

 

Gli immobili interessati dal Piano di Recupero sono situati in via Ca’ del Ferro. L'intervento previsto riguarda un'area (superficie fondiaria) di 4.360 metri quadrati su cui si trova un importante esempio di villa ottocentesca con giardino annesso e strutture accessorie (quali serre, orangerie, ecc...) collocato nella zona est della città. Una lapide in marmo posta all'ingresso di via Belgiardino porta l'iscrizione Villa Bel Giardino. Fu costruita, verso la fine dell’Ottocento, come residenza di campagna per volere della Contessa Beltrami, che la detenne fino al secondo decennio del '900. L'organismo è suddiviso in diversi corpi di fabbrica tra i quali l'edificio posto a nord, la villa, risulta il più importante. Si struttura secondo un impianto rettangolare, con schema distributivo di tipo tradizionale, con atrio-androne al piano terreno. Il fabbricato posto a sud, su strada, più ridotto di profondità, era adibito un tempo ad abitazioni degli ortolani che coltivavano il giardino e il frutteto. In origine, nello spazio aperto vi erano numerose essenze pregiate e più di mille alberi da frutta. Ad est, vi è il corpo di fabbrica che un tempo era adibito a rustici di servizio (lavanderia, legnaia ecc...). Il fabbricato posto ad est veniva un tempo utilizzato come rimessa per le carrozze, per accessori e in parte come limonaia e presenta un certo interesse architettonico per le decorazioni che lo caratterizzano (fregi, formelle, lese ne aggettanti complete di capitello e architrave di cotto). Più a nord della villa si trovano due fabbricati adibiti a serre con foggia di tempietto che in origine venivano utilizzate per il ricovero dei fiori d'inverno. Le stesse sono caratterizzate da colonne in muratura intonacate. Un tempo erano chiuse con serramenti in ferro e vetro. Ad ornamento del giardino vi era una fontana circolare, alimentata da un serbatoio d'acqua che conteneva pesci, in particolare storioni. Sul fondo del lato nord, all'altezza delle serre, sono ancora visibili due pilastri in muratura che un tempo delimitavano l'accesso dalla campagna. I rustici vennero eretti dopo gli anni Trenta. Attualmente, la proprietà è della Società F.lli Damiani di Damiani Riccardo & S.n.c., con sede in Milzano (BS). Gli immobili interessati dall'intervento sono azzonati nel PRG vigente come zona Ac 4 ­ Cascine: edifici e complessi che, allo stato, in seguito alla dismissione della originaria funzione agricola, risultano, nella loro interezza o in gran parte, privi di destinazione. Il complesso edilizio, inoltre, non è individuato come zona di recupero in quanto classificato in categoria A. Per l'adozione e la successiva approvazione del Piano di recupero è pertanto necessario provvedere a una variante. Il Piano di Recupero prevede la realizzazione di un complesso edilizio abitativo mediante il recupero funzionale degli edifici esistenti, da attuarsi attraverso ristrutturazione edilizia e la nuova costruzione di autorimesse interrate. In particolare, l'intervento di ristrutturazione consiste nella demolizione e successiva ricostruzione dei solai, delle murature interne, dei collegamenti verticali e della copertura. Le murature perimetrali, lesene e marcapiani saranno mantenuti e recuperati, nel rispetto della sagoma, dei volumi e delle superfici esistenti. Per quanto riguarda il fabbricato accessorio posto ad est (ex limonaia), sarà ceduto gratuitamente alla Amministrazione Comunale, unitamente alla sua area di pertinenza, con realizzazione di opere edilizie al rustico da parte del soggetto attuatore a scomputo o neri. I due fabbricati adibiti a serre con foggia di tempietto sono, invece, oggetto di un intervento di risanamento conservativo. Infine, il progetto prevede la costruzione di 40 autorimesse interamente interrate; il relativo solaio di copertura sarà trattato a giardino pensile al fine di evitare qualsiasi impatto negativo con il contesto. La destinazione d’uso è di residenza. In base alle normativa vigente anche in caso di ricorso a piano di recupero non è consentita la demolizione di edifici di pregio architettonico od ambientale o di parti di essi, mentre i vari interventi, anche previsti dai piani di recupero,  devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il mantenimento della coerenza tipomorfologica dei complessi. Per quanto riguarda gli spazi comuni, non sono consentite divisioni degli spazi comuni che alterino l'aspetto morfologico delle cascine. In particolare è vietata la realizzazione di muri divisori nella corte centrale e nelle aree  pertinenziali di interesse ambientale, inoltre gli spazi  pertinenziali, in particolare le corti centrali, devono essere lastricati con materiali che, per tradizione locale, sono d'uso diffuso. Il piano propone la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria consistenti nelle opere edilizie per la sistemazione al rustico dell' ex limonaia, per un importo totale di € 37.340,21 (superiore alla somma dei contributi per o neri di urbanizzazione secondaria) . Dovrà invece essere corrisposto, secondo le modalità di pagamento in vigore al momento del rilascio dei provvedimenti abilitativi, il contributo commisurato all'incidenza delle opere di urbanizzazione primaria. Ai fini della determinazione della dotazione di servizi da assicurare, le operazioni di trasformazione previste non comportano un incremento del peso insediativo in quanto, a parità di superficie rispetto a quella preesistente, non comportano variazioni d'uso e quindi non modificano la dotazione di standards dovuta in rapporto alla situazione preesistente.

