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 Da Cremona

04 Marzo, 2005
Cremona.Consiglio Comunale del 3 Giugno 2008
Il Consiglio Comunale - all’unanimità - ha approvato il Regolamento per il funzionamento dei Forum giovanili del Comune di Cremona.

Cremona.CONSIGLIO COMUNALE DEL 3 GIUGNO 2008

Approvazione del Regolamento per il funzionamento dei Forum giovanili del Comune di Cremona.

Il Consiglio Comunale - all’unanimità - ha approvato il Regolamento per il funzionamento dei Forum giovanili del Comune di Cremona. Il Forum intende promuovere la partecipazione dei giovani alla vita delle istituzioni democratiche creando gli strumenti per attivare rapporti di collaborazione e comunicazione con l'Amministrazione Comunale. Il Forum, nel complesso delle sue strutture, è organo consultivo e propositivo dell'Amministrazione Comunale. In tale veste è previsto che si occupi, in linea di massima, di ambiente e territorio, formazione e lavoro, sport e cultura, associazionismo e volontariato.

Il Comune di Cremona, tramite il Servizio Politiche Giovanili, già da alcuni anni promuove percorsi tesi a riconoscere un ruolo di primo piano ai giovani favorendo la loro partecipazione ed il loro protagonismo a partire dagli spazi e dai luoghi da loro frequentati e vissuti nella quotidianità e nel formarsi alla vita adulta. I progetti “Cremona città aperta” (2003/2005) e “Giovani protagonisti per una comunità che cambia” (2004/2006), ad esempio, erano accomunati dalla volontà di comprendere le percezioni ed il rapporto che il mondo giovanile ha con le istituzioni al fine di giungere alla costruzione di uno strumento e di un canale stabile di comunicazione, corrispondente alle diverse dimensioni e caratteristiche territoriali. L’adesione al progetto “Diritti al futuro” promosso dall’Associazione Iter – rete nazionale di comuni che operano sulle politiche giovanili e la partecipazione alla Commissione Nazionale Politiche Giovanili promossa da ANCI, ha significato incontrare contesti di lavoro e confronto con altre città attraverso l’inserimento del Comune di Cremona nella sperimentazione nazionale/biennale dei Piani Locali Giovani. Da qui è nato un documento culturale, approvato dalla Giunta Comunale, nel quale si definisce il Piano Locale Giovani quale strumento di programmazione del territorio. Una delle azioni rivolte al contesto presente nel Piano Locale Giovani (PLG) è proprio la realizzazione di un sistema di partecipazione giovanile, che certamente può configurarsi sia come un’azione di continuità, poiché implica interventi già in essere all’interno del Servizio Politiche Giovanili, sia come interventi innovativi che permettono lo sviluppo del quadro di riferimento del PLG. A seguito infatti della ricerca promossa dall’Amministrazione Comunale nel 2005 - “I giovani studenti cremonesi e la partecipazione a scuola, sociale e politica” - il Servizio Politiche Giovanili ha attivato in via sperimentale un forum in collaborazione con Agenda 21 sul tema dell’ambiente. Da ciò si è concretizzato il sistema dei forum giovanili monotematici, rappresentando un nuovo modo di intendere il dispositivo partecipativo e decisionale delle giovani generazioni per la politica locale, permettendo così la piena attuazione della partecipazione giovanile alla vita delle istituzioni democratiche.

A questo punto dei lavori il Sindaco Gian Carlo Corada ha ricordato la figura di Mons. Maurizio Galli, cremonese, Vescovo Emerito di Fidenza, scomparso nei giorni scorsi. Il Sindaco lo ha descritto come modello ideale di sacerdote, modesto, umile e disponibile verso il prossimo, comunque dotato di una profonda interiorità e di grande cultura, un religioso la cui azione è sempre stata coerente con il pensiero. La sua morte, ha concluso il Sindaco, avvenuta dopo un anno di grandi sofferenze, ha commosso tutti, in particolare coloro che lo hanno conosciuto bene e hanno avuto modo di apprezzarne le doti. Il Consiglio Comunale, in segno di omaggio, ha quindi rispettato un minuto di silenzio.

Individuazione, per l’anno 2008, per quanto di competenza del Consiglio Comunale, in applicazione dell’articolo 96 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, degli organi collegiali ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali del Comune di Cremona.

L’articolo 96 “Riduzione degli organismi collegiali” del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 dispone quanto segue: “1. Al fine di conseguire risparmi di spese e recuperi di efficienza nei tempi dei procedimenti amministrativi, i Consigli e le Giunte, secondo le rispettive competenze, con provvedimento da emanare entro sei mesi dall’inizio di ogni esercizio finanziario, individuano i comitati, le commissioni, i consigli ed ogni altro organo collegiale con funzioni amministrative ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell’Amministrazione o dell’Ente interessato. Gli organismi non identificati come indispensabili sono soppressi a decorrere dal mese successivo all’emanazione del provvedimento. Le relative funzioni sono attribuite all’ufficio che riveste preminente competenza in materia.”

