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 Welfare

04 Marzo, 2005
Enti Locali: Accolta la richiesta dell’ANCI
232 Comuni lombardi fra i tremila e i cinquemila abitanti escono dai vincoli del patto di stabilità

Sono 232 i Comuni lombardi, su un totale di 1546, che fuoriescono dagli stretti vincoli del patto di stabilità. Si tratta della fascia di Comuni compresi fra i tremila e i cinquemila abitanti. La Commissione Affari Costituzionali della Camera, ha infatti accolto due emendamenti proposti dall’ANCI al decreto sugli Enti Locali, riconoscendo così sostanzialmente che la legge Finanziaria 2005,  come era stata elaborata dal Governo, era insostenibile, almeno per i Comuni di minore dimensione demografica e per le unioni di Comuni.

Nell’accogliere quindi con soddisfazione le decisioni dei membri della Commissione, l’ANCI ricorda che gli emendamenti in questione (riguardanti la esclusione dall’obbligo del rispetto del patto di stabilità per tutti i Comuni fino a 5000 abitanti e per tutte le Unioni di Comuni, nonché la esclusione dallo stesso patto di stabilità delle spese per sostenere funzioni trasferite o delegate dalle Regioni agli Enti Locali) potranno dare un po’ di ossigeno ai Comuni direttamente interessati (piccoli e unioni); restano invece ancora aperte le “sofferenze” che riguardano il comparto degli enti locali nel suo insieme. Sofferenze per le quali l’ANCI aveva proposto anche altri interventi sul testo del decreto Enti Locali, che purtroppo al momento non risultano accolti.

Se le notizie delle quali si dispone risulteranno confermate, appare poi incomprensibile il mantenimento dell’obbligo al rispetto del patto di stabilità per le comunità montane e le comunità isolane. Su questi versanti, che non hanno ottenuto il necessario sostegno  in Commissione, l’Associazione dei Comuni Italiani tornerà quindi a chiedere la attenzione della Camera dei Deputati, quando il provvedimento passerà all’esame dell’aula.

‘’C’è grande soddisfazione per l’accoglimento delle richieste di cui l’Anci Lombardia e quella nazionale si erano fatti promotori a tutti i livelli istituzionali. Possiamo dire che si tratta di una battaglia vinta – evidenzia Mauro Guerra, sindaco di Tremezzo e Coordinatore nazionale ANCI delle Unioni dei comuni di ANCI – in cui in gioco era la nostra stessa sopravvivenza. Ora si va verso il superamento di una doppia penalizzazione. I piccoli Comuni che fanno parte delle Unioni si trovavano infatti nella situazione di essere doppiamente penalizzati, subendo una duplice ripercussione sia come singoli Comuni che come Ente associato sovracomunale. Non va dimenticato che le Unioni nascono per investire nel miglioramento dei servizi ai cittadini, prospettiva a forte rischio di arresto per l’inclusione di tali Enti nel patto. Si confida ora nella conferma dell’Aula del significativo passaggio avvenuto in Commissione”. Anche Secondo Amalfitano, Presidente della Consulta Nazionale ANCI Piccoli Comuni e Sindaco di Ravello, esprime soddisfazione per il risultato conseguito.

‘’L’esclusione dei piccoli Comuni fino a 5000 abitanti dal patto di stabilità – afferma Secondo Amalfitano - è un concreto segnale di sensibilità che testimonia il rispetto dell’impegno assunto dal Governo alla luce degli incontri e dei contatti serrati succedutisi sin dall’approvazione delle norme restrittive introdotte nella Finanziaria approvata nel dicembre 2004. Rispetto al pacchetto di emendamenti presentati dall’ANCI, con forza, all’indomani del varo della Finanziaria, esprimiamo comunque un cauto ottimismo, leggendo nel provvedimento odierno chiari segnali d’inversione di tendenza rispetto al passato; le prossime scadenze dell’iter parlamentare rappresenteranno un utile banco di prova per una verifica del nostro ottimismo interpretativo”.

 


       


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