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 Da Cremona

04 Marzo, 2005
Cremona: Benessere e autonomia dei bambini in città / Tempi della città


Si è tenuto sabato 18 marzo al Teatro Monteverdi di via Dante un convegno nazionale sulla mobilità autonoma dei bambini. L’occasione è stata quella di presentazione i risultati di un’indagine condotta dal Laboratorio Cremona dei Bambini in collaborazione con l’Ufficio Tempi della città. L’indagine ha riguardato la popolazione scolastica della fascia elementare protagonista del progetto “Io cammino…alla grande” del settore Politiche Educative del Comune di Cremona in modalità che hanno incrociato i contenuti e gli obiettivi di un’altra importante iniziativa del Comune di Cremona, il progetto BiC “Benessere in città: muoversi nei tempi di una città sostenibile”. Sono intervenuti gli assessori Daniela Polenghi per le Politiche Educative e Caterina Ruggeri per i Tempi e gli Orari della città. Silvia Toninelli, Direttore del Settore Politiche del Comune di Cremona, ha parlato del lavoro svolto in questi anni dagli uffici e dal Laboratorio Cremona dei Bambini che ha permesso ai bambini con i quali si viene in contatto di sperimentare forme diverse di comunicazione e di rapporto sia con gli adulti, sia con il proprio territorio.
Elisabetta Forni del Politecnico di Torino ha illustrato i risultati di un’indagine che ha voluto riflettere sull’efficacia del progetto “Io cammino…alla grande” raccogliendo il giudizio di chi ne è stato toccato direttamente, i bambini. L’indagine ha inteso raccogliere informazioni utili ad allargare la riflessione pubblica oltre i confini comunque limitati, sia spazialmente che temporalmente del percorso casa scuola e provare a guardare alla mobilità dei bambini nell’insieme del contesto urbano. Attraverso le risposte ad alcune specifiche domande poste nel questionario, si è voluto cogliere l’immagine della città e le aspettative dei bambini sul benessere urbano.
Si è voluto inoltre condurre un’indagine parallela sui genitori dei bambini stessi, sia per avere riscontro di quanto affermato dai bambini, sia per ottenere informazioni importanti sulle condizioni dei genitori, rispetto all’uso del tempo, dei servizi e degli spazi urbani, sia sulle modalità e i problemi legati alla necessità di conciliare i propri tempi di vita e di lavoro con quelli dei figli e della famiglia in generale.
A seguire ci sono stati interventi dei rappresentanti di altre città italiane che hanno portato la loro esperienza su iniziative diverse, finalizzate all’autonomia dei bambini nella mobilità casa scuola. Daniela Luise e Orsola Boran hanno illustrato i progetti del Comune di Padova ed il successo del loro Piedibus (un bus di bambini che si muovono a piedi lungo un tracciato sicuro per andare a scuola); Gianna Zamaro dell’Ufficio città sane del Comune di Udine ha presentato i risultati di un recente progetto che si propone di incentivare la mobilità scolastica sostenibile per promuovere la sicurezza stradale, l’esercizio fisico, l’autonomia e la socializzazione dei bambini secondo stili di vita sostenibili nonché per ridurre il traffico automobilistico nelle zone adiacenti le scuole. Mariangela Giusti dell’Ufficio Tempi del Comune di Prato che ha raccontato il progetto Percorso Amico e un laboratorio da cui poi è scaturito il tracciato di un possibile percorso ciclo-pedonale sicuro che permette ad alunne e alunni di raggiungere autonomamente la sede scolastica e i servizi dislocati vicino alla scuola. Gianfranco Fantini dell’Associazione TUTTINBICI di ReggioEmilia ha raccontato l’iniziativa che vuole coinvolgere attivamente scuole, famiglie, bambini e le realtà territoriali nella sperimentazione di una modalità, semplice ma nuova, di spostamento casa scuola dei bambini: il BICIBUS (in gruppo con la bicicletta).
Le conclusioni sono state affidate a Giancarlo Paba dell’Università degli Studi di Firenze, che con un brillante intervento ha tracciato il quadro delle esperienze raccontate dando ai presenti molti spunti di riflessione sul futuro delle iniziative legate alla mobilità autonoma dei bambini e il rapporto tra il bambino e la strada con le loro capacità di controllare le proprie relazioni con gli altri e con l’ambiente che li circonda.

 

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I buoni risultati conseguiti dall'Ufficio Tempi illustrati in un convegno a Bergamo

L’Ufficio Tempi del Comune di Cremona è stato invitato ancora una volta ad illustrare i buoni risultati conseguiti attraverso i progetti e le iniziative del Piano territoriale degli orari della città di Cremona. L’assessore Caterina Ruggeri ha illustrato, nella Sala Mosaico del Palazzo di Contratti e delle Manifestazioni di Bergamo, ad una qualificata platea internazionale di politici e tecnici i risultati raggiunti con l’iniziativa “Mercoledì del cittadino” a Cremona.
Tempi della città nel progetto urbano è stato un incontro di respiro internazionale organizzato dal Comune di Bergamo (Assessorato Pari Opportunità, Tempi e orari della città, Politiche della mobilità), per offrire un apporto concreto alla realizzazione del Piano degli orari della città di Bergamo, affinchè si dia attuazione a un progetto che possa migliorare la qualità della vita urbana. Si è voluto definire il convegno colloquio internazionale per la sua valenza di strumento di lavoro e di approfondimento ai fini della costruzione di questo importante progetto, che ha rivolto un’attenzione particolare alle più significative esperienze di politiche temporali nazionali ed internazionali.
Il sottotitolo recitava inoltre Sguardi Femminili poiché sono state proprio le donne che per prime hanno messo al centro delle proprie azioni e riflessioni le tematiche legate all’uso del tempo e sentono forte il desiderio di conciliare i tempi del lavoro e quelli della cura, il tempo per sé e quello per gli altri, i tempi della vita quotidiana e quelli della città.
L’iniziativa si era posta due domande di partenza: 1) Quale idea di città emerge dalle pratiche e dal pensiero delle donne?; 2) E quali i temi, i problemi, le soluzioni creative e i progetti realizzati? Sono stati presentati casi ed esperienze significative in ambito nazionale ed internazionale, creando un momento di riflessione comune e contribuendo alla costruzione di una cultura e genealogia femminile del progetto urbano.
L’intervento del Comune di Cremona era inserito nella sessione terza dal titolo Per una città della cura; la sessione, come indicato nel titolo, raccoglie contributi ed esperienze che offrono un nuovo modo di intendere la relazione tra i servizi della città e i cittadini. In questo senso la scelta del concetto di “cura” che indica non tanto una predisposizione “naturale delle donne” ma una pratica e cultura attenta ai soggetti, alle loro necessità, etc. che diventa misura dell’azione e indicazione progettuale. Il progetto francese è dedicato agli anziani cosidetti “fragili”, quello olandese al sistema educativo e al rapporto tra mondo della scuola e comunità locale, di quartiere. La relazione dell’architetta Marinelli è stata invece una presentazione di come Stoccolma ha attrezzato la città per permettere ad esempio alle mamme con bimbi e passeggini di muoversi nella città. A Cremona è stato chiesto di portare la sua esperienza come atteggiamento di cura nei confronti di cittadini e “city user”, nel consumare servizi in città. La possibilità di avere un giorno la settimana, molti uffici pubblici aperti in orario continuato permette a molte persone di costruire un calendario ed un’agenda giornaliera che offre opportunità in orari diversificati e conciliativi dei propri tempi di vita.

Cremona, 20 marzo 2006

 


       


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