Il Consiglio Comunale (con l’astensione dei consiglieri Cappelletti, Maschi, Frassi e Quinzani) ha individuato, per l’anno 2008, in applicazione di quanto previsto dall’articolo 96 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, gli organi collegiali indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali del Comune di Cremona. Il Consiglio ha quindi confermato, nelle more del perfezionamento della modifica del Regolamento di Polizia Cimiteriale, che le funzioni di competenza della Commissione per la Revisione delle Epigrafi, soppressa con la propria deliberazione n. 51/31022 in data 26 giugno 2003, sono esercitate dalla Commissione di Vigilanza sui Cimiteri. Il Consiglio Comunale ha quindi dato atto che: per le Commissioni n. 13, 14, 15, previste dal Regolamento per la concessione di sovvenzioni e del patrocinio, la Commissione Consiliare permanente attinente gli Affari Istituzionali e le Riforme Organizzative, congiuntamente con la Commissione Consiliare Permanente attinente il Bilancio, lo Sviluppo Economico e le Aziende, effettuerà valutazioni/approfondimenti su eventuali modifiche del Regolamento; per la Commissione n. 16 (Commissione Edilizia), la Commissione Consiliare Permanente attinente gli Affari Istituzionali e le Riforme Organizzative, congiuntamente alla Commissione Consiliare Permanente attinente le Politiche Urbanistiche e Territoriali, effettuerà valutazioni/approfondimenti su eventuali modifiche del Regolamento Edilizio; per le Commissioni n. 23 (Commissione scientifica del Sistema Museale) e n. 24 (Commissione di valutazione delle domande relative a mostre di artisti viventi), la Commissione Consiliare permanente attinente gli Affari Istituzionali e le Riforme Organizzative, congiuntamente alla Commissione Consiliare permanente attinente le Politiche Culturali ed Educative, effettuerà valutazioni/approfondimenti su eventuali modifiche dei rispettivi Regolamenti (Regolamento di funzionamento del Sistema Museale della Città di Cremona e Regolamento per l’uso delle sale comunali).

Approvazione della bozza di convenzione da stipularsi tra il Comune di Cremona e i Comuni dell’Ambito Distrettuale di Cremona per la gestione associata dei servizi socio assistenziali di Tutela Minori, Inserimento Lavorativo e liste d’attesa RSA.

Il Consiglio Comunale - all’unanimità - ha approvato la bozza di convenzione da stipularsi tra il Comune di Cremona e i Comuni dell’Ambito Distrettuale di Cremona per la gestione associata dei servizi socio – assistenziali: Tutela Minori, Inserimento Lavorativo e Liste d’Attesa RSA per il periodo fino 31 dicembre 2009.

In attuazione degli indirizzi di cui all’art. 6 della Legge 328/2000, i Comuni sono titolari di funzioni amministrative concernenti gli interventi sociali svolti a livello locale, concorrendo alla programmazione regionale anche attraverso l’adozione sul piano territoriale, degli assetti più funzionali alla gestione, alla spesa ed al rapporto con i cittadini. La bozza di convenzione disciplina l’esercizio della gestione associata di funzioni inerenti i servizi sociali e, specificatamente, i servizi relativi alla tutela dei minori sottoposti a provvedimenti giudiziari, il servizio di inserimento lavorativo delle persone con complesse disabilità o con elevato grado di svantaggio ed il servizio di gestione delle liste di attesa per l’ingresso degli anziani in RSA, compresa la gestione dei ricoveri di sollievo. Si garantisce in tal modo ai Comuni dell’ambito distrettuale, in particolare agli Enti di minore dimensione, di attuare forme di gestione omogenea sull’intero ambito territoriale, favorendo azioni di economicità, efficienza ed efficacia nelle gestioni/fruizioni di servizi in continua evoluzione, di articolare in modo integrato l’analisi del bisogno, la flessibilità organizzativa e gli interventi sul territorio favorendo, inoltre, la realizzazione della rete socio – assistenziale dei servizi sociali presenti sul territorio.

Approvazione della bozza di convenzione da stipularsi tra il Comune di Cremona e alcuni Comuni dell’Ambito Distrettuale per la gestione in forma associata del Servizio Sociale Territoriale.

Il Consiglio Comunale - all’unanimità - ha approvato la bozza di convenzione da stipularsi tra il Comune di Cremona e i Comuni di Acquanegra Cremonese, Crotta d’Adda, Bonemerse, Gerre de’ Caprioli, Malagnino e Spinadesco per il periodo fino al 31 dicembre 2009.

