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 Radio Londra

04 Marzo, 2005
l gemellaggio tra Mantovani nel Mondo Onlus e gli Altoatesini nel Mondo
Il gemellaggio nasce da una antica fratellanza nel segno di Andreas Hofer ,eroe nazionale sudtirolese.

l gemellaggio tra Mantovani nel Mondo o nlus e gli Altoatesini nel Mondo

della Sudstern nasce da una antica fratellanza nel segno di  Andreas Hofer ,eroe nazionale sudtirolese.

"Nel corso della Festa di fine anno degli Altoatesini nel Mondo della

Sudstern" ha dichiarato Daniele Marconcini,Presidente dell'AMM o nlus

"eravamo d'accordo con il Presidente Christian Girardi che avremmo dato

l'annuncio di un gemellaggio con l'Associazione dei Mantovani nel Mondo

Onlus nel segno di Andreas Hofer, l'eroe nazionale sudtirolese ,difeso dalla

popolazione mantovana sino all'ultimo per evitargli la fucilazione ,ordinata

da un tribunale napoleonico, dopo una valorosa campagna irredentista nel

Tirolo "aggiungendo che " non è un caso che  Mantova da sempre

italianissima,la terra dei "Martiri di Belfiore" e di mille battaglie

risorgimentali per l'Unità d'Italia, si sia sentita sempre vicina idealmente

e moralmente ai Sudtirolesi,celebrando con loro ogni anno Andreas Hofer , in

quanto uniti dagli stessi valori morali e civili legati alla libertà e

all'orgoglio della  propria identità regionale e nazionale,coniugati in

tempi recenti con l'avvento del federalismo". Marconcini ha inoltre rilevato

la "comune grande simpatia e rispetto di imprenditori illuminati  locali di

fama internazionale verso il mondo dell'emigrazione".Egli  ha ricordando con

amicizia ed affetto l'industriale Steno Marcegaglia ,sostenitore sin dai

primi momenti  dell'AMM, evidenziando come anche la Sudstern allo stesso

modo ,possa contare su un imprenditore di successo come Peter Thun ( il

quale nel suo Thuniversum ha ospitato la festa di fine anno della

Sudstern)".

 

Thun è anche legato a Mantova da un recente investimento produttivo di 51

milioni di euro .

Egli è stato lodato dal Sindaco di Mantova Fiorenza Brioni come un

imprenditore che "lavora nel pieno rispetto dei valori sociali ed emozionali

e con forte senso di responsabilità nei confronti di dipendenti, clienti e

prodotti, deve essere un esempio per altri imprenditori».

 

Si rinnova così ai giorni l'antico legame di amicizia  e di stima tra

Mantova e Bolzano ,suggellato dal prossimo gemellaggio.

 

WWW.SUEDSTERN.ORG , IL NETWORK CHE RACCOGLIE GLI ALTOATESINI CHE LAVORANO  ALL'ESTERO, VA ALLA GRANDE.

 

La piattaforma Südstern (www.suedstern.org ), il network che raccoglie gli

altoatesini che lavorano all'estero, va alla grande. L'idea venuta cinque

anni fa in una birreria di Monaco a Christian Girardi (imprenditore, ex

Siemens AG Monaco), Michael Atzwanger (direttore di PensPlan) e Thomas Mur

(imprenditore, ex Audi AG Ingolsstadt) ha fatto centro. «Abbiamo riunito 650

soci ad alta qualifica professionale sparsi in più di 40 Paesi - spiega

Girardi. Un bel successo. Si fa un gran parlare di cervelli in fuga, di

altoatesini che se ne vanno perchè qui non trovano spazi. Diciamo che le

occasioni, per forza di cose, sono poche. Difficile vivere in Alto Adige e

mantenere posizioni al top. E così gli "esuli" tengono i contatti in rete».

«Molti di quelli che se ne vanno - continua - non ritornano. Però esistono

ed il network li mette in comunicazione e permette loro di scambiarsi le

esperienze di vita e di lavoro e di raccogliere anche delle informazioni».

