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 Politica

04 Marzo, 2005
Malpensa day.
Interventi: Filippo Penati Presidente Provincia di Milano-Il PD a fianco dei lavoratori -UNI.CO.MAL. Lombardia- Porcari PD Regione Lombardia- Antonio V. Gerolmini

Malpensa day.

Interventi: Filippo Penati Presidente Provincia di Milano-Il PD  a fianco dei lavoratori -UNI.CO.MAL. Lombardia- Porcari PD Regione Lombardia- Antonio V. Gerolmini

Malpensa Day: costruiamo una grande alleanza per salvare l’aeroporto lombardo

Giovedì 8 gennaio - Sala Albinoni, Malpensa Terminal 1 - Arrivi

Come è stato preannunciato nei giorni scorsi, domani giovedì 8 gennaio, il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati ha indetto il Malpensa Day. Si tratta di una giornata dedicata a una serie di incontri finalizzati ad avviare una consultazione trasparente per una reale condivisione delle problematiche relative all’aeroporto lombardo dovute alle linee del piano Cai.

A dieci mesi dalla fallita fusione tra Alitalia e Air France e dopo il consistente impiego di denaro pubblico (dai 300milioni del prestito ponte, ai 4miliardi di costi che pagheranno i contribuenti italiani) e il taglio drastico nei livelli occupazionali, Malpensa si sta avviando verso una agonia dolorosa per l’aeroporto stesso, ma anche per il territorio e per il Paese.

il Piano industriale proposto da CAI è infatti fonte di preoccupazioni diffuse, in quanto comporta un netto ridimensionamento del ruolo dell’aeroporto di Malpensa. Ciò genera allarme non solo nelle comunità locali, ma è fonte di preoccupazione per l’intero sistema economico, sociale ed istituzionale.

Nella convinzione che sia necessario separare i destini di Malpensa da quelli di Alitalia (vecchia o nuova che sia), attraverso la liberalizzazione dei diritti di volo con la possibilità per le compagnie aeree di coprire le rotte intercontinentali con i loro vettori, si chiede al Governo l’immediato impegno per la rinegoziazione degli accordi bilaterali, scongiurando un duro colpo per lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione del Paese e un regime monopolistico.

Domani a Malpensa in Sala Albinoni, al Terminal 1 agli arrivi il presidente Penati incontrerà le istituzioni e le parti sociali per affrontare insieme queste tematiche e valutare le iniziative più opportune per garantire il futuro dell’aeroporto lombardo e dell’intero sistema che grava attorno.

Questo il programma della giornata:

          dalle 9.00 alle 10.30 Filippo Penati, incontrerà i vertici di Sea, i presidenti delle Province di  Varese, Verbano Cusio Ossola e di Novara, il presidente dell’Unione Province lombarde Leonardo Carioni e le Camere di Commercio dei rispettivi territori. Sono stati invitati anche i sindaci dell’area;

          dalle 10.30 alle 12.00 seguirà l’incontro con le organizzazioni sindacali dei lavoratori;

          dalle 12.00 alle 13.30 si proseguirà con l’incontro con le Organizzazioni dei Datori di lavoro;

          dalle 13.30 alle 14.30  ci sarà l’ultimo incontro con le associazioni dei Consumatori

Alle ore 15, al termine degli incontri è stata programmata una conferenza stampa del presidente Penati in cui farà il punto della situazione dopo aver sentito le parti nella mattinata. Le telecamere e i fotografi nel corso degli incontri potranno fare dei giri di tavolo e alcune immagini.

Milano, 7 gennaio 2009

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MALPENSA, PD LOMBARDIA AL FIANCO DEI LAVORATORI

Ammortizzatori sociali estesi anche alle piccole imprese ed ai lavoratori dell'indotto cargo e merci di malpensa, la difesa dell'importanza strategica dell'aeroporto a partire dalla massima apertura al mercato, favorendo la concorrenza reale su tutte le rotte e x tutti gli scali. Con queste proposte il Partito Democratico della Lombardia ha aderito alla manifestazione dei lavoratori di Cargo City indetta questa mattina a Malpensa dai sindacati di categoria.