Come disposto dall’ art. 6 della Legge 328/2000, i Comuni sono titolari di funzioni amministrative concernenti gli interventi sociali svolti a locale, concorrendo alla programmazione regionale anche attraverso l’adozione, sul piano territoriale, degli assetti più funzionali alla gestione, alla spesa ed al rapporto con i cittadini. Con questa bozza di convenzione si disciplina, in modo coordinato ed in forma associata, la gestione del servizio di assistenza sociale territoriale ed il suo coordinamento, finalizzata a raggiungere maggiori standard di efficienza, efficacia e economicità dei servizi sociali, anche attraverso la semplificazione della gestione tecnica e amministrativa. In particolare, attraverso la promozione di modelli omogenei e condivisi d’intervento sociale di base, si garantisce maggiore attenzione ai bisogni del cittadini, un livello maggiormente qualificato dei servizi, favorendo l’opportunità di sviluppare reti d’interventi sul territorio, connotati sempre più spesso da situazioni di emergenza sociale. Tali finalità rispondono agli indirizzi e alle priorità proprie dell’ambito Distrettuale di Cremona indicate nel documento di programmazione zonale 2006 – 2008 per la realizzazione del sistema integrato di interventi dei Servizi Sociali e prevedono, nell’ambito delle funzioni di programmazione sociale, il coordinamento del Servizio Sociale Territoriale in capo all’Ufficio di Piano.

Approvazione del regolamento relativo al Servizio di Inserimento Lavorativo dell’Ambito Distrettuale di Cremona.

Il Consiglio Comunale - all’unanimità - ha approvato il regolamento per l’organizzazione e il funzionamento del Servizio di Inserimento Lavorativo (S.I.L.) dell’Ambito Distrettuale di Cremona.

L’Assemblea dei Sindaci del Distretto di Cremona, nella seduta del 7 maggio 2008, ha approvato la convenzione per la gestione associata di servizi socio – assistenziali, tra cui rientra il Servizio di Inserimento Lavorativo, individuando nel Comune di Cremona l’Ente Capofila per la gestione associata di tale servizio. Il servizio di inserimento lavorativo è un servizio specialistico di secondo livello, che opera favorendo l’inserimento socio – lavorativo di utenti con disabilità complesse o con elevato grado di svantaggio sociale, residenti o domiciliati nei comuni dell’Ambito Distrettuale di Cremona. A tal fine, valuta le capacità e le potenzialità lavorative attivando percorsi individualizzati a favore dei soggetti segnalati dai Servizi Sociali di base e dai Servizi specialistici, sensibilizzando, con azioni coordinate e sinergiche, il mondo aziendale ed operando in rete con il sistema dei servizi e delle istituzioni territoriali che si occupano di politiche attive del lavoro e di inserimento lavorativo, contribuendo altresì ad alimentare progressivamente la domanda di inserimenti lavorativi. Il regolamento del Servizio di Inserimento Lavorativo dell’ambito distrettuale disciplina le modalità di organizzazione, le procedure di svolgimento connesse all’attivazione dei progetti e alla presa in carico, l’ accesso ai servizi, gli strumenti e gli interventi della mediazione, nonché la concessione dei contributi economici a favore degli utenti, identificando altresì i rapporti funzionali ed economici tra i Comuni dell’ambito distrettuale. Assunzione di tale atto garantisce, ai comuni dell’ambito territoriale, l’applicazione di uno strumento volto a favorire azioni flessibili e omogenee di economicità, efficacia ed efficienza nella gestione e fruizione dei servizi offerti, articolando in modo integrato l’analisi dei bisogni e degli interventi relativi agli inserimenti lavorativi.

