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 Sociale in Europa

04 Marzo, 2005
Patronati Italiani nel Mondo-Dedicato al Welfare State l'ultimo numero del notiziario dell'INCA-Cgil
L'edizione di Giugno/Luglio è introdotta da un intervento di Enrico Letta, deputato PD e ministro del Welfare del governo-ombra sul "Riformismo concreto del Partito Democratico" nel quale l'esponente del PD ripercorre i motivi del cambiamento sempre pi

PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - DEDICATO AL WELFARE STATE L'ULTIMO NUMERO DEL NOTIZIARIO INCA-LETTA(PD):"AVANZARE PROPOSTE INNOVATIVE E CORAGGIOSE SUL WELFARE E LE POLITICHE SOCIALI"

Dedicato al Welfare state l'ultimo numero del "Notiziario INCA", che approfondisce i diversi aspetti relativi alle riforme interrotte nel passaggio dalla precente legislatura e la nuova ma che affronta anche la dimensione del Welfare state in Europa, facendo un paragone con i "Diritti e le tutele nel mondo".  Mentre un pregevole speciale introduce nel mondo del  "lavoro minorile" .

   

  L'edizione di Giugno/Luglio è introdotta da un intervento di Enrico Letta, deputato PD e  ministro del Welfare del governo-ombra sul "Riformismo concreto del Partito Democratico" nel quale l'esponente del PD ripercorre i motivi del cambiamento sempre piu' a fianco dei cittadini e dei loro diritti.

 

Dice Letta " Di "generale impoverimento del ceto medio, carovita, difficoltà per i giovani di intraprendere un percorso

di vita autonomo. Se ne discute sempre più spesso in termini di emergenza, crisi, declino. Al di là dei toni allarmistici,

il dibattito fotografa la realtà. O almeno una parte di essa. Quale che sia, infatti, la reale rispondenza di queste descrizioni alle dinamiche statistiche in atto, la percezione è quella di un diffuso disorientamento dei cittadini, al quale si

accompagna una richiesta sempre più generalizzata di sicurezza, da intendersi in ogni sua declinazione.

 

  Il Partito Democratico non può non tener conto di questa percezione. Il che non significa assecondare, come altri sembrano fare, gli umori di pancia dell’opinione pubblica, né tanto meno strumentalizzare le paure dei cittadini per farne

arma di propaganda populista. Il crinale lungo il quale muoversi è assai stretto, ma obbligato: da un lato, è  ndispensabile recuperare la fiducia di chi si aspetta dalla politica risposte immediate ed efficaci; dall’altro, occorre parlar chiaro, spiegare in termini semplici quali sono le reali cause della situazione del paese e altrettanto semplicemente avanzare proposte innovative e coraggiose."

 

Tutto cio "Vale per l’insieme di misure e di interventi che attengono nello specifico al welfare e alle politiche sociali. Ma vale anche, più in generale, per il complesso delle questioni all’ordine del giorno dell’agenda politica. Si tratta di inaugurare un nuovo modo di fare opposizione. Un’opposizione sistematicamente – oserei dire ossessivamente – focalizzata sui contenuti, esigente nei confronti del governo in carica e creativa nella proposizione di un progetto alternativo. Stiamo sperimentandolo in questi mesi con l’esperienza del governo ombra, al quale è fondamentale dare sostanza sin da subito per evitare che si perda nel novero delle iniziative leggere di mero carattere comunicativo che a o ndate agitano, spesso aleatoriamente, il quadro politico nazionale."

 

"Per questo – e vengo dunque al tema specifico del mio intervento – abbiamo già elaborato e presentato pubblicamente una serie di proposte, per lo più innovative (almeno nella formulazione attuale), che hanno il merito di

incalzare il governo su alcuni nodi critici a nostro avviso cruciali per il futuro del paese. Voglio isolarne due, direttamente attinenti al welfare: il tema dell’occupazione femminile e quello più complessivo dell’invecchiamento della popolazione."

