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 Da Cremona

04 Marzo, 2005
Cremona- Consiglio Comunale Del 14 Luglio 2008
Interpellanza presentata dal capogruppo del gruppo consiliare “Gruppo della Libertà” Ferdinando Quinzani circa l’utilizzo della casetta del custode di piazza Roma.

Interpellanza presentata dal capogruppo del gruppo consiliare “Gruppo della Libertà” Ferdinando Quinzani circa l’utilizzo della casetta del custode di piazza Roma. (Testo dell’interpellanza: L’immobile comunale di piazza Roma cosiddetto ex casetta del custode è stata oggetto di dibattito consiliare negli anni precedenti ed in modo particolare in occasione della riqualificazione dei giardini pubblici. Il sottoscritto fu il primo nel dicembre del 2000 a presentare una mozione in cui si chiedeva di realizzarvi un presidio sanitario, dei servizi igienici ed una postazione dei vigili urbani. In un clima poco propenso a recepire idee ed indicazioni della minoranza la mozione venne bocciata, salvo poi da parte del Sindaco Bodini ripresentare in toto i medesimi contenuti un paio di anni dopo. Infatti la casetta è stata architettonicamente recuperata e pensata come presidio sanitario e come postazione di supporto ai vigili. Purtroppo poi, tra i tanti errori compiuti sul tema, ora rincorso, della sicurezza, questa Amministrazione ha nuovamente cambiato rotta lasciando vuota la casetta, benché pronta per l’utilizzo. Ora chiedo: da quanti anni l’immobile è pronto; quanto sia costato il suo recupero; perché non è stato adibito alle funzioni previste; quale utilizzo intenda farne questa Amministrazione. E poiché ora l’Amministrazione pare aver preso atto finalmente dell’importanza ed urgenza dell’argomento sicurezza, il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a rendere utile l’investimento effettuato ed insediare nella ex casetta le funzioni indicate, ovvero un presidio sanitario e soprattutto un presidio di vigilanza a disposizione della polizia urbana. Si chiede inoltre che il progetto venga al più presto presentato in commissione).

All’interpellanza ha risposto il Vice Sindaco Luigi Baldani: L’area è stata riqualificata e sono stati compiuti enormi passi avanti, dando alla zona, anche con lo spazio giochi recentemente allestito, una vivibilità piena, una fruibilità garantita a tutti. L’edificio è stato concepito a suo tempo come abitazione ha spazi molto ristretti che non è stato possibile ampliare per vincoli posti dalla Sovrintendenza. La precedente Amministrazione, nell’approvare il progetto di ristrutturazione dell’edificio dei giardini di piazza Roma che un tempo ospitava l’alloggio del custode, aveva previsto la possibilità di utilizzare la struttura come sede congiunta di un presidio permanente della Polizia Municipale e di un punto di pronto soccorso, questo gestito da personale dalla Croce Rossa. Successivamente il recupero dell’immobile è stato incluso nel piano locale di intervento predisposto dal Comune per concorrere ai finanziamenti regionali a sostegno del commercio, previsti dal Piano integrato per il Commercio (PIC). E’ stato così ottenuto ed erogato il finanziamento regionale, per un importo di € 72.000,00, pari al 50% del costo dell’investimento complessivo: la Regione ha così avallato l’utilizzo a fini turistici e artigianali dell’edificio. Le misure nel frattempo adottate dal Comune per migliorare la sicurezza dell’area (installazione di un impianto di video sorveglianza, vigile di quartiere, istituzione di pattugliamento notturno del centro storico) hanno poi reso superflua la presenza della postazione fissa, originariamente ipotizzata. Preso atto di questa situazione, è stato costituito un apposito gruppo di lavoro interno con il compito di elaborare una diversa ipotesi di destinazione d’uso dell’immobile. Il gruppo di lavoro ha concluso il suo compito e ha rassegnato alla Giunta la seguente proposta, che è stata a suo tempo accolta ed ora attuata: allestire al primo piano dell’ex casetta del custode la sede del coordinamento delle iniziative turistiche tra Comune e Provincia, in stretto raccordo con il servizio di promozione turistica della provincia, che continuerà ad operare in piazza del Comune; concedere gli spazi al piano terra, a titolo di comodato gratuito, all’associazione per l’artigianato artistico “Fatto a mano”, che vi allestirà anche un’esposizione permanente di oggetti dell’artigianato artistico cremonese. Tale soluzione consente di dotare la città di un ulteriore spazio, a gestione mista pubblico-privato, in cui possono essere promosse e valorizzate stabilmente le eccellenze del territorio, senza che questo comporti un significativo aggravio per le casse comunali. Infine, l’ex casetta del custode, così riqualificata ed arricchita da uno spazio giochi attrezzato, viene utilizzata comunque quale punto d’appoggio per la pattuglia della Polizia Municipale che è incaricata di presidiare il centro storico, così da svolgere anche un ruolo nell’ambito della sicurezza urbana.