Mozione presentata in data 28 gennaio 2008 dal capogruppo del gruppo consiliare “Gruppo della Libertà” Ferdinando Quinzani circa l’assetto futuro di corso Garibaldi (Testo della mozione: Corso Garibaldi è da sempre una delle arterie più importanti del centro storico. Pregiata zona residenziale di antichi palazzi e via commerciale di storiche botteghe cremonesi, sta in questi anni vivendo una profonda crisi di identità. La pedonalizzazione di Corso Campi da un lato, la crisi generalizzata del sistema dei trasporti pubblici, le abitudini dei cittadini all’uso del veicolo privato, la carenza di parcheggi per la sosta prolungata (ad eccezione del piccolo spazio di via Villa Glori), rappresentano tutte concause alla trasformazione del corso Garibaldi in una strada di grande passaggio veicolare (naturale collegamento tra le due parti della città interrotte da corso Campi), a svantaggio della vocazione commerciale di qualità. Anni fa è stata positivamente riqualificata piazza Sant’Agata, terminale del primo tronco che, raggiungendo Palazzo Cittanova, delimita la parte più pregiata del corso, mentre nel 2007 si è provveduto al rifacimento dei sottoservizi, opera che si concluderà entro l’estate con il completamento dell’ultimo tratto. Questi lavori, sicuramente necessari e finora realizzati nel rispetto dei tempi previsti, hanno causato non pochi quanto inevitabili disagi al commercio locale, già in difficoltà per le circostanze sopra esposte. Ora riteniamo sia il momento di scelte precise e coraggiose. Cremona sta tentando, non senza difficoltà, di attestarsi come città turistica in grado di attrarre visitatori, ma deve lottare anche con la concorrenza di altre città e borghi, ipermercati, outlet e quant’altro in questi anni si è proposto come efficace attrattiva commerciale e di intrattenimento. Piazza della Pace caratterizza come fulcro dell’aggregazione giovanile, piazza Stradivari è quasi ogni week end occupata da mercatini ed ambulanti, mentre corso Campi appare sempre più “insufficiente” a rispondere da solo alle esigenze di una città turistica. Basti pensare anche alle tipologie di esercizi, quasi esclusivamente del settore abbigliamento, mentre ad esempio scarseggiano in tutto il centro le attività di ristorazione. In questo quadro si ritiene che corso Garibaldi nel tratto compreso tra il Cittanova e corso Campi possa e debba svolgere un ruolo diverso e maggiormente qualificato all’interno del tessuto urbanistico del centro storico. L’attuale amministrazione ha in passato più volte espresso l’intendimento di giungere all’estensione dell’area pedonale in questa zona, ma di fatto ci si è per ora fermati a dichiarazioni di intenti, peraltro non sempre convergenti, senza proporre un progetto chiaro negli obiettivi, negli investimenti necessari e pianificando la tempistica di attuazione. Poiché la zona sta vivendo una grave situazione di affanno, che ha portato a un saldo ampiamente passivo tra chiusure e nuove aperture, si ritiene di dover dare delle risposte in tempi certi agli imprenditori commerciali, ai residenti e ai cittadini tutti. Non si può peraltro tralasciare che il consiglio comunale nella seduta del 26 marzo 2007 ha approvato un ordine del giorno, presentato da Alessia Manfredini, in cui tra l’altro si impegnava la giunta “a realizzare in tempi brevi” gli interventi che riguardano la seconda fase del piano della mobilità e della sosta, in particolare …. a prevedere un ampliamento della zona pedonale fino a S. Agata”. Tutto ciò considerato il Consiglio Comunale di Cremona impegna la Giunta: alla redazione di un progetto preliminare di riqualificazione di corso Garibaldi che prenda in considerazione gli aspetti urbanistici, viabilistici, ambientali, estetici e commerciali, con particolare attenzione ai problemi inerenti l’accesso e la sosta nelle strade limitrofe. Progetto corredato da costi e tempi di esecuzione; al coinvolgimento del Consiglio Comunale stesso innanzitutto in sede di commissioni urbanistica e mobilità; all’aperta discussione del progetto con la cittadinanza e chiunque ne abbia a vario titolo interesse).

Dopo che la mozione è stata illustrata dal consigliere Ferdinando Quinzani, si è aperto il dibattito che ha visto intervenire i consiglieri Gino Carnesella, Partito Democratico: anche l’Amministrazione Comunale ha a cuore quella zona della città, nella mozione si parla troppo solo di una categoria, mentre esistono esigenze variegate, fatti salvi alcuni aspetti condivisibili nel merito, tenuto poi conto che un progetto preliminare di riqualificazione del corso già è stato affidato all’architetto Palterer; Ferdinando Quinzani, Gruppo della Libertà: abbiamo ben presente che i problemi di corso Garibaldi hanno un impatto su tutti i cittadini in genere, ma non possiamo dimenticare che il commercio è la “dinamo” di una zona come quella di corso Garibaldi, inoltre la futura introduzione di uno dei varchi elettronici previsti lungo questa arteria comporta aspetti nuovi, da valutare con attenzione, e non può essere considerata di per sé una soluzione del problema; Cinzia Zampini, Rifondazione Comunista: sono del parere della necessità di fare una commissione per conoscere lo stato dell’arte ed è una proposta interessante quella della pedonalizzazione, anche se va mantenuto l’impegno, contenuto nel Piano della Sosta, di mantenere la ZTL per disincentivare l’attraversamento della città da parte dei mezzi privati; Carlo Malvezzi, Forza Italia: il problema del centro di Cremona, non solo di corso Garibaldi, è tragicamente irrisolto, perché manca un progetto di vivibilità della città nel suo complesso, certamente appoggiamo un progetto di riqualificazione del corso, anche se ne vorremmo conoscere i contenuti e purché si mettano i cittadini nelle condizioni di raggiungere il centro, senza creare dei “ghetti”, utile sarebbe fare precedere il progetto da un dibattito sulla destinazione della zona; Guido Borsella, UDC: il percorso descritto dal collega Quinzani è del tutto condivisibile; Alberto Cappellini, Partito Democratico: l’Amministrazione Comunale ha sempre avuto a cuore la riqualificazione del centro storico, nel rispetto di tutte le categorie, ma ora vi è un bisogno diffuso di salute ambientale, di sicurezza dei pedoni, con un’isola pedonale allargata. Terminato il dibattito, ha preso la parola l’Assessore Daniele Soregaroli: è bene tenere in considerazione le ragioni per cui si attuano i programmi, e l’Amministrazione deve valutare tutti gli aspetti finalizzati alla sicurezza; il disegno complessivo perseguito è molto chiaro ed un progetto di vivibilità della città esiste ed è ben chiaro, ma non si può pedonalizzare il corso per lasciare a traffico libero le vie circostanti, perché la sicurezza riguarda tutti i cittadini. Pedonalizzazione significa che non esiste nessuna possibilità di sosta, nemmeno carico e scarico. La scelta di ZTL significa regolamentare un comparto di città che, prima del cantiere, era a traffico libero: la volontà di riqualificare la zona risale molto prima dell’inizio dei lavori. L’incarico dato ad un architetto di chiara fama parte da lì ed è finalizzato a rendere gli spazi pedonali più ampi, a realizzare una pavimentazione di qualità, a rinnovare l’illuminazione pubblica, riqualificando anche il contesto di piazza S. Agata. Corso Garibaldi inoltre comincia a perdere appetibilità anche per l’aumento notevole dei canoni d’affitto della zona. La città è più complessa di quanto ci immaginiamo: in ogni caso la gradualità è sempre un’ottima consigliera in una città come Cremona.