Alla manifestazione erano presenti il Segretario regionale Maurizio Martina, il responsabile regionale Enti locali Alessandro Alfieri, il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, il capogruppo della Regione Lombardia Carlo Porcari, il senatore Luigi Vimercati.

Milano, 7 gennaio 2009

Ufficio stampa PD Lombardia

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Unione Comitati del Comprensorio di Malpensa per la Tutela dell’Ambiente e della Salute

I FALSI PROBLEMI DI MALPENSA

Se fossimo quel Paese civile che in molti sogniamo, se il buon senso delle persone ragionevoli guidasse

l’analisi dei problemi per trovarne le soluzioni adatte non saremmo, da dieci anni ormai, tra alti e bassi

incredibili, nel pantano di Malpensa.

Tranne i pochi con memoria storica, tranne qualche “addetto ai lavori” che però glissa, i più, condizionati dal

battage pubblicitario del “Partito del Nord”, ignorano che Malpensa doveva essere semplicemente

l’aeroporto point to point affiancato a Linate per assorbirne il traffico aereo in eccesso rispetto alla sua

capacità operativa, crescendo fino al limite stabilito nel P.R.G.A. (Delibera del Consiglio Regionale

Lombardo N. IV/274 del 03/06/86) di 100.000 voli/anno ossia, all’incirca, 12 milioni di passeggeri.

Per un insieme di motivi che è più semplice definire “malgoverno” (del territorio, del sistema aereo, ecc.) i

fatti si sono svolti diversamente e, già in data 19 novembre 2000, ben 87 sindaci delle province di Varese,

Novara e Milano firmarono “Ticinia”, un manifesto “Contro illegalità e soprusi di Malpensa”.

Ma siamo ormai a questi giorni di ira leghista e nordista per le scelte di C.A.I. in materia di aeroporti e slot.

Vorremmo proporre una riflessione su Malpensa, ovvero sulle ragioni in base alle quali ne viene rivendicato,

dal “Partito del Nord”, un particolare ruolo.

“Malpensa è il motore dello sviluppo del nord”, “E’ l’hub degli affari”, “E’ la madre di tutte le battaglie”:

questi ed altri slogan sono e sono stati parole d’ordine che hanno affascinato gli elettori e prodotto effetti

evidenti nei risultati elettorali dello scorso anno. La difesa di Malpensa premia!!!

Il primo tema che proponiamo è dunque: chi o che cosa stabilisce il ruolo, la capacità operativa, di un

aeroporto? Quali destinazione collegare, quale numero di frequenze quotidiane e settimanali? Prescindendo

dalle leggi in materia di Valutazioni di Impatto Ambientale e dal P.R.G.A. (cosa che è puntualmente

avvenuta nel caso di Malpensa) la risposta è: il mercato. Dunque Malpensa, che nei suoi dieci anni ha vissuto

alti e bassi sorprendenti, si è di volta in volta adeguata al mercato? Per quanto riguarda la crescita del

traffico, avendo seguito con attenzione le vicende del decennio, troviamo una risposta negativa.

La crescita del traffico a Malpensa è derivata da trasferimenti forzati di voli da Linate, da Fiumicino e da

altri aeroporti del centro nord nell’obiettivo di un sistema “malpensocentrico” asservito al business che la

grande concentrazione di voli e passeggeri veniva a creare: operazioni contrarie al mercato. Dietro alle

riduzioni di traffico a Malpensa troviamo invece sempre la scure impietosa del mercato: così è stato già nel

