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 Economia

04 Marzo, 2005
Continua la mobilitazione per il giusto prezzo del latte Made in Italy
Un albero di Natale piantato davanti ai principali stabilimenti di lavorazione della Galbani e della Parmalat

NATALE: COLDIRETTI, ALLEVATORI PIANTANO ALBERI DAVANTI INDUSTRIE LATTE

Continua la mobilitazione per il giusto prezzo del latte Made in Italy

Un albero di Natale piantato davanti ai principali stabilimenti di

lavorazione della Galbani e della Parmalat, per chiedere il "regalo" dovuto

di un giusto prezzo del latte per gli allevatori e per i consumatori che

devono poter riconoscere attraverso l'etichetta la produzione veramente Made

in Italy. E' questa la clamorosa protesta degli allevatori della Coldiretti

che sono mobilitati durante le festività di Natale per salvare le 43mila

stalle italiane dal rischio di chiusura per il prezzo alla stalla offerto

dagli industriali ben al di sotto dei costi di produzione.

Davanti allo stabilimento della Galbani di Corteolona  in provincia di Pavia

e a quello della Parmalat di Collecchio, in provincia di Parma sono stati

piantati alberi allestiti con tutte le varietà di prodotti trasformati delle

note aziende con la scritta "Cara industria, addio fiducia delle mamme

italiane senza latte delle nostre stalle. Il vero latte italiano lo devi

pagare in modo giusto. Firmato Coldiretti" La speranza - sostiene la

Coldiretti - è che in questi giorni di riflessione maturi anche nella classe

dirigente dell'industria lattiero-casearia la consapevolezza della necessità

di salvaguardare e valorizzare il vero latte italiano ed i veri prodotti

lattiero-caseari Made in Italy rendendoli riconoscibili in etichetta anche

per dare più trasparenza e sicurezza ai consumatori italiani.

Le  mucche italiane - sostiene la Coldiretti - sono sottopagate per il latte

ad un prezzo inferiore del 30 per cento rispetto al 1996: il latte fresco

viene pagato in media dai consumatori 1,35 euro al litro con un ricarico di

quattro volte e mezzo (+350 per cento) rispetto ai 30 centesimi riconosciuti

in media alla stalla. Si tratta di valori che non coprono i costi di

produzione e stanno mettendo a rischio stalle, mucche e lavoro che hanno

garantito all'Italia fino ad ora il primato mondiale nella produzione

formaggi tipici con il record di 35 riconoscimenti a livello comunitario.

In pericolo - sottolinea la Coldiretti - ci sono 43 mila stalle con quasi 2

milioni di mucche e circa 200 mila occupati che producono un valore di oltre

22 miliardi di euro che rappresenta la voce più importante

dell'agroalimentare italiano. Se le difficoltà sui prezzi sono diffuse in

tutta Europa, l'Italia è però - precisa la Coldiretti - l'unico paese

produttore comunitario in cui il crollo dei prezzi riconosciuti agli

allevatori si è verificato nonostante una sostanziale tenuta dei consumi e

l'insufficiente produzione nazionale che arriva a coprire appena il 60 per

cento del fabbisogno.

Nell'ultimo anno - denuncia la Coldiretti - sono arrivati in Italia

dall'estero ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili

di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15

milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi. Il risultato

- continua la Coldiretti - è che tre cartoni di latte a lunga conservazione

su quattro venduti in Italia sono stranieri e la metà delle mozzarelle in

vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero,

ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta. Se si

vuole aiutare il settore servono intanto - sostiene Coldiretti - misure di

intervento strutturali per la trasparenza come quelle previste dal Decreto,

in corso di verifica in sede Ue, che prevede l'obbligo di indicare la

provenienza di latte e derivati in etichetta, ma anche il divieto di

utilizzare polveri e caseinati in sostituzione del latte per la produzione

dei formaggi.

Stiamo reagendo - conclude la Coldiretti - a quelli che rappresentano i due

furti ai quali è sottoposta giornalmente l'agricoltura che subisce da una

parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in

commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come Italiano, e

dall'altra il furto  di valore aggiunto che vede sottopagati i prodotti

agricoli a causa  di  uno strapotere contrattuale da parte dei nuovi forti

della filiera agroalimentare.

 

COLDIRETTI - 335 8245417 - 06 4682487  - FAX 06 4871199 - www.coldiretti.it

 


       


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