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 Dall' Italia

04 Marzo, 2005
La povertà in Italia é in vertiginoso aumento
Bankitalia annuncia: le famiglie italiane sono sempre più povere

La povertà in Italia é in vertiginoso aumento

Bankitalia annuncia: le famiglie italiane sono sempre più povere

 Nel 2008 é ulteriormente aumentata la povertà delle famiglie italiane ed é sempre più concentrata la ricchezza: il 10% più ricco del paese detiene il 44% della ricchezza nazionale, mentre il 50 % dei più poveri detengono appena il 10 %. Se in un paese cresce a dismisura l’iniquità come in Italia, cresce in fretta anche il rischio di pericolosi conflitti sociali.

Alla fine del 2008, segnala la Banca d'Italia, la ricchezza netta per famiglia ammontava a circa 348 mila euro. Si tratta di un calo del 6,5% a prezzi costanti, (-3,5% a prezzi correnti), tale da riportare il dato sui livelli di inizio decennio. La ricchezza netta pro capite ammontava invece a circa 138 mila di € ed è scesa del 2,6% sul 2007, invece a prezzi costanti del 5,6%. Nel complesso, la somma delle attività reali e finanziarie al netto delle passività finanziarie risultava alla fine dell'anno scorso pari a circa 8.284 miliardi di €. Il calo a prezzi correnti è pari all'1,9% (161 miliardi), come risultato di una rilevante riduzione delle attività finanziarie (-8,2%) e di un aumento delle passività (+3%). A prezzi costanti, la riduzione della ricchezza complessiva rispetto al 2007 è risultata pari a meno 5% (circa 433 miliardi del 2008).

Secondo stime preliminari, nel primo semestre 2009, la ricchezza netta delle famiglie sarebbe rimasta pressoché invariata. Alla fine del 2008 le attività reali erano circa del 69% della ricchezza netta (5.715 miliardi), le attività finanziarie circa il 41% (3.374 miliardi) e le passività finanziarie circa il 10% (805 miliardi). «Rispetto ai precedenti anni», si legge nel documento di via Nazionale, «la quota di ricchezza netta in attività reali è cresciuta, mentre quella detenuta in attività finanziarie ha subito una forte riduzione. La crescita della quota di passività finanziarie è stata lenta ma costante», ma il livello resta molto basso rispetto alla media Europea. L'ammontare di passività delle famiglie italiane è pari al 74% contro il 100% di Germania e Francia, il 130% degli Stati Uniti, il 140% del Canada e il 180% del Regno Unito.

Alla fine del 2008 la ricchezza abitativa detenuta dalle famiglie italiane ammontava ad oltre 4.700 miliardi di €, corrispondenti a circa 196.000 euro in media per famiglia. A prezzi correnti il dato è cresciuto tra il 2007 e il 2008 del 2,8% (circa 127 miliardi), un valore inferiore al tasso medio annuo del periodo 1995-2007 (circa il 6,6%), andamento negativo determinato dal rallentamento del mercato immobiliare. In termini pro capite la crescita della ricchezza in abitazioni è stata inferiore, pari al 2,1%, dato l'aumento della popolazione pari allo 0,7% nello stesso periodo. A prezzi costanti la variazione della ricchezza in abitazioni rispetto al 2007 è risultata negativa dello -0,4% complessivamente in termini pro capite -1,1%.

Alla fine dell'anno scorso il 43,8% delle attività finanziarie era detenuto in obbligazioni private, titoli esteri, prestiti alle cooperative, azioni, partecipazioni e fondi comuni di investimento. Il contante, il risparmio postale e i depositi bancari, rappresentavano meno di un terzo della totale attività finanziarie, la quota investita dalle famiglie in titoli pubblici italiani era poco più del 5%. Le riserve di assicurazione ammontavano al 17,4% del totale delle attività finanziarie.

Tra il 2007 e il 2008 si è registrata un cambio dei portafogli delle famiglie verso forme di investimento meno rischiose. La quota detenuta in depositi bancari e in risparmio postale è cresciuta, di quasi 4 punti percentuali, la quota delle obbligazioni private è salita, dal 10,9 al 13,4 %. Invece la somma detenuta in azioni e fondi comuni è diminuito, punti percentuali di 7,1 e 2,3. Invece la quota in titoli di Stato detenuta dalle famiglie é risultata invariata.

A fine 2008, le passività finanziarie delle famiglie italiane per circa il 35% era costituita dai mutui sulle abitazioni. L’indebitamento per i consumi quotidiani nel 2008 è risultato essere del 12%, mentre gli altri prestiti personali al 26%. I debiti commerciali ed altre passività delle famiglie sono risultati del 23% delle passività totali delle famiglie. Tra il 2007 e il 2008 il valore dei mutui per l'acquisto dell'abitazione è aumentato solo dello 0,6%, interrompendo la costante e notevole crescita registrata negli anni precedenti, (il tasso medio di crescita annuale tra il 1995 e il 2007 è stato del 15%), nel periodo 1995-2007 il credito al consumo è risultato del 22,2%, mentre solo nell'ultimo anno è sghizzato al 4,8%. I debiti commerciali sono notevolmente cresciuti.

 

16 dicembre 2009

 

Direttore

Il Nuovo Giornale Di Mce

 

Dr. Giovanni Fiorentini

 

Fonte: Newsletter MCE AIFAVIN  newsletter@mce-aifavin.it  

 


       


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