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 Sociale

04 Marzo, 2005
Nuovo regolamento interprovinciale per la pesca in Adda
Cambiano i periodi di divieto e le misure minime dei pesci. Si potrà usare il belly-boat

Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Interprovinciale di pesca per il fiume Adda, le province rivierasche, Lecco, Bergamo, Milano e Lodi, hanno portato a termine un percorso di uniformazione dei regolamenti per la pesca sull’Adda.

“Nell’ottica di salvaguardare l’ambiente e la fauna ittica di uno dei fiumi più ricchi d’Italia - afferma in proposito il Presidente della Provincia, Lino Osvaldo Felissari - le province si sono sedute intorno ad un tavolo per far convergere all’interno di un regolamento comune, in grado di superare i confini amministrativi che non corrispondono a quelli naturali, le esigenze di tutela delle specie autoctone maggiormente a rischio”. Il nuovo regolamento  è il frutto di uno studio ittiologico e di un monitoraggio accurato delle acque dell’Adda che ha evidenziato le principali criticità, indicando le strade da percorrere per restituire”.

Le novità sostanziali riguardano i periodi di divieto per la pesca di alcune specie e le dimensioni minime di cattura consentite: carpa (dal 15/4 al 15/6), il pigo (dal 15/4 al 30/6) e il Luccio (dal 01/01 al 15/04), si dilata il periodo di divieto, mentre per il barbo (dal 15/5 al 15/6) il periodo si riduce leggermente.

Maggiormente significative sono le novità in ambito di misure minime per la cattura che  riguardano anguilla (40cm), barbo (25), cavedano (25), cheppia e agone (40), Luccio (45), pigo (35), tinca (35), trota mormorata e ibridi (50).

Per quanto riguarda le quantità giornaliere massime consentite vanno segnalate le limitazioni per la cattura del persico reale (10 capi) e trota marmorata e ibridi (1 capo). Mentre per l’arborella, il triotto e il vairone non è consentito catturare una quantità giornaliera superiore al chilogrammo.

La novità saliente rispetto all’utilizzo di attrezzature riguarda la possibilità di utilizzare 5 ami con la canna a lenza anziché 3.

La Provincia di Lodi, attraverso il lavoro della Consulta per la pesca provinciale, ha introdotto poi alcune integrazioni al Regolamento, alcune transitorie che verranno perfezionate contestualmente alla redazione del nuovo Piano per la Pesca e della Carta Ittica Provinciale. Le sospensive al regolamento interprovinciale attengono alla specificità della realtà lodigiana del fiume Adda.

In particolare:

L’uso del bilancione è consentito nel tratto di fiume a valle della foce del Serio fino alla confluenza del fiume Po (con l’esclusione dei tratti soggetti a diritto esclusivo di pesca F.I.P.S.A.S.).

sarà consentito l’uso del ciambellone o Belly boat limitatamente al corso principale del fiume Adda;

relativamente alla pesca notturna, non è posto il divieto di utilizzo della tecnica “spinning” per la pesca al siluro solo nel tratto a valle di Maleo.

In ragione dei confortanti dati di popolazione e delle caratteristiche ecologiche delle specie alborella e cavedano, è sospesa l’attuazione del divieto previsto nel periodo di ripopolamento, fatto salvo la permanenza del divieto nel periodo indicato per la pesca con le reti.

Per quanto concerne le gare di pesca restano in vigore le precedenti regole nelle zone “no-kill” per la trota mormorata e il temolo è consentito pescare con una sola canna, munita di amo singolo sprovvisto di ardiglione o con l’ardiglione schiacciato.

 

Fonte: Ufficio Stampa e Comunicazione Provincia di Lodi

mt

 


       


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