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 Da Cremona

04 Marzo, 2005
Cremona: Laboratorio di lettura e scrittura per le scuole superiori


Il Laboratorio di lettura e scrittura, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e organizzato dall'Assessorato alle Politiche Educative, si conclude con due importanti appuntamenti in programma a Palazzo Cittanova il 1° marzo ed il 5 aprile.
Mercoledì 1° marzo, dalle 10 alle 12, Maria Clara Donato, docente di Storia all'Università di Bologna e specializzata sulla Cina, parlerà della pubblicazione "Il paese delle donne" di Yang Erche Namu - Christine Mathieu. In una remota regione della Cina meridionale a ridosso dell'Himalaya si estende il territorio dei moso, forse l'unica società matrilineare al mondo. Qui la famiglia è un concetto indistinto perché la parola «padre» è inesistente e il matrimonio viene considerato una pratica arcaica e contro natura: l'amore e la sessualità sono vissuti con grande libertà e i legami si formano e si sciolgono a seconda del desiderio. In questi luoghi intrisi di fascino e mistero, gli ideali della rivoluzione culturale cinese e il progresso hanno intaccato solo in parte le antiche tradizioni. Qui è nata Namu, la straordinaria protagonista di questo libro, che racconta in prima persona la sua lotta temeraria per realizzare un desiderio impossibile, quello di andarsene da un orizzonte così ristretto e diventare una cantante famosa. Un sogno che si è trasformato in realtà. Risoluta, bellissima, coraggiosa, questa ragazza fin da bambina ha mostrato alla comunità l'insofferenza e il disagio per quel mondo, pur amato profondamente e mai rinnegato, e l'ansia di rovesciare il suo destino che, come per tutta la gente moso, difficilmente offre possibilità di riscatto o di cambiamento. Un libro emozionante che, in un'originale commistione di antropologia e memoria, storia e lirismo, e con l'imprevedibilità di un romanzo d'avventura, mette in scena l'universale rapporto tra una madre e una figlia, i conflitti profondi che le dividono e l'amore autentico che le fa ritrovare e riavvicinare.
Yang Erche Namu è nata nel villaggio di Zuosuo, in Cina, nel 1966. Nel 1981 ha fatto il primo viaggio alla scoperta del proprio talento come cantante, arrivando fino a Pechino. Nel 1990 si è trasferita a San Francisco, dove è stata cantante e poi fotomodella. In Cina ha pubblicato diversi libri incentrati sulla sua vita e la sua carriera. Sposata con un diplomatico, vive fra Pechino, Ginevra e San Francisco.
Christine Mathieu, nata a Parigi, si è laureata in Antropologia in Australia. Ha conseguito un dottorato di ricerca sulla cultura e la storia dei moso, durante il quale ha conosciuto Namu. Oggi vive a San Francisco, dove insegna Antropologia al St. Mary's College of California.
Il secondo appuntamento, in programma il 5 aprile, sempre dalle 10 alle 12 e sempre a Palazzo Cittanova, vede l'incontro con Pino Roveredo, vincitore del Premio Campiello 2005 con la raccolta di racconti "Mandami a dire". “I personaggi di Roveredo - scrive Claudio Magris nell'introduzione al libro - vivono spesso ai margini della vita o nell’ombra; egli ne racconta con partecipe affetto e rispetto le violenze anche brutali e le umiliazioni subite, gli sbandamenti o le canagliate ma anche il generoso e spavaldo coraggio, le piroette e i capitomboli con cui essi cercano di sfuggire alla morsa della vita, i sogni ingenui ma potenti che li portano aldilà dei confini del reale. Questa familiarità con la debolezza e insieme con la sacralità dell’esistenza è irriverente, perché non arretra dinanzi ad alcuna anche impudica o imbarazzante miseria e non s’inchina ad alcuna solennità, ma la tira giù dal piedistallo, dando del tu o anche peggio al Padreterno e mostrando i rattoppi nei calzoni o i buchi nelle calze della vita."
Pino Roveredo è nato nel 1954 a Trieste da una famiglia di artigiani: il padre era calzolaio. Dopo varie esperienze ( e salite) di vita, ha lavorato per anni in fabbrica. Operatore di strada, scrittore e giornalista, collaboratore del “Piccolo” di Trieste, fa parte di varie organizzazioni umanitarie che operano in favore delle categorie disagiate. Tra le sue opere, Capriole in salita (1996), La città dei cancelli (1998), Schizzi di vino in brodo (2000), da cui lui stesso ha tratto una stesura teatrale rappresentata al Festival di Lodi.
Il Laboratorio di lettura e scrittura si rivolge alle scuole secondarie di secondo grado ed ha lo scopo di promuovere il piacere e la consuetudine per la scrittura e la lettura attraverso un incontro piacevole con “l’oggetto” libro. Per l’anno scolastico in corso affronta la tematica della differenza di genere. Il tema è stato sperimentato nello scorso anno scolastico con un progetto di rete di alcune scuole del Comune di Cremona in collaborazione con il Centro Studi dell’Autobiografia Paola Dorascenzi che quest’anno ha avuto l’incarico di elaborare e coordinare i contenuti del progetto. Si sono già tenuti due incontri iniziali condotti da Barbara Mapelli, docente di Pedagogia delle Differenze di Genere dell’Università Bicocca di Milano, in cui sono stati presentati e discussi i principali significati che assume l’introduzione di una prospettiva di genere rispettosa quindi delle differenze e delle diverse culture di cui i due sessi sono portatori nel lavoro educativo.
L’incontro con le culture di genere rappresenta, per chi opera e vive nella scuola, un’occasione utile, e necessaria, per ripensarsi come persona e nel proprio essere docente, non neutro, ma donna o uomo, nei luoghi dell’educare. Questo significa confrontarsi e misurarsi, in una diversa prospettiva, col proprio sapere, appreso e poi condiviso e trasmesso a studentesse e studenti. Significa porre una diversa attenzione alle proprie relazioni con i/le discenti, anch’essi ed anch’esse soggetti non neutri, ma sessuati, portatori quindi di diversi comportamenti, attitudini, attese rispetto alla scuola e al proprio futuro; portatori, inoltre, di diversi stili di approccio e fruizione delle proposte di conoscenza. Maturare convinzioni e competenze in questa prospettiva arricchisce la professionalità dell’insegnante, che può divenire ricercatore o ricercatrice, osservatore e osservatrice rispetto alle diverse modalità che ragazze e ragazzi hanno di rispondere agli stimoli educativi, alle proposte di lettura, commento e interpretazione dei testi, trasformando queste differenze in risorse didattiche e pedagogiche da condividere nella classe.
Cremona, 27 febbraio 2005

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Cremona

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