 

  Approfondendo i termini della riflessione, Letta afferma "Per quanto riguarda la partecipazione delle donne al lavoro ho detto a più riprese che è riduttivo confinare la questione solo nell’alveo della parità di genere. Si tratta invece di un problema centrale per la tenuta stessa del paese, sia in un’ottica di rilancio della produttività sia in una prospettiva di miglioramento del tenore di vita dei cittadini. Non è un caso, in tal senso, che le categorie più colpite dal carovita siano oggi le famiglie monoreddito da lavoro dipendente. Famiglie alle quali, però, manca tutto quel sistema di supporto al lavoro femminile – come, ad esempio, gli asili nido e i servizi all’infanzia o gli incentivi al part-time – che potrebbe consentire alle donne di conciliare il tempo per il lavoro e quello per la famiglia, il piacere di una realizzazione

professionale con quello di una soddisfacente vita privata.

 

  La proposta di legge depositata dal PD in Parlamento alla fine di maggio si muove esattamente su questa linea, prevedendo tra l’altro una serie di interventi mirati per il cosiddetto retravail, vale a dire per quello strumento normativo

studiato per favorire il rientro nel mondo del lavoro delle donne che vogliono riprendere la propria attività dopo un periodo dedicato alla cura dei figli".

 

L'esponente del PD precisa "È solo un primo passo. La direzione però è impressa e il traguardo è, o dovrebbe

essere, quello di un riformismo concreto che sa misurarsi con grandi sfide di natura strutturale, identificare linee d’azione e portarle in Parlamento.  Sono convinto che questo profilo sia nel DNA del PD, un partito che se ha l’ambizione di farsi maggioritario nel paese deve fare delle scelte nette in qualsiasi ambito, anche in quelli che hanno un impatto forte sul terreno del consenso. Il discorso bene si attaglia, evidentemente, all’altra grande emergenza italiana, quella dell’invecchiamento progressivo della popolazione.

 

  Esso porterà a un aumento della spesa per pensioni e di quella per assistenza sanitaria, facendo affiorare tutte le carenze del nostro sistema di welfare, ove, ad esempio, l’assistenza ai non autosufficienti è ancora priva di un tangibile

sostegno pubblico e del tutto delegata alle famiglie."

 

Ma " Va inoltre sottolineato che la riduzione della popolazione in età da lavoro, se non contrastata da un forte incremento dei tassi di occupazione, renderà quasi impossibile il mantenimento degli attuali livelli di reddito nazionale". Si deve dunque puntare sulle fasce di popolazione caratterizzate da un tasso di occupazione ancora molto basso: donne, Mezzogiorno e lavoratori anziani."

 

  "Dinanzi a questo scenario – soprattutto dopo l’intervento ambizioso, ancorché incompleto, attuato con il Protocollo sul welfare – non occorre agire in maniera drastica sul sistema previdenziale, prosegue l'esponente del PD, ma attuare alcuni interventi che mirino ad eliminarne le eccessive rigidità. La riforma Maroni ha spostato in avanti l’età minima di pensionamento, l’accordo del 23 luglio 2007 ha confermato questo orientamento, abolendone l’iniquità più palese, vale a dire il cosiddetto «scalone». Ora, conclude Letta, proprio alla luce delle tendenze demografiche in atto, bisogna spostare più in là il limite massimo, aumentando le possibilità di scelta dei lavoratori e consentendo loro di garantirsi, se vorranno, trattamenti pensionistici più congrui." (01/08/2008-ITL/ITNET)

 

 

Fonte: http://www.italiannetwork.it/news.aspx?id=3836

 

Approfondimento video clicca qui

 

PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - SINCHETTO(ESTERO/INCA CGIL):"FINORA E' MANCATO UN PROGETTO STRATEGICO PER LE POLITICHE MIGRATORIE"

 


       


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