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 Da Cremona

04 Marzo, 2005
Cremona. Iniziativa dei Comuni gemellati di Sissa e Torricella del Pizzo
Il Po, vera via per la coesione e sviluppo territoriale”

Torchio: “Milano, Bologna  e Roma ci dicano se credono nel Po”

Le ragioni di un percorso comune tra le due Torricelle (ora una sul cremonese e l’altra sul parmigiano, ma un tempo unite e poi divise dal Po), che hanno portato ad un sodalizio territoriale, sono state presentate nel corso dell’iniziativa “Sissa, Torricella del Pizzo e il Po in festa” con il convegno “I perché di un gemellaggio”, svoltosi presso la Rocca dei Terzi di Sissa.

Presenti Angela Fornia, sindaco di Sissa, il presidente della Provincia di Cremona Giuseppe Torchio, Alessandro Farina, Vice Sindaco di Torricella del Pizzo con l’assessore comunale Giuseppe Ronchi e Stefania Azzoni consigliere, Gabriella Meo, assessore al turismo della Provincia di Parma unitamente al consigliere provinciale Manfredo Pedroni, Roberto Garbi, consigliere regionale Emilia Romagna.

Nell’introdurre i lavori si sono ringraziati in primis i barcaioli delle due sponde casalasca ed emiliana, Farcito Filippini e Mario Solini, che fondarono nel dopoguerra una cooperativa per il trasporto tra le due sponde.

“Occorre per l’asta media del Po una sempre più stretta sinergia lombardo-emiliana, tesa ad uno sviluppo integrato dei due territori” – ha precisato il Sindaco Fornia.

L’obiettivo è comune: utilizzare il Po quale via maestra per la coesione culturale, turistica e territoriale, ricostruendo il servizio di trasporto fluviale tra le due sponde, sfruttando gli attracchi presenti e progettandone di nuovi, i collegamenti tra le piste ciclabili, i sistemi fieristici, facendo così  rivivere il “grande fiume”.

Occorre provvedere ad attivare forme stabili di collegamento tra le due sponde – ha detto il vice Sindaco Farina – per quanto ci riguarda Torricella del Pizzo è pronta ad attrezzare un attracco se Sissa metterà la barca. Chiediamo alle Province ed alle Regioni di fare il resto”.

Temi ripresi dal presidente Giuseppe Torchio: “Siamo ad una svolta: o il Governo con le Regioni credono allo sviluppo del Po o rischiamo di impoverire un intero bacino.

Mentre in Europa si spendono milioni di euro per potenziare i collegamenti fluviali, qui si va nell’incertezza più completa. Prova ne sia che da oltre un anno giace senza guida la stessa Autorità di Bacino del Po. Né il precedente, né l’attuale governo hanno nominato il segretario generale, non ci sono più i fondi nemmeno per la benzina ed i telefoni.

Il Governo e la Regione Lombardia di fronte al Ponte sullo Stretto di Messina davvero dire se il Po è un’utopia o una realtà.

Le risorse sia centrali, come i Fas, che regionali, con gli avanzi da precedenti accantonamenti di leggi nazionali giacciono al momento fermi, inutilizzati. Si tratta di procedere celermente verso al regimazione del Po.

Basta continuare con la “solfa” di nuovi progetti continuando a buttare soldi. I progetti ci sono, basta attuarli e destinare adeguati stanziamenti”.

Ha concluso Torchio: “Le aziende che vivono e operano sul Po così come i cittadini hanno diritto ad avere risposte concrete ed urgenti, dalla produzione di energia pulita con l’idroelettrico fino alla rinaturazione ambientale, dalla navigazione allo sviluppo turistico. L’iniziativa come quella avviata dal basso, cioè dai Comuni rivieraschi ci richiama ad una maggiore tempestività e incisività. A breve chiederemo una convocazione a Bruxelles proprio sull’intermodalità e futuro del bacino idrografico padano-veneto”.

 


       


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