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 Sociale in Europa

04 Marzo, 2005
Grecia: nuova tappa dell’immigrazione clandestina
Mentre l’afflusso dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e la Spagna è diminuito drasticamente, le isole di Lero e Patmos sono i nuovi teatri delle onde migratorie dall’Asia e dall’Africa.

Grecia: nuova tappa dell’immigrazione clandestina

Magal sa come funziona. Per arrivare in Grecia bisogna passare per la Turchia. «La storia è quasi sempre la stessa», dice il ragazzo, uno degli immigrati clandestini che da un paio di settimane sono arrivati sull’isola di Lero e son stati sistemati in un hotel. «Si paga una somma per essere trasportati dal proprio paese fino in Turchia. Lì si sale su una barca con la quale si viene portati fino in Grecia. Sul confine turco Clandestini che stazionano... con l’Iran un’intera città vive di questo traffico», sostiene. Secondo le stime delle autorità greche, migliaia d’immigrati aspetterebbero sulla costa turca l’occasione di attraversare la breve distanza di mare che li separa dall’Europa.

 

Mentre l’afflusso dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e la Spagna è diminuito drasticamente, le isole di Lero e Patmos sono i nuovi teatri delle o nde migratorie dall’Asia e dall’Africa.

 

Le autorità greche sono sovraccariche di lavoro. Nel 2007 a Leros sono arrivati, in totale, 945 immigrati, quest’anno a inizio settembre, se ne contano già oltre 2.500. La guardia costiera greca e la polizia non hanno personale sufficiente negli ospedali. Oltre alla difficile situazione umanitaria, ne possono derivare anche problemi di salute pubblica.

 

Grecia-Turchia: un accordo sull’immigrazione?

 

Nell’Egeo orientale regna uno stato d’emergenza che tuttavia non è dichiarato ufficiale: forse al Governo greco la situazione non sembra essere ancora sufficientemente urgente. Secondo un portavoce del Governo, i clandestini nella maggior parte dei casi vengono rimandati in Turchia. Questo almeno prevede un accordo entrato in vigore nel 2002 tra Grecia e Turchia, ache se Ankara non lo ha mai rispettato. Infatti, secondo le informazioni del Governo, delle 47.065 domande di espulsione presentate dalla Grecia a partire dal 2002, solo 2.133 sono state accettate dalla Turchia.Il Governo greco spera che Bruxelles, facendo leva sulle speranze turche di adesione all’Unione europea, possa fare pressioni su Ankara per combattere la mafia del contrabbando sul suo territorio nazionale. «Gli europei devono convincere i turchi a sottoscrivere un trattato con l’Ue. Solo allora la Turchia si atterrà all’accordo», sottolinea Alexandros Zavos, direttore dell’Istituto per le politiche migratorie. «La mafia dei contrabbandieri viene sostenuta in Europa, e nella stessa Grecia, da imprenditori che possono sfruttare gli immigrati clandestini nell’agricoltura o nelle fabbriche in condizioni di schiavitù», dice un conoscitore della situazione sull’isola di Lero.

 

«Secondo l’accordo gli uomini che arrivano clandestinamente nelle nostre acque devono esser riportati sul confine greco- turco. La guardia costiera turca è intimata a farlo ma, nella maggioranza dei casi, la Turchia semplicemente ci ignora. Per questo, nel frattempo, abbiamo smesso di mandare le denunce e, nel frattempo, raccogliamo gli immigrati perché sappiamo che cercheranno di tornare», dice un guardia costiera greca che vuole mantenere l’anonimato.

 

Il sogno europeo?

 

Magal mostra su una carta geografica dell’Asia il tragitto che dall’Afghanistan porta fino a Lero. È stato in viaggio due mesi e mezzo: in Pakistan è andato da Kandahar fino alla città di Quetta e da lì ha proseguito fino in Iran. Infine ha raggiunto la Turchia: la prima tappa è stata la città di Van. «Da lì siamo stati portati ad Ankara, poi ad Istanbul e poi sulla costa in Izmir», dice.

 

Sulle scale dell’hotel in cui Mangel è sistemato, ci sono giovani immigrati tra i 15 e i 25 anni. Solo uno di loro, un irakeno, si pente del lungo viaggio. Quasi tutti questi uomini hanno un obiettivo: il Pireo per poi continuare verso Atene o un'altra grande città europea. Nel porto di Patrasso (una delle isole più grandi della Grecia, ndr) dove la maggior parte di loro si trova per prendere un traghetto per l’Italia, gli immigrati vivono nel frattempo in condizioni di miseria in accampamenti improvvisati.

 

Chrissi Wilkens, corrispondente della rete n-ost. Traduzione Mauro Cantino

 

Cafebabel 2

 

Fonte : http://www.webgiornale.de

 

 

 


       


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