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 Attualità

04 Marzo, 2005
Cava di Caravaggio
IL PROGETTO VA STRALCIATO DAL PIANO CAVE. PDL E LEGA DECIDANO DA CHE PARTE STARE"

Cava di Caravaggio
ALLONI E MARTINA (PD): "IL CONSIGLIO REGIONALE NON HA PIU' ALIBI: IL PROGETTO VA STRALCIATO DAL PIANO CAVE. PDL E LEGA DECIDANO DA CHE PARTE STARE"
Il territorio è pronto a sostenere ogni iniziativa istituzionale per impedire la realizzazione della cava di Caravaggio. Lo ha dimostrato stamattina, lunedì 14 giugno 2010, con la presenza di istituzioni, associazioni e comitati all'incontro con Agostino Alloni e Maurizio Martina, consiglieri regionali del Pd, a Capralba, per discutere delle prossime mosse che metteranno in un certo senso Regione Lombardia alle strette e senza più alibi sulla questione.
Alloni ha ricordato ai presenti (sindaci, assessori, rappresentanti dei comitati dei cittadini e degli agricoltori, l'avvocato Martino Boschiroli del Comitato per il No alla cava, il direttore del Consorzio Adda Serio, i segretari territoriali del Pd, la senatrice Cinzia Fontana) i passaggi salienti della vicenda: "La cava di Caravaggio era già stata stralciata dal Piano cave della provincia di Bergamo, ma la proprietà ha fatto ricorso. Il Tar le ha dato ragione per carenza di motivazione, ovvero ha detto in sostanza al Consiglio regionale che lo stralcio poteva anche essere fatto, ma serviva una motivazione che non fosse esclusivamente politica. Ora, il Gruppo consiliare del Pd ha appena depositato una mozione urgente con allegato un documento tecnico in base al quale dimostra che si può avviare una nuova istruttoria da parte di Regione Lombardia, affinché venga stralciato dal Piano l'Ate (Ambito territoriale estrattivo) g38 di Caravaggio". I nodi cruciali del documento tecnico non sono di poco conto, hanno detto i due consiglieri, ma riguardano elementi importanti per il territorio della Bassa bergamasca e del cremonese come l'acqua (fontanili, falde...).
Martina, anche segretario regionale del Pd, ha innanzitutto sottolineato l'importanza dell'incontro - "bisogna incentivare le modalità di lavoro interprovinciale su temi così importanti", ha detto -, ricordando poi che "questo è il naturale proseguimento dell'impegno del presidio di Caravaggio". Nel merito, Martina ha detto che la mozione "è l'impegno minimo che chiediamo al Consiglio regionale, invitandolo a fare il suo lavoro, prendendo in mano il dossier e mettendo in atto le sue competenze. E abbiamo deciso di utilizzare lo strumento della mozione proprio perché è aperto: vogliamo valutare nel merito, ma anche assieme alle altre forze politiche, perché i malumori sono emersi in tutti gli schieramenti".
Un messaggio chiaro a Pdl e Lega, ha detto Martina: "Se ci sono, noi siamo qui pronti a fare una battaglia assieme. Ma se non ci sono, si prenderanno le loro responsabilità. Ricordo solo - ha concluso Martina - che sia l'assessore regionale all'Ambiente Raimondi che quello al Territorio Belotti sono bergamaschi. Mi piacerebbe sapere quali sono i loro giudizi sulla vicenda cava di Caravaggio"
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Il testo della MOZIONE URGENTE
Il Consiglio regionale della Lombardia,
PREMESSO CHE:
il 14 maggio 2008 il Consiglio regionale ha approvato con delibera n. 619 il Piano cave della Provincia di Bergamo;
lo stesso piano cave è stato approvato con una serie di emendamenti che prevedevano la soppressione di alcuni ambiti territoriali estrattivi proposti;
in particolare, uno degli emendamenti accolti ha comportato la soppressione dell’ATEg38, noto come ambito estrattivo nel Comune di Caravaggio, con 36 favorevoli e 26 contrari;
CONSIDERATO CHE:
a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio regionale del Piano cave di Bergamo alcuni operatori sono ricorsi al Tar della Lombardia per chiedere il reintegro dei siti cassati;
per quanto riguarda l’ATEg38, la stessa impresa Edile Luigi Cividini ha presentato ricorso;
VISTA:
la sentenza del Tar Lombardia n.3734/2009 del 5 maggio con la quale viene accolto il ricorso della Ditta Luigi Cividini per l’annullamento della sopracitata d.c.r VIII/1619/2008 nella parte in cui il Consiglio regionale ha disposto lo stralcio dal piano cave dell’ambito territoriale estrattivo –ATE38- in Comune di Caravaggio;
in particolare a pagina 4, sono riportate esattamente le seguenti affermazioni:
“nella fattispecie di cui è causa, la decisione del Consiglio di stralciare dal piano cave dell’ambito ATE38 risulta assolutamente priva di motivazione, soprattutto in relazione alla già ricordata circostanza che sia la Provincia di Bergamo sia la Giunta, ma anche a ben vedere la stessa Commissione consiliare, si erano espresse a favore dell’inserimento del nuovo ambito, per cui la decisione finale di stralcio dell’ambito medesimo, avrebbe dovuto essere supportata da una motivazione che desse atto delle ragioni tecniche e giuridiche ma non certo politiche che inducevano l’organo consiliare di sua scelta”;
inoltre a pag. 6 si legge: “per effetto della presente sentenza, resta ovviamente salvo il potere del Consiglio regionale di determinarsi nuovamente in merito all’ATEg38 del piano cave della Provincia di Bergamo, nel rispetto però dell’obbligo di motivazione e dello svolgimento di un’adeguata istruttoria, come esposto nella presente pronuncia.”;
PRESO ATTO CHE:
a seguito della sentenza del Tar, Regione Lombardia non ha fatto ricorso al Consiglio di Stato;
durante l’audizione dell’Arpa in Commissione Ambiente in data 9 dicembre 2009 sono state confermate una serie di perplessità riguardo al progetto per quanto riguarda gli aspetti ambientali;
Regione Lombardia con delibera 110616 del 13 gennaio 2010 “ottemperanza alla sentenza del Tar della Lombardia n.3734/2009 del 5 maggio 2009 con l’inserimento nel piano cave della provincia di Bergamo dell’ATEG38 in comune di Caravaggio, ha definito la seguente prescrizione: “di assoggettare il progetto dell’ATEG38 a valutazione d’impatto ambientale, ai sensi del D.lgs 152/2006, e s.m.i, nella quale dovranno essere esaminati adeguatamente gli aspetti geologici, stratigrafici e idrogeologici con particolare riferimento alle integrazioni e aggiornamenti indicati nella nota dell’Arpa, prot. 148856 dell’11 novembre 2009;
RICHIAMANDO:
le motivazioni tecniche qui allegate e sostenute da una vasta mobilitazione da parte dei sindaci del circondario cremasco e della provincia di Bergamo e di numerose associazioni e categorie economiche, e in particolare quelle agricole, contro la realizzazione della cava stessa
IL CONSIGLIO REGIONALE IMPEGNA IMPEGNANO LA GIUNTA:
- a considerare le motivazioni qui allegate;
- ad approfondirle comunque in sede di conferenza di servizi, o attraverso uno studio d’impatto ambientale, il più completo possibile, in modo da dimostrare l’assoluta non idoneità del sito ad ospitare una cava.
- a chiedere, alla Commissione consiliare competente, l’apertura di una nuova adeguata istruttoria, sulla base delle risultanze esposte dall’ARPA, dal documento tecnico allegato e dalle risultanze di eventuali audizioni con i portatori di interesse dei territori coinvolti, a partire dai Sindaci e dalle categorie economiche.

Milano, 10 giugno 2010

Agostino Alloni
Maurizio Martina
Stefano Tosi
Franco Mirabelli
Giuseppe Villani
Giuseppe Civati
Alessandro Alfieri
Giovanni Pavesi
Sara Valmaggi
Angelo Costanzo
Mario Barboni

 


       


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