 

Il consigliere Ferdinando Quinzani ha ringraziato per la risposta, ha quindi aggiunto che, di fatto, ciò che emerge è che l’operazione è stata giustificata dall’opportunità di portare a casa i fondi stanziati dalla Regione e ha dichiarato l’insoddisfazione per la destinazione dell’immobile, riservandosi di trasformare in futuro l’interpellanza in mozione.

 

Interrogazione presentata in data 7 luglio 2008 dal capogruppo del gruppo consiliare “Partito Democratico” Leonardo Andrea Virgilio in ordine al coinvolgimento delle agenzie educative per favorire una progettazione in materia di prevenzione al consumo di sostanze psicotrope in accordo con i gestori di discoteche, locali, pub (Testo dell’interrogazione: La diffusione di sostanze psicotrope nel mondo giovanile è un fenomeno complesso e articolato influenzato dall'intreccio tra dimensione culturale e dimensione individuale. La cultura dello stare insieme, del divertimento e dell'aggregazione di molti giovani si è sempre più significata anche nel rapporto con le sostanze quali alcol e cannabinoidi e senza particolari motivi di disagio individuale e/o collettivo. La Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia rivela che il 31,3% degli italiani - tra i 15 e i 64 anni - e il 51% degli studenti - tra i 15 e i 19 anni - trova le sostanze illegali in modo "facile" o "piuttosto facile". Si conferma assai diffuso il policonsumo, soprattutto di droga e alcol combinati e consumatori di droghe hanno un rischio una volta e mezza più elevato di essere anche consumatori di alcol. Perseguire obiettivi preventivi a livello territoriale non può semplicemente limitarsi a interventi di prevenzione, ma significa favorire politiche di inclusione sociale, di promozione, di sviluppo delle fasce giovanili della popolazione, di sostegno agli adulti, prevedendo il coinvolgimento attivo di tutti i soggetti del territorio. Considerato che in questi anni il Comune di Cremona ha consolidato, verso le nuove generazioni, uno tradizione  di attenzione e di coinvolgimento basata sia sull'attivazione di progetti ad hoc, sia sullo sviluppo di una rete tra diversi soggetti che operano a contatto con il mondo giovanile; il Comune di Cremona si è dotato di servizi e progetti e educativi anche grazie al prezioso coinvolgimento del privato sociale; in passato sul versante delle politiche di prevenzione alcune progettualità integrate, coordinate dal Comune, hanno garantito una forte sinergia con il Ser.D non solo sul versante istituzionale ma anche attraverso il lavoro di equipe integrate; oggi, l'Amministrazione comunale in sinergia con diverse realtà del privato sociale, è titolare di un progetto di prevenzione all'uso di sostanze stupefacenti, indirizzato agli studenti degli istituti superiori della città e nel contempo l'ASL di Cremona svolge la stessa funzione nell'ambito dei medesimi contesti e sullo stesso target di riferimento; l'assenza di un progetto sistemico rischia di condurre a sovrapposizioni e ad un approccio concorrenziale fra soggetti pubblici sulle diverse offerte alle scuole della città; gli interventi di educazione alla salute sono spesso erogati in modo frammentato. La somma dei singoli progetti, sebbene ben condotti, non rappresenta una garanzia di una efficace politica e di prevenzione; i singoli progetti potrebbero essere erroneamente sbilanciati su alcune misure, incoerenti tra loro, concentrati su determinati destinatari a scapito di altri; tali attività educative e preventive richiedono spesso un raccordo immediato con servizi socio sanitari per rispondere con tempestività alle segnalazioni e alle situazioni di emergenza; le nuove linee guida della Regione Lombardia si pongono l'obiettivo del coinvolgimento attivo di tutti i soggetti presenti nella comunità, creando connessioni tra i diversi attori coinvolti, evidenziandone le interdipendenze, le specificità e gli eventuali limitazione, senza che però essi perdano la propria identità; l'uso di sostanze stupefacenti da parte di adolescenti e giovani, si concentra in particolare nel tempo del divertimento serale e notturno e ha portato a modalità innovative di prevenzione all'interno delle discoteche dei locali pubblici presenti sul territorio cremonese; chiediamo alla Giunta se esistono le condizioni per una riflessione o per una possibile rivisitazione del sistema di offerta in questo settore, promovendo e ripristinando lo sviluppo di progetti integrati, centrati sui bisogni dell’utenza, in grado di garantire il coinvolgimento delle agenzie educative, la famiglia e la complementarietà fra la componente socio sanitaria e quella sociale – educativa; quali politiche pubbliche sono previste per favorire alleanze e sinergie in materia di prevenzione al consumo di sostanze psicotrope tra il settore sanitario, gli enti locali e le altre organizzazioni che operano nella comunità; se è in atto una programmazione e una progettazione di interventi e di campagne preventive in contesti informali quali discoteche, locali, pub, in accordo con i gestori e con altre agenzie preventive del territorio).

