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 Da Milano

04 Marzo, 2005
Zampaglione: a Milano non ci sono pericoli
In corso Lodi 250 famiglie fermano ripetitore per telefonini il futuro Stiamo sperimentando micro antenne che si collegheranno con la fibra ottica

Zampaglione: a Milano non ci sono pericoli - In corso Lodi 250 famiglie fermano ripetitore per telefonini il futuro Stiamo sperimentando micro antenne che si collegheranno con la fibra ottica

Domenico Zampaglione, assessore all´Ambiente, in molte zone della città è partita una protesta contro i ripetitori dei cellulari.
«Direi che è ripartita. Era un anno che nessuno alzava più la voce e invece?».

E invece ci sono ancora comitati che denunciano una moltiplicazione delle antenne. Il Comune non può fare niente?
«Il Comune può e deve svolgere un controllo amministrativo, ma l´autorizzazione tecnica e sanitaria, sulla base della legge nazionale sulle telecomunicazioni, la dà l´Arpa. Palazzo Marino, quindi, rilascia solo un parere favorevole dopo questo via libera. Un compito, quello di controllo, che è anche successivo: appena riceviamo una segnalazione o una protesta la passiamo ancora una volta all´Arpa che deve verificare».

Molti chiedono che venga istituito una sorta di piano regolatore delle antenne.
«Una mappa esiste già. È quella che ha l´Arpa e che possediamo anche noi, sulla base degli aggiornamenti periodici. Oggi esistono circa 700 antenne».

Ma i cittadini non possono fare niente per impedire che un´antenna venga posizionata nel proprio condominio?
«C´è la legge che regola questo argomento ed è già quella più severa di tutta Europa. Oggi, le nostre antenne non possono emettere più di 6 volt al metro, una potenza che molti asciugacapelli superano, contro i 20 europei».

Chi vive vicino a un ripetitore, quindi, non deve avere timore?
«Finora non c´è ancora nessuno che abbia dimostrato che le antenne provochino danni biologici e fisiologici. È giusta una legittima prudenza, ma solo noi siamo così preoccupati. In ogni caso il Comune ha deciso di far partire, dopo una lunga sperimentazione, un progetto molto avanzato: i ripetitori verranno affiancati a delle nuove antenne di dimensioni ridottissime, anche solo 15 centimetri, per gestire il traffico Umts e Gsm. Queste micro antenne saranno posizionate sui pali della luce e sui semafori e si collegheranno alla fibra ottica per servire piccole zone».

Le micro antenne sostituiranno i tralicci?
«In futuro sono destinate a farlo. In questo modo avremo benefici estetici perché le antenne saranno veramente invisibili e pratiche: la fibra ottica può veicolare molte informazioni usando un unico cavo e riducendo ancora di più le emissioni».

Gli ultimi a protestare contro le antenne selvagge, in ordine di tempo, sono i condomini di un complesso formato da nove torri, in corso Lodi 59: 250 famiglie che hanno sempre respinto le lusinghe della Telecom che voleva installare su una delle terrazze un ripetitore per la telefonia mobile, un´antenna alta quasi sette metri e pesante quattro tonnellate e mezzo. Ma uno degli inquilini ha accettato di affittare all´azienda il suo terrazzo, senza curarsi della diffida con annessa raccolta firme degli altri abitanti del condominio. Così, con la prima udienza della causa fissata per lunedì prossimo, ieri mattina alle sette meno un quarto gli operai della Telecom sono arrivati per iniziare i lavori. Le famiglie sono scese in strada, decise a bloccarli, è arrivata la polizia che è riuscita a trovare una mediazione: lavori fermi fino alla decisione del giudice. «Il proprietario del terrazzo non vuol tenere conto dell´opposizione di tutti noi - dice Renato Piselli, uno dei condomini - che quell´antenna non la vogliamo: è una struttura enorme, e vogliamo garanzie sul fatto che non crei problemi per la nostra salute».

Ma le battaglie contro i ripetitori quasi dentro casa si moltiplicano da una zona all´altra della città. È nato da pochi giorni il comitato di via Ampere, contro un ripetitore Vodafone installato in via Jommelli 26. Cinquecento firme raccolte in tre giorni, volantinando per strada, dopo aver fatto un esposto al Comune, all´Arpa e all´Asl. L´antenna è su un palazzo di sei piani, circondato da altri palazzi più alti. Risultato: camere da letto a dieci metri dal traliccio, a 40 metri la scuola elementare Montessori e a cento metri la clinica Santa Rita, poi due oratori e una casa di riposo. «Tutta la zona può essere considerata non compatibile con il traliccio: non ci sentiamo tutelati dalle istituzioni - dice una delle mamme - e quell´antenna a pochi metri dalla stanza di mio figlio mi fa paura». In più l´antenna potrebbe essere utilizzata anche da altri gestori, perché è una delle più potenti della zona. Ancora più recente il ripetitore installato all´angolo tra via Porpora e via Lulli, vicino alla scuole elementari e medie Quintino di Vona-Tito Speri.

«Formalmente l´installazione è in regola, ma noi abbiamo una bambina di nove anni e l´effetto delle onde elettromagnetiche, di cui non è stata ancora smentita la pericolosità, ci spaventano», spiega Tiziana Colasanti, una delle promotrici del nuovo comitato.

Il problema resta quello di dove mettere le antenne, necessarie per far funzionare i cellulari. «Nessuno dice che non debbano esserci, ma serve una regolamentazione seria», spiega Maurizio Baruffi, consigliere comunale dei Verdi. In Regione il suo gruppo aveva fatto passare una delibera per vietarne l´installazione entro 75 metri dalle zone sensibili, come scuole e parchi. Ma un ricorso del Governo l´ha vanificata. «Il Comune deve fare un piano regolatore delle antenne al più presto: anche se non ci sono certezze sulla pericolosità delle onde elettromagnetiche, in casi come questi dovrebbe valere il principio di precauzione che impedisca l´installazione selvaggia dei ripetitori».

 


       CommentoFonte La Repubblica


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