Tra i soci, per citarne alcuni, che vivono dal Canada agli Stati Uniti,

dall'Irlanda al Brasile, dall'Australia a Singapore e che s'i ncontrano

negli aeroporti di mezzo mondo, compaiono il designer e architetto Matteo

Thun, la top-manager Christina Licci, Helmuth Senfter che guida i quattro

stabilimenti dei Grandi salumifici italiani in Cina, Lukas Prantl (chirurgo

plastico alla clinica universitaria di Regensburg), Erich Clementi (manager

Ibm), Armin Broger (manager Levi Strauss & Co. Europe di Bruxelles), Robert

Huber (manager Siemens), Verena Dellago (manager alla McKinsey), Johanna

Mayr (docente di economia a Barcellona), Florian Drahorad (art director di

Leo Burnett a Francoforte) e ancora Zeno Kerschbaumer (vicepresidente della

Volkswagen in Giappone), Franz Pichler (titolare dell'impresa "Bontà del

Tirolo" che esporta specialità altoatesine in Giappone), Kurt Kuen (manager

della catena alberghiera Plaza a Londra), Vincenz Gruber (manager alla Kraft

Foods Europe di Zurigo), Roland Trettl e Norbert Kostner (chef di fama),

Felix Scherzer (neurologo ad Harvard) e avanti così.

 

 

FESTA  DI FINE D'ANNO DI SUDSTERN - Annunciato il gemellaggio tra gli

Altoatesini nel Mondo e l'Associazione dei Mantovani nel Mondo nel nome di

Andreas Hofer, l'eroe nazionale sudtirolese ,difeso dalla popolazione

mantovana sino all'ultimo per evitargli la fucilazione ,ordinata da un

tribunale napoleonico, dopo una valorosa campagna irredentista nel Tirolo.

 

 

BOLZANO - C'erano 330 persone all'evento annuale di Südstern al Thuniversum:

il network di manager e imprenditori altoatesini all'estero ormai ha quasi

raggiunto quota mille iscritti.

«Abbiamo riunito 180 sudtirolesi provenienti da 25 paesi del mondo - spiega

il presidente

Christian Girardi, che ha accolto gli ospiti insieme agli altri due soci

fondatori Thomas Mur e

Michael Atzwanger - molti dei quali accompagnati da partner o amici. Tra

questi ultimi ci sono

più di venti potenziali soci,che si aggiungeranno presto ai 982 attuali».

Particolarmente gradito l'intervento del Landeshauptmann Luis Durnwalder,

che in passato si era

speso per un freno alla fuga di cervelli, ma che all'evento di Südstern ha

lodato il modello

alternativo proposto dal network: «Innanzitutto ha detto - questa

associazione mi rende fiero

perché ha realizzato un modello di Public private partnership che di fatto

la rende autonoma

dai contributi dell'ente pubblico. La Provincia si sta impegnando per creare

posti di lavoro di

qualità e far tornare in patria molti dei nostri talenti all'estero. Ma non

tutti potranno rientrare. Con

Südstern rimangono legati alla patria e ne diventano ambasciatori nel mondo,

oltre a contribuire

con le loro ed esperienze idee pur vivendo fuori da questa terra». Parole

condivise dal «padrone di

casa», il conte Peter Thun: «Il modello Südstern funziona e arricchisce

questa terra con le

esperienze maturate dai sudtirolesi all'estero».Ospiti della serata anche il

senatore ed ex ministro

Mario Toros, Presidente emerito dell'UNAIE e presidente della Fondazione

Casa dei Friulani nel

mondo, accompagnato dal direttore Rino Di Bernardo. Presenti pure i

Mantovani nel Mondo con il

Presidente Daniele Marconcini ,Vice Presidente nazionale dell'UNAIE,e il

webmaster del Portale

dei Lombardi nel Mondo Vanni Vincenzi,, interessati a fare un gemellaggio

con Südstern per il

2009, l'anno delle Manifestazioni hoferiane, i Trentini nel mondo con il

Direttore Rino Zandonai e i

Bellunesi nel mondo. Le associazioni sono tutte affiliate all'Unaie, il

Coordinamento dei sodalizi

degli italiani all'estero.