 

All’interrogazione ha risposto l’Assessore Celestina Villa: La risposta a queste domande su un tema così complesso non è semplice. Il Comune anni fa è partito con progetti di prevenzione con norme che assegnavano ai Comuni determinate competenze. Sono intervenute successive modifiche, per cui la Regione ha diversificato i ruoli di ciascun ente. L’unico ruolo rimasto in capo al Comune riguarda l’Ufficio di Piano, attraverso il quale è stato sottoscritto un programma triennale. Le Politiche Giovanili hanno ritenuto di portato avanti le proprie attività attraverso questo accordo, cercando di integrare i progetti con altre agenzie che operano sul territorio e naturalmente con l’ASL. Nel 2007 è proseguita l’attività nelle scuole con un progetto educativo che prevede, tra l’altro, anche uno sportello di ascolto che funzione su base del tutto spontanea. Tale lavoro avviene in stretto rapporto con le strutture sanitarie, anche se manca la relazione con le altre agenzie: in ogni caso la volontà di recuperare questa divaricazione. Il Comune proseguirà in questa attività squisitamente educativa, una scelta precisa che viene attuata con risorse interne. Da parte del Comune vi è la volontà di ampliare la propria rete ed a lavorare in sinergia con tutte le realtà esistenti. Esiste un rapporto stretto anche con la Federazione Oratori, il confronto è continuo, ed il nostro intervento avviene solo sulla base di specifiche richieste dei parroci. Più difficile è il rapporto con le famiglie, con le quali è difficile parlare di determinate tematiche. Lo sforzo comunque è massimo anche se sono un po’ scettica sui risultati che si potranno ottenere su questo fronte. Per quanto riguarda i gestori dei locali, esisteva una rete di collaborazione che si è ora un po’ allentata ma che siamo impegnati a recuperare. Nel frattempo è stata svolta, su basi scientifiche, un’indagine sui consumi i cui risultati ci aiuteranno a meglio orientare il nostro intervento.

 

Il consigliere Andrea Virgilio ha ringraziato per la risposta approfondita e completa e ha sottolineato che, al di là delle risorse, è necessaria una sempre maggiore sinergia.

 

Interrogazione presentata in data 8 luglio 2008 dal consigliere comunale del gruppo consiliare “Partito Democratico” Maria Rita Balsamo in ordine ai danni causati della mancata riscossione diretta dell’imposta ICI (Testo dell’interrogazione: Premesso che l’abolizione dell’ICI sulla prima casa per i cittadini con un reddito contenuto o in regime di corresponsione di un mutuo, e non tout court come applicato dall’attuale Governo, sarebbe apparsa più equa e più condivisibile, perché fortemente contrastante con le gravi difficoltà economiche provocate ad altri cittadini che occupane case ERP dell’ALER e del Comune e che si vedono costretti a corrispondere canoni non sostenibili per l’applicazione della legge regionale 27/2007; considerato che tale aumento di canoni avrà un’ulteriore ricaduta sull’Assessorato ai servizi Sociali, che dovrà intervenire a sostegno dei cittadini non in grado di far fronte a questo maggior accrescimento, stante le attuali difficoltà a fronteggiare il rincaro continuo dei generi alimentari di primaria necessità e non solo; rilevato che il minor introito nelle casse del Comune, nel mese di giugno, ammonta a 2.250.000,00 euro, pari al 50% della tassa annuale ICI e che tale imposta garantisce il funzionamento dei servizi a favore di tutti i cittadini cremonesi; ricordato che il Prefetto Carpino, Direttore della Segreteria della Conferenza Stato Città, in una lettera indirizzata al Segretario Generale ANCI, Angelo Mughetti, rileva che il “Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato provvederà alla attribuzione delle somme necessarie al pagamento ai Comuni dell’anticipazione del 50% per minori introiti ICI, di cui alla Conferenza Stato Città del 12 giugno scorso, entro cinque giorni dall’adozione del relativo decreto di trasferimento risorse; sottolineato che, per quanto specificato dal Prefetto Carpino, i Comuni avranno disponibilità di tali somme entro la prima metà del mese di luglio, ma che comunque subiranno un danno economico per i non maturati interessi di tale somma a causa della data di disponibilità procrastinata; il Consiglio Comunale interroga la Giunta a farsi portavoce per esigere il rispetto della data concordata, in base all’impegno assunto, nei termini più brevi possibili per contenere i danni economici causati dalla mancata riscossione diretta dell’imposta ICI e non colmati dallo Stato anche in presenza di eventuali ritardi prolungati nei trasferimenti di risorse economiche).