Al termine la mozione è stata posta in votazione ed approvata (si sono astenuti i consiglieri Lodi, Rossetti, Trombini e Zampini).

Ordine del giorno in data 19 maggio 2008 presentato da consiglieri vari - primo firmatario Ferdinando Quinzani - in ordine alla nomina del dott. Ciriaco Sorrentino quale Assessore alla Sicurezza (Testo dell’ordine del giorno: Sentita la relazione del Sindaco circa l’avvenuta nomina del Dott. Ciriaco Sorrentino quale Assessore alla Sicurezza, il Consiglio Comunale approva la relazione e da’ sostegno politico alla nomina).

Su tale ordine del giorno l’Ufficio di Presidenza ha stabilito che ogni capogruppo si pronunciasse con una semplice dichiarazione di voto. Sono così intervenuti i consiglieri Ferdinando Quinzani, Gruppo della Libertà: questo ordine del giorno non è una provocazione, ma una richiesta di chiarezza da parte della maggioranza sulla nomina posta in essere; Pierluigi Rotelli, Partito Democratico: è vero che questo ordine del giorno potrebbe non essere una provocazione, ma io vi leggo una strumentalizzazione, il solito deprecabile teatrino della politica; Piergiorgio Bergonzi: mi associo all’intervento del consigliere Rotelli; Chiara Cappelletti, Alleanza Nazionale: o è cambiato il programma del Sindaco, oppure va chiarito perché si è sostituita l’Assessore Caterina Ruggeri; Giuseppe Ceraso, Partito Democratico: riconosco la professionalità dell’Assessore Sorrentino e ricordo che lo scorso anno ho portato all’attenzione del Consiglio Comunale alcune situazioni di disagio, chiedendo una maggiore presenza di sorveglianza e di illuminazione, le risposte furono allora arroganti e supponenti e fui tacciato di essere un visionario, Sorrentino ha iniziato bene, ma non approvo questo ordine del giorno perché sa di demagogia; Cinzia Zampini, Rifondazione Comunista: ci riconosciamo nella posizione del consigliere Rotelli; Carlo Malvezzi: dopo anni di moine c’è stata una scelta, anche se non nella direzione che avremmo voluto, abbiamo voluto sollecitare la maggioranza ad assumersi una responsabilità chiara, ma anche oggi la maggioranza si sottrae dal dare un giudizio politico; Claudio Demicheli, Lega Nord: non vedo niente di nuovo, ma solo una nuova sedia; Guido Borsella, UDC: il problema della sicurezza è andato evolvendosi nel tempo, vi sono tanti nodi che si intersecano, forse al momento della costituzione della Giunta la situazione era diversa, evidentemente ora si vuole dare maggiore evidenza al tema della sicurezza; Ferdinando Quinzani, Gruppo della Libertà: il nostro voto sarà contrario, non c’è stata provocazione o strumentalizzazione, la maggioranza si ricompatta solo sull’astensione, diversamente il Sindaco non avrebbe i voti necessari, mettendo così a nudo le divisioni esistenti.

Alla fine l’ordine del giorno è stato messo in votazione e respinto. Si sono espressi con voto contrario tutti gli esponenti della minoranza presenti in aula oltre al consigliere Giuseppe Ceraso, mentre si sono astenuti tutti gli altri.

