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 Eventi Lombardi

04 Marzo, 2005
OPERAZIONE PO 2007 - LA GOLETTA DEL PO – Legambiente
Intervento di Giuseppe Torchio, Presidente Provincia di Cremona

OPERAZIONE PO 2007 - LA GOLETTA DEL PO – Legambiente

Bissolati – via Riglio 12 Cremona – Martedì 28 agosto 2007 – ore 11.00 Conferenza Stampa

Intervento di Giuseppe Torchio, Presidente Provincia di Cremona

Per il terzo anno Legambiente propone alle comunità locali, azioni esemplari di tutela e di salvaguardia del Po, un richiamo alla malattia del principale corso d’acqua italiano.

Il “decalogo” di Legambiente presenta spunti interessanti, che meritano una contestualizzazione più ampia, a livello di distretto idrografico padano in relazione alle “Regioni del Po”.

 

Ben sappiamo, purtroppo, i mali cronici del Grande Fiume, come ha rilevato Andrea Poggio nel corso del convegno nazionale “L’uso plurimo delle acque” a Cremona: “Del Po ci si ricorda nella cronaca o quando c’è la piena o quando c’è la siccità oppure quando si deve inaugurare un ponte per passare oltre. È talmente un buco nero che il problema fondamentale è passarci oltre”.

Posso dirvi che in prima persona , fin dalla promozione della legge sulla navigazione alla Camera, in qualità di parlamentare prima e poi di Sindaco, coordinatore del Comitato di Consultazione dell’Autorità di Bacino e Presidente della Provincia di Cremona,  ho sollevato la questione del Po, come questione nazionale ed europea, sviluppando provvedimenti, proposte, iniziative.

La risalita del cuneo salino, che ha danneggiato irrimediabilmente per 25 chilometri i terreni  del Polesine, l’andamento sempre più carsico del fiume, il degrado ambientale delle fasce perifluviali, la piorrea dei ponti che richiedono finanziarie per la continua sistemazione, rappresentano solo alcuni nodi critici di un “Po sempre più ammalato”.

Occorrono, pertanto, interventi rapidi ed urgenti, sia sul versante naturalistico-ambientale che su quello strutturale, anche trasportistico.

Chiaro, al riguardo, il messaggio del presidente dell’VIII Commissione alla Camera, o n. Ermete Realacci nel corso del pre-congresso nazionale del Po a Cremona, tenutosi lo scorso Febbraio a Vegetalia “ho un pregiudizio favorevole alla navigabilità del Po. L’ho - lo dico francamente - per motivi di fascino dell’idea perché dal punto di vista turistico mi sembra interessante, perché è interessante anche dal punto di vista di abbassamento dell’impatto dei trasporti, dal punto di vista ambientale”.

Su tale ultimo versante, quello ambientale abbiamo già realizzato numerosi progetti ed altri sono in progress.

Ricordo “Un Po di foreste”, svolto in sinergia con la Regione Lombardia ed i Comuni di Cremona, Gerre de’ Caprioli e Casalmaggiore,  che ha visto la Provincia di Cremona in prima linea nella  realizzazione di  una vasta zona a  bosco fruibile, con lo sviluppo di iniziative e servizi per un turismo “ecologico” lungo i territori golenali.

Le azioni che si sono svolte, grazie al finanziamento regionale e della Fondazione Cariplo per 2.500.000,00 euro, hanno portato a sviluppare  grandi aree  forestate  che collegano i poli di Cremona a Casalmaggiore, passando per Gerre de’ Caprioli, creando una rete ambientale caratterizzata da  essenze arboree ed arbustive autoctone. 

Si tratta, quindi, di circa 1.000.000 metri quadrati di boschi naturali, con alcune aree a radura destinate alle attività più prettamente ricreative.

Inoltre, gli stessi Comuni hanno collaborato con la Provincia per  partecipazione al primo bando  regionale sui progetti pilota per la realizzazione di nuovi boschi e sistemi verdi multifunzionali.

E' di questi giorni l'approvazione regionale dei progetti definitivi che interesseranno 35,56 ettari  di nuovi boschi, per un costo totale delle opere di euro 711.286,00 che beneficeranno del contributo regionale di euro 547.143,08 e convoglieranno imprese private pari ad euro 164.142,92. Le opere di piantumazione verranno avviate entro l'autunno 2007.

