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 Attualità

04 Marzo, 2005
Ambiti di caccia solo per lodigiani “doc"
Piano Venatorio della Provincia limiterà la presenza di doppiette “straniere”.

Ambiti di caccia solo per lodigiani “doc”: il Piano Venatorio della Provincia limiterà la presenza di doppiette “straniere”.
La Giunta Provinciale ha approvato le linee guida per la Stagione venatoria 2010/2011: il documento definisce il numero massimo di cacciatori ammissibili agli Ambiti Territoriali di Caccia ed i criteri di ammissione agli stessi Atc.
Nel disciplinare la delicata materia, la Provincia di Lodi va a recepire le indicazioni della Regione Lombardia, la quale con Decreto a firma della Direzione Generale Agricoltura (n 3574 del 03 aprile 2009) ha fissato l’indice di densità venatoria pari ad un cacciatore ogni 17,8 ettari.
Tale indice permetterebbe l’attività venatoria nei due ambiti lodigiani a 2292 cacciatori, contro i 2630 della stagione venatoria appena conclusa: è sufficiente una semplice operazione di calcolo per capire che 332 doppiette risultano in esubero.

“Dovendo operare un taglio, verranno primariamente difesi i diritti dei residenti – afferma l’assessore Matteo Boneschi – ed infatti i criteri che abbiamo definito in Giunta stabiliscono che gli estromessi dai nostri ambiti di caccia saranno soltanto i cacciatori di fuori provincia”.

Il taglio avverrà gradualmente sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta provinciale (vedi sotto): per la prossima stagione si partirà con sole 13 esclusioni, con l’impegno già messo nero su bianco di proseguire in questo graduale avvicinamento agli standard regionali.
Il perché della partenza “morbida” è spiegata dallo stesso Boneschi: “i Comitati di Gestione degli ATC avevano già scritto i loro bilanci di previsione sulla base dello storico delle iscrizioni annuali rilasciate, quindi operare immediatamente un taglio forte avrebbe messo i Comitati stessi in grossa difficoltà dal punto di vista economico. Così, invece, i Comitati hanno la possibilità di programmare la loro attività in vista di esuberi anche più consistenti”.

“La nostra “rivoluzione” andrà a pieno regime con l’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio – riprende l’Assessore –: in quella occasione, verrà completamente azzerata la situazione, le iscrizioni ripartiranno da zero e le ammissioni avverranno sulla base dei criteri che abbiamo individuato in Giunta”.

Allo stato attuale, le stime della Provincia di Lodi parlando di una forte presenza di doppiette non residenti, che complessivamente si attesterebbero a 859 unità, provenienti soprattutto dal bergamasco e dal bresciano.
I numeri attuali della caccia in Provincia di Lodi parlano di poco più di 40mila ettari disponibili per l’attività venatoria, così suddivisi: 24.902,6 ettari nell’Atc nord, che rendono ammissibili 1.597 cacciatori e 15.894,2 ettari nell’Atc sud, con 1.020 cacciatori ammissibili.
Soprattutto nell’Atc Sud, la situazione è decisamente sbilanciata: qui si stima infatti che i cacciatori “stranieri” risultino addirittura 430 (ossia il 40 percento circa dei cacciatori ammessi). Nell’ambito Nord, i non residenti sono 429, oltre un terzo del totale.

“Ritengo fondamentale precisare – chiude Boneschi – che questa strategia è stata condivisa, in sede di Consulta Caccia “allargata”, con tutto il mondo venatorio, dai rappresentanti degli Atc Nord e Sud, ai presidenti di tutte le associazioni venatorie del territorio, ai rappresentanti delle associazioni agricole e delle associazioni ambientaliste. Mi piace sottolineare che la soluzione prospettata è stata unanimemente condivisa”

Criteri di ammissione per la stagione venatoria 2010/2011,
individuano le seguenti priorità:

a) Cacciatori che hanno residenza anagrafica nell’A.T.C.
I soci della stagione venatoria 2009/2010 confermeranno la loro iscrizione agli ATC Nord e Sud, in cui hanno la propria residenza, con il solo versamento della quota associativa.
Coloro, tra i cacciatori residenti, che non erano soci nella passata stagione venatoria dovranno presentare domanda di iscrizione, allegando ricevuta dell’avvenuto pagamento della relativa quota.
b) Cacciatori che non hanno residenza anagrafica nell’Atc;
Tutti i cacciatori che non hanno residenza anagrafica negli ATC presenteranno domanda di iscrizione. Saranno ammessi, fino al raggiungimento del numero di cacciatori ammissibili per ambito.
L’assegnazione avverrà secondo i criteri di priorità che di seguito si riportano:
c) Cacciatori già iscritti nell’A.T.C. nella stagione venatoria 1998/1999.
Qualora il numero di soggetti inclusi in questa categoria sia superiore ai posti disponibili, dovranno essere applicati i seguenti sub-criteri:
c1) Cacciatori residenti in territorio provinciale, ma extra ambito (fatti salvi i soggetti di cui all’art. 33, comma 3, della L.R. n. 26/1993 e successive modifiche ed integrazioni).
c2) Cacciatori residenti in altre province della Lombardia a più alta densità venatoria.
Nel seguente caso, qualora dovesse risultare ancora soprannumerario il numero degli aspiranti, la priorità nell’iscrizione dovrà essere valutata in relazione ai seguenti ulteriori parametri:
c2a) Cacciatori residenti in altre province lombarde ad alta densità venatoria, confinanti direttamente con la provincia di Lodi.
c2b) Cacciatori residenti in altre province lombarde ad alta densità venatoria, non direttamente confinanti con la provincia di Lodi.
Nel caso in cui, nell’applicazione dei criteri di preferenza sopra indicati, dovessero ancora presentarsi situazioni soprannumerarie, dovranno introdursi i seguenti ulteriori criteri:
c2c) Preferenza ai cacciatori iscritti ad un solo ambito, rispetto a quelli che hanno un altro ambito ove andare a caccia.
c2d) Preferenza ai cacciatori che siano rimasti iscritti ininterrottamente nell’ATC dal 1998/1999 alla data di richiesta di iscrizione nello stesso ATC.
c2e) Ordine cronologico di presentazione della domanda di iscrizione.
Qualora dovessero risultare ulteriori posti disponibili, esaurita la categoria dei cacciatori residenti in Lombardia, verranno accolte le domande dei cacciatori residenti fuori Lombardia;
1. di dare atto che i versamenti e le domande dovranno essere effettuati, perentoriamente, nel periodo intercorrente tra l'1 marzo ed il 31 marzo 2010, fatta salva la possibilità di applicazione di more per ritardati pagamenti purché prevista e approvata da ciascun ATC nei termini delle vigenti disposizioni normative;
2. di mantenere fermi i diritti di legge fissati per i titolari di appostamento fisso e per i neo-cacciatori, all’atto del conseguimento della licenza di caccia; i termini perentori di cui al punto 2 non saranno vincolanti esclusivamente per i nuovi titolari di appostamento fisso e i cacciatori che hanno conseguito l'abilitazione venatoria in data successiva al 31 marzo;
3. Di dare atto che l’esubero del numero di cacciatori iscritti agli Ambiti Territoriali di caccia dovrà diminuire rientrando nei parametri di legge indicati dalle disposizioni regionali.

 


       


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