Mozione presentata in data 2 aprile 2008 da Consiglieri vari - primo firmatario Piergiorgio Bergonzi - in ordine alla entità dell’inquinamento a tutt’oggi prodotto dall’attività della raffineria Tamoil nell’area interna ed esterna alla raffineria medesima (Testo della mozione modificato al momento della presentazione: I recenti fatti che hanno portato alla temporanea chiusura di alcune società canottieri per ragioni di sicurezza contribuiscono ad accrescere la preoccupazione sempre più forte fra i cittadini cremonesi, ad iniziare dai lavoratori della azienda stessa e dalle migliaia di soci delle società stesse, in relazione all'inquinamento Tamoil; L'interrogativo primo e fondamentale cui dare risposta certa e immediata è quello se la situazione di inquinamento possa in qualsiasi modo pregiudicare la salute dei cittadini; Secondo i dati forniti al Consiglio Comunale dall' ARPA relativi alle indagini ambientali delle aree "canottieri" esterne alla Tamoil, effettuate tra l'ottobre '07 e il gennaio '08, risulterebbero, sia pur localizzati in punti specifici, valori fuori norma, in taluni casi anche di migliaia di volte!, di sostanze inquinanti, volatili e cancerogene, quali il Benzene, il Toluene, l'Etilbenzene, l'MTB, lo Xilene sia in falda che nel sotto suolo, a profondità da due a otto metri; nel corso della recentissima riunione del neo istituito Osservatorio sull'inquinamento Tamoil, l'ARPA non ha fornito ulteriori dati aggiornati in proposito; non è stato fornito al Consiglio comunale alcun dato recente relativo all'inquinamento dell'area interna alla Tamoil che, secondo gli ultimi dati disponibili, risultava più grave rispetto a quello delle aree esterne; Nei giorni scorsi sono state effettuate analisi per il rilevamento della eventuale presenza nell'aria degli inquinanti aromatici presenti nel sottosuolo; I primi dati parziali e provvisori illustrati da ARPA all'Osservatorio relativamente alla trasmissione nell'aria di inquinanti aromatici presenti nel sottosuolo risultano negativi; Nei prossimi mesi migliaia di famiglie ricominceranno a frequentare le società canottieri rivierasche. Il Consiglio Comunale impegna la Giunta a sollecitare ARPA ed ASL affinché, nell'ambito delle loro specifiche competenze, rendano disponibili, entro e non oltre i mesi di aprile-maggio, dati certi relativamente all'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo dell'area interna alla Tamoil e di quelle esterne delle società canotti eri contigue e sulle eventuali conseguenze che essi potrebbero o meno provocare sulla salute dei cittadini e degli stessi lavoratori; più specificamente che si prosegua nei mesi di giugno, luglio ed agosto con le necessarie rilevazioni nell'area delle società canottieri per la verifica dell'eventuale inquinamento dell'aria prodotto dagli inquinanti aromatici presenti nel sottosuolo; a sollecitare ASL ed ARPA affinché attuino un monito raggio costante, tempestivo ed efficace che consenta di segnalare e fronteggiare adeguatamente le emergenze e di fornire dati immediatamente utili per la verifica dello stato dell'inquinamento e dell'efficacia o meno delle azioni messe in essere per limitarlo; a richiedere l'immediato avvio da parte dell'ASL dello screening sulla salute dei cittadini a partire dai lavoratori Tamoil e dai frequentanti le società canottieri; ad attivare iniziative specifiche e mirate a verificare l'inquinamento dell'aria prodotto dalle emissioni Tamoil nelle zone limitrofe e circonvicine alla Raffineria verificando a tal fine l'adeguatezza delle centraline di controllo sia fisse che mobile; a garanzia della piena attendibilità dei dati sull'inquinamento - oggi di fonte Tamoil e certificati da ARPA - richiedere la verifica del protocollo di intesa sottoscritto da ARPA e Tamoil nel 2005 sulle procedure di campionamento e le metodologie di analisi da eseguire in contraddittorio e per la validazione dei dati analitici sull'inquinamento. Considerato inoltre che problema fondamentale è quello di verificare compiutamente il danno ambientale che si è prodotto e potrà eventualmente continuare a prodursi su un'area di quasi un milione di metri quadrati quale è quella della Raffineria e delle società canottieri; lo stato gravissimo dell'inquinamento attuale costituisce la conseguenza di opere ed attività risalenti anche a decenni passati in assenza assoluta di una legislazione adeguata ad impedirle che è intervenuta solo a partire dal 1999; le responsabilità di Tamoil in relazione alla situazione attuale sono oggetto di indagine della magistratura; non è dato a tutt'oggi sapere con certezza se, quale quantità e quale tipo di inquinamento continui a produrre l'attività Tamoil; Comunque i dati fino ad oggi disponibili sull'inquinamento del suolo, del sottosuolo e della falda configurano una situazione preoccupante al punto da porre il problema della compatibilità dell' attività della Raffineria in posizione tanto contigua alla città; Un'ipotesi possibile è che l'intera comunità cremonese debba, nel medio periodo, affrontare contemporaneamente il problema di tale compatibilità e quello della completa tutela dei posti di lavoro di tutti i lavoratori; appare comunque indispensabile un'opera di risanamento e bonifica ambientale che richiederà tempo, grandi risorse e notevole disponibilità di lavoro. Il Consiglio Comunale impegna inoltre la Giunta a richiedere ad ARPA dati certi sull'entità dell'inquinamento a tutt'oggi. prodotto dall'attività Tamoil nell'area interna ed esterna alla Raffineria; a far sì che a Tamoil siano accollati tutti gli o neri relativi ad opere, di disinquinamento, bonifica, prevenzione; Che l'Osservatorio recentemente istituito venga periodicamente, con tempestività e frequenza convocato, comunque almeno mensilmente; a far sì che il Comune di Cremona sia sempre messo immediatamente a conoscenza di tutti i dati e di ogni informazione relativa all'inquinamento Tamoil, sia prioritariamente coinvolto e primo protagonista, nel rispetto delle competenze di ognuno, delle opere volte al disinquinamento ed alla prevenzione, di ogni iniziativa indirizzata alla tutela della salute dei cittadini, senza deleghe ad alcuno).

