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 Volontariato

04 Marzo, 2005
CoLomba-COoperazione LOMBArdia
Il contributo delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale della Lombardia alla prima edizione degli Stati Generali dell’Expo 2015

CoLomba-COoperazione LOMBArdia  Il contributo delle organizzazioni

di cooperazione e solidarietà internazionale della Lombardia

alla prima edizione degli Stati Generali dell’Expo 2015

Milano Teatro Dal Verme 17 Luglio Cooperazione, Expo 2015 e le cose da fare.

Un mondo più equo, sostenibile e solidale: la beneficenza non c’entra è una questione di dignità

Secondo Lele Pinardi, rappresentante delle circa 100 Organizzazioni Non Governative (ONG) e

associazioni riunite sotto la sigla CoLOmba-COoperazione LOMBArdia, intervenuto in occasione

degli Stati Generali, “ l'Expo 2015 sarà in primo luogo l'occasione per condividere con i popoli del

mondo intero esperienze, progetti e strategie per nutrire il pianeta e per garantire energia per la

vita alle future generazioni”.

“Crediamo che l’Expo possa e debba rappresentare un’occasione importante per far emergere con

forza e coerenza, le condizioni culturali, sociali, tecnologiche e ambientali necessarie per essere

cittadini di un mondo più sostenibile ed equo per tutti – sostiene il rappresentante delle

organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale della Lombardia – per questo l’Expo

2015 dovrà caratterizzare Milano, la Lombardia, l’Italia tutta, come uno dei nodi essenziali, uno

degli incroci imprescindibili della più ampia rete di relazioni internazionali finalizzate a ridefinire

comportamenti e obiettivi di quel fenomeno che chiamiamo globalizzazione. Una globalizzazione

che vorremmo finalmente virtuosa, in grado cioè di valorizzare, anziché appiattire, le differenti

identità e caratteristiche locali. Una globalizzazione fonte di varietà, arricchimenti e socio-diversità:

culturali, economiche, politiche, oltre che naturali, che rappresentano la vera ricchezza del pianeta.

Per far questo, non basta comunicare l’evento Expo, farne una vetrina di promesse e speranze

ancora da venire. Occorre invece costruire, da subito, una nuova consapevolezza e responsabilità

intorno a beni e valori comuni come l'acqua, le risorse alimentari, il suolo, le fonti energetiche, i

diritti umani, la pace, la dignità. Tutti aspetti che potremmo, più semplicemente, riassumere nel

diritto a una vita decorosa. “

CoLomba è il luogo del confronto, anche aspro, della collaborazione, della condivisione. Colomba

è il luogo della trasparenza e della crescita di quanti, volontari o professionisti dell’aiuto, credono

nella responsabilità verso i donatori, i beneficiari e puntano a standard sempre più alti. CoLomba è

di tutti quelli che credono e praticano la cooperazione e la solidarietà internazionale in modo aperto

e disponibile. CoLomba non è per coloro che vivono il volontariato in modo esclusivo, un po’ snob,

ad uso esclusivo di selezionati adepti e nel chiuso di associazioni “invisibili”. Per questo CoLomba

c’è.

Le proposte delle o nG di cooperazione internazionale, si aggiungono a quelle delle organizzazioni

riunite nel tavolo “Fai l’Expo Giusto!” (tra cui Legambiente, Acli, Arci e numerose associazioni

locali, che operano nel nostro territorio e che sarebbe impossibile ricordare e citare tutte), e

riguardano:

1-la costruzione – da subito - di un percorso di eventi e iniziative che, da qui al 2015,

contribuiscano a “formare” il pubblico dell’EXPO, informandolo, coinvolgendolo e rendendolo

partecipe dei contenuti su cui si va a costruire questo importante evento italiano ma mondiale;

Crediamo che Regione, Province, Comuni (non solo Milano) della Lombardia potrebbero farsi

promotori, insieme a noi, di almeno un’iniziativa pubblica all’anno, progettando e realizzando un

vero e proprio circuito, a tappe, un calendario, assai più significativo di qualsiasi singolo evento. In

questa prospettiva educativa e formativa della sensibilità e della predisposizione verso l’Expo ed i

suoi contenuti, vediamo un ruolo importantissimo del settore comunicazione. Si dovranno trovare i

messaggi giusti per promuovere l’Expo, perché – come è stato detto proprio nel corso della prima

giornata di lavori degli Stati Generali – sei anni di comunicazione sono in grado di consumare

qualsiasi messaggio. Per questo crediamo ci sia anche lo spazio per una comunicazione etica,

sociale, responsabile.

