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 Dall' Italia

04 Marzo, 2005
Emil, il clandestino eroe di ponte Marconi
Salvò una donna; rinviata di un mese la sua espulsione dall’Italia

di Andrea Gagliardi

ROMA - Una proroga di un mese. Emil Daniel Maratu, il clandestino-eroe che il 19 giugno scorso salvò una donna che aveva tentato il suicidio nel Tevere, sotto ponte Marconi, per ora non sarà rimpatriato. Doveva essere espulso in questi giorni. Ma la questura ha consegnato al giovane romeno un altro foglio di convocazione per il prossimo 11 agosto. Emil, uscito dalla clandestinità e diventato un personaggio pubblico dopo il suo gesto, dovrà aspettare ancora 30 giorni prima di conoscere il suo destino. Per ora, ad ogni modo, il decreto di espulsione è rinviato. E’ il primo risultato della mobilitazione che il suo caso ha provocato.

Nei giorni scorsi il presidente della provincia di Roma, Enrico Gasbarra, ha scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per chiedergli di fermare il rimpatrio. Persino Alleanza Nazionale si è mobilitata per Emil. Il capogruppo di An alla Provincia di Roma, Piergiorgio Benvenuti, si è detto disposto a iniziare uno sciopero della fame “finché il caso non sarà risolto”. In prima fila nella mobilitazione la comunità romena, pur tra qualche divergenza d'opinione nella valutazione degli eventi. “Sin dall’inizio di questa vicenda – racconta Eugen Terteleac, presidente dell’associazione romeni in Italia (Ari) – abbiamo rivolto appelli a Pisanu, al governo e alle autorità locali. Sembrava tutto facile. Bastava una decisione del prefetto per dare a Emil un permesso di soggiorno. Invece l’impressione è che le autorità competenti prendano tempo, e passino di rinvio in rinvio, per timore di prendere una decisione in materia”. Non convince Terteleac l’ipotesi che Emil, seguendo quanto prescritto dalla Bossi-Fini, esca dall’Italia e ripassi legalmente la frontiera. “Non è la soluzione giusta – aggiunge – perché se Emil tornasse in Romania rischierebbe di perdere il passaporto, essendo rimasto all'estero per più tempo di quanto gli consentiva il visto. Si sta complicando un caso semplice, che qualsiasi altro paese democratico avrebbe risolto in pochi giorni”.

Meno critico e più ottimista Gabriel Ionut Rusu, anche lui romeno, consigliere aggiunto del comune di Roma. “Non c’è dubbio che il gesto di Emil vada premiato - spiega - ma bisogna fare i conti con la legge. E ci sono dei tempi burocratici da rispettare. Quello che più mi ha colpito in questa vicenda è stata la mobilitazione delle istituzioni e degli stessi cittadini italiani in favore del giovane romeno. Si tratta di una gara di solidarietà che porterà sicuramente dei frutti. Sono ottimista, bisogna avere solo un po’ dio pazienza”

Ad Emil, che vive con la moglie incinta in una baracca di legno e lamiera sul Tevere, sono giunte da tutta Italia proposte di lavoro insieme ad offerte di sostegno legale. Ad assumere il giovane e ad offrirgli una casa alla fine è stato Sergio Costantini, proprietario di un ristorante in piazza Campo Marzio a Roma. In base alle norme sull’immigrazione, però, Emil deve essere espulso e potrà rientrare, con le nuove quote, tra parecchi mesi. Sta di fatto, però, che il fascicolo sul clandestino-eroe è arrivato in fretta sulla scrivania del questore di Roma. E che le autorità hanno deciso di prendersi un mese di tempo per valutare il caso. Tutto è rimandato alla vigilia di Ferragosto. La speranza e che la mobilitazione e gli appelli regali ad Emil la prima estate da immigrato regolare in Italia.

 


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