 

 

Decentramento delle funzioni catastali ai Comuni. Costituzione del  Polo catastale dei Comuni del Cremonese per la gestione in forma associata dei servizi e delle funzioni catastali. Esercizio delle funzioni da parte del Comune e convenzionamento con l’Agenzia del Territorio.

 

Dopo l’illustrazione da parte dell’Assessore Celestina Villa (che ha spiegato le motivazioni di questa importante e rilevante scelta, cosa comporta la sfida che l’Amministrazione ha intrapreso e grazie alla quale si vuole dare un servizio più efficace ai cittadini assumendo tutte le funzioni catastali, aggiungendo quindi che il Polo catastale prevede tre sub ambiti, Cremona, Casalmaggiore e Soresina, ciascuno con un proprio sportello, dunque più vicino al loro territorio, con un servizio così decentrato), dopo gli interventi dei consiglieri Italico Maffini, Lega Nord (che ha chiesto alcuni chiarimenti sulla futura organizzazione e sui costi dell’operazione), Sergio Giazzi, Democratici di Sinistra (che ha parlato di passaggio epocale), Carlo Salvatore Malvezzi, Forza Italia, (che, stante la bontà dell’iniziativa che si va ad intraprendere, ha sottolineato come tutto avvenga in un contesto normativo poco chiaro, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto delle risorse, sollecitando il Sindaco di chiedere all’ANCI di farsi interprete presso il Governo per ottenere risorse adeguate a svolgere i nuovi compiti che i Comuni vanno assumendosi), Enrico Manfredini, La Margherita (che ha sottolineato l’impegnativo compito che il Comune si appresta ad affrontare), il Consiglio Comunale, sentito infine il Sindaco che ha parlato di una rivendicazione che viene da lontano da parte dei Comuni ed ha elogiato il lavoro preparatorio svolto dai competenti uffici (sono 63 su 75 i Comuni del Cremonese che hanno sino ad ora aderito al Polo catastale), ha approvato a larga maggioranza (si sono astenuti i tre consiglieri di Alleanza Nazionale) le seguenti decisioni:

integrare la Relazione Previsionale e Programmatica 2007-2008 prevedendo l’assunzione del servizio di gestione associata diretta delle funzioni catastali delegate ai Comuni dalla legge;

assumere direttamente le competenze inerenti alle funzioni catastali conferite agli enti locali dall’articolo 1, comma 197 della Legge n. 296 del 27/12/2006, attraverso la costituzione di un Polo catastale dei Comuni riferito al territorio dei Comuni del comprensorio cremonese;

assumere la gestione di tutte le funzioni catastali in forma associata e con gradualità crescente, ai sensi dell’art. 3, comma 1 e comma 2, lett. c) del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 14 giugno 2007, opzione di III livello, da attuarsi entro i termini temporali previsti dal menzionato DPCM e a seguito della definizione della Convenzione con l’Agenzia del Territorio per tale opzione;

istituire, ai sensi dell’art. 30 del D. Lgs 18 agosto 2000, n. 267, il Polo catastale dei Comuni del Cremonese composto dalle Amministrazioni comunali aderenti, di cui all’allegato elenco, e che si farà carico delle modalità di espletamento della gestione delle funzioni di cui al punto precedente;

designare il Comune di Cremona quale ente capofila per gli adempimenti previsti e per gli o neri da corrispondere ai sensi dell’art. 10, comma 2, del DPCM del 14.06.2007;

approvare lo schema di convenzione per la costituzione del  Polo catastale dei Comuni del Cremonese per la gestione in forma associata delle funzioni e dei servizi catastali;

indicare, quale soggetto autorizzato alla stipula della Convenzione per la costituzione Polo catastale dei Comuni del Cremonese Mario Vescovi nella sua veste di Direttore del Settore Gestione Entrata e  Responsabile Coordinatore del Polo Catastale;

allegare alla presente deliberazione lo schema di convenzione con l’Agenzia del Territorio per l’esercizio delle funzioni catastali di cui all’opzione di III livello, ai sensi dell’art. 3, comma 2, lett. c) del sopra menzionato DCPM;

