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 Da Milano

04 Marzo, 2005
Milano.Il comune chiude la scuola araba.
Il Comune di Milano ha deciso di chiudere la scuola araba di via Quaranta. Il

Il Comune di Milano ha deciso di chiudere la scuola araba di via Quaranta. Il settore Educazione del municipio milanese ha infatti spedito un lettera al preside dell'istituto in cui si spiega che, in quella ex fabbrica alla periferia della città, dove da sei anni studiano 500 bambini per la maggior parte figli di famiglie egiziane, non può esistere alcuna scuola islamica. La decisione ha alla base motivi igienico-sanitari, come certificato da una denuncia inoltrata per conoscenza anche alla Asl e ai vigili urbani.

La difesa del direttore della scuola

"Non siamo una scuola coranica, non seminiamo l'odio. Anzi, tutto quello che abbiamo fatto in questi anni è stato per combattere l'odio, per dare un futuro ai nostri figli". Si difende così il direttore della scuola, Ali Sharif, che si dice "ferito e deluso da tutte le menzogne che sentiamo su di noi". Sharif, che dal 1976 vive in Italia, ha inviato una lettera al comune di Milano in cui chiede la possibilità di continuare anche quest'anno nell'attività didattica dell'istituto.

"La nostra - ribadisce il direttore - non è una scuola coranica. I bambini studiano su programmi egiziani, quelli che vengono seguiti in qualsiasi altro istituto del nostro Paese. I nostri ragazzi vanno a sostenere l'esame per l'idoneità al consolato egiziano e, da qualche anno, anche alla scuola italiana. Non imparano solo l'arabo". E conclude: "Non seminiamo l'odio, lavoriamo per eliminarlo e tutti possono entrare e vedere quello che stiamo facendo".

Lo scontro politico

E' già scontro politico sul provvedimento: la polemica si sviluppa per il momento tutta nelle file dell'opposizione di centrosinistra. Diversi rappresentanti dell'Unione in consiglio comunale si oppongono alla chiusura della scuola islamica e chiedono l'intervento del prefetto Bruno Ferrante. Ma dall'altra parte il presidente della provincia di Milano, il diessino Filippo Penati, è intervenuto nella serata di ieri per frenare le prese di posizione dei suoi. "C'è l'esigenza di arrivare all'integrazione, sì - ha dichiarato Penati - ma attraverso le scuole statali e non quelle paritarie che in realtà favoriscono la separazione".

Compatta la maggioranza di centrodestra, guidata dal sindaco Gabriele Albertini: "Finalmente - commenta Carla De Albertis, consigliere comunale di An e presidente della commissione Cultura - il Comune chiede la chiusura della scuola clandestina di via Quaranta", una scuola "clandestina e irregolare, fuori da ogni controllo, tutelata dalla solita sinistra che con il suo dannoso buonismo e con la sua fobia del razzismo e dell'intolleranza ci stava rendendo schiavi e conquistati".

Fermamente contrario alla chiusura è invece il coordinatore del centrosinistra in Comune, Sandro Antoniazzi: "La scuola di via Quaranta si era impegnata a presentare un progetto per ottenere la parità, ma ha bisogno di una sede adeguata. Il Comune l'aveva promessa, ma ora fa marcia indietro". Il prefetto Ferrante ha convocato l'assessore comunale all'Educazione Bruno Simini per trovare una mediazione. E' interesse pregnante di tutti capire cosa succederà la prossima settimana, quando i bambini dovrebbero rientrare a scuola. "Un atto dovuto. Quella scuola - spiega Simini - vive nell'illegalità e per due anni abbiamo denunciato l'evasione dell'obbligo scolastico. Quest'anno abbiamo fatto un sopralluogo e lì non possono stare dei bambini. Dove andranno? In una scuola statale, spero".

 


       


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