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 Economia

04 Marzo, 2005
L'andamento del commercio fisso al dettaglio a Lodi
Un approfondimento dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Lodi

Un approfondimento dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Lodi

 L’ANDAMENTO DELLE VENDITE DEL COMMERCIO FISSO

AL DETTAGLIO  NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2007

Prospettive in miglioramento per la seconda parte dell’anno

1  L’ ISTAT ha reso pubblico in questi giorni i dati relativi alle vendite del commercio fisso al dettaglio svolto da negozi, supermercati e ipermercati. A livello nazionale il commercio al dettaglio ha segnato a fine giugno, rispetto al giugno dello scorso anno, un incremento delle vendite dei prodotti alimentari   e dei non-alimentari. Una corretta lettura dei risultati impone di tenere presente che il dato è riferito al valore corrente delle vendite e incorpora pertanto la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi.

L’indice grezzo del valore del totale delle vendite del commercio fisso al dettaglio fornito dall’Istat (base 2000=100), risulta pari a 108,0 e presenta un aumento dello 0,7 per cento rispetto alla stessa data del 2006. Lo stesso indice, ma destagionalizzato, registra invece un incremento trimestrale ( quindi congiunturale) dello 0,1 per cento rispetto al mese di maggio. Variazioni congiunturali di uguale entità sono registrate dall’indice destagionalizzato dei prodotti alimentari  e dei prodotti non alimentari..

La ripartizione geografica per grandi aree seguita dall’Istat, evidenzia per il Nord-est ( Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Lombardia  con 11 province, compresa Lodi), una crescita dell’1 per cento, dove le vendite degli alimentari sono cresciute in misura maggiore (più 1,4 per cento) rispetto alle vendite di prodotti non alimentari (più 0,6 per cento).

Con riferimento alla dimensione delle imprese, il valore delle vendite rilevato alla fine del primo semestre del 2007 ha registrato incrementi tendenziali per le piccole attività (fino a 2 addetti) e per le grandi imprese (da 6 a oltre 20 addetti), rispettivamente del più 1,0 per cento e più 1,3 per cento e una flessione nelle medie imprese (dai 3 ai 5 addetti) di meno 1,8 per cento.

Il dato riassuntivo dell’andamento nei primi sei mesi del 2007 evidenzia che tutte le forme di vendita della grande distribuzione con l’eccezione degli ipermercati che hanno presentato una variazione nulla,  hanno segnato rispetto al periodo gennaio-giugno 2006  un aumento di valore delle vendite: hard discount (più 3 per cento) , supermercati e grandi magazzini (più 0,5 per cento), altri specializzati ( più 1,8 per cento).

Per quanto riguarda i singoli prodotti, gli incrementi di valore delle vendite nel semestre gennaio-giugno 2007 rispetto al semestre gennaio-giugno 2006 presentano risultati diversificati: alimentari (più 0,7 per cento), abbigliamento (più 1, 2 per cento), calzature ( più1,7 per cento), elettrodomestici(più 0,8 per cento), utensileria per la casa (più 1,1 per cento) foto ottica (più 0,9 per cento), profumeria (più 1,1 per cento), carto-libreria (più 0,7 per cento). Uniche eccezioni i gruppi  altri prodotti e  prodotti farmaceutici che hanno registrato flessioni, rispettivamente dello 0,7 e dello 0,2 per cento e il gruppo dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia, per il quale la variazione è stata nulla.

 2  La grande distribuzione organizzata e specializzata, che ha una sorta di  distretto nella provincia di Lodi (4 Grandi Magazzini, 10 Minimercati, 14 Grandi superfici specializzate, 24 Supermercati, 6 Ipermercati, 8 Centri commerciali) nel terzo bimestre del 2007, ha sostanzialmente stabilizzato la dinamica del giro d’affari dell’aggregato includente drogheria alimentare, bevande, freddo, fresco, cura della casa, cura della persona e cura degli animali  con un incremento di fatturato del 2,9 tendenziale. L’incremento del fatturato è stato sostenuto dalla variazione dei prezzi ( più 1,4 per cento) oltre che dal volume delle vendite. La performance è segnalata dall’ultima indagine di mercato svolta dal Centro Studi Unioncamere presso ipermercati e supermercati. Ovviamente, il miglioramento del fatturato della GDO, sintetizza realtà territoriali che spesso presentano percorsi dinamici disuguali a seconda delle regioni e delle province.

L’indagine di Unioncamere nazionale viene infatti condotta bimestralmente per grandi aree e i dati si intendono destagionalizzati. Il quadro che il monitoraggio del giro di affari della grande distribuzione nazionale presenta a conclusione del primo semestre dell’anno, regala segnali positivi: il fatturato mette a segno un più 2,9 per cento tendenziale, che è frutto di un sostanziale equilibrio tra la crescita stabile dei volumi di vendita su base annua (più 1,5 per cento) e dell’aumento dei prezzi (più 1,4 per cento).

