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04 Marzo, 2005
Lodi. Un manifesto per il cibo sano.
Un manifesto del cibo sano, di qualità e per tutti, elemento chiave per lo sviluppo dei territori del Nord Ovest del Paese.

DALLA PROVINCIA DI LODI UN MANIFESTO PER CIBO SANO,

DI QUALITA’ E PER TUTTI LEVA PER LO SVILUPPO DELLE 25 PROVINCE DEL NORD OVEST

Un manifesto del cibo sano, di qualità e per tutti, elemento chiave per lo sviluppo dei territori del Nord Ovest del Paese. E’quanto ha proposto la Provincia di Lodi, al Convegno “Food e Sviluppo territoriale” che si è tenuto questa mattina nella sede del Parco Tecnologico di Lodi.

Il Vice Presidente di Palazzo San Cristoforo, Fabrizio Santantonio nel presentare il documento ha sottolineato  sei macrobiettivi che dovrebbero impegnare le 25 Province del Nord Ovest nel valorizzare il grande patrimonio agricolo e industriale legato all’alimentazione. Obiettivi che spaziano dalla sostenibilità agricola, con la conservazione della fertilità e del suolo, ai processi avanzati per la trasformazione dei prodotti, fino alla difesa degli alimenti dalle contraffazioni e la tracciabilità dei prodotti dai campi alla tavola. “Il cibo - ha sottolineato Santantonio - è forse l’emblema più chiaro di come la nostra straordinaria tradizione alimentare possa trovare nelle nuove tecnologie un presidio alla qualità e all’origine del prodotto, pur conservando come un bene prezioso il gusto originale. La ricerca oggi è il propellente indispensabile per la nuova competizione economica: il sapere diventa impresa, creando opportunità  che vanno colte  per attuare occasioni di emancipazione per i territori, attraverso sinergie e cooperazioni. Ed è questo, credo, il cuore della giornata di oggi. Il cibo è l’elemento coagulante di una grande industria  nella quale l’Italia detiene un primato indiscusso. In questo campo, l’area padana, le Province del Nord-Ovest, rappresentano già oggi la macroregione italiana più all’avanguardia, con la compresenza di realtà di ricerca avanzata e di produzione industriale di livello mondiale, di creatività applicata alla produzione del food, ma anche di illuminata difesa delle prerogative uniche del cibo come sintesi di cultura e tradizioni secolari, oltre che di arte culinaria di grandissimo livello”.

Il Convegno di oggi, inserito nel programma del Festival Internazionale dell’Alimentazione, iniziativa che prelude l’Expo 2015, ha visto la partecipazione di uomini politici, scienziati e specialisti dell’alimentazione e della gastronomia. Dopo il saluto del Sindaco di Lodi Lorenzo Guerini e l’introduzione di Santantonio, Leonardo Carioni, Presidente della Provincia di Como e dell’UPL, ha voluto sottolineare l’unità di intenti delle 11 sorelle lombarde, che nelle rispettive peculiarità sentono forte il richiamo di una reale cooperazione in vista dell’esposizione universale.

La prima tavola rotonda, introdotta e moderata dal Presidente della Provincia di Piacenza, Gianluigi Boiardi ( il quale ha auspicato la costituzione un tempi brevi della Fondazione delle Province del Nord Ovest, a cui la Provincia di Piacenza ha aderito ieri)  ha visto la partecipazione di Elisabetta Lupotto, direttrice dell’unità di ricerca per la risicoltura di Vercelli, il Prof. Francesco Salamini Presidente del comitato Scientifico del Parco tecnologico padano, il Prof. Alberto Battezzati, Professore della facoltà di Agraria dell’Università Statale di Milano, Alessandra Stella, Capo Ricerca del Parco Tecnologico Padano. I relatori hanno toccato i grandi temi della fame nel mondo, della capacità della Scienza di migliorare le colture e del rapporto che esiste tra le malattie e il cibo.

La seconda tavola rotonda è stata introdotta e moderata da Bruna Brembilla, Assessora all’Ambiente e Agricoltura della Provincia di Milano, la quale ha portato la propria esperienza: “In una provincia i cui territori agricoli coltivati corrispondono ad 82.000 ettari rispetto all’intera regione (8%), ma anche come presidente di un parco agricolo, il Parco Agricolo sud Milano, un parco di cintura metropolitana ma soprattutto un parco agricolo, dove 37.000 ettari di territorio su 47.000 sono interamente dedicati a tale attività.