2-La (già prevista) progettazione di un padiglione o nG dell’Expo in cui la cooperazione realizzata

sul terreno, dalle o nG e dai loro partner del Sud, sia chiaramente visibile e comprensibile nei suoi

aspetti migliori; Pensiamo a una sorta di percorso multimediale, percorribile con andature diverse:

quella più frettolosa di chi trasferisce l’attenzione da un punto all’altro, velocemente, puntando

subito verso la fine del tragitto; o quella più lenta dell’approfondimento, che prevede soste sui

singoli argomenti, per capirne l’importanza, il senso, la profondità;

Un luogo, comunque, pensato per proseguire anche dopo l’Expo, in cui far confluire le molte,

differenti iniziative quotidiane delle o nG e delle associazioni.

3-Pensiamo inoltre che – nella programmazione delle iniziative principali, degli eventi, che avranno

luogo nella piazza centrale dell’EXPO – si debbano prevedere e realizzare almeno alcune iniziative

dedicate esplicitamente alla solidarietà per promuovere la cooperazione internazionale, una sorta

di Live Aid diluito una volta al mese nei sei mesi dell’Expo, di cui siano protagonisti artisti di tutto il

mondo. Momenti ad alta intensità, da cui possano essere diffusi messaggi di grande presa sul

pubblico;

4-E’ venuto inoltre il momento di sostenere la creazione, a Milano, di una Casa dei Popoli del

mondo (che potrebbe anche essere anche uno spazio virtuale oltre che fsico) gestita dalle

associazioni e dagli enti locali, aperta al contributo di tutti i soggetti che s’impegnano nella

cooperazione e nella solidarietà internazionali, Un luogo di riferimento da cui partire e attraverso le

cui iniziative promuovere per il 2015 l’Expo dei popoli. Un luogo che possa caratterizzarsi per

l’offerta di iniziative di dibattito, sensibilizzazione, formazione, ma anche di festa, spettacolo e

cultura; un luogo che cresca con l’Expo e che nel momento culminante della manifestazione possa

ospitare un grande convegno in cui le società civili del mondo portino il loro contributo alla

definizione delle strategie globali per uno sviluppo più sostenibile;

5-Portiamo la Sanità e la solidarietà della Lombardia là dove serve e nemmeno si può immaginare.

Sentiamo spesso fare riferimento alle eccellenze della nostra Regione, in diversi settori, tra cui

appunto la sanità. Forse è venuto il momento di collocarsi con coraggio nel terzo millennio e di

capire con quali mezzi, risorse, costi, competenze si possano sviluppare gemellaggi per nulla

simbolici, anzi diretti per assistere i sistemi sanitari locali e contribuire alla formazione e

all’aggiornamento degli operatori (E qui ci riferiamo alle potenzialità della video-comunicazione, in

diretta…).

6-Anche rispetto alle risorse, ci permettiamo di ipotizzare delle proposte, a partire da quella di

creare alleanze forti tra i diversi attori pubblici e privati, istituzionali e della società civile, per

accedere a fondi – già disponibili – europei ed internazionali.

Ma c’è altro, ad esempio la realtà di commesse ed appalti, per l’Expo, in molti settori: dall’edilizia

(ovviamente) alle comunicazioni, ai servizi, all’ospitalità ed al turismo, alla cultura. Chiediamo che

chi vincerà questi appalti venga selezionato (tra i vari criteri) anche per la disponibilità a donare lo

0.7% dei proventi a iniziative di corporate social responsability nella cooperazione allo sviluppo.

Ben coscienti del fatto che non per questo saranno emendate le responsabilità etiche e la

correttezza nei confronti della città e dei cittadini, di cui ognuno si dovrà far carico secondo

coscienza (oltre che secondo le leggi !). Ma che almeno il guadagno e l’economia siano veicolo di

solidarietà e di partecipazione, non solo al profitto ma anche ai temi per cui nasce l’Expo;

7-Altre risorse potrebbero venire dalla raccolta di “un cent per la solidarietà”. Pensate alla rinuncia,

non certo all’aggiunta., di un piccolo centesimo per unità sui consumi energetici, sul trasporto

pubblico, sulla mobilità autostradale, sui consumi di luce ed acqua, sulle tasse di smaltimento dei

rifiuti. Sono solo alcuni esempi. Si tratta di rinunce assolutamente sostenibili. E’ questo il

federalismo fiscale di cui vorremmo sentir parlare dall’ancora ricca e produttiva Lombardia. Un

modello originale di welfare e di solidarietà internazionale.

8-Da parte nostra, cercheremo di declinare i 180 giorni dell’Expo in 180 racconti di progetti e di

partner che facciano conoscere uomini e donne concreti, bisogni ma anche soluzioni; e

cercheremo di realizzare 180 eventi, nello spazio che ci sarà assegnato; e presenteremo con i

nostri partner del Mondo 180 proposte da realizzare. Per far questo bisognerà ancora una volta

promuovere un intelligente gioco di squadra, un approccio di sistema (il sistema Expo?), per

mobilitare risorse e capacità.

