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 Da Crema

04 Marzo, 2005
Crema. La giunta provinciale sulla dicarica di amianto richiesta a Cappella Cantone
Dopo la risposta data a un’interrogazione presentata sull’argomento in consiglio provinciale, anche la giunta ha dato un parere sostanzialmente negativo alla realizzazione di una discarica di amianto in località Cascina Ritorto a Cappella Cantone.

La giunta provinciale sulla dicarica di amianto richiesta a Cappella Cantone

Dopo la risposta data a un’interrogazione presentata sull’argomento in consiglio provinciale, anche la giunta ha dato un parere sostanzialmente negativo alla realizzazione di una discarica di amianto in località Cascina Ritorto a Cappella Cantone.

La giunta ha infatti preso atto con parere favorevole della comunicazione dell’assessore all’Ambiente Giovanni Biondi che ricalca i termini della risposta data all’interrogazione consiliare.

L’assessore ha ricordato che la richiesta di autorizzazione è stata presentata alla Regione e in copia alla Provincia nell’ottobre 2007. Il progetto prevede la realizzazione di una discarica di rifiuti non pericolosi contenenti cemento amianto per una volumetria complessiva di 650mila metri cubi e una superficie di circa 10 ettari all’interno di una cava di inerti in via di esaurimento.

La comunicazione dell’assessore ribadisce che:

1)      il Piano provinciale dei rifiuti prevede una distanza minima di 5 chilometri fra impianti di nuova realizzazione ed impianti esistenti, in attività o dismessi. Anche se la Regione ha criticato tale criterio, a discarica dismessa di Corte Madama si trova a 500 metri dal sito ipotizzato per la nuova discarica di inerti. Inoltre è già stato autorizzato un impianto di trattamento della frazione umida dei rifiuti solidi urbani e di liquami e scarti agroalimentari in comune di Castelleone, a meno di 5 chilometri dall’ipotizzato nuovo impianto. L’assessore ricorda che la stessa Regione riconosce l’opportunità di evitare la concentrazione di più impianti in uno stesso comprensorio.

2)      Il Piano provinciale rifiuti non prevede sul territorio alcun impianto di smaltimento di amianto, in quanto la produzione di tali rifiuti è stata, in provincia, di circa 2mila tonnellate all’anno fra il 2000 e il 2005. Il piano regionale, inoltre, stima in 800mila tonnellate il quantitativo di cemento amianto ancora da smaltire nell’intera regione, e quindi l’impianto di Cappella Cantone, in grado di ricevere circa 260mila metri cubi di rifiuti, sarebbe di gran lunga superiore alle effettive necessità  provinciali.

3)      Il piano cave della Provincia prevede, per la cava in questione, il recupero ambientale del fondo cava agricolo, da riportare a livello del piano campagna con materiali inerti, e il cemento amianto non rientra fra questi. L’autorizzazione alla cava impone dunque il ripristino ad uso agricolo dei terreni interessati, secondo un programma e dei tempi stabiliti, a cura della ditta che ha effettuato l’escavazione, che peraltro è ancora in corso. Inoltre una eventuale variazione del piano di recupero finale della cava comporterebbe una variazione del Piano cave, che deve essere proposta al consiglio regionale dal consiglio provinciale.

Infine, a breve distanza dl sito per il quale è pervenuta la richiesta di discarica di amianto si trova uno stabilimento di produzione di generi alimentari, e la società proprietaria, lamentando che la eventuale discarica possa costituire un concreto pericolo di danno grave e irreparabile alla propria attività, ha diffidato Regione, Provincia e Comune a dichiarare l’area come non idonea alla localizzazione di impianti di recupero o smaltimento di rifiuti, riservandosi, in caso contrario, di promuovere ogni azione giudiziaria a propria tut 


       


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