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 Radio Londra

04 Marzo, 2005
Lombardi nel Mondo - Ivonne Pallavicini. Da Desio a Montevideo
La Signora Ivonne Pallavicini è attualmente la Vice Presidente della Associazione Lombarda di Montevideo.

Lombardi nel Mondo - Ivonne Pallavicini. Da Desio a Montevideo
Discreta nelle sue parole, gli occhi si illuminano quando parla della sua
Lombardia. Instancabile sostenitrice della Ass. Lombarda di Montevideo. Il
suo rispetto per i vecchi fondatori lo ha dimostrato con tanto lavoro,
costante ed appassionato. Per l'ALM, Ivonne è la garanzia tangibile di come
una lombarda si rimbocca le maniche sorridendo

La Signora Ivonne Pallavicini è attualmente la Vice Presidente della
Associazione Lombarda di Montevideo.

D- Quali sono le sue origini?
R- Il mio paese di nascita è Desio a 15 Km da Milano, Regione Lombarda, sono
nata il 21 dicembre del 1940 in tempo di guerra. Sono una casalinga felice.

D- Com`è stata la sua emigrazione e quali sono le ragioni che l'hanno
portata in Uruguay?
R- Invece della mia emigrazione direi la nostra emigrazione perchè coinvolge
tutta la mia famiglia, io avevo solo 7 anni.
A dire il vero, mio padre non aveva nessun bisogno di andarsene dal nostro
paese era tecnico in meccanica, motorista in tempo di guerra, ha lavorato
alla Macchi, la fabbrica di aerei, aveva un micro pulman per le escursioni.
Mio padre tutti gli anni andava alla fiera di Milano così ha conosciuto il
Sig. Lostorto un industriale italiano molto conosciuto qui in Uruguay che
cercava mano d'opera italiana per la sua fabbrica e così gli ha proposto di
venire qui. Mio fratello maggiore aveva compiuto 18 anni e avrebbe dovuto
fare il servizio militare. I miei genitori stanchi della guerra hanno
pensato di venire in Uruguay, paese tranquillo. Così mio padre, uomo tutto
fare, si è messo a confezionare 5 bauli di alluminio e 6 valigie, che
abbiamo tuttora e nel settembre del 1948 siamo partiti con la Motonave che
si chiamava Italia.

Per me non è stato un distacco perchè avevo tutta la mia famiglia con me. I
miei fratelli maggiori erano sempre premurosi, non facevo in tempo ad aprire
la bocca che stavano già correndo per me.

D- Se dovesse scegliere un ricordo del viaggio, quale sarebbe e perchè?
R- Il viaggio è stato bello. Quello che mi ricordo di più è stato quando
siamo arrivati in Africa, i ragazzi neri (non ne avevo mai visto uno) gli
buttavamo le monete nell'acqua e loro nuotavano e le ripescavano. Avevano
delle conchiglie giganti che per me erano meravigliose.

D- L'impatto con questa nuovo terra, com`è stato?
R- Siamo arrivati il 1º ottobre, ad attenderci c'era il figlio del Sig.
Lostorto che prima di portarci nella nuova casa ci ha fatto fare un giro per
la città, per me tutto era una novità.

D- Come ricorda l'Italia di allora? Com`è l'Italia oggi?
R- Il mio ricordo dell'Italia si è fermato il giorno della nostra partenza.
L'ho rivista dopo 15 anni, c'è stato un cambiamento enorme. Un paese che è
diventato più grande nelle edificazioni, i commerci sono più interessanti.
Prima la gente andava in bicicletta e adesso vanno tutti in auto.

D- Quali sono stati gli ostacoli all'arrivo nel nuovo paese?
R- Praticamente non ho avuto ostacoli. Ho imparato subito la lingua, dopo,
sono andata a scuola senza nessuna difficoltà.

D- Ci sono tradizioni italiane che si continuano a seguire nella sua
famiglia?
R- Le tradizioni italiane ci sono sempre tutte, per la semplice ragione che
la mia famiglia non ha mai smesso di parlare il dialetto milanese. Le
amicizie che avevamo fatto qui e che lavoravano anche loro per Lostorto
erano di Como e dintorni, parlavano anche loro un dialetto simile.
L'italiano lo parlavamo con le persone di altre regioni.
La gastronomia non è mai cambiata. È la nostra tradizionale lombarda.

D- Quali sono i piatti lombardi che non mancano mai sulla sua tavola?
R- Il risotto, se ci sono i funghi meglio; la cazuola di verze e carne di
maiale (dialetto cazzora); il polpettone; le lasagne; puccinn con carne e
verdure, detto in dialetto; la pastasciutta con le costine di maiale; le
chiacchere a Carnevale; la sbrisolona ... e tanti altri insomma.

D - E le canzoni?
R- Le canzoni? Anche le canzoni sono sempre presenti, anche perchè mio padre
prima di venire in Uruguay aveva acquistato una radio con il giradischi ed
avevamo molti dischi di Opere e canzoni varie, però le canzoni che ricordo
sono quelle che cantava lui mentre faceva qualche lavoro.

D - Le ricorda?
R- Certo che le ricordo: la madunina; come le rose; non ti scordar di me;
babbo non vuole mamma nemmeno (non sono sicura del titolo); signora di
trent'anni fà e tante, tante altre.

D- La sua famiglia ha partecipato attivamente alla fondazione della
Associazione Lombarda di Montevideo, ex "La comasca", investendo diversi
ruoli, remando per mantenerla viva. Ci racconta la sua storia e cosa
significa per Lei adesso?

R- Noi abbiamo partecipato attivamente nella fondazione della Associazione
Lombarda di Montevideo. Vedendo che i sacrifici che avevano fatto i vecchi
fondatori della Comasca stavano per perdersi, con mio marito ed altri amici
Lombardi abbiamo deciso con le elezioni che si avvicinavano di presentare
anche noi una lista, abbiamo vinto.

Così è stata fondata la "Associazione Lombarda la Comasca". Lo stato della
sede era deplorevole, abbiamo dovuto lavorare molto per mancanza di soldi.
Io e mio marito abbiamo organizzato e cucinato per i pranzi durante 15 anni.

La domenica preparavamo il salone per ricevere i nostri soci lombardi e non
lombardi, queste riunioni si fanno con piacere, per mantenere vive le nostre
origini, adesso anche mia figlia da circa 7 anni fa parte della Associazione
Lombarda, lei è la segretaria della Associazione.

D - Se dovesse usare una espressione dialettale per chiudere questa
intervista, quale sarebbe?
R - Come dicono al mio paese "L'È TUTT MOND E PAESS" - TUTTO Il MONDO È
PAESE

Grazie per il suo sorriso Ivonne!!

Patrizia Marcheselli
Portale dei Lombardi nel Mondo

www.lombardinelmondo.org

 


       


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