9-Anche iniziative che già esistono, potrebbero e forse dovrebbero trovare una nuova dimensione

nella prospettiva dell’Expo. Pensiamo ad esempio al Premio per la Pace, che per varie edizioni ha

valorizzato le esperienze di quanti hanno operato per la solidarietà. Forse è il momento di

ripensarlo, di renderlo più forte e anche spettacolare. Forse è il momento di pensare a un premio

cui partecipino più amministrazioni ed Enti Locali – accorpando altri premi minori. Meglio

un’iniziativa fatta bene che tante, tutto sommato, marginali.

10-La promozione e la progettazione, insieme agli altri attori e soggetti pubblici e privati, di un

Centro per lo Sviluppo Sostenibile e la Lotta alla Povertà, che rappresenti il luogo della ricerca e

dell’approfondimento sui temi dell’EXPO.

Si tratta forse della sfida più importante e difficile tra quelle che proponiamo perché i contenuti del

Centro devono nascere da una seria, condivisa riflessione su obiettivi e risultati da conseguire.

Ancora una volta un investimento che deve restare patrimonio della città, della regione.

Pensiamo a un centro che sia il punto di riferimento per quanti, dal 2015 in poi, lavoreranno sugli

equilibri e la sostenibilità del nostro pianeta, che proprio qui troveranno lo spazio per dare voce alle

loro proposte, ricerche, strategie. Un centro in cui possano confluire le best practices sul terreno e

le esperienze delle o nG; le competenze del mondo universitario; le capacità del mondo

imprenditoriale; le funzioni di raccordo e sostegno degli Enti locali e delle istituzioni pubbliche; la

partecipazione della società civile, dei sindacati, degli italiani all’estero.

11-La realizzazione - nel fatidico 2015 - di eventi, programmati e “a sorpresa”, in tutta la città, fuori

dagli spazi dell’Expo, a partire dalle porte d’accesso: autostrade, stazioni, aeroporti, vie d’acqua,

etc. per accogliere i visitatori e “accompagnarli, indirizzarli” verso l’Expo vero e proprio.

Perché Milano non sia solo l’Expo ma l’Expo sia certamente Milano.

“Tutte iniziative, abbiamo detto. che dovranno restare, come investimento, alla città anche dopo il

2015 e che forse potrebbero costare meno di quanto non si pensi (perché sufficientemente

flessibili da essere sovrapponibili e realizzabili anche in un unico spazio)”.

Due considerazioni conclusive.

Da parte nostra continueremo a cercare il dialogo e il confronto con attori, soggetti ed interpreti di

tutti i settori. Non perché qualcuno ci imponga di farlo, ma perché davvero crediamo nella sfida di

una nuova, migliore cooperazione frutto della valorizzazione e delle sinergie di tante identità

diverse. Per questo, oltre al tavolo delle associazioni, abbiamo avviato la collaborazione con il

CUCS, il Coordinamento Universitario per la Cooperazione allo Sviluppo, che riunisce una ventina

di Atenei, soprattutto del nord Italia. A partire dal prossimo Settembre, avvieremo le prime iniziative

in comune. Per noi la strada è aperta. L’Expo è già iniziato.

Ma, c’è un’ultima richiesta che sentiamo di dover trasmettere alle istituzioni, in particolare a quelle

della nostra Regione. COERENZA. Perché non si possono disegnare società sostenibili, ipotizzare

vite di maggior qualità, un rapporto diverso tra individui, mercato e ambiente, nuove forme di

convivenza e multiculturalismo, senza dimostrarlo – oggi - attraverso comportamenti adeguati e

coerenti.

CoLomba è l'associazione che riunisce, in un unico cartello, circa 100 tra o nG e o nlus,

con sede in Lombardia, direttamente impegnate nella cooperazione e nella solidariet

internazionale.

Presenti in 119 paesi del mondo, tra cui le aree più colpite da gravi problemi di

sottosviluppo e calamità, le associazioni di CoLomba gestiscono oltre 1.000 progetti di

sviluppo sostenibile, in decine di settori, attraverso l'impiego di centinaia di volontari e

cooperanti italiani e di migliaia di operatori e di partner locali, in nome di uno sviluppo più

equo, rispettoso dell'ambiente e sostenibile, della tutela dei diritti umani, del diritto a un

lavoro e a condizioni di vita più dignitose.

Le Associazioni di CoLomba sono impegnate sugli stessi temi in attività di educazione e

sensibilizzazione in Europa, Italia e in tutto il territorio della Regione Lombardia.

Per contattare CoLomba tel. 02.2822852 – fax 02.2822853 – www.onglombardia.org

 

 


       


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