La promozione a partire dal 2006, sul nostro territorio protetto, di un progetto di “filiera corta” ha già permesso a circa  una trentina di aziende di avviare e gestire propri spacci di vendita, cui si aggiungono gli 8 allevatori che offrono latte fresco crudo delle loro stalle mediante distributori automatici, ma il numero dei potenziali agricoltori interessati può sicuramente accrescersi, a fronte di una domanda di consumatori sempre più ampia. Un ulteriore progetto per favorire il rapporto fiduciario diretto tra consumatore e aziende agricole del Parco è quello del Marchio del Parco, che verrà attribuito alle aziende che sviluppano  la propria attività in modo ecologicamente sostenibile. Il tema cui si riferisce l’Expo 2015 di Milano offre inoltre una prospettiva reale di grande visibilità e interesse per queste iniziative che dovranno trovare all’interno del PASM un riscontro concreto di progettualità condivise con il sistema delle imprese agricole”.

Insieme a Brembilla sono intervenuti Oscar Farinetti, Presidente di Eataly, Federico Carenzi, Presidente del Consorzio dei Vini di San Colombano, Paola Bellotti, Consulente per la cooperazione allo Sviluppo e Gualtiero Marchesi, il più noto chef italiano, nonché rettore di Alma, il Centro di alta formazione gastronomica che ha sede a Colorno (Pr).

I relatori hanno portato la loro esperienza dimostrando come il cibo possa essere una leva importante dello sviluppo dei territori, in un Paese come l’Italia, dove la gastronomia è uno dei fiori all’occhiello della nazione. Marchesi ha proposto di creare una sorta di ‘Conservatorio’ di alta cucina, dove si possa imparare l’arte culinaria al pari della musica.

(21-10-2008, Provincia di Lodi, Ufficio Stampa e Comunicazione

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Il testo del manifesto.

La Provincia di Lodi, in occasione della settimana mondiale dell’alimentazione e dell’odierno momento di

incontro sul tema Food e Sviluppo Territoriale, propone alle Province del Nord Ovest un memorandum sul

futuro del cibo e dell’alimentazione come elemento chiave per lo sviluppo dei territori del Nord Ovest.

1.Il cibo

Tutti chiediamo che il cibo sia sano, nutriente, gradevole e legato a tradizione e tipicità. Il cibo è dunque non

solo nutrimento, ma anche cultura e capacità di ricerca. Il tema del cibo è per questo centrale e decisivo per

noi, le nostre terre e per tutto il pianeta. Un tema che vede il suo riconoscimento anche nell’avventura che ci

accompagnerà fino ad EXPO2015. La globalizzazione dei processi produttivi e commerciali impone nuove

attenzioni: il coniugare la tipicità con il contenimento dei prezzi; l’esigenza di etichettature più semplici e

trasparenti; il monitoraggio della presenza di residui da fitofarmaci e fitotossine; l’alleanza tra la prevenzione

delle malattie e le diete; le attese per i nuovi prodotti nutraceutici e salutistici. Tutto ciò, unitamente al

cambiamento degli stili di vita, modifica quasi quotidianamente sia la percezione del cibo, sia il modo in cui ci

si rapporta al cibo. In questo contesto, l’area metropolitana milanese e tutto il territorio del Nord Ovest, che

costituiscono l’avamposto più avanzato a livello nazionale per capacità di ricerca, di sviluppare industria e

per legami con il territorio e le tradizioni, sono chiamati a svolgere un ruolo guida nel dibattito su cibo,

sviluppo e futuro.

2. Il cibo nel Nord-Ovest: parametri e criticità

Il Nord Italia rappresenta il più grande polmone agricolo italiano, fornendo commodities come latte, mais,

riso, foraggi, zucchero, carne bovina, suina, polli, vino e conserve. Il territorio agricolo ha bisogno di

incentivare il sostegno alle agricolture di queste commodities, sviluppando ove possibile i processi di

verticalizzazione necessari a trasformarle in prodotti speciali. L’intervento richiede un profondo rinnovamento

della agro-industria e lo sviluppo di reti locali, territoriali e sovra-territoriali in grado di proporre sistemi agricoli

sostenibili capaci di dare alto valore aggiunto alle produzioni. La risorsa terra, purtroppo, è in uno stato di

progressiva riduzione a causa della perdita a favore delle destinazioni per scopi civili. A questa si affiancano

altre criticità che chiedono di essere affrontate:

-ecologiche: nitrati in falda; usi agricoli e civili dell’acqua; biodiversità e calpestamento dei suoli agrari;

gestione dei reflui; vulnerabilità delle zone umide;

-produttive: perdita dei suoli; quotazione dell’azoto; costi dell’energia; qualità delle acque; cambiamenti

climatici;

-industriali: omogeneità della produzione; qualità delle commodities; uso di addittivi;

-sicurezza alimentare: micotossine; BSE e influenza aviaria; batteri nocivi;

-distributive: tracciabilità, tipicità e freschezza dei prodotti; qualità dichiarata.

3. Obiettivi degli interventi possibili

Per affrontare questi temi è necessario definire gli obiettivi da raggiungere con una precisa strategia di

intervento. In particolare, per il Nord-Ovest, possono essere identificati sei macro-obiettivi.

