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04 Marzo, 2005
Chi è la vera madre?
Ha fatto scalpore la notizia che vede coinvolta una bambina di solo 6 anni

Chi è la vera madre?
Ha fatto scalpore la notizia che vede coinvolta una bambina di solo 6 anni
nel comune di Castelfranco, in provincia di Modena. Spesso la gente è
convinta che la sottrazione di minori sia dettata da oggettive condizioni di
degrado e che venga fatta nell'interesse del minore. In realtà le
statistiche rivelano che circa il 20% delle sottrazioni coatte sono motivate
da assenza coatta dei genitori, provvedimenti carcerari, morte di entrambi i
genitori, maltrattamenti o abusi. Il rimanente 80% circa avvengono sotto
l'ampia motivazione di "inidoneità genitoriale". Questa motivazione ha
aperto le porte a innumerevoli violazioni di legge e dei diritti. (
www.crescoacasa.com/info-2  - http://www.crescoacasa.com/statistiche  )

Vorremmo citare un passo della Bibbia per capire che cosa ne pensava
Salomone, un antico re biblico celebre per la sua saggezza: "Quindi il re
aggiunse: «Tagliate in due il figlio vivo e datene una metà all'una e una
metà all'altra». La madre del bimbo vivo si rivolse al re, poiché le sue
viscere si erano commosse per suo figlio, e disse: «Signore, date a lei il
bambino vivo; non uccidetelo affatto!». L'altra disse: «Non sia né mio né
tuo; dividetelo in due!». Presa la parola, il re disse: «Date alla prima il
bambino vivo; non uccidetelo. Quella è sua madre». Tutti gli Israeliti
seppero della sentenza pronunziata dal re e concepirono rispetto per il re,
perché avevano constatato che la saggezza di Dio era in lui per render
giustizia."

La vicenda della bambina di Castelfranco esemplifica questa scoperta di
Salomone. Un assistente sociale, psicologo, psichiatra, ecc. non sono la
mamma (o il papà) della bambina o del bambino, e non saranno quindi disposti
a sacrificarsi ma finiranno per "tagliarlo in due"!!! Questa situazione di
degrado dei servizi sociali è descritta nell'articolo Sequestri di Stato di
«Panorama» (n. 47/2009) secondo cui sono oltre 32.000 i bambini che la
giustizia ha tolto con la forza alle famiglie; non sempre con buone ragioni
e con tanti errori dovuti a fretta e superficialità, come nel caso dei due
fratellini di Basiglio. Nell'articolo si parla anche di un business che vale
più di un miliardo di euro l'anno, a cui pochi sono disposti a rinunciare.

Questa scandalosa vicenda ha suscitato anche l'intervento dei deputati
Massimo Polledri e Carolina Lussana che il 27 maggio scorso hanno presentato
l'interrogazione a risposta orale 3-01092.

La storia è semplice: una mamma con problemi con l'ex marito si vede portare
via la figlia, accusata di non agevolare le visite al padre. Invece di
risolvere la conflittualità tra i genitori, si decide di affidare la bambina
(che allora aveva 4 anni) ad una casa famiglia, un evento che probabilmente
la segnerà per tutta la vita.

A questo punto la mamma decide di sacrificarsi per il bene della bambina,
come solo una vera mamma potrebbe fare, e richiede l'affidamento della
bambina al padre. Ciononostante le viene permesso di vedere la bambina solo
un'ora alla settimana in un ambiente protetto, come contestato dall'avvocato
Francesco Miraglia in una memoria presentata al tribunale: "Nonostante la
mamma, colpevole secondo il Tribunale dei Minori e del Servizio Sociale di
Castelfranco (Modena) di ostacolare i rapporti padre figlia, abbia essa
stessa richiesto per la figlia il collocamento presso l'abitazione del
padre, abbia iniziato una mediazione di coppia e tutto ciò che possa
favorire il ritorno a casa della bambina, inspiegabilmente e incredibilmente
il Giudice relatore d'accordo con il Servizio Sociale del Comune di
Castelfranco continua ad avere un comportamento pregiudizievole nei
confronti di questa mamma."

E alcuni mesi fa, l'unica persona ad interessarsi veramente della salute
della bambina è stata sempre la mamma mentre le assistenti sociali avevano
ignorato i problemi di salute della bambina, come riferito
nell'interrogazione parlamentare di cui sopra: "la madre, che nei mesi
scorsi aveva riscontrato uno stato di salute non ottimale nella bambina, in
particolar modo legato ad arrossamenti e bruciori nelle parti intime, dopo
che la stessa aveva dovuto insistere perché le assistenti sociali si
facessero carico degli accertamenti approfonditi del caso e dopo che
l'avvocato che la assiste aveva verificato come le stesse assistenti non si
erano rivolte, come di dovere per la loro carica, al tribunale di Bologna
per segnalare anche solo vaghi sospetti relativi alla buona condizione della
bimba, oggi affidata alle cure del padre, ha depositato una circostanziata
querela."

Ma l'episodio che ora andremo a riportare ci dimostra che le parole di
Salomone erano vere allora come lo sono oggi. Ecco quanto riferito
dall'avvocato Miraglia al giornale Modena Qui: "Tutto ciò ha costretto la
mia assistita a prendere una sofferta e amara decisione - piuttosto che
danneggiare la propria figlia con tensioni continue e con situazioni troppo
pesanti da gestire per una bimba, ha preferito autosospendersi dal ruolo di
mamma in attesa di operatori e situazioni di fatto diversi."

Questa vicenda, come purtroppo molte altre, evidenzia che questo sistema non
funziona più e che è necessaria una radicale riforma come chiesto anche
nell'interrogazione dei due deputati: "quanto riportato impone una
riflessione su come spesso gli assistenti sociali, coadiuvati da psicologi e
psichiatri, non solo non siano in grado di risolvere i problemi della
famiglia, ma contribuiscano a crearli loro stessi con il loro
comportamento."

Come già Salomone aveva scoperto, i veri garanti dei bambini sono la mamma e
il papà, e quindi la riforma dovrebbe mettere al centro la famiglia
aumentandone i poteri e le tutele. E una riforma seria che protegga
veramente i bambini dovrebbe includere le richieste presentate più di un
anno fa dal movimento Cresco a casa ( www.crescoacasa.com/info-2 ):

1. che la sottrazione di bambini alla propria famiglia possa avvenire
solo sulla base di fatti gravi ed accertati o solo dopo l'acquisizione di
prove oggettive attendibili;

2. che le perizie psicologiche-psichiatriche abbiano solo valore di
opinioni e non siano considerate direttamente come "accertamento della
verità";

3. che le famiglie abbiano il diritto della parità tra accusa e difesa
e che eventuali relazioni negative di assistenti sociali o di altre entità
possano essere contestate e che si proceda ad accertare i fatti prima che
possa avvenire la sottrazione dei bambini alla famiglia.

Ci auguriamo che i legislatori sappiano intervenire urgentemente e con
saggezza per sanare una situazione che vede migliaia di bambini soffrire
perché orfani di genitori ancora in vita.

Silvio De Fanti
Vice Presidente
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani o nlus
www.ccdu.or

 


       


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