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 Economia

04 Marzo, 2005
5a giornata dell’economia della Camera di Commercio di Lodi
Le banche e il territorio; la presenza dei cittadini extracomunitari nel tessuto economico lodigiano

Si parlerà principalmente di innovazione, delle sue molte facce e delle sue storie, in particolare locali nel corso del convegno sulla 5° Giornata dell’Economia che si tiene giovedì alle ore 10 alla Sala Consiglio della Camera di Commercio di Lodi. Ma attenzione sarà rivolta anche a tutta una serie di dati di trend che riguardano il sistema economico-strutturale provinciale e tra questi il sistema delle banche nella realtà locale.

Un’efficiente struttura creditizia è assolutamente indispensabile al processo di sviluppo economico di un territorio. Il Rapporto Economia Lodigiana 2006 che il Presidente della Camera di commercio Enrico Perotti presenta domani agli operatori economici e agli attori istituzionali e sociali, permette di conoscere l’evoluzione in sede storica del credito attraverso tutta una serie di indicatori: depositi, impieghi, sofferenze, numero degli sportelli, rapporto con la popolazione residente e le imprese attive, destinazione degli investimenti, ecc.

Il primo elemento che emerge dai dati Banca Italia disponibili, relativamente al sistema creditizio in provincia di Lodi, fornisce il quadro strutturale delle rete distributiva bancaria, mappata al settembre 2006, da cui si evince che nei primi nove mesi dell’anno il numero degli sportelli bancari in attività nei 45 comuni del lodigiano serviti sono cresciuti del 3%, pari a 4 unità.

Gli sportelli censiti a fine settembre è passato dai 136 del settembre 2005 ai 141 del 2006. Prendendo a riferimento la serie storica annuale, nei primi cinque anni della stessa serie gli sportelli operanti sul territorio sono incrementati del 14,5%, mentre se si prendono in considerazione gli ultimi cinque anni, l’incremento risulta essere stato pari al 12,3%.

Nel periodo 1998-2005 l’espansione bancaria attraverso gli sportelli, è stata del 24,5%. La variazione raggiunge il 28,2% se misurata in rapporto allo stock (provvisorio) delle presenze al settembre 2006.

I 141 sportelli attuali (137 al 31 dicembre 2005) servono 45 dei 61 comuni della provincia di Lodi e confermano la preesistente capillarità della distribuzione raggiunta nel settembre 2005, ma con la perdita di uno sportello bancario (da 46 a 45 appunto).

Il sistema bancario lodigiano rappresenta il 2,2% della consistenza raggiunta in Lombardia (6.068 sportelli), la cui “rete”, nell’ultimo quinquennio, si è espansa percentualmente del 7,2%, a un ritmo inferiore rispetto a quello della provincia laudense ma in linea con la diffusione registrata nello stesso periodo a livello nazionale (7,6%).

L’indicatore di densità (calcolato dall’Ufficio studi camerale come rapporto tra numero di sportelli e popolazione residente) fa emergere nella provincia lodigiana la presenza di 6,46 sportelli ogni 10.000 abitanti. Il rapporto è superiore rispetto a quello della Lombardia (6,40) e alla media nazionale (5,27)

L’esame del dato relativo al numero di abitanti per sportello evidenzia la capillarità della presenza bancaria. A livello provinciale si segnalano 1.547 abitanti per sportello, rispetto ai 1.561 della Lombardia e i 1.898 dell’Italia. Il dato mette in luce la leggera tendenza a un minor rapporto abitanti/sportelli, in provincia e a livello regionale, mentre a livello nazionale, malgrado la riduzione di 552 sportelli si è avuta una lievitazione. In ogni caso gli spostamenti sono minimi rispetto all’anno prima, quando erano stati rilevati 1.537 abitanti per sportello nel Lodigiano, 1.562 in Lombardia e 1.871 in Italia.

All’interno della geografia regionale le province che presentano i valori più elevati di questo rapporto sono Varese con 1.873 abitanti per sportello (in diminuzione rispetto ai precedenti 1904), Como con 1.643 (1656), Milano con 1.627 (1631) e Pavia con 1.616 (1635).