Sostenibilità agricola. Il mantenimento della capacità di fare agricoltura trova oggi seri ostacoli: l’età

avanzata degli agricoltori; la perdita di suolo agrario; il conflitto tra usi agricoli e civili dell’acqua; la

conservazione della fertilità della terra di pianura. La crisi mondiale della produzione di cereali rende più

chiaro quanto strategiche siano le terre padane per un paese storicamente importatore di proteine e calorie.

Miglioramento dei componenti di base delle diete. E’ di primaria importanza la trasformazione delle

commodoties in prodotti speciali, con tipicità e contenuti salutistici superiori. L’obiettivo è di proteggere e

valorizzare le caratteristiche tradizionali e innovative che rendono gli alimenti idonei a specifiche esigenze

nutrizionali.

Processi avanzati per la trasformazione dei prodotti agricoli. Il supporto all’industria di settore necessita

di indirizzi che facciano riferimento alla ricerca pubblica di base rivolta alla valorizzazione della tipicità, la

qualità nutritiva e lo sviluppo di diete personalizzate.

Un approccio salutistico al miglioramento della funzione nutritiva del cibo. E’ necessario sviluppare e

proporre alimenti con specificità salutistica in grado di apportare il corretto apporto calorico e di micro

elementi, oltre che ricchi di componenti funzionali che contrastano le malattie cardio e cerebrovascolari, il

diabete e i tumori. Non sono da trascurare le necessità dei consumatori che hanno allergie alimentari o

intolleranze.

Diagnostica. La diagnostica di tipicità, qualità, salubrità e nutraceutica va sviluppata utilizzando tecnologie

molecolari avanzate per definire con precisione origine, sicurezza e qualità dei prodotti primari e derivati,

nonché per precisarne quali-quantitativamente le caratteristiche nutrizionali e nutraceutiche.

Difesa dalle contraffazioni. Promozione dei prodotti italiani. Vanno messe in atto strategie per

contrastare le contraffazioni alimentari. Il problema origina dalla globalizzazione del mercato del cibo che

spesso disconosce la storia e l’origine delle produzioni agricole. L’esposizione del 2015 sarà una occasione

per presentare al mondo i prodotti locali, prodotti che vanno però caratterizzati e difesi per la loro unicità.

Cooperazione. Si dovrebbe poter offrire ai paesi in via di sviluppo la possibilità di trasferire localmente

l’innovazione necessaria per una produzione di cibo adeguata e di qualità.

4. Gli strumenti

Il raggiungimento di questi obiettivi dipende dall’accesso a strumenti idonei. Per questo le Province del

Nord-Ovest ritengono strategico lo sviluppo di cinque strumenti ai quali fare riferimento nel definire le

diverse politiche territoriali.

4.1. UN LABORATORIO APERTO PER LA SICUREZZA ALIMENTARE

Un laboratorio aperto a tutti per la sicurezza e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari che sappia

identificare e applicare al mondo agro-alimentare i sistemi diagnostici legati al DNA e necessari per la

caratterizzazione dei prodotti agricoli e la certificazione di qualità e tracciabilità.

4.2. UN MARCHIO DI CERTIFICAZIONE OGGETTIVA E VERIFICABILE

In un mondo agro-alimentare costellato da molti marchi e denominazioni legati più ai processi produttivi che

ai prodotti, sarebbe necessario sviluppare un marchio che garantisce informazioni oggettive e verificabili,

anche da parte dei consumatori, sulla struttura e qualità dei prodotti in commercio. Un marchio che

garantisce identità e storia del cibo, attraverso una carta di identità genetica delle nostre produzioni.

4.3. IL CENTRO DI GENOMICA DEGLI ALIMENTI

E’ una piattaforma tecnologica in grado di utilizzare le informazioni genomiche per migliorare le produzioni

animali e vegetali, in un’ottica di sostenibilità, qualità e produttività dell’intera filiera agricola.

4.4. UN COORDINAMENTO PER LO SVILUPPO E LA TUTELA DELLE PRODUZIONI AGROALIMENTARI

Oggi risulta sempre più necessario un servizio che aiuti il cittadino, il settore agro-industriale e i suoi addetti

a conoscere gli aspetti legislativi legati all’agroalimentare, e a come far presente al legislatore le esigenze

legali di settore.

4.5. UN CENTRO DI INFORMATICA E INFORMAZIONE MEDICA SULLA NUTRIZIONE

E’ un luogo dove si raccolgono ed organizzano i dati sul rapporto dieta e salute. Può dare indicazioni sullo

sviluppo di prodotti speciali mirati a specifiche fasce della popolazione, oltre che promuovere una corretta

informazione sui rapporti cibo e salute.

 

 

 


       


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