All’interrogazione ha risposto l’Assessore Celestina Villa:  Lo Stato ha già anticipato il 50% dell’ICI sulla prima casa per quanto riguarda la prima tranche. La seconda tranche verrà assegnata solo a quei Comuni che, tra l’altro, hanno rispettato il patto di stabilità. Sono certa che il Comune di Cremona incasserà anche la seconda tranche perché ha rispettato il patto di stabilità e perché abbiamo una percentuale alta di recupero delle somme evase rispetto a quelle accertate. Quello che preoccupa è che siamo davanti all’ennesima cristallizzazione delle risorse perché ci verrà liquidata una somma sempre uguale. Questo significa un’ulteriore minore entrata per i Comuni. In attesa di quanto potrà accadere con le nuove norme sul federalismo, nel frattempo il Governo interviene sulle nostre entrate ed è il Governo che stabilisce ciò che ci spetta.

La consigliera Maria Rita Balsamo ha ringraziato per la risposta ottenuta che rafforza le preoccupazioni espresse.

Approvazione del Regolamento per la tutela, la promozione e la valorizzazione dell’artigianato artistico e tradizionale d’eccellenza.

Sentita l’illustrazione del Vice Sindaco ed Assessore alle Politiche Commerciali Luigi Baldani, il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità il regolamento per la tutela, la promozione e la valorizzazione dell’artigianato artistico e tradizionale  d’eccellenza.

 

Proseguendo nel percorso di  valorizzazione  delle  eccellenze imprenditoriali cremonesi, che ha già portato all’approvazione del regolamento per la tutela delle  botteghe storiche e di quello per la promozione dei prodotti a denominazione comunale, entrambi già in fase di avanzata attuazione, è stato elaborato un terzo regolamento,  dedicato ad un altro  settore economico strategico in cui Cremona vanta  una grande e secolare  tradizione, quello dell’artigianato artistico e di eccellenza. Infatti, parallelamente allo sviluppo delle più moderne tecnologie industriali, la città conserva  tuttora un patrimonio di piccole botteghe, in cui valenti artigiani, grazie al loro ingegno creativo, all’abilità esclusivamente manuale e a tecniche di lavorazione, che spesso si tramandano da generazioni, producono oggetti e manufatti originali e di grande contenuto artistico. L’esempio più  emblematico di questa realtà è costituito dalle numerose botteghe di liuteria presenti ancora oggi nel tessuto urbano che, per l’alta  qualità che esprimono, rappresentano un comparto di assoluta eccellenza, per il quale Cremona è rinomata nel mondo. In particolare, il regolamento si prefigge i seguenti obiettivi:

 

·            tutelare i requisiti di professionalità e di origine delle produzioni dell’artigianato artistico e tradizionale, anche nei confronti di eventuali tentativi di imitazione;

·            valorizzare le produzioni di eccellenza, sia sul mercato interno che su quello internazionale, contribuendo anche a rafforzare il valore del marchio made in Italy, e a qualificare le lavorazioni artigianali, sotto il profilo stilistico, tecnologico, dei materiali e dei processi utilizzati, in relazione al talento e all’abilità manuale  dei valenti artigiani che le eseguono;

·           far emergere e rivalutare  quelle attività artigianali che, pur presentando  rilevanti   elementi di pregio, risultano confinate in nicchie di mercato marginali, a causa di una insufficiente visibilità esterna;

