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 Sociale

04 Marzo, 2005
All'azienda piace l'apprendista di G. Cazzola
Come risulta dall’Archivio Inps aggiornato al mese di febbraio 2005 (si veda la tabella con riferimento ai dati di giugno 2004) in Italia ci sono più di 553mila apprendisti: di questi 223.198 (il 40%) sono occupati in aziende artigiane, 330.264 (il 60%) i

All'azienda piace l'apprendista

di Giuliano Cazzola

Come risulta dall’Archivio Inps aggiornato al mese di febbraio 2005 (si veda la tabella con riferimento ai dati di giugno 2004) in Italia ci sono più di 553mila apprendisti: di questi 223.198 (il 40%) sono occupati in aziende artigiane, 330.264 (il 60%) in aziende non artigiane; 321.693 apprendisti (il 58%) sono occupati in aziende del Nord, 120.872 (il 22%) in aziende del Centro, 110.897 (il 20%) in aziende del Sud.
La regione che ha più apprendisti è la Lombardia (95.064 di cui 57.492 in aziende non artigiane: anche quest’ultimo è un record). Segue il Veneto (73.312 di cui 44.810 in aziende non artigiane). Viene poi l’Emilia Romagna con più di 61mila apprendisti di cui oltre 37mila in aziende non artigiane. Nelle regioni centrali spicca il numero di apprendisti della Toscana e del Lazio, mentre al Sud è abbastanza elevato il numero degli apprendisti della Puglia e della Sicilia.

Ripartizione regionale del numero degli apprendisti occupati nelle aziende artigiane e non artigiane presenti nel giugno 2004

Regioni

Aziende artigiane

Aziende non artigiane

Complesso

Piemonte

18.603

26.481

45.084

Valle d’Aosta

768

1.117

1.885

Lombardia

35.572

57.492

95.064

Liguria

6.524

11.402

17.926

Trentino AA

5.632

8.170

13.802

Veneto

28.502

44.810

73.312

Friuli VG

5.372

8.212

13.584

Emilia Romagna

23.517

37.519

61.036

Toscana

20.720

25.776

46.496

Umbria

6.180

7.446

13.626

Marche

12.160

14.368

26.528

Lazio

9.540

24.682

34.222

Abruzzo

5.789

7.891

13.768

Molise

939

844

1.783

Campania

5.789

11.565

17.354

Puglia

13.777

19.172

32.949

Basilicata

1.148

1.267

2.415

Calabria

2.508

3.551

6.059

Sicilia

12.580

13.003

25.583

Sardegna

5.490

5.496

10.986

TOTALE

223.198

330.264

553.462

Fonte: Inps


Come è noto, l’istituto dell’apprendistato è stato ampiamente rivisitato dalla legge Biagi che, in pratica, ha affidato alla contrattazione collettiva la definizione dei nuovi profili su tre livelli.
Il contratto di apprendistato è divenuto, così, il contratto formativo per eccellenza, dal momento che assolve sia al diritto-dovere di istruzione e formazione, secondo la nuova riforma dei cicli scolastici, sia all’apprendimento professionale anche di specializzazione tecnica superiore.
Per questi motivi – come abbiamo ricordato – sono delineate tre tipologie: a) apprendistato per l’espletamento della formazione; b) apprendistato professionalizzante; c) apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per il compimento di un percorso formativo (in collegamento con la riforma della scuola).

Il contratto di apprendistato appartiene alla categoria dei contratti di lavoro a causa mista, caratterizzati, cioè, non soltanto dallo scambio tra prestazione d’opera e remunerazione, ma anche dall’obbligatorietà dello svolgimento di un’attività formativa. In tale tipologia, dunque, la prestazione lavorativa non è solo finalizzata ad ottenere una retribuzione ma anche e soprattutto all’acquisizione di un percorso di formazione che prima della riforma era esclusivamente pratica mentre oggi può condurre anche ad un diploma universitario.

I dati dimostrano che l’istituto dell’apprendistato ha incontrato il favore delle imprese, ben più di altri strumenti di volta in volta vigenti. Si prenda il caso dei contratti di formazione e lavoro. Alla stessa data del 2004 il numero del Cfl era pari a 117.576. Ben 62.240 (53%) erano nelle regioni del Nord, 23.881 (20%) del Centro, 31.455 (27%) al Sud.

 


       


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