Per quanto riguarda la densità rispetto alle imprese Lodi è al terzo posto in Lombardia con 8,98 sportelli ogni 1000 imprese attive dietro a Cremona (9,41) e Lecco (9,03); tale valore è di gran lunga superiore al valore medio regionale (7,60) e al valore nazionale (6,15).

 

Si parlerà anche di imprese extracomunitarie nel corso della 5° Giornata dell’Economia indetta per giovedì 10 maggio alla Sala Consiglio della Camera di Commercio  di Lodi e dedicata in particolare ai temi della innovazione.  Presenti operatori economici e attori istituzionali e sociali, il Presidente Enrico Perotti commenterà lo scenario economico provinciale alla luce del Rapporto Economia Lodigiana 2006, traendo dalle dinamiche in atto spunti per una riflessione sulle condizioni essenziali di innovatività necessarie alle imprese al fine di trarre vantaggi competitivi, duraturi e sostenibili.

Il Rapporto Economia Lodigiana 2006 è corredato da una serie di elaborazioni di dati di estremo interesse da fornire indicazioni di trend e aiutare gli operatori economici  e gli stakeholders istituzionali e sociali a prendere decisioni e a orientare politiche. Tra i i numerosi capitoli del Rapporto,  l’analisi dell’Ufficio Studi camerale sulla presenza extracomunitaria nel tessuto economico lodigiano è tra quelle destinate a incontrare attenzione e insieme “curiosità”.

L’imprenditorialità – più esattamente il lavoro indipendente dei cittadini extra–UE –  mantiene nel lodigiano una estensione contenuta anche se interessante all’interno del fenomeno migratorio: molte aziende nascono per effetto di sostituzione in settori da cui i lodigiani hanno da tempo cominciato ad uscire. Si tratta di campi a basso valore aggiunto e, nella maggioranza dei casi, che nascono dalla trasformazione dei rapporti di lavoro dipendente ( come in edilizia)

Dalla elaborazione dei dati di fonte StockView – Infocamere, su un totale di 25.625 persone coinvolte in attività d’impresa nell’area del lodigiano, il 6,2% è di nazionalità extracomunitaria, pari a 1.582 unità.  Il numero dei cittadini extra-UE nel tessuto economico provinciale nel 2006 ha registrato un incremento del 14,4% rispetto all’anno precedente, anno in cui le stesse presenze risultavano essere 1.383 unità.

Secondo una classificazione per forma giuridica delle realtà imprenditoriali, le 1.181 presenze extracomunitarie risultano così distribuite: quasi il 75% ha avviato una attività individuale in proprio ed è quindi titolare d’impresa, mentre 141 unità, pari all’11,8% partecipano in qualità di soci a Società di Persone. Le Società di Capitale, raccolgono 75 soggetti di provenienza extracomunitaria (6,4%). Una analoga dinamica era presente anche nel corso del precedente anno e nel 2000.

Con riferimento alla suddivisione dell’attività imprenditoriale per settori di attività, anche in questo caso, la dinamica durante il 2006 risulta la medesima dei periodi precedentemente considerati. In particolare, il 48,3% (570 unità) si concentra all’interno del comparto delle Costruzioni seguito dal 21,7% nel Commercio e Turismo (256 unità) ed, infine, dal settore dei Servizi, la cui incidenza è pari al 15,7% (185 presenze). Rispetto all’anno precedente, questi comparti sono stati protagonisti di un notevole incremento rispettivamente pari al 24,5%, al 14,3% ed al 28,5%.

Nel settore Manifatturiero la consistenza extracomunitaria ha raggiunto le 113 unità, ma continua a perdere peso, in particolare rispetto al 2000. Andamento che si ritrova anche nel Commercio  dove le presenze extra-Ue sono cresciute a fine anno di 32 unità, migliorando il saldo rispetto alle presenze del 2000 di 153 unità, ma riducendo il peso sul totale delle presenze di oltre una decina di punti percentuali.

La presenza di operatori extra-Ue sul territorio risulta fortemente frammentata con circa 70 nazionalità presenti. Da sole Egitto, Marocco, Tunisia, Albania e Romania costituiscono il 62% della rappresentanza di “immigrati business”; con Cina, Svizzera, Costa d’Avorio, Serbia e Argentina i primi dieci paesi coprono quasi l’84% dell’ imprenditoria extracomunitaria.

 

Fonte: Camera di Commercio / Ufficio Stampa

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