Immancabili i rappresentanti dei partner di Südstern: Tis,Eos, Sparkasse,

Falkensteiner Group e

Smg. Tra i soci, da segnalare,il tenore Anton Klotzner,che ha allietato la

serata cantando arie

celebri, lo chef Roland Trettl e il manager della Milka, il colosso svizzero

del cioccolato, Vincent

Gruber.In attesa del prossimo evento (il raduno del 31 gennaio a Londra,

coordinato da Kurt Kuen,

manager del Park Plaza londinese), Girardi  traccia le strategie

dell'associazione per il 2009: «Dopo

l'incredibile crescita dalla fondazione, cinque anni fa, ad oggi, è giunto

il momento di

professionalizzare il network.

Vogliamo costituire filiali operative a Londra, New York, Monaco,

Vienna,Shangai: alcune sono di

fatto già operative, altre lo saranno presto. In Alto Adige organizzeremo

tavole rotonde tematiche su

medicina, finanza,economia, architettura e altri temi, invitando di volta in

volta i nostri esperti

d'eccellenza sparsi per il mondo».

F. E.

 

Corriere dell'Alto Adige del 3/01/2009

 

NELLA FOTO :A destra Christian Girardi,Luis Durnwalder, il senatore Mario

Toros e Rino Di Bernardo

 

 

 

Chi era Andreas Hofer? La popolazione di Mantova lo difese sino all'ultimo

per evitargli la fucilazione ,ordinata da un tribunale napoleonico, dopo una

valorosa campagna irredentista nel Tirolo.

 