Ma l'interesse del territorio sulla valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio tramite forestazione e corredo a verde, ha portato ad altre 4 interessanti proposte operative che sono attualmente al vaglio della Regione Lombardia.

Si è infatti già inviata una prima lettera di richiesta per un totale di circa 70 ettari e una richiesta di contributo regionale di circa 980.000 euro inerente la partecipazione al secondo bando regionale di progetti pilota su  nuovi boschi e sistemi verdi multifunzionali. La Provincia sostiene tali proposte perchè oltre ad ampliare le superfici boscate fruibili provinciali, prevedono la creazione di ecosistemi fitro depuranti e la riqualificazione a rete di 46 fontanili. Le realtà pubbliche coinvolte sono i Comuni di Casalmaggiore e di Cremona, il Parco regionale Oglio Sud e i Comuni (associati in un' unico progetto)di Vailate, Capralba e Torlino Vimercati. L'informativa del nuovo bando è stata divulgata a tutte le realtà pubbliche locali e alle associazioni di categoria: si spera pertanto che nuove proposte vengano effettuate, tenendo conto dei dettami normativi imposti dalla Regione Lombardia.

Se questo è il dato ad oggi, occorre tenere conto anche del nostro passato: per secoli il nostro fiume è stato utilizzato a fini trasportistici, crocevia dei popoli del Nord e Sud Europa, dalla pianura padana fino ai Balcani.

Economia e ambiente sono stati i riferimenti principali dello sviluppo sostenibile locale. Dopo tale tradizione non possiamo lasciare le cose a se stesse, ma porvi rimedio.

E per fare questo abbiamo bisogno della collaborazione di tutti.

Se davvero vogliamo togliere quote di traffico pesante dalle strade, avviare una reale politica intermodale, sfruttare la via d’acqua sia a fini turistici che commerciali, rinaturare le fasce perifluviali con aree naturalistiche maggiormente fruibili, investire in energia pulita, grazie all’idroelettrico, intervenire affinché sia garantita l’irrigazione, dobbiamo metter mano al “grande fiume”.

Va avviato, quindi, un iter concertativo complesso, vedendo partecipare tutti i portatori di interessi, dai sindacati alle componenti economiche, dagli ambientalisti alle componenti Istituzionali.

 

In tale ottica si muovono le quattordici province del Po, che attraverso la loro Consulta stanno presentando progetti per candidarli all’interno delle opportunità economiche previste dai Fondi Fas, fondo aree sottoutlizzate, che sono fondi strutturali con programmazione di 7 anni (2007-2013).

 

Per quanto ci riguarda dovrebbero essere circa 190 i milioni di euro per l’asta del Po.

 

I fondi sono interministeriali ed e' necessario il coinvolgimento dei vari ministeri interessati, oltrechè delle regioni.

 

Una volta approvati, i progetti diventano operativi con accordi di programma. Inoltre non e' necessaria una quota di cofinanziamento.

 

In tale scenario, dobbiamo muoverci sinergicamente e trovare un percorso comune che coniughi ambiente ed economia, conservazione e rinaturazione, oltrechè rilancio economico ed intermodalità.

 

Non è impossibile, ma va attuata una giusta sintesi di tutte le tensioni e richieste che animano le componenti sociali delle nostre comunità locali, come è avvenuto su molte altre questioni.

 

Lo stesso presidente del WWF Italia Fulco Pratesi, tra le tante iniziative ed ipotesi progettuali, ha chiarito come il Po sia l’unica via fluviale nazionale adatta al cabotaggio ed al trasporto.

 

Dopo aver abbandonato,e giustamente, la cosiddetta infrastrutturazione pesante, occorre, allora, prendere in considerazione altri percorsi, anche come la regimazione “leggera”, una ipotesi che va percorsa con adeguati interventi sia a livello ambientale che trasportistico.

 

Il Po è e rimane una questione nazionale ed europea, a noi rilanciare lo sviluppo economico del nostro bacino padano.

 

Grazie.

 


       


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