·            salvaguardare quei  mestieri  artigianali a rischio di estinzione, che,  perpetuando  nel tempo le antiche tecniche di lavorazione, costituiscono una preziosa testimonianza storica e culturale, da tramandare  alle  future generazioni;

·            contribuire a divulgare e diffondere la conoscenza delle tecniche e dei requisiti di manualità insiti nelle lavorazioni oggetto del presente regolamento;

·            incoraggiare una formazione professionale specifica, che possa agevolare il ricambio generazionale,  pur nel rispetto dei valori della tradizione;

·            tutelare i requisiti di professionalità vigilando sul rispetto delle norme vigenti in materia di lavoro e di contribuzione fiscale e previdenziale, in particolare in merito all’impiego di minori nella produzione, nonché sul rispetto della normativa vigente in materia ambientale.

 

La tutela si realizzerà  attraverso l’istituzione di un albo e di un marchio, da assegnare alle imprese che rispondono ai parametri fissati dal regolamento, il che consentirà anche di effettuare  una puntuale ricognizione delle attività presenti sul territorio. Inoltre, al fine di fornire un sostegno concreto e tangibile, il regolamento prevede la possibile concessione di una pluralità di benefici alle imprese iscritte all’albo, comprese agevolazioni sui tributi comunali. Un aspetto particolarmente innovativo è costituito dal fatto che il  progetto, ideato ed elaborato dal Comune di Cremona, è stato condiviso anche dalle altre città del Circuito delle Città d’arte della Pianura Padana, che adotteranno quindi lo stesso regolamento, pur con le opportune diversificazioni, legate alle  specificità  dei rispettivi territori. A livello locale, la bozza di regolamento è stata trasmessa, per l’espressione di un parere,  alle associazioni di categoria dell’’artigianato che  si sono espresse come segue: CNA ha espresso “tutta la sua soddisfazione in merito alla definizione del regolamento, dichiarando la propria disponibilità ad approvare il documento in oggetto”; l’Associazione Artigiani di Cremona ha dichiarato di condividere l’impostazione e i contenuti del  regolamento; in particolare ha ritenuto opportuno l’inserimento dell’art. relativo  all’arte liutaria che, per il nostro territorio, rappresenta senz’altro una specificità da sostenere e da valorizzare attraverso il riconoscimento di provvidenze e di ulteriori agevolazioni speciali, concludendo che questa importante iniziativa potrà dare visibilità e far emergere le botteghe cremonesi dell’artigianato artistico e tradizionale. In attuazione del regolamento, una volta che sarà approvato, sarà avviato il censimento delle botteghe dell’artigianato artistico e tradizionale di Cremona per la costituzione dell’apposito albo e saranno attuate le forme di sostegno e le iniziative promozionali previste dallo stesso regolamento.

Modifiche alla convenzione stipulata tra il Comune di Cremona e l’Università degli Studi di Pavia per il funzionamento della Facoltà di Musicologia.

Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la modifica della convenzione stipulata tra il Comune di Cremona e l’Università degli Studi di Pavia per il funzionamento della Facoltà di Musicologia come segue: il 2° comma dell’art. 3 è abrogato; alla lettera d) dell’art. 4 la parola sette è sostituita con otto; la lettera f) dell’art. 4 è sostituita con: corrispondere all’Università di Pavia per spese di luce, acqua e gas, riscaldamento e pulizia locali il contributo stabilito all’art. 6; l’art. 6 è sostituito con il seguente: il contributo previsto all’art. 4, 1° comma, lettera f) sarà pari a € 60.000,00 per l’anno 2008 e a € 45.000,00 per l’anno 2009.

L’Università degli Studi di Pavia nella convenzione si è impegnata a trasferire al Dipartimento di Scienze Musicologiche e Paleografico-Filologiche di Cremona l’importo necessario per il conferimento dell’incarico per il servizio di biblioteca, individuato nella collaborazione già attivata dal Comune di Cremona. L’incaricato di questo servizio è stato assunto a tempo determinato nell’ambito del processo di stabilizzazione del personale precario dell’Ente. Per garantire la continuità delle prestazioni dell’addetto al servizio, oggi dipendente comunale, occorre prevedere l’aumento di una unità del personale non docente che il Comune di Cremona si obbliga a fornire alla Facoltà e la conseguente riduzione del contributo annuo corrisposto all’Università di Pavia.