2000. In quell’anno il Ministro dei Trasporti Bersani, dopo aver autorizzato con un suo primo decreto il

trasferimento di ulteriori 160 voli da Linate a Malpensa, forse capendo che qualcosa non andava per il verso

giusto, rialzò con un successivo decreto il limite operativo di Linate, precedentemente abbassato da 30 a 10

movimenti/ora, e lo portò a 18. I 18 movimenti/ora furono immediatamente occupati da voli che...

invertirono la rotta, lasciando Malpensa. E contro il mercato il “partito di Malpensa” riuscì persino a far

scrivere, in una mozione approvata dal Consiglio regionale lombardo il 28/10/2006, la richiesta di tasse

aeroportuali più alte a Linate e più basse a Malpensa, (testualmente: “la riarticolazione dei diritti di scalo tra

Linate e Malpensa”), giusto per far capire cosa pensasse del mercato. Veniamo al Piano industriale di

Alitalia firmato da Maurizio Prato nel 2007. Dopo il primo tentativo di vendita di Alitalia, andato a vuoto per

i troppi “paletti”, tra cui il mantenimento di due hub, l’Azionista Padoa Schioppa capì che per raggiungere

l’obiettivo serviva un Piano industriale secondo il mercato, cioè il ridimensionamento di Malpensa a favore

di Fiumicino, ponendo fine alla catastrofe economica dei due hub, fonte solo di doppi costi. Il de-hubbing di

Malpensa stava per produrre il risultato voluto ma poi, per i motivi che sappiamo, Air France lasciò la partita

e così, invece di 2000 esuberi con i francesi, l’italianità di C.A.I. lascia a terra 10.600 disoccupati. Abbiamo

poi visto cosa ha prodotto il mercato a Malpensa quando sono state tolte “protezioni” da paese d’oltrecortina.

A proposito dell’occupazione abbiamo scritto da tempo: “L’abnorme concentrazione di voli e di lavoratori

(per il mancato rispetto dei limiti del PRGA) costituiva a Malpensa una bolla destinata scoppiare. E’ infatti

scoppiata facendo pagare ai più deboli (i precari) o, nella migliore ipotesi, ai contribuenti (per chi va in

CIG) gli errori, anzi gli orrori, di Politici, Amministratori e Sindacati” e tutti questi insistono nell’errore...

Tralasciando il fatto che noi, da anni, proponiamo che Malpensa venga inquadrato nel “sistema aeroportuale

del Centro-Nord”, 18 aeroporti più comodi perchè più vicini all’utenza e con altre peculiarità come tante

volte abbiamo già scritto, quale proposta di traffico formulare per Malpensa? Proprio per questo auspichiamo

il buon senso delle persone ragionevoli di cui dicevamo. Con una semplice analisi origine/destinazione dei

passeggeri si potrebbe calcolare quali e quanti voli servano a Malpensa. Ci chiediamo da anni, visto che

l’hub italiano era ed è Fiumicino, perchè Milano ne dovesse avere anche uno suo, un tentativo di hub

bocciato dal mercato.

Milano e la Lombardia avevano già raggiunto da anni un livello economico importante quando fu inaugurata

Malpensa. Quindi Milano era Milano anche prima di Malpensa. Ora però il ruolo di Malpensa, sicuramente

importante, sembra essere irrinunciabile. Servono dunque uno o più voli da Malpensa verso una o più

destinazioni continentali o intercontinentali? Se l’indagine origine/destinazione dice che i passeggeri ci sono,

si istituiscano i voli. Se i passeggeri esistono ma in un bacino molto ampio, vadano all’hub di Fiumicino. I

voli che Alitalia riportò col de-hubbing a Fiumicino, oltre a costituire numerosi doppioni, cioè voli in doppio

su Linate e Malpensa e su Malpensa e Fiumicino, cioè raddoppio dei costi, avevano spesso bassi coefficienti

di riempimento: nei giorni del de-hubbing lo scrisse persino il Corriere della Sera (“Le rotte in perdita di

Malpensa”, A. Baccaro). Sottolineo la sentenza del mercato: con due hub Alitalia non interessò a nessuno,

con solo Fiumicino ad Air France interessò.

