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 Dal Mondo

04 Marzo, 2005
Ma il mondo è sempre lo stesso?
Rosarita Catani: «Secondo i media occidentali i musulmani non hanno paura. Non possono avere paura»

ReporterAssociati: dalla nostra corrispondente dalla Giordania che scrive questo editoriale mentre si trova in viaggio in Italia
Dopo l'11 settembre, i media hanno ripetuto fino alla nausea che "Da oggi il mondo non è più lo stesso". E' sicuramente certo che per i musulmani, specialmente quelli residenti in Occidente, non lo è più. I primi a non sentirsi sicuri in questo pianeta erano e sono tuttora proprio loro. Descrivere il loro stato d'animo ogni volta che un giornalista se ne esce con il pezzo forte sul pericolo degli "integralisti" che si annidano nel cuore della propria madrepatria, diventa un'impresa sempre più difficile.

Secondo i media occidentali i musulmani non hanno paura. Non possono avere paura. E come potrebbero averne se proprio alle loro spalle figurano gli sgozzatori senza pietà e gli sceicchi della guerra santa? Deliberatamente vengono così nascosti o per lo meno non dichiarati i numerovoli episodi di razzismo ed intolleranza che sta vivendo il mondo islamico nei paesi occidentali. Anche nel nostro Paese dopo il tragico attacco alle Torri gemelle la vita per gli islamici residenti è sempre più difficile.

Almeno per una parte degli italiani è cresciuta la diffidenza nei loro confronti e di conseguenza sono aumentati gli episodi di intolleranza ai danni di persone di religione musulmana. Nel nostro paese l'impennata di islamofobia che si è determinata dopo gli attentati dell'11 settembre ha trovato un terreno del tutto propizio: da quasi due anni a questa parte, infatti, è in corso una vera e propria campagna d'opinione contro l'islam, con l'attivo concorso di una parte dei mass media e di alcune forze politiche, e il contributo di taluni opinion leaders e di qualche esponente della gerarchia cattolica.

Fin dal giorno dopo gli attentati, si è prodotta una valanga di enunciati e atti basati su questa retorica non solo reazionaria, ma anche dalla valenza inequivocabilmente razzista. Si va dalla gaffe del Cavaliere, in una ufficialissima sede internazionale, sulla superiorità della "civiltà occidentale" all'entusiastico consenso verso i deliri di Oriana Fallaci espresso in forma altrettanto ufficiale dal ministro dei Beni culturali, per arrivare ai vaneggiamenti del genere "l'immigrazione clandestina è funzionale ai disegni criminali del terrorismo e del fanatismo religioso islamico": è il giudizio di Mario Borghezio, europarlamentare leghista, noto per la signorilità e la compostezza, a commento delle polemiche intorno al volantino distribuito a Venezia dalla Lega Nord qualche giorno dopo gli attentati, il quale recava, sotto il ritratto di Bin Laden, lo slogan "Clandestini uguale terroristi islamici". Adesso la Lega Nord vuole mettere fuori legge l'Islam.

Uno dei partiti principali della "Casa delle libertà" vuole negare una delle libertà fondamentali, quella religiosa. E' chiaro infatti che se si dovesse per caso mettere fuori legge l'Islam, nessuna religione starebbe tranquilla, neppure quella di maggioranza. Chi odia una religione le odia tutte, questa è la verità che la storia del secolo appena passato dimostra. In Italia più che altrove il terrorismo e la guerra hanno esaltato un clima già esistente. L'esempio è quanto accaduto a Milano pochi giorni fa. Un uomo ha contestato ad una donna straniera di indossare il burka e di non farsi riconoscere all'entrata del tribunale. L'uomo ha inveito contro di lei dicendole perentoriamente che avrebbe dovuto essere fermata dalle autorità per il fatto di nascondersi dietro il vestito: "Quella donna deve essere denunciata", ha gridato l'uomo, e subito dopo ha avvalorato la sua asserzione ricordando che su tale argomento si era espresso il ministro della giustizia: "Lo ha detto il ministro Castelli".

In effetti il ministro si è più volte espresso sull'argomento affermando che bisognerebbe multare o denunciare le donne che portano l'ormai famosissimo indumento. A Imola, è di appena due settimane fa il grave fatto di cronaca che ha avuto come protagonista una giovane magrebina, malmenata alla stazione da un ragazzo italiano solo per via del proprio credo religioso. Del clima di paura in cui vivono i musulmani a partire dall'11 settembre, del loro timore di finire ingiustamente al centro di una storia come quelle sopra descritte, capri espiatori per una pubblica opinione che chiede la testa del primo immigrato che capita, della loro paura di essere fisicamente o verbalmente aggrediti o di essere più semplicemente discriminati e impediti nella ricerca di un'occupazione o di una degna sistemazione che non sia quella di baracca in decadenza, del loro disagio nel vedersi quotidianamente costretti a difendersi, a scacciare e negare pregiudizi e luoghi comuni... di tutto questo nessuno parla.

Nessuno parla delle perquisizioni a tappeto e rastrellamenti da parte della polizia in case d'immigrati dove la diffidenza, l'ostilità, il clima di sospetto generalizzato stanno pesando in modo sempre più crescente sull'intera massa degli immigrati, su una "scena pubblica" in cui si fa sempre più forte la richiesta di una immigrazione selezionata per nazionalità (preferenza nazionale per le popolazioni bianche), per religione (preferenza per le popolazioni di "religione" cristiana), per fedeltà politica (preferenza per le nazionalità che non hanno avuto contenziosi con le vecchie potenze coloniali). Si omette di dire volutamente che la militanza islamica non ha mai avuto radici profonde nel mondo islamico ma in realtà fu creata e voluta dalla CIA per combattere i russi in Afghanistan e Cecenia e sono stati colti di sorpresa quando sono stati definiti il Nemico, quando, dopo il crollo dell'Unione Sovietica e la fine della Guerra Fredda gli Stati Uniti li proclamarono la maggiore minaccia della pace mondiale.

La grande macchina americana aveva bisogno di un nemico per giustificare le sue spese e così il mondo islamico fu scelto per interpretare il ruolo del cattivo. Il Mondo islamico non è preparato per questo ruolo e continua a chiedersi del perché l'Islam non viene rispettato.

Rosarita Catani

 

 

mt

 


       CommentoFonte: ReporterAssociati


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