Mozione presentata in data 18 giugno 2008 dal capogruppo del gruppo consiliare “Forza Italia - verso il nuovo partito dei moderati e dei liberali” Salvatore Carlo Malvezzi in merito al futuro assetto viario di corso Garibaldi e strade adiacenti (Testo della mozione, modificato in sede consiliare dallo stesso Malvezzi: Premesso che corso Garibaldi è interessato da consistenti lavori di rifacimento dei sottoservizi che ne hanno precluso l’accesso agli autoveicoli da circa un anno e mezzo; che in diverse zone della città sono aperti e si apriranno cantieri stradali che procureranno innegabili e prolungati disagi per la circolazione; che in questo contesto l’Amministrazione Comunale ha espresso l’intenzione di estendere la ZTL a corso Garibaldi, piazza Vida, via Plasio e via Ponchielli; che l’Amministrazione Comunale ha altresì deciso di posizionare dei varchi elettronici per sanzionare i trasgressori della ZTL prevedendo un investimento di circa 4.300.000,00 euro in dieci anni, comprensivo dei costi di impianto e di gestione; che l’Amministrazione Comunale ha commissionato uno studio ad un noto professionista per la sistemazione architettonica di corso Garibaldi i cui contenuti non sono stati resi noti; Considerato che numerosi cittadini ed operatori commerciali si sono resi promotori di due distinte petizioni contenenti proposte relative al futuro assetto viabilistico di corso Garibaldi, di piazza Vida e di via Plasio; che l’estensione della ZTL a corso Garibaldi, via Plasio, piazza Vida e via Ponchielli sottrarrebbe alla popolazione e alla clientela degli esercizi commerciali diverse decine di posti auto a rotazione, rendendo di fatto inavvicinabile il centro storico per gli automezzi ad accessione dei soli autorizzati; che la ZTL già applicata in altre zone della città costituisce una soluzione ibrida in cui prevalgono i disagi rispetto ai vantaggi; che in altre città sono in corso seri ripensamenti e rivalutazioni di fronte ai risultati ottenuti dall’estensione delle ZTL – progressivo spopolamento del centro storico, aumento dell’insicurezza, degrado -; che ogni intervento di limitazione della circolazione deve essere necessariamente supportato da un’accurata valutazione delle possibili conseguenze sul traffico e quindi sui comportamenti dei cittadini ed accompagnata da specifici progetti di qualificazione urbana; Il Consiglio Comunale impegna la Giunta a: evitare l’estensione della ZTL a corso Garibaldi, piazza Vida, via Plasio e via Ponchielli, concordando con le direzioni scolastiche degli istituti statali e non statali le soluzioni più idonee alle problematiche relative all’accesso dei ragazzi; predisporre un progetto per l’estensione dell’isola pedonale nel primo tratto di corso Garibaldi – lato corso Campi – di concerto con gli operatori commerciali e con i residenti, valutando nel contempo le conseguenze sulla circolazione ed individuando nelle zone limitrofe nuovi parcheggi; ripristinare, una volta completati i lavori, la libera circolazione di corso Garibaldi fino al completamento degli interventi stradali che interessano il centro storico, le vie e le piazze d’accesso; rendere pubblici gli studi architettonici commissionati dal Comune attraverso la loro presentazione nelle commissioni consiliari assumendoli come punto di partenza per future proposte di riqualificazione).

Mozione presentata in data 18 giugno 2008 dal capogruppo del gruppo consiliare “Gruppo della Libertà“Ferdinando Quinzani in merito alla realizzazione di un’area pedonale in corso Garibaldi (Testo della mozione modificata in sede consiliare: Premesso che nel programma elettorale del Sindaco Corada è previsto l’ampliamento dell’area pedonale su corso Garibaldi fino a S. Agata; considerato che il Consiglio Comunale, il 3 giugno 2008, ha approvato una mozione presentata dal sottoscritto in cui si chiede all’Amministrazione la redazione di un progetto condiviso per dare un assetto definitivo e caratterizzante a corso Garibaldi; preso atto che i cittadini, i commercianti della zona e le associazioni di categoria si sono espressi favorevolmente alla soluzione prospettata di area pedonale; il Consiglio Comunale, ritenendo prioritaria per la città una definitiva riqualificazione di corso Garibaldi, impegna la Giunta a realizzare l’ampliamento dell’area pedonale nel tratto compreso tra corso Campi e piazza S. Agata senza passare attraverso la fase intermedia di una ZTL che, nella più totale incertezza sulla sua durata, risulterebbe inadeguata allo scopo di rivitalizzare il corso, eccessivamente penalizzante per il commercio locale e sostanzialmente inutile e disagevole per i cittadini).