Un ricco, in quanto tale, non si limita ad una sola auto, una sola casa... ecc. Milano è così ricca da dover

avere un aeroporto con tali e tanti collegamenti verso tutto il mondo (l’accessibilità aerea: ma cosa

significa?) senza che ci sia reale giustificazione di traffico, cioè un vero motivo trasportistico? In questi

tempi le Compagnie aeree operano in sinergia in alleanze che permettono di abbattere i costi, tagliano o

riducono le frequenze dei voli sulle destinazioni meno remunerative ed hanno tutti gli occhi sui bilanci.

Alitalia, per la dabbenaggine di pochi (o forse di molti?), ha continuato a rinviare la soluzione del proprio

problema, continua a costare cifre enormi al contribuente ed è ancora in balia del dualismo Air France-

Lufthansa, di chi parla di “multi-hub” (che è una cosa che non esiste) e di chi la vuole a Milano piuttosto che

a Roma oppure sia a Milano che a Roma.

A Malpensa, ultimo ma non il meno importante, c’è il problema ambientale. Non ci stanchiamo di ricordare

che l’aeroporto è interamente nel Parco lombardo della Valle del fiume Ticino, che si progetta di ampliarlo

con una terza pista e con altri terminal per i passeggeri e che viene sistematicamente e colpevolmente coperto

da silenzio che l’inquinamento, sia acustico che atmosferico, è oltre i limiti tollerabili. La recente sentenza

Quintavalle, emessa dal Tribunale di Milano (che obbliga S.E.A. ed il Ministero dei Trasporti a versare un

indennizzo di 5 milioni di Euro alla “Tenuta 3 Pini” che si trova a Somma Lombardo sotto una rotta di

decollo) ha finalmente rotto il muro di omertà e silenzio e speriamo che altri procedimenti confermino questa

tendenza. Sotto alle 5 rotte di decollo ci sono, nel raggio di 10 km, 38 Comuni, non certo sorti dopo

Malpensa e, nel raggio di 15 km, i Comuni sono 88, gli abitanti 500.000. Contano solo gli affari e non la

salute di mezzo milioni di persone? Possibile che ci sia un fronte bipartizan, tutti in sintonia con il “Partito

(degli affari) di Malpensa? Possibile che anche il centrosinistra dica le stesse cose che dice Formigoni? Se il

centrosinistra vuole proporsi come forza politica alternativa a Formigoni dovrà anche proporre un

programma politico alternativo a quello di Formigoni: se dice le stesse cose perchè mai l’elettore dovrebbe

cambiare?

L’attuale crociata in difesa di Malpensa ci conferma che c’è chi è determinato a sacrificare l’Ambiente allo

sviluppo incontrollato ed immotivato di Malpensa: dilapidare un patrimonio come il Parco del Ticino,

dichiarato dall’UNESCO “Riserva della Biosfera”, è un lusso che ci possiamo permettere?

Gallarate, 7 gennaio 2009

UNI.CO.MAL. Lombardia

Il Presidente

Beppe Balzarini

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Alitalia e Malpensa

PORCARI (CAPOGRUPPO PD): "PENSARE AI PRECARI A RISCHIO E LIBERALIZZARE.

BENE LE DICHIARAZIONI DI MARRAZZO"

"Abbiamo portato la nostra solidarietà ai lavoratori di Alha e delle altre società di Handlers, perché dalla prossima settimana verranno sospesi i voli del cargo, con un conseguente ridimensionamento del traffico merci che metterà a rischio altre centinaia di posti di lavoro", dichiara, dopo la visita di stamattina a Malpensa dove si svolgeva un corteo di lavoratori, Carlo Porcari, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, che vi ha partecipato assieme al Segretario regionale del partito Maurizio Martina, al responsabile per il Pd degli Enti locali Alessandro Alfieri, al presidente della Provincia di Milano Filippo Penati e al rappresentante dei parlamentari del Pd Luigi Vimercati.

