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 Dal Mondo

04 Marzo, 2005
Dal rienro dal Senegal:Dalla cura del diabete ai campus Lab, così Planet no profit aiuta il Senega
In allegato il progetto CAMPUS LAB SENEGAL 2010 e la SCHEDA DI PARTECIPAZIONE.

Dal rienro dal Senegal:Dalla cura del diabete ai campus Lab, così Planet no profit aiuta il Senega
In allegato il progetto CAMPUS LAB SENEGAL 2010 e la SCHEDA DI PARTECIPAZIONE.

Dalla cura del diabete ai campus Lab, così Planet no profit aiuta il Senegal
Il presidente Cristiano Di Blasi, annuncia: "Apriremo 9 ambulatori nelle aree più povere e isolate, per curare una patologia che coinvolge 30 mila persone". Un'esperienza che gli studenti potranno toccare con mano, sul fronte sanitario e interculturale.
Volontari di Planetnoprofit in Senegal
Fonte: www.planetnoprofit.org/
Il diabete non è la malattia simbolo delle società occidentali, dove il consumismo e l'abbondanza di cibo incidono in modo significativo sullo sviluppo di questa patologia. Anche nelle zone povere dell'Africa, dove l'alimentazione è molto diversa da quella dei paesi industrializzati, i diabetici sono in aumento. Gli abitanti del continente nero, infatti, fanno un uso smodato di bevande zuccherose e succhi di frutta, per combattere la disidratazione che il caldo comporta, e hanno una dieta squilibrata.?
A raccontarci lo sviluppo di questa patologia e le misure che si stanno?scegliendo per fare prevenzione attraverso attività e campagne di sensibilizzazione, in particolare in Senegal, è Cristiano Di Blasi, presidente dell'associazione culturale Pl@netnoprofit, promotrice di percorsi di auto-promozione giovanile. Di Blasi, analista di laboratorio, con una laurea specialistica in tecnico sanitario di laboratorio biomedico e docente di tecnica microbiologica, viene da un lungo training formativo per figure di coordinamento nella promozione e organizzazione di sistemi ospedalieri integrati, attraverso l'innovazione organizzativa e lo sviluppo tecnologico e scientifico. L'associazione Planet no profit è ora impegnata in un progetto per la realizzazione di nove laboratori di base, sparsi tra la provincia di Dakar e l'area di Saint-Louis, dove curare e prevenire questa patologia.?

"Abbiamo firmato un protocollo d'intesa – ci racconta – con?l'ospedale Mbass Ndao di?Dakar, attraverso il ministero della Sanità locale, e abbiamo individuato le aree nelle quali?istituire i laboratori. In Senegal, i diabetici censiti sono 30mila, ma è un fenomeno in progressivo accrescimento".?Il ministero della Sanità locale, fa notare Di Blasi, ha individuato in questo ospedale il centro di riferimento "per sviluppare di campagne sensibilizzazione per prevenire questa patologia legata a un problema nell'alimentazione della popolazione. Che non fa un consumo elevato di cibo – spiega il presidente dell'associazione – ma fa un uso di bevande e succhi ad alto contenuto di zucchero e dolci. La loro dieta è squilibrata, mangiano molto riso e pesce, ma pochissimi ortaggi; mangiano frutta, come mango, papaya e banane, ma il fruttosio incide molto meno nello sviluppo del diabete".?

Ma c'è anche una predisposizione nei senegalesi, fa notare ancora Di Blasi, ad ammalarsi: a partire dai bambini, e poi, dopo i 40 anni la patologia colpisce soprattutto le donne. "Ciò deriva da un?ruolo sociale meno attivo rispetto all'uomo – aggiunge – che è quello di avere figli, non hanno modo di fare attività fisica, sono spesso in casa e si occupano delle questioni domestiche. Molte madri di famiglia, con sei o sette figli, a 40 anni perdono un po' la loro tonicità metabolica e l'obesità tra loro molto diffusa". Il diabete è un problema che invade il Senegal in tutte le sue aree: ecco perché, spiega il presidente di Planet, con il progetto partito nel 2009 e che terminerà nel 2012, tutti, anche?le persone residenti?nei villaggi isolati e nelle zone più povere, potranno curarsi negli ambulatori.?