Andreas Hofer (1767-1810) fu l'anima della grande insorgenza antifrancese

tirolese del 1809-1810; capo militare arguto e innovativo, fervente

cattolico, fu fatto fucilare da Napoleone e rimane ancora oggi il simbolo

dell'identità e dell'autonomia delle genti del Tirolo. Andreas Hofer aveva

cominciato la sua guerra a capo di 400 insorti in Val Passiria, ove era

stato nominato "Comandante Supremo delle Milizie"; aveva conquistato con uno

stratagemma Vipiteno, e quindi era arrivato fino a lnnsbruck. Riportò quindi

una grande vittoria contro i bavaresi a BergIsel, consolidando le sue

conquiste territoriali, tanto che il 15 agosto fu nominato "Comandante

Superiore per il Tirolo" (il brigante!). Dopo la battaglia di Wagram, con la

pace di Vienna l'Austria si arrese a Napoleone. I tirolesi avrebbero dovuto

sospendere ogni resistenza; ma così non fu. Essi seguirono tutti il loro

capo e l'insorgenza continuò più feroce di prima. Alla fine Napoleone inviò

due eserciti, cinque battaglioni e due squadroni contro i tirolesi, per

chiudere definitivamente la questione. Hofer voleva arrendersi per evitare

altre stragi inutili; ma fu impedito. A Bolzano i francesi massacrarono 300

donne che erano insorte armi in pugno. Egli interruppe allora una guerra

troppo impari, ma non volle fuggire come stavano facendo molti dei suoi

uomini. Si rifugiò nella sua Val Passiria, nella Malga Mahder sull'Alpe di

Pfandler a 1350 metri, con la moglie Anna, il figlio Giovanni ed il fedele

amico e segretario Gaetano Sweth, detto "Doninger". Per giorni fu sfamato,

protetto, nascosto da centinaia di montanari che lo invitavano ripetutamente

a fuggire. Infine fu tradito da un certo Haffel, che ne svelò il

nascondiglio. Il Gen. Baraguay d'Hilliers mandò 1.000 soldati ad arrestarlo,

e altri 2.000 a tener calme le popolazioni. Il 18 gennaio 1810 Hofer fu

preso; non fuggì, si limitò solo a chiedere di non toccare la moglie e i

bambini. Con lui arrestarono anche un giovinetto, che lo volle seguire fino

all'estremo supplizio. Napoleone lo voleva morto, e nemmeno il fidanzamento

con Maria Luisa d'Austria gli fece cambiare idea (sarebbe stato un buon

"dono" propizio al suo futuro suocero, l'Imperatore). Perfino il Viceré

d'Italia Eugenio fece di tutto per evitare questo ennesimo assassinio, sia

invitando ripetutamente ed inutilmente Hofer a ritrattare tutto e a chiedere

perdono, sia pregando l'Imperatore di dimostrare, almeno una volta della

pietà per qualcuno, specie nei confronti di un eroe che aveva combattuto per

la sua Fede e il suo Sovrano. Ma da chi aveva fatto assassinare il Duca di

Enghien nel modo che tutti conoscono v'era poco da sperare; nemmeno il

giorno in cui si imparentava col più nobile sangue del mondo. Napoleone

diede ordine di fucilare Hofer in ventiquattr'ore, e così fu fatto. Andrea

ascoltò tranquillo la sentenza, benedì i prigionieri tirolesi inginocchiati

in lacrime, non volle essere bendato, e con voce ferma e sicura, ma senza

spavalderia, ordinò egli stesso il fuoco. Era il venti febbraio 1810, e,

prima di morire, aveva gridato ai suoi: "Il Tirolo tornerà sotto Francesco".

Va ricordato, ad o nore dei mantovani, che essi spontaneamente indissero una

colletta per riscattare il prigioniero, e giunsero a raccogliere fino a 5000

scudi, ma non vi fu nulla da fare. Nulla per lui, il più fedele e eroico dei

sudditi, fecero gli Asburgo; anzi, mentre Andreas veniva fucilato, Napoleone

si fidanzava, tra il tripudio dei viennesi, con Maria Luisa d'Austria. Tra

le varie tele famose che rappresentano la vita di questo martire della

Controrivoluzione, bellissime sono le due del pittore Defregger che lo

ritraggono nell'attimo dell'estremo saluto ai suoi compagni, in ginocchio

davanti al loro capo. Ricordiamo, fra questi, su tutti, l'eroico padre

Haspinger, monaco veramente di altri tempi, e Joseph Speckbacher e Peter

Mayr, anche lui fucilato. I mantovani deposero la salma nella chiesa di San

Michele; quindi, nel 1823, essa fu traslata ad Innsbruck, nella Hofkirche,

insieme alle tombe degli Imperatori Asburgo. Haffel, il traditore, morì in

miseria, nascosto, tormentato dal rimorso, a Monaco di Baviera.

 

http://www.ilmondodeglischuetzen.it/IT/Andreas%20Hofer%20Com1.htm

 

 

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Peter Thun, industriale di successo, rinnova il legame di amicizia tra

Bolzano e Mantova.Ecco la cronaca del suo arrivo in terra virgiliana con un

investimento di 51 milioni di euro. E' lo sponsor del  network

www.suedstern.org che raccoglie gli altoatesini che lavorano all'estero

 

Thun apre e si sente già mantovano «Qui potremmo investire ancora»

 

Più una pagina di economia che il diario di una cerimonia inaugurale. Ieri

mattina aprendo il nuovo centro logistico di Valdaro e lo store collegato

all'Autobrennero - 35mila metri quadrati di superficie, un investimento di

51 milioni di euro - il conte Peter Thun è già lì che guarda al futuro

immediato. Dal podio posizionato fra alberi di Natale, catering raffinato,

robot e nastri trasportatori in movimento, il presidente rende pubblico il

suo pensiero: «Nella sede storica di Bolzano stiamo stretti. Se là non ci

fossero opportunità già abbiamo pensato ancora a Mantova, anche come sede

centrale dell'amministrazione del gruppo». Mantova piace all'azienda che

realizza una miriade di oggetti da regalo e d'arredo in ceramica, «con

supplemento d'anima», precisa il conte davanti a un pubblico fittissimo

d'invitati. Piace perché «è un crocevia importante, dove abbiamo comprato 14

ettari di terreno e oggi sono in funzione 26mila posti pallets e una

logistica capace di erogare 19.500 pezzi l'ora». E ancora: «Mantova piace

perché ha persone speciali, disponibili, dall'ascolto attivo, raro». Secondo

la logica produttiva ed emotiva Thun qui gli Angeli atterrano e decollano

bene. Nel senso che i prodotti arrivano dagli stabilimenti di produzione

(anche Cina, Turchia, Slovenia, Marocco), vengono imballati e spediti per il

mondo. Felice il sindaco Fiorenza Brioni, fin dal primo momento in sintonia

con la Thun, e ieri nella struttura con l'assessore all'istruzione Fabio

Aldini. «Fa effetto un imprenditore che oltre ad illustrare i numeri

racconta delle emozioni», ha detto il primo cittadino che ha poi osservato:

«Il conte ci dimostra come sia possibile fare impresa e affrontare la

globalizzazione non dismettendo i siti nel nostro paese, e la qualità di cui

siamo capaci». Invitato dal direttore marketing Marco Piroli (mantovano)

anche il senatore Maurizio Lotti, presidente della Valdaro spa.  Ha

affermato che la sua passione per la correttezza e la perfezione storica

dell'amministrazione austroungarica è stata confermata dalla collaborazione

con i responsabili della Thun, «ci siamo capiti al volo su un'operazione

molto complessa, densa di responsabilità per le scelte immediate in un

momento molto difficile, ma sempre proiettata verso il futuro». Lotti ha

annunciato prossimi insediamenti legati alla logistica. Presenti i due figli

del presidente, Ilona e Simon, gli amministratori delegati, tutti i

rappresentanti delle imprese che hanno realizzato il centro e lo store,

delle maestranze e dei dipendenti che nella totalità sono 4.000. Per ora la

centrale mantovana ne conta 80 che dovrebbero passare a 200 anche per

l'estensione dello stabilimento sulla superficie che la Thun ha già

programmato di occupare. Lo store è stato benedetto dal segretario del

vescovo don Maurizio Luzzara.  Grande interesse per le strutture, i sistemi

meccanici e informatici, l'atmosfera creata nello smisurato negozio e per il

muro lungo 560 metri, progettato dal fratello del presidente, Matteo Thun,

per separare-connettere l'Autobrennero al centro commerciale.

Thun dona giochi ai bimbi degli asili e della pediatria

 

Dolci animali di peluche hanno preso possesso della sala consiliare del

Comune di Mantova. Per una volta niente giunta né consiglieri, perché a

Mantova arriva la Thun. L'azienda di Bolzano nata nel 1950 lavorando

l'argilla, nata dalla passione della contessa Lene Thun e ora guidata dal

figlio Peter, ha raggiunto il municipio ieri per festeggiare l'imminente

apertura del nuovo polo logistico a Valdaro, con store annesso, in programma

il 29 novembre. Una struttura di 14 ettari, 40 mila metri quadrati, che darà

occupazione a 60 dipendenti, 200 in prospettiva nei prossimi anni, senza

contare il fitto lavoro interinale. Un progetto di grande importanza

economica e simbolica, che come afferma lo stesso imprenditore, parte dalle

emozioni e ha lo stesso obiettivo della sua fondatrice, portare gioia. «Noi

viviamo di valori intangibili - ha detto Peter Thun - e se cresciamo a due

cifre, è perché le persone apprezzano e pagano la nostra politica, e

riconoscono in questi oggetti qualcosa che va al di là del valore

commerciale». E proprio per dimostrare la sua riconoscenza ad una città che

l'ha accolto e come lui stesso ha affermato, gli ha mostrato umiltà e

ascolto attivo, ieri ha portato le sue creazioni nel cuore della città,

incontrando il sindaco Fiorenza Brioni, l'assessore Fabio Aldini e i bambini

dell'asilo Strozzi, accompagnati dalle loro insegnanti ed estasiati dalla

visione di tanti giochi in regalo, da condividere con i compagni. Molti

altri peluche e morbidi tappeti gioco Thun, in tutto 1.500, raggiungeranno

anche la Pediatria dell'Ospedale Carlo Poma, ieri rappresentata dal

direttore generale Luca Stucchi e dal primario di pediatria Giorgio Zamboni.

«L'arrivo della Thun è un segno molto importante, significa attenzione per

il nostro territorio, in un momento economico molto particolare, di crisi

generalizzata - ha aggiunto la Brioni - e sono convinta che questo sia un

buon modo per infondere e trasmetter fiducia. L'impresa vincente della Thun,

che lavora nel pieno rispetto dei valori sociali ed emozionali e con forte

senso di responsabilità nei confronti di dipendenti, clienti e prodotti,

deve essere un esempio per altri imprenditori».

 

Valeria Dalcore

Gazzetta di Mantova o nline

http://archivio.gazzettadimantova.extra.kataweb.it/archivio/extrasearch

 

nella foto : Peter Thun

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