"Dobbiamo prevedere ammortizzatori sociali non solo per coloro che rischiano di perdere un posto di lavoro sicuro, ma anche per i tanti precari", prosegue Porcari.

E in merito alle dichiarazioni del presidente della Regione Lazio Marrazzo che tanto stanno facendo discutere, il capogruppo Pd ribadisce: "Dobbiamo liberalizzare i diritti di volo, liberalizzare gli slot, rivedere gli accordi bilaterali.  Il problema non è legato tanto ai nomi di Lufthansa o Air France, ma è mantenere un libero mercato e una libera concorrenza che permettano di far funzionare bene la struttura, a vantaggio dei viaggiatori. Marrazzo oggi viene sulle nostre posizioni e in più chiede di sotterrare l'ascia di guerra tra Roma e Milano. A noi sta più che bene".

 

 

 

Milano, 7 gennaio 2009

Ufficio Stampa PD

Consiglio regionale della Lombardia

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ALITALIA, L'OTTIMIZZAZIONE DEI VOLI

di Antonio V. Gelormini

Comunque la si rigiri la frittata Alitalia non diventerà mai un soufflè. Per

quanto si sforzino di renderla più presentabile, resta un pasticcio

indigesto per i contribuenti italiani, un disastro unico per gli

utenti-viaggiatori, soprattutto meridionali, un amalgama dei peggiori

ingredienti nazionali, che farà fatica a tenere la cottura nel forno globale

del trasporto intercontinentale.

Trattandosi di omelette diventa gioco forza rivolgersi agli chef francesi,

maestri del trucco, nonché dell'illusione e della raffinata proposta

culinaria: tutto fumo e poco arrosto. Certamente le tavole e i palcoscenici

a loro familiari sono tra i più esclusivi al mondo, ma sarà difficile

ritrovare tra i "piatti del giorno" dei loro menu, la sciapa frittata

italiana.

Il capolavoro comincia a deludere gli stessi autori. Araldi, banditori e

maitres di sala sono all'opera per tenere alto il morale, ma le prime

smorfie di disgusto affiorano già sotto i "tocchi" padani della Malpensa.

Figuratevi quale immane sforzo di tenuta, d'altro canto, si possa riflettere

sugli specchi  e sui vassoi dell'intero Mezzogiorno.

La parola d'ordine per mettere una pezza all'inclemente taglio dei voli,

praticato dalla nuova Alitalia, è "ottimizzazione". Perché dopo la fusione

con Air o ne "si incide sulle duplicazioni di orario", sostiene Rocco Palese

del Pdl, "per evitare di fare la stessa fine della vecchia Alitalia".

Agli occhi dei passeggeri, però, risulta essere un'ottimizzazione piuttosto

soggettiva. Dato che la razionalizzazione dei costi non si ripercuote su una

riduzione delle tariffe. Cosa che tanto meno accade per l'opportuna

sostituzione dei vecchi MD80, con i più capienti e più economici (in consumo

carburante) Airbus 320, portati in dotazione da Air o ne.

Il cittadino-consumatore dopo essersi visto accollare la cosiddetta

"socializzazione delle perdite", e aver visto decollare la privatizzazione

dei guadagni, sperava almeno nel paracadute della concorrenza. Invece,

l'ottimizzazione a senso unico, registra incrementi di tariffe, monopolio

degli slot e rifiuto sdegnoso anche del più misero strapuntino per

l'aggiunta di nuovi posti a tavola.

"Cornuti e mazziati", si dice al Sud, è già piuttosto amaro da sopportare.

"Cornuti, mazziati e sbeffeggiati" diventa irritante, ed è una licenza che

sinceramente nemmeno ai capelli bianchi di Rocco Palese può essere concessa.

mailto:gelormini@katamail.com

 

 

 

 


       


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