Il consigliere Piergiorgio Bergonzi ha illustrato la mozione dichiarando che sarebbe stato compito dell’ARPA allertare gli organismi pubblici dopo quanto recentemente accaduto, Tamoil dovrebbe impegnarsi a fondo nel fornire i dati anche nei luoghi pubblici di confronto come l’Osservatori da poco insediatosi. Il consigliere ha quindi proposto che d’ora in avanti i contratti di sponsorizzazione dell’Amministrazione con Tamoil vengano sospesi per evitare conflitti di interesse, così da permettere una piena indipendenza di giudizio.

Ha preso per primo la parola l’Assessore Stefano Campagnolo: nella serata di giovedì scorso alcuni frequentatori del CRAL Tamoil hanno avvertito un forte odore di idrocarburi, hanno avvertito l’azienda, che, a sua volta, ha chiesto l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno rilevato concentrazioni di gas esplodenti in misura tale che superava la soglia di esplositività: questo significa che si è rischiato che all’interno dei pozzetti si verificassero degli incendi, non che le Canottieri saltassero in aria. Davanti al rapporto dei vigili del fuoco, il Sindaco ha emanato l’ordinanza che precludeva l’accesso a quelle zone. Il fenomeno non si è mai verificato in questa entità, l’innalzamento della falda ha contribuito all’emersione dei gas che hanno trovato sfogo nei pozzetti, a questo hanno concorso la piena primaverile e le temperature elevate. Si è realizzata una rete per l’aspirazione da tutti i pozzetti dei gas esistentii, rete che è stata ultimata. Le prime rilevazioni sull’efficacia dell’aspirazione sono confortanti, mentre le concentrazioni si sono ridotte notevolmente: questo dovrebbe consentire di potere riaprire la società canottieri Bissolati se i riscontri saranno ancora positivi. Tutto questo risolve il problema di protezione civile, cioè di sicurezza contingente, non certo quello di natura ambientale.

Della situazione ambientale ha parlato l’Assessore Carlo Dal Conte: Il compito che ci siamo assunti è di fornire informazioni il più possibile corrette e chiarire quali sono le tappe di avanzamento della messa in sicurezza e della bonifica, fasi che sono lunghe e delicate, poiché si tratta di stabilire i confini, le cause e chi ha la responsabilità dell’inquinamento. Nel sottosuolo vi sono inquinanti, frutto di sversamenti avvenuti nel corso di decenni, una presenza di idrocarburi leggeri e pesanti, con strutture diverse; il più pericoloso di tutti è certamente il benzene. Tali composti sono pericolosi se vengono a contatto diretto con le persone o se questi vapori vengono inalati, per questo, una volta appurata la situazione all’interno di quello che potremmo chiamare involucro (le tre lanche che un tempo esistevano), su richiesta del Politecnico è stata fatta un’analisi dell’aria a varie altezze dal terreno, è stata posta una centralina mobile. L’analisi, durata 15/20 giorni, ha fornito risultati che non si discostano da quelli rilevati dalla centralina posta in piazza Cadorna; ci si riserva di rifare analisi con altre strumentazioni, analisi da portare avanti per circa un anno. Non può essere sottaciuto il fatto che i tecnici sono stati presi alla sprovvista da questo evento, evento estremamente straordinario e singolare. Ora si deve procedere alla bonifica per risolvere questo problema che per ora è più di protezione civile, in ogni ben difficilmente si presenteranno andamenti alti della falda. Ora bisogna procedere ad un monitoraggio dei terreni non più fatto con campagne temporanee ma in maniera costante, riservare parte del territorio delle società canottieri per poter sistemare apparecchiature che possano rilevare in modo costante fenomeni di eventuale fuoriuscita di inquinanti dannosi alla salute, continuare nell’aspirazione del surnatatante, già iniziato nella zona dello stabilimento Tamoil e in parte anche in quella circostante. L’Osservatorio verrà certamente convocato a breve. Le osservazioni formulate dalla mozione Bergonzi sono di buon senso e possono essere recepite. Si aprirà nei prossimi giorni a Roma la conferenza di servizio che dovrà affrontare tutte le nuove concessioni da rilasciare a Tamoil: il Comune assicura la sua presenza per garantire il massimo della sicurezza e della salute fornendo in tal senso precise inbdicazioni.