Dopo l’illustrazione delle due mozioni da parte dei rispettivi firmatari, si è aperto il dibattito congiunto sui documenti presentati. Guido Borsella (UDC): condivido in tutto e per tutto i contenuti della mozione Quinzani e mi dichiaro favorevole alla pedonalizzazione di corso Garibaldi; Piergiorgio Bergonzi (Comunisti Italiani): rimango intransigente sostenitore dell’estensione dell’isola pedonale da piazza Marconi fino a S. Agata, anche tale scelta deve coinvolgere le esigenze e gli interessi di tutti i cittadini coinvolti. Non è però possibile procedere a pezzi e bocconi, ma tutto sarà fattibile quando si disporrà del parcheggio di piazza Marconi, nel frattempo è necessario predisporre tutte le azioni atte a progettare la futura pedonalizzazione. Le due mozioni presentate non vanno in questa direzione e propongono un modo di procedere che rischia di compromettere la realizzazione dell’isola pedonale che deve invece apportare un forte benessere a tutti. Si deve pertanto procedere attuando la ZTL, propedeutica alla futura isola pedonale, senza cedere alle pressioni frutto degli interessi, pur legittimi, di una sola parte, ma che non gioverebbero ad alcuno; Gino Carnesella (Partito Democratico): ho sentito dagli esponenti della minoranza affermazioni non condivisibili e contraddittorie rispetto a quanto da loro stesso affermato in passato, in ogni caso ritengo sia stata fraintesa la scelta fatta dall’Amministrazione e richiamo ad una maggiore disponibilità al dialogo; Paolo Marcenaro (Forza Italia): stiamo parlando di un progetto importante, che riguarda un’arteria cittadina dove sono presenti 170 attività commerciali e considero comunque giusto tenere conto anche delle esigenze dei residenti. D’altra parte non sono affatto certo che l’apertura del parcheggio di piazza Marconi possa risolvere completamente i problemi di sosta delle auto, per questo rimango perplesso sulla ZTL, ma favorevole ad un’isola pedonale come sperimentazione, con tutto quanto una simile scelta comporta anche in termini di arredo urbano; Cinzia Zampini (Rifondazione Comunista): la proposta del collega Malvezzi lascia sconcertati: se è bene che anche i commercianti parlino di pedonalizzazione, non condiviso però la possibilità di libera circolazione nelle zone limitrofe al corso, mentre sono d’accordo sull’attuazione piena di una ZTL nell’area circostante a quella pedonale; Giuseppe Ceraso (Partito Democratico): diamo ascolto alle richieste dei cittadini e sperimentiamo l’isola pedonale appena possibile; Pierluigi Rotelli (Partito Democratico): in passato l’opposizione si è mostrata dura verso l’allargamento della zona pedonale, a parte questo, non è auspicabile l’immediato allargamento dell’area pedonale perché questo è collegato alla realizzazione del parcheggio di piazza Marconi: in questo senso è stato fatto, a suo tempo, un accordo e se i tempi per piazza Marconi si sono allungati non è certo per colpa dell’Amministrazione. Nel frattempo, per mantenere fede a quel patto, diamo vita, in fase transitoria, alla ZTL in corso Garibaldi raccomandando la pedonalizzazione di questa via contestualmente all’apertura del parcheggio di piazza Marconi. Il dibattito si è concluso con l’intervento dell’Assessore Daniele Soregaroli: pochi consiglieri hanno parlato dei residenti di corso Garibaldi, in realtà si tratta di 835 nuclei famigliari delle cui esigenze e necessità bisogna tenere conto, così come è bene tenere conto non solo di quelli che “fanno rumore”. I parcheggi in zone limitrofe al corso, a distanze contenute, ve ne sono, basti pensare a Villa Glori, all’autosilo Massarotti, a via S. Tecla, al comparto via Ugolani Dati-via Palestro, a via Dante. Vi sono poi ben 500 posti liberi su strada a nemmeno 500 metri dal corso. Mi pare si faccia confusione tra il progetto che prevede il controllo della ZTL ed il progetto di riqualificazione del corso, questo non ancora presentato perché in attesa del via libera della Sovrintendenza che ha titolarità ad intervenire in particolare sulla zona di S. Agata e Cittanova. Fino a che non sarà definito, significa presentare qualcosa di non compiuto. E’ comunque interesse dell’Amministrazione presentare alla cittadinanza l’intervento di riqualificazione complessivo. Non ho mai detto che si intende attuare una sperimentazione, ma gli obiettivi finali possono essere raggiunti facendo un passo per volta. E’ stato dato un incarico ad un architetto di chiara fama, David Palterer, e si è deciso per uno studio preliminare di riqualificazione di corso Garibaldi, successivamente, viste le competenze di AEM su questo tipo di interventi, lo studio è stato girato all’azienda che ha ritenuto di proseguire il rapporto con il professionista scelto dal Comune. Dopo avere analizzato le osservazioni, le note ed i suggerimenti pervenuti, rimango convinto che un’operazione graduale minimizzi i disagi per tutti: non parlo dunque di una sperimentazione, ma dell’attuazione di quanto previsto dal Piano della sosta, a suo tempo approvato dal Consiglio Comunale. Avanzo la proposta in questa sede di attivare comunque la ZTL in corso Garibaldi, senza però attivare per il momento il varco elettronico per dare così avvio a quel percorso evolutivo in termini di mobilità che quel comparto cittadino necessita. La ZTL permetterà di raggiungere un obiettivo in una logica di equilibrio e di condivisione.