Accanto all'impegno dell'associazione di Di Blasi, quello di Assad, l'associazione senegalese diabetici, che si è costituita per sensibilizzare la popolazione nella prevenzione di questa patologia. "Anche loro – dice - lavoreranno sul progetto degli ambulatori". Intanto, grazie a Planet no profit, verrà donata l'attrezzatura per curare il diabete, dai glucometri portatili, alle pennine fino ai pungidito monouso. In Senegal, ci racconta Di Blasi, andare in farmacia per misurare la glicemia "costa mille franchi, un euro e mezzo circa. Costa meno andare in taxi, e una madre di famiglia preferisce utilizzare quei mille franchi per muoversi con un? mezzo (come il taxi, perché i mezzi pubblici sono particolarmente disagevoli) per andare a fare la spesa, piuttosto che andare in farmacia e misurarsi la?glicemia. È nella loro cultura".??

Ma il diabete non è l'unica patologia che affligge il Senegal e altre

? aree dell'Africa: "è molto sviluppata la malaria – rileva il presidente dell'Associazione – soprattutto?nelle zone?in cui?nel periodo delle piogge c'è un ristagno d'acqua. Le famiglie spesso non hanno le zanzariere, ecco perché alcune associazioni stanno facendo una campagna di sensibilizzazione nelle scuole, affinchè tutte le casette sparse nei villaggi abbiano zanzariere alle finestre e i bimbi dormano protetti durante la notte. Altra malattia che colpisce il continente nero è l'Aids, perché non c'è la cultura della prevenzione e nelle farmacie di Dakar non ci sono gli strumenti per riconoscerla". Accanto a questo progetto specifico, Planet promuove per la prossima estate il Campus Lab Senegal 2010, iniziativa rivolta alla platea dei giovani europei in ambito universitario, oltre agli operatori già coinvolti nelle aree socio educative in contesti locali e internazionali.

Un'esperienza che può essere affrontata sotto due fronti, quello sanitario e quello interculturale, attraverso dei laboratori ad hoc. Nel primo caso, da notare di Blasi, "penso a uno studente di medicina?che voglia stare sul campo. Ci saranno giornate d'incontro, anche con il primario dell'ospedale, ma anche giornate dedicate alla misurazione della glicemia e di sensibilizzazione contro il diabete in Senegal. Gli studenti? - aggiunge - potranno visitare con noi le realtà più variegate, incontrando la popolazione. Come associazione abbiamo pensato a un viaggio che abbia il minor impatto possibile di spese per i giovani che non hanno molte possibilità, coprendo circa l'80 per?cento?dei costi compresi quelli di assicurazione e sistemandoli in strutture abitative interessanti. Inoltre, con un pulmino da 20 posti a disposizione,? nei weekend ci si potrà dedicare alle attività turistiche".?

Parallelamente, altri giovani potranno immergersi nelle attività del Campus vero e proprio, pensato su misura per chi voglia dedicarsi a?laboratori interculturali, relazionali, artistici, ma anche di ricerca antropologica. Tra le attività in programma, quella di animazione teatrale, per dare sfogo alla creatività intesa come capacità di trasformazione nella relazione e nell'esperienza; voce, canto, gioco espressivo e relazionale, saranno alcune delle materie affrontate, alle quali si aggiungeranno la teoria e tecnica dell'animazione teatrale, la tecnica della narrazione, l'improvvisazione e la dinamica corporea. I giovani potranno poi cimentarsi nelle tecniche circensi, dove tecnica atletica e teatrale andranno a fondersi tra acrobalance, acrobatica statica e dinamica, costruzione e uso degli elementi della giocoleria e elementi di clowneria.?

Ma anche animazione musicale e danza, tra il dijng, strumento particolare della cultura urbana africana accompagnato da una consolle per suonare e mixare il vinile, e le classiche percussioni. Il laboratorio di danza è tenuto da Africulturban, associazione che farà cimentare i partecipanti nella danza tipica senegalese mixata con elementi di hip hop. E ancora, un laboratorio di arti espressive figurative: elementi di cultura urbana dakarese, graffiti, saranno al centro del percorso. Oltre l'esperienza sul campo, i partecipanti potranno conoscere da vicino la realtà del turismo responsabile, con attività organizzate dall'associazione Jahkarlo, messa in piedi da Fabio Gatti, un ragazzo italiano che vive a Dakar da anni e che cerca di abbinare il turismo allo sviluppo eco solidale.?Le iscrizioni sono aperte, non resta che preparare le valigie.


Cristiano Di Blasi
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Ufficio di Presidenza
Coord. Area Formazione e Internazionale
Coop. Decentrata allo Sviluppo
Associazione Culturale Pl@netnoprofit
Via D. Alighieri, 36 Crespiatica - Lodi
tel. +39 338 8387246
fax. +39 02 700515235
skype: cristianoplanet
www.planetnoprofit.org
www.ammado.com/nonprofit/planetnoprofit

 


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