Per quanto concerne le vendite, l’indagine riferisce anche l’andamento delle singole regioni. Dal dato aggregato delle 11 province della Lombardia si deduce che giugno si è chiuso con una variazione tendenziale del 2,1 per cento, mentre la variazione anno su anno (del 1 semestre 2007 sul 1 semestre 2006) corrisponde all’1,9 per cento.

Il dato di metà anno conferma in Lombardia la buona performance delle vendite dell’alimentare e dei settori relativi alla cura della casa e della persona (pari al 2, 2 per cento) mentre il settore altro non alimentare (tessile e abbigliamento, bazar, elettrodomestici) presenta ancora una dinamica praticamente nulla (più 0,6 per cento). Nell’area Nord-ovest la crescita delle vendite nella GDO in Lombardia risulta superiore a quella della Liguria ( più 1,8 anno su anno)  ma meno intensa rispetto al Piemonte ( più 2,9 per cento anno su anno), in ogni caso superiore al dato medio dell’aggregato d’area (più 2,2 per cento) e inferiore al più 2,5 per cento realizzato sul territorio nazionale..

L’andamento del costo della spesa in ipermercati e supermercati ( più 1,4 per cento), secondo Unioncamere, mostra  nel terzo bimestre una dinamica in accelerazione rispetto a quella del secondo  bimestre, quando si era attesta al più 1,2 per cento.

Nel primo semestre 2007 il costo della vita dell’alimentare presenta inoltre una variazione tendenziale del più 1,5 per cento (in parte determinata dall’aumento della spesa per animali, più 3,4 per cento), mentre i prodotti per la casa  hanno segnalato un incremento del più 1,8 per cento e quelli per la cura della persona  del più 0,5 per cento.

 3  I quadri nazionale e regionale  riassunti dalle indagini Istat e Unioncamere sono completati a livello locale dell’indagine congiunturale trimestrale del comemrcio condotta da Unioncamere Lombardia, alla quale collabora, per la provincia di Lodi, la Camera di Commercio con il proprio Ufficio Studi.

Le indicazioni tendenziali emerse a livello territoriale relativamente al volume d’affari  (giugno 2007 su giugno 2006) presentano le attività di distribuzione al minuto ancora in sofferenza. Il meno 2,3 per cento di base annua realizzato a fine giugno supera inoltre il dato medio della Lombardia ( meno 0,3 per cento) ed è decisamente il più marcato delle undici province lombarde. Esso segnala un peggioramento del dato tendenziale rilevato nel primo trimestre dell’anno ( meno 0,3 per cento)

Nel risultato di metà annata si riflettono la caduta del volume d’affari del piccolo commercio (dimensione 3-9 addetti) e quella delle grandi superfici organizzate (50-199 addetti); entrambe le categorie hanno infatti denunciato una perdita di  oltre il 4 per cento sui dodici mesi, mentre una spinta all’espansione è giunta dal commercio di media dimensione (10-49 addetti) il cui fatturato viene segnalato in crescita del più 3,5 per cento.

Considerando il tipo di attività economica, segnali di difficoltà sono da registrare nelle attività non specializzate ( meno 3,1 per cento), dei non alimentari (meno 1,7 per cento) mentre il comparto alimentare contiene le perdite a un  meno 1 per cento.

L’occupazione  è rimasta complessivamente invariata rispetto al trimestre precedente. Le piccole imprese  hanno comunque perso il 2,3 per cento della propria base di addetti, recuperati in grande misura dalle aziende di media dimensione operative nel  comparto non alimentare.

Le prospettive indicate dal commercio locale per fine settembre aprono alla speranza di  rilancio per la seconda fase dell’anno: il 38 per cento dei commercianti intervistati prevede un aumento delle vendite con settembre, mentre il 57  per cento si attesta su posizioni di cautela e prevede stabilità; con l’incremento delle vendite il 34 per cento di essi prevede anche un volume di affari in aumento e il 47 per cento si aspetta un trimestre di stabilità; infine, gli ordini ai fornitori sono avvertiti in  crescita dal 38 per cento delle imprese e stabili dal 51 per cento di esse.. In linea generale si sono ridotti sensibilmente quindi i casi di previsione negativa, da presentare un quadro previsionale nettamente migliore rispetto alle stesse prospettive segnalate dalla Lombardia nel suo complesso.

Camera di Commercio Lodi – Ufficio Stampa & Comunicazione  Rif. ALDO CASERINI

 


       


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