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 Economia

04 Marzo, 2005
Corrado Fabi: 'Non vogliamo il declino, diamo più voce all'industria'
Il presidente di Confindustria si interroga sul ruolo del settore nel panorama economico provinciale.

Corrado Fabi: 'Non vogliamo il declino, diamo più voce all'industria'

Il presidente di Confindustria si interroga sul ruolo del settore nel panorama economico provinciale.

Corrado Fabi."Ma l'industria conta ancora qualcosa in provincia di Sondrio?". È la domanda, chiaramente retorica, che il Presidente di Confindustria Sondrio, Corrado Fabi, rivolge al sistema delle istituzioni e degli stakeholders locali. "Non per polemica - aggiunge - ma per aprire un dibattito serio e sollecitare delle azioni urgenti in un momento come questo dove ai fenomeni di crisi che anche nel nostro territorio colpiscono il settore industriale (e non solo), si accompagna un clima che pare improntato più all'indifferenza generale che alla volontà di affrontare i problemi". Gli imprenditori di Valtellina e Valchiavenna si confrontano con la situazione attuale, sulla crisi congiunturale che ha investito il pianeta e sulla corsa all'insù del prezzo delle materie prime, fenomeni che si sono manifestati anche in provincia di Sondrio sotto forma di calo della produzione e contrazione degli ordinativi. "La situazione è indubbiamente difficile, soprattutto in alcuni settori - prosegue Fabi -, non si può sottacere ciò che è sotto gli occhi di tutti".

Lo scenario può apparire sconfortante, soprattutto per un settore industriale che ha dovuto superare l'isolamento geografico e la lontananza dai mercati qual è quello della provincia di Sondrio. L'impennata del costo del greggio e delle materie prime, che la recente, lieve diminuzione non ha mitigato, il generalizzato calo dei consumi, la crisi finanziaria internazionale, inatteso tsunami che ha minato la fiducia degli investitori, la crescita italiana ridotta al lumicino testimoniano il momento difficile per l'economia. La scia negativa è arrivata anche in valle dove vi sono filiere, il tessile in particolare, in decisa sofferenza. "Senza creare allarmismi che non giovano a nessuno - spiega il Presidente Fabi -, sappiamo però che alcune aziende del nostro settore stanno incontrando serie difficoltà a rimanere sul mercato. E se l'industria è ancora un valore in Valtellina e Valchiavenna, chiediamo maggiore rappresentanza per far sentire più forte la nostra voce".

 

Una voce che sta dalla parte del territorio, perché l'industria manifatturiera e delle costruzioni, con 1.500 e più imprese, dà lavoro a più di 11.000 persone in provincia e sviluppa un valore aggiunto annuo di oltre 600 milioni di euro, il contributo di maggiore rilievo alla formazione del PIL provinciale. Un settore

 

industriale che può vantare numerose realtà di eccellenza che vanno dalla filiera agroalimentare, punta di diamante delle produzioni tipiche locali, ad altre realtà dove ci sono aziende leader a tutti i livelli che sono diventate veri e propri punti di riferimento, in Italia e in Europa, per i rispettivi mercati di sbocco. "Non vogliamo che l'industria valtellinese vada incontro ad una fase di declino, non lo vogliamo per il bene del nostro territorio - è ancora Fabi a parlare -. In un momento come questo serve la collaborazione di tutti, ma siamo francamente poco ascoltati e poco rappresentati. Ad eccezione delle due banche locali, che hanno nel loro DNA la vicinanza al sistema delle imprese, la lista degli amici dell'industria ci pare modesta". Iniziative concrete per il contenimento dei costi energetici, azioni a sostegno delle filiere e dei micro-distretti produttivi, progetti di supporto e di stimolo all'innovazione: sono solo alcuni esempi degli interventi di cui il settore industriale, e con esso l'intera economia locale, avrebbe forte bisogno per arrivare a consolidarsi ed uscire competitivo dall'attuale periodo di crisi. "L'industria è il principale motore di sviluppo economico per la provincia di Sondrio, ed una parte importante dell'artigianato ne costituisce l'indotto. Se vogliamo difendere le nostre eccellenze imprenditoriali e i relativi posti di lavoro, bisogna che venga dedicata maggiore attenzione alle nostre istanze ed al contenuto delle nostre proposte. Noi industriali, consapevoli dell'importanza del ruolo che ci compete, siamo pronti, come sempre, a fare la nostra parte - conclude Fabi -".

 

Fonte; http://www.vaol.it:80/home.jsp?idrub=77013

  

 


       


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