Terminato il dibattito, esposte le modifiche apportate alle due mozioni, si è passati alla votazione. La mozione presentata dal consigliere Malvezzi è stata respinta (a favore si sono espressi tutti gli esponenti della minoranza, contrari tutti gli altri, astenuto il consigliere Giuseppe Ceraso). Respinta anche la mozione presentata dal consigliere Quinzani (a favore tutti gli esponenti della minoranza, contrari i consiglieri Bergonzi, Rossetti, Trombini e Zampini, astenuti tutti gli altri).

Mozione presentata in data 17 giugno 2008 dal consigliere comunale del gruppo consiliare “Partito Democratico” Giuseppe Ceraso in ordine alla scadenza del contratto d’affitto delle sedi delle Associazioni d’Arma e combattentistiche della nostra città (Testo della mozione: Considerato che l’Agenzia del Demanio, proprietaria di immobili attualmente sedi di tutte le associazioni d’arma e combattentistiche della nostra città, ha comunicato a queste che è scaduto il contratto di affitto e che il rinnovo dello stesso prevederà il raddoppio dell’attuale canone; tenuto conto che le entrate di queste associazioni sono dovute solamente a quote sociali; che i locali fatiscenti sono stati resi abitabili con fondi personali e lavoro di volontari; che non è questa la riconoscenza che meritano coloro che hanno servito lo stato degnamente, con dedizione, con sacrifici e a prezzo anche della propria vita; che l’aumento del canone di questi immobili non risolverà certo il bilancio dello Stato; che nei provvedimenti per la prevenzione e la sicurezza urbana a Cremona, come documentato, è previsto di impegnare in modo gratuito un’importante risorsa umana che è costituita proprio dalle associazioni d’arma per il legame che esse hanno con le istituzioni e con la città; tutto ciò premesso, chiedo che il Consiglio Comunale impegni il Sindaco a mettere in atto tutte le azioni necessarie verso le istituzioni competenti perché venga modificato il decreto del Presidente della Repubblica al riguardo affinché non venga meno un patrimonio di storia così importante della società civile; impegna altresì alla Giunta che in mancanza della modifica del suddetto decreto trovi, nel limite del possibile, edifici comunali idonei e a canone simbolico per ospitare queste associazioni ed in alternativa intervenga con un contributo economico per un aiuto al pagamento del canone).

Dopo l’illustrazione, è intervenuto l’Assessore Stefano Campagnolo per comunicare che la Giunta, su questo tema, si è già mossa e che il criterio con il quale l’Amministrazione concede una sede alle varie associazioni è quello di applicare un canone pari al 10% del canone di mercato stimato, mentre il Demanio applica il 20%. L’Assessore ha riconosciuto che il raddoppio del canone può comportare dei problemi e il Comune vedrà, nei limiti del possibile, se vi sono sedi di sua proprietà disponibili e, sempre nei limiti del possibile, di stanziare dei contributi per l’attività che tali associazioni possono svolgere nell’ambito del “pacchetto sicurezza”. La mozione è stata quindi approvata all’unanimità dei consiglieri presenti in aula.

 

 

Fonte: press@comune.cremona.it 


       


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