delegare il coordinatore del polo catastale alla firma della convenzione tra il Polo catastale dei Comuni del Cremonese  e la competente Agenzia del Territorio per l’esercizio delle funzioni catastali conferite sulla base delle disposizioni previste nel DPCM del 14.06.2007, relativamente all'opzione che sarà gestita nell'ambito del Polo stesso;

impegnarsi all’osservanza, secondo quanto previsto dal DPCM del 14.06.2007, delle regole tecniche, procedure operative e supporti applicativi adottando l’infrastruttura tecnologica, di cui al Protocollo d’Intesa stipulato tra l’ANCI e l’Agenzia del Territorio; 

dare atto che i rapporti finanziari tra i Comuni aderenti al Polo catastale sono disciplinati dall’articolo 12 dello schema di convenzione;

dare atto che i rapporti finanziaria tra i Comuni aderenti al Polo catastale sono disciplinati dall’art. 12 dello schema di convenzione, comprendendo anche l’investimento iniziale anticipato dal Comune di Cremona.

L’assunzione diretta delle funzioni e dei servizi catastali risponde alla volontà di quest’Amministrazione Comunale di essere responsabile della programmazione e della gestione del proprio territorio e quindi soggetto abilitato a registrare e ad introdurre in atti le eventuali modifiche verificatesi nel tempo nella consistenza e nella destinazione o nell’utilizzazione degli oggetti immobiliari. Tale intervento può garantire un maggior controllo sul territorio anche agendo in termini  di equità e trasparenza nell’attribuzione e nella ripartizione del carico fiscale gravante sulle abitazioni, nonché di integrazione fra alcuni Uffici comunali. Il costituente Polo catastale rientra nei limiti territoriali per l’esercizio delle funzioni catastali di cui all’articolo 6 del Protocollo d’Intesa sottoscritto dall’Agenzia del Territorio e dall’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani in data 4 giugno 2007. La modalità della gestione in forma diretta associata con cui si intende esercitare dal 1° novembre 2007, le funzioni catastali assegnate relative al territorio di propria competenza, rientra tra quelle previste all’articolo 2 del DPCM del 14 giugno 2007. E’ utile raccordare il sistema degli Enti Locali del comprensorio Cremonese, sostenendo l'obiettivo di costituire una rete di Enti Locali per favorire il trasferimento delle funzioni catastali. L’esercizio di funzioni associate tra Comuni rappresenta un importante strumento nelle mani dei singoli enti per migliorare i servizi offerti ai cittadini attraverso anche l’abbattimento dei costi derivanti dalle conseguenti economie di scala. La gestione diretta dei servizi e funzioni catastali in collaborazione con l’Agenzia del Territorio consentirà a quest’Amministrazione Comunale di migliorare l’integrazione dei processi tecnico-amministrativi catastali e comunali; migliorare la conoscenza dei beni immobiliari e quindi ottimizzare i processi impositivi sugli stessi; favorire il processo di allineamento fra informazioni catastali e comunali; rendere disponibili ai cittadini un servizio più agevole, funzionale e conveniente, in quanto fornito fisicamente nell’ambito del proprio Comune e non esclusivamente nella provincia di riferimento.

I Comuni del comprensorio cremonese hanno espresso la volontà di costituire il Polo catastale dei Comuni del Cremonese per la gestione congiunta con un'unica struttura dei servizi e funzioni proprie del Catasto previste dal DPCM del 14 giugno 2007, impegnandosi ad approvare nei propri consigli comunali l’apposita bozza di convenzione, nonché a stanziare la quota di partecipazione per le spese necessarie per supportare le attività del Polo catastale. Il costituente Polo catastale  ha diritto alle risorse assegnate ai Comuni per l’esercizio in forma diretta associata delle funzioni catastali, in base alle disposizioni di cui all’articolo 11 del DPCM del 14 giugno 2007,  nel quale sono anche previste le modalità di corresponsione finanziaria e le previsioni di assegnazione del personale. Nell’ambito delle forme previste dal D. Lgs 18 agosto 2000, n. 267, si intende confermare in regime di  convenzione fra gli Enti interessati lo svolgimento in forma associata dei servizi e funzioni catastali. Nelle indicazioni contenute nel Protocollo d’Intesa del 4 giugno 2007 concluso dall’Agenzia del Territorio e dall’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, dove sono individuate le risorse finanziarie, è determinato il contingente massimo di personale per l’esercizio delle funzioni catastali conferite ai Comuni e risultano stabiliti i requisiti e gli elementi necessari al convenzionamento, ivi compresi i livelli di qualità che i Comuni e l’Ufficio provinciale di riferimento devono assicurare nell’esercizio delle funzioni catastali di rispettiva pertinenza. Si attiverà la gestione di tutte le funzioni catastali in forma associata con gradualità crescente, ai sensi dell’articolo 3, comma 1 e comma 2, lettera c) del DPCM del 14 giugno 2007, opzione di III livello, da attuarsi entro i termini temporali previsti dal menzionato DPCM e a seguito della definizione della Convenzione con l’Agenzia del Territorio, come prevede la Convenzione di costituzione del Polo catastale dei Comuni del Cremonese. Il Piano Previsionale delle entrate e delle spese, conseguente alla costituzione e gestione del costituendo Polo catastale, non ipotizza alcun o nere aggiuntivo gravante sui bilanci comunali degli esercizi 2007 – 2008 - 2009, fatte salve eventuali diverse risultanze finali da accertare in sede di conto consuntivo.

