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 Economia

04 Marzo, 2005
Lombardia.Scuola, via alla maxi riforma della formazione professionale
Pari dignità con i licei e possibilità di passare all'Università e di scegliere i docenti.Si tratta della maxi-riforma lombarda della scuola. Numerosi gli aspetti qualificanti del nuovo sistema normativo.

Scuola, via alla maxi riforma della formazione professionale

Pari dignità con i licei e possibilità di passare all'Università e di scegliere i docenti

"Una riforma bella e importante, che consegna alla Lombardia una scuola pienamente in linea con l'Europa". Così il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha commentato l'approvazione in Consiglio regionale della nuova legge sul "sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia".

"Oggi - ha aggiunto Formigoni - si compie un'altra tappa del processo riformatore che abbiamo intrapreso e che permette, grazie a questa nuova legge, di passare da una scuola di bassa qualità genericamente per tutti a una scuola di alta qualità per ciascuno".

Si tratta della maxi-riforma lombarda della scuola. Numerosi gli aspetti qualificanti del nuovo sistema normativo.

Innanzitutto i ragazzi dai 14 ai 18 anni che vivono nella nostra regione avranno a disposizione due sistemi di pari dignità e opportunità, quello dei licei e quello dell'istruzione e formazione professionale. Potranno passare dall'uno all'altro durante il loro intero percorso formativo.

L'università sarà una possibilità di sbocco "naturale" non solo per i liceali ma anche per gli studenti della formazione professionale che lo vorranno, purché frequentino un quinto anno integrativo.

Altre novità sono:

- l'introduzione di un sistema di accreditamento degli istituti (pubblici o privati), rafforzati nella loro autonomia;

- un sistema di valutazione degli stessi da parte di un'authority "terza" che misuri adeguatezza e risultati in corso d'opera;

- l'introduzione per i ragazzi di una "certificazione delle competenze" acquisite, anticamera in pratica del superamento del vecchio valore legale del titolo di studio.

"Questa riforma - commenta ancora il presidente - garantisce ai nostri giovani e a tutto il sistema Lombardia una scuola diversa. Che avrà più qualità, in modo da consentire ai nostri ragazzi di competere ad armi pari con i loro coetanei a livello internazionale. Che userà meglio le risorse economiche, rimediando a un costo-alunno che finora è stato troppo gravoso per la comunità. Che saprà valorizzare di più gli insegnanti che hanno voglia di spendersi in un compito educativo. Che punterà sul capitale umano, i ragazzi stessi, come risorsa fondamentale per la crescita della nostra economia e della nostra società. E' lo stesso sistema sociale ed economico lombardo che sostiene questa grande riforma e un salto di qualità nella preparazione dei nostri ragazzi".

"Il nostro obiettivo - ha detto dal canto suo l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni - era quello di passare da una scuola di bassa qualità genericamente per tutti a una scuola di alta qualità per ciascuno".

"Una grande riforma, un vero e proprio salto di qualità - ha aggiunto Rossoni - per tutti lombardi che da tempo chiedevano un importante passo in avanti in materia di istruzione. Ora siamo assolutamente determinati, come abbiamo spiegato al Governo e al ministro, a utilizzare appieno le competenze che la Costituzione ci assegna, concorrenti per la scuola e esclusive per la formazione professionale, perché è un nostro diritto e un nostro dovere".

Questi, in dettaglio, i punti principali del provvedimento.

ISTRUZIONE

In questo campo la Regione si occupa della gestione, amministrazione e programmazione delle scuole secondarie superiori: dimensionamento scolastico, assegnazione degli organici, del numero delle classi, del monitoraggio dei fabbisogni, dell'orientamento.

La situazione attuale mostra una sovrapposizione di ruoli e di compiti tra gli organismi territoriali di governo (Ufficio Scolastico Regionale, Regione, Province, Comuni, istituzioni scolastiche) che, oltre a ingenerare caos, produce ingenti dispersioni di risorse. Nel percorso di confronto tra Stato e Regioni sull'attuazione del decentramento è previsto il trasferimento delle strutture ministeriali decentrate (Usr) alla Regione.

ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE (IFP)

In questo sistema la Regione esercita una potestà "esclusiva". Essa cioè, oltre ad occuparsi della mera gestione, amministrazione e programmazione degli enti, governa l'offerta formativa, definendo, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni indicati dallo Stato, i percorsi formativi da erogare, gli obiettivi da raggiungere, i livelli qualitativi dei soggetti erogatori dei servizi (Accreditamento); l'efficacia e l'efficienza dei servizi (Valutazione); l'assegnazione delle risorse.

I PERCORSI

Con questa riforma si restituisce al canale della IFP pari dignità a quello della scuola secondaria superiore, si supera cioè la vecchia e scorretta separazione tra 'cultura' e 'professionalità'.

Ciò significa che si porteranno a sistema e si potenzieranno i percorsi triennali regionali, avviati in via sperimentale nel 2002 (dai 620 iscritti iniziali agli attuali 31.000), a cui seguirà un quarto anno di diploma e un quinto anno utile o a sostenere l'esame per l'accesso all'Università oppure per l'accesso a un percorso di IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) della durata di uno due o tre anni.

I percorsi di IFP assolvono sia il diritto-dovere di IFP sia il nuovo obbligo di istruzione inserito nella Finanziaria 2007.

CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

Le competenze acquisite saranno certificate, ovvero rese trasparenti. La spendibilità di tali competenze, la cui certificazione rispetterà gli standard nazionali e le direttive comunitarie, sarà possibile a livello europeo.

Il sistema di certificazione anticipa il possibile superamento del valore legale del titolo di studio e assicura due vantaggi: un più rapido ingresso nel mondo del lavoro e il diritto di capitalizzare gli apprendimenti acquisiti nel percorso formativo e nell'esperienza lavorativa per trasferirli nei diversi sistemi dell'istruzione, della formazione e del lavoro.

Ad esempio sarà possibile accedere al secondo anno di un corso triennale anziché al primo.

ACCREDITAMENTO E AUTONOMIA

Nel sistema di Istruzione e Formazione professionale i servizi saranno erogati da soggetti pubblici e privati, equiparati attraverso un sistema di accreditamento.

L'attribuzione delle risorse avviene da parte della Regione in base alla "quota capitaria" (numero degli iscritti). Ciò significa che gli alunni godranno di una "dote" che li accompagnerà nel percorso di studio, ovunque sia la scuola che sceglieranno.

Gli istituti formativi di dipendenza regionale (e quelli eventualmente trasferiti dallo Stato) sono dotati di piena autonomia, anche finanziaria. Avranno cioè la possibilità di selezionare e valutare il personale docente e non docente da assumere.

VALUTAZIONE

In un sistema così composto si rende necessaria una valutazione dell'efficacia e dell'efficienza dell'offerta formativa. Il "valutatore indipendente", istituito dalla legge regionale n. 22 del 2006, verificherà gli obiettivi raggiunti dai servizi erogati. Questa attività di valutazione rende più trasparente la qualità degli istituti, favorisce una virtuosa competitività del sistema, aumentando la libertà di scelta delle famiglie.

RAPPORTO CON GLI ENTI LOCALI

Le Province, in accordo con i Comuni interessati, provvedono a rilevare le esigenze formative del proprio territorio, adottando i Piani provinciali, su cui l'assessorato regionale costruisce poi il Piano regionale dei servizi essenziali per tutto il sistema educativo. In coerenza con il principio di autonomia i soggetti pubblici e privati possono istituire ulteriori percorsi, senza però pesare sul bilancio regionale. (Ln)

fonte. regione lombardia

 


       


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