Si è quindi aperto il dibattito che ha visto intervenire i consiglieri Matteo Lodi, Verdi per la Pace: una progettazione a lungo tempo tra compatibilità azienda e città va fatta, per bonifica dobbiamo intendere tutto il materiale esistente nel sottosuolo, il problema esiste, va affrontato in maniera più drastica avviando uno studio sulla delocalizzazione dell’impianto, serve una convenzione ad hoc tra Amministrazione ed azienda per il risanamento del sottosuolo, l’ARPA deve essere stimolata a fare di più; Cinzia Zampini, Rifondazione Comuista: possibile che l’intervento dell’ARPA sia teso solo a misurare, possibile che i loro tecnici non abbiano la consapevolezza che quanto successo fosse prevedibile e si potesse prevenire? Non si può andare avanti con un atteggiamento di attesa, di presa d’atto. Invito la Giunta a riflettere sulle sponsorizzazioni che l’Amministrazione riceve da Tamoil perché ognuno possa giocare il proprio ruolo nella massima trasparenza; Alessia Manfredini, Partito Democratico: le relazioni degli assessori sono state. L’Osservatorio deve avere un ruolo chiave in questa vicenda, sollecito pertanto una convocazione periodica e invito a creare un link sul sito del Comune da cui scaricare i dati inviati da ARPA; per gli enti di controllo, occorre ora più che mai una collaborazione stretta, un richiamo forte a ruoli e responsabilità, oltre al monitoraggio continuo da parte di ARPA, ASL e Vigili del Fuoco, invito quindi il Comune a dare un chiaro segnale che vada nella riduzione delle emissioni e di tutte le attività impattanti dell’azienda: è necessario controllare in modo rigoroso tutte le attività di Tamoil e valutare la possibilità di sospendere le sponsorizzazioni; Carlo Malvezzi, Forza Italia: molto di quanto contenuto nella mozione è già in atto, esiste già un percorso tracciato, esprimiamo nostra preoccupazione, che non si riduce ad allarmismo, ma delocalizzare significa creare un’area dimessa in cui investire almeno 100 milioni di euro per la bonifica, anche se un po’ di autocritica da parte di chi ha rilasciato concessioni per edificazione intorno alla Tamoil andrebbe fatta; ribadisco che vi è tutto l’interesse che si giunga ad un piano di messa in sicurezza, ad monitoraggio costante che possa prevenire altri problemi simili, da parte nostra non vi sarà alcuna forma di ostruzionismo, ma fondamentale è lo spirito di collaborazione tra gli enti; Alberto Cappellini: necessita uno screening sui frequentatori delle Canottieri; Maria Rita Balsamo: ora esiste un’attenzione sul problema che prima non vi era, fondamentale è quindi l’attenzione che deve essere rivolta alla salute dei lavoratori, mentre bisognerebbe effettuare lo screening sui bambini; Domenico Maschi: è un anno che si stanno facendo analisi e controlli, ma non si è riusciti a preventivare questo fenomeno, sta bene per le sollecitazioni, siamo sicuri che un solo tecnico nominato dal Comune sia sufficiente? Non dobbiamo dare risposte, occorre mettere in sicurezza la zona. Il problema va analizzato a tutto tondo, mettendo in campo i tecnici migliori.

Al termine del dibattito l’Assessore Carlo Dal Conte ha fatto alcune precisazioni: la conferenza di servizi di Roma non è che una prima seduta puramente formale, dove semplicemente si prende atto della documentazione presentata. Per la situazione attuale, occorre un monitoraggio costante delle società canottieri per arrivare alla certezza che non vi è fuoriuscita di gas tossici dal terreno. Per quanto riguarda l’indagine epidemiologica, abbiamo chiesto all’ASL, in sede di Osservatorio, di illustrare a che punto è questa indagine. Credo che questa Amministrazione in collaborazione con la Provincia, con l’ARPA, talvolta anche dialettica, possa dire di essere presente e dare la certezza di fare di tutto per portare quell’area nella maggiore sicurezza possibile nel bene della salute di tutti i cittadini.

Il Sindaco Gian Carlo Corada ha tratto quindi le conclusioni: il dibattito che si è svolto oggi ha dimostrato che esiste uno spirito costruttivo e di responsabilità. Ripeto comunque il detto, a ciascuno il suo: se qualcuno cerca dei capri espiatori, non guardi al Comune. Ci sono da una parte i catastrofismi, dall’altra i minimalisti, noi ci siamo comportati con realismo, l’inquinamento c’è, responsabile è Tamoil e le società che c’erano prima di Tamoil, e questo è un problema non da poco. La nostra azione è tesa con realismo e decisione a che il sito venga messo in sicurezza: non ci sentiamo responsabili di sottovalutazione e di scarsa trasparenza. Ricordiamo che chiudere l’azienda significherebbe trovarci un’area dimessa da bonificare a carico nostro con una spesa ingentissima. Abbiamo intenzione di arrivare alla bonifica dell’area avendo sempre di mira la sicurezza e la salute delle persone che lavorano alla Tamoil e che vivono a Cremona.

Infine a mozione, posta in votazione, è stata approvata. Si sono astenuti tutti i rappresentanti della minoranza presenti in aula.

 


       


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