 

 

Verifica degli equilibri generali di Bilancio 2007 e ricognizione dello stato di attuazione dei programmi, ai sensi dell’articolo 193 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267.

 

Il Consiglio Comunale, sentito il relatore (Assessore Celestina Villa), con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti in aula (14 sono stati i voti contrari su 37 votanti), ha dato atto che, sulla base delle attuali conoscenze e normative, l’andamento della gestione del Bilancio Preventivo 2007 non fa prevedere situazioni di squilibrio e, pertanto, permanendo gli equilibri generali, non si rende necessaria l’adozione di alcun provvedimento. Ha dato atto altresì dello stato di attuazione dei programmi. Ha dato atto, inoltre, che resta salva la successiva adozione di eventuali opportuni provvedimenti di modifica al Bilancio Preventivo 2007, qualora si rendessero necessari in relazione all’andamento della gestione. Ha dato infine atto che non risultano debiti fuori bilancio.

La normativa prevede di effettuare la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi, dando atto del permanere degli equilibri generali di bilancio o, in caso di accertamento negativo, adotta contestualmente i provvedimenti necessari per il ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio, per il ripiano dell’eventuale disavanzo di amministrazione risultante dal rendiconto approvato e, qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo, di amministrazione o di gestione, per squilibrio della gestione di competenza o dei residui, adotta le misure necessarie a ripristinare il pareggio.

       


 Invia questa news ad un'amico Versione stampabile Visti: 1105 | Inviati: 0 | Stampato: 66)

Prossime:
Cremona. Le statistiche del Sole 24 Ore confermano che Cremona è agli ultimi posti per le multe – 04 Marzo, 2005
Cremona.La Prefettura di Cremona avrà un nuovo Centro telecomunicazioni – 04 Marzo, 2005
Cremona.Interrogazione dei consiglieri Giampaolo Dusi e Andrea Ladina sulle escavazioni del fiume Og – 04 Marzo, 2005
Cremona. Manifestazione a Corte Madama per dire NO alle megadiscariche – 04 Marzo, 2005
Cremona.Casalmaggiore: al via la formazione per le imprese – 04 Marzo, 2005

Precedenti:
Cremona. Campi sperimentali mais: 110 anni di esperienza – 04 Marzo, 2005
9° Triathlon Sprint Città di Cremona – 04 Marzo, 2005
Cremona. Appello della Carita sull'inizio dell'anno scolastico 2007. – 04 Marzo, 2005
Enrico Letta a confronto con le categorie economiche – 04 Marzo, 2005
Lodi. Monitoraggio e controlli su tutto il territorio – 04 Marzo, 2005








... dalle Province

• Bergamo. POESIA DI NATALE 2010
• Brescia. Il Prefetto di Brescia ha visitato i luoghi simbolo della Città di Lonato del Garda
• Como. frontalieri alla manifestazione europea del 29 settembre a Bruxelles
• Crema. Cappella Cantone non deve diventare una nuova Terzigno
• Cremona. Corso per barman
• Lecco.Dibattito su acqua pubblica
• Lodi.L’Italia dei Valori della Provincia di Lodi si struttura
• Mantova.Eventi di dicembre a Villa Maddalena di Goito
• Milano.Invito a partecipare alla serata di poesia con FRANZ KRAUSPENHAAR
• Milano. AltriMondiali by Matatu
• Milano. Nuovo numero di Altreconomia
• Monza: Concorso di Pittura “Paesaggi di Brianza” 2010 - II edizione
• Pavia. Fiaccolata contro la violenza fascista
• Sondrio.Gravedona: raccolti 35 quintali di lana grazie agli allevatori del Lario e del Ceresio
• Varese. Esordio per due nuovi assessori.





| Home | Chi siamo | Collabora con noi | PubblicitàDisclaimer | Email |
"  www.welfarelombardia.it supplemento di www.welfareitalia.it , portale di informazione on line, è iscritto nel registro della stampa periodica del Tribunale di Cremona al n. 392 del 24.9.2003- direttore responsabile Gian Carlo Storti
La redazione di Welfare Lombardia si dichiara pienamente disponibile ad eliminare le notizie che dovessero violare le norme sul copyright o nuocere a persone fisiche o giuridiche.
Copyright Welfare Lombardia 2002 - 2009