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 Da Brescia

04 Marzo, 2005
BS: i rifiuti da Napoli a Brescia: dov'è la vera solidarietà?
Presidio pacifico davanti all'ingresso dell'inceneritore di Brescia dalle ore 9.30 di venerdì 4 luglio 2008

Cari Amici,

sommersa dalla spazzatura dopo 12 anni di emergenze...perpetue, il Sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, visiterà l'inceneritore di Brescia venerdì 4 luglio 2008 alle ore 10 alla rcerca della "soluzione magica" per far sparire i suoi rifiuti (dimenticando che l'inceneritore di Brescia da 800.000 ton-anno, quando brucia, emette polveri nocive alla salute, diossine e ceneri pericolose in quantità...industriale).

Per ricordare al Sindaco di Napoli di guardare con più attenzione agli esempi di raccolta differenziata che già sono attivi con ottimi risultati nella sua Regione, la Campania, nelle province vicino a Napoli come Salerno e che l'inceneritore non è la soluzione per i suoi rifiuti, il Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, il Comitato EnergEtica, il Comitato Altra Brescia e il Gruppo Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia" hanno organizzato un presidio pacifico davanti all'ingresso dell'inceneritore di Brescia dalle ore 9.30 di venerdì 4 luglio 2008.

Vi invitiamo a partecipare alla manifestazione pacificamente, portando i vostri striscioni.

Fate girare l'appello!

Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia

*****

Brescia, 1/07/2008

COMUNICATO

I rifiuti da Napoli a Brescia: dov'è la vera solidarietà?

È di pochi giorni or sono la notizia che parte dei rifiuti campani verranno intercettati dall'inceneritore di Brescia. Migliaia di tonnellate pronte ad essere inghiottite da un impianto che ha già consolidato la sua capacità di combustione sulle 800.000 tonnellate all'anno di materia.

E pensare che questa solidarietà, nei confronti di una terra violentata in ogni suo anfratto oramai da decenni, qual è la Campania, sembrerebbe quasi meritevole di stima, rispetto. Una disponibilità amorevole, a tratti commovente.

Tuttavia, l'imponente spettacolo rappresentato ad arte dinnanzi ai nostri occhi non è altro che il più classico gioco delle tre carte. Tre carte, per altrettante illusioni.

La prima, quella del "Modello Brescia", suggerisce che l'inceneritore sia in grado di far progredire in maniera efficace la raccolta differenziata locale. Eppure, dalla costruzione dell'impianto (1998) ad oggi, la r.d. a Brescia è cresciuta di un misero 9%, assestandosi al 35%. Nello stesso periodo, invece, i rifiuti inceneriti sono aumentati del 300%, sintomo di una produzione a monte divenuta quasi inarrestabile. Altrettanto sconcertante è l'entità dei finanziamenti pubblici (CIP6) percepiti dall'azienda fino ad oggi, grazie alla crescente produzione di energia elettrica dai rifiuti: circa 400 milioni di euro, con vergogna sottratti a "norma di legge", tutta italiana, dal loro ben più auspicabile destino, quello delle vere energie rinnovabili, che ancora stentano a decollare.

Semplici valutazioni già sufficienti, di per sé, a riconsiderare questo "modello" per ciò che in realtà è: il simbolo di una città ultima in Lombardia per differenziata e prima per costo di gestione dei rifiuti e utilizzo di discariche; una città che vanta attualmente il tasso di incenerimento più alto d'Europa e che da anni versa in un'emergenza sanitaria per le emissioni in atmosfera e di gas serra. Brescia non vuole e non deve continuare a fungere da pattumiera d'Italia.

La seconda illusione ci viene dall'emergenza campana.

Genera rabbia e sconcerto l'intervista-choc realizzata a Walter Ganapini, assessore all'ambiente della regione Campania, ripresa in un’inchiesta recentemente proposta da RaiNews24.

Siti di contenimento non a norma ed altamente inquinanti costruiti negli anni di commissariamento, discariche da tempo ricavate e tuttora inutilizzate, strumenti e macchine mai resi operativi e lasciati a marcire, piani di raccolta differenziata porta a porta mai istituiti ufficialmente. Un devastante ritratto di una "emergenza rifiuti" che perdura, quasi volutamente, nel tempo.

Ne esce una Campania che ha già in sé alcuni importanti mezzi per far fronte alle disperate condizioni in cui versa. Una terra che dovrebbe puntare tutte le sue forze sulla riduzione e sulla differenziazione, per poi procedere con costanza verso la piena applicazione del principio di prossimità e di autosufficienza che è alla base delle politiche ambientali regionali e provinciali di gestione dei rifiuti.

Sceglie oggi, invece, di aprire nuove discariche, di costruire nuovi inceneritori, di destinare altrove i propri rifiuti, secondo una politica che a lungo termine ha già prodotto i suoi più disastrosi effetti, dei quali noi stessi siamo complici.

C'è poi la terza illusione, quella della solidarietà.

Un atto degno di rispetto, certo. Ma se ostentato al solo scopo di legittimare una pratica insana qual è quella dell'incenerimento, più dispendiosa, inquinante ed energivora rispetto alla riduzione dei rifiuti prodotti e alla raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio, perde tutto il suo immenso valore.

La Lombardia e Brescia devono ricevere temporaneamente i rifiuti da Napoli solo se separati accuratamente alla fonte, per tipo, per poterli valorizzare e destinare alle varie filiere del recupero di materia minimizzando impatti ambientali, economici, energetici. A tale scopo devono essere attivate sinergie tra industriali del settore del riciclo, selezione e trattamento meccanico biologico per accorciare i tempi di installazione in territorio campano dell'impiantistica necessaria alla selezione e riciclo in loco del 70% almeno dei rifiuti urbani prodotti, riducendo al minimo la quota da destinare a smaltimento nella regione di produzione.

In ultimo, ben altre dovrebbero essere le solidarietà da ricercarsi.

Ad esempio quella del Consorzio Priula, che nel trevigiano raggiunge quota 80% di r.d. su un bacino d'utenza di 200.000 persone (la stessa dimensione di Brescia), tramite la raccolta domiciliare con metodo porta a porta. O quella di Novara, passata dal 50 al 70% di r.d. nell'arco di soli 18 mesi, sempre con raccolta differenziata porta a porta, rimozione dei cassonetti stradali e istituzione di una tariffa puntuale, nel principio di chi meno differenzia più paga. O ancora, si potrebbero citare le esaltanti esperienze del Centro Riciclo Vedelago, anch'esso in provincia di Treviso, che riduce la frazione indifferenziata al minimo essenziale, rendendo eccessive perfino le discariche, o del Comune di Capannori, in provincia di Lucca, primo Comune in Italia ad aver deliberato Rifiuti Zero entro il 2020. O perfino di San Francisco, città statunitense da 800.000 abitanti volata oltre il 70% di raccolta differenziata.

Come si osserva, i veri "modelli" ai quali rivolgersi sono purtroppo fuori dalla nostra città. E prendere spunto da loro farebbe un gran bene anche a Brescia, che con Napoli ha molto in comune.

Coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia
Comitato Ambiente Città di Brescia
Cittadini per il Riciclaggio
EnergEtica
Comitato contro la Centrale Turbogas di Lamarmora
Co.Di.SA. - Comitato Difesa Salute e Ambiente di San Polo
AltraBrescia
Gruppo Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia"
Associazione "Ricomincio da Grillo"

 


       


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