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 Dall'Europa

04 Marzo, 2005
Approvata la direttiva rimpatri - Il filo spinato che accerchia l*Europa
E’ stato approvato nella mattinata del 18 giugno il testo della direttiva rimpatri, ribatezzata per la sua efferratezza

Approvata la direttiva rimpatri - Il filo spinato che accerchia l’Europa

di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo

E’ stato approvato nella mattinata del 18 giugno il testo della direttiva rimpatri, ribatezzata per la sua efferratezza "direttiva della vergogna". Con 369 voti favorevoli, 197 contrari e 106 astensioni, il Parlamento Europeo ha adottato il testo così come proposto dalla Commissione dopo l’accordo raggiunto dai governi europei lo scorso 4 giugno.

Le norme introdotte disegnano una immagine dell’Europa accerchiata dal filo spinato, mentre ancora oggi, al di là della blanda enunciazione di principi confezionata dall’Unione proprio nei giorni scorsi in materia di immigrazione ed asilo, manca una vera e propria strategia comune ed innovativa rispetto agli ingressi legali. Ma se quella che emerge è un immagine dell’Europa con aspirazioni da fortezza, la realtà ci racconta l’inarrestabilità dei processi migratori e l’inafferrabilità dei loro protagonisti.

Il provvedimento così adottato si presenta quindi come un ulteriore minaccia, un ulteriore dispositivo di ricatto per piegare, controllare ed arrestare l’inarrestabile. Non senza conseguenze.

Redazione Melting Pot

Vedi anche:

Direttiva rimpatri - Quando l’Europa chiederà scusa?

Intervista a Moni Ovadia, attore, scrittore, primo firmatario dell’appello contro la direttiva europea Direttiva rimpatri - Un provvedimento pessimo, ma non quanto la Bossi-Fini

Intervista ad Emilio Santoro, Docente di filosofia e sociologia del diritto all’Università di Firenze e fondatore di Altro Diritto

Di seguito le prime considerazioni di Fulvio Vassallo Paleologo (Università di Palermo).

Una direttiva che isola ed uccide

In tutta Europa si assiste ad un continuo inasprimento delle attività di contrasto delle migrazioni irregolari ed alla persistente chiusura delle vie legali di ingresso. L’Unione Europea non è neppure riuscita ad adottare una direttiva sugli ingressi per lavoro e quelle adottate in materia di asilo e protezione umanitaria, consentono ancora trattamenti molto differenziati tra i diversi paesi e prassi delle autorità amministrative che impediscono generalmente l’accesso effettivo alla procedura di asilo.

Il Parlamento Europeo, piegandosi alla volontà del Consiglio, ha approvato adesso, senza apportare neppure un emendamento, una direttiva sui rimpatri forzati che, anche se priva di un immediato effetto vincolante, potrebbe costituire ulteriore stimolo per molti paesi, come l’Italia, nella direzione di un ulteriore inasprimento delle normative e delle prassi in materia di respingimento, espulsione e detenzione amministrativa.

Si consente così agli stati membri di estendere il periodo di detenzione amministrativa per i migranti irregolari fino a 18 mesi, una prescrizione che in alcuni paesi come l’Italia appare in stridente contrasto con il dettato costituzionale ( art. 13), che stabilisce limiti precisi. Qualunque tentativo di trasposizione automatica della direttiva nel nostro ordinamento dovrà essere sottoposto al giudizio della Corte Costituzionale.

Si creano regole processuali diverse per i migranti irregolari, consentendo di abolire l’effetto sospensivo del ricorso, in violazione dell’art. 24 della Costituzione italiana che sancisce il diritto di difesa, e dell’art. 6 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell’uomo che afferma per tutti gli esseri umani, compresi i migranti irregolari, il diritto ad un processo equo, la presunzione di innocenza e il diritto ad un ricorso effettivo. Per questa ragione la direttiva dovrà essere immediatamente impugnata davanti alla Corte di Giustizia UE di Lussemburgo che non potrà non tenere conto della giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

Si prevedono l’espulsione ed il trattenimento dei minori non accompagnati, così come delle famiglie con minori in violazione delle convenzioni internazionali che proteggono i diritti dei minori comunque, quale che sia il loro status legale. In questo modo si espongono i soggetti più vulnerabili alle violenze che subiscono nei paesi dai quali fuggono o transitano. Si dovrà quindi denunciare la direttiva all’Alto commissariato delle nazioni Unite per i diritti umani ed alle organizzazioni internazionali che difendono i diritti dei minori.

Continua…

Clicca qui

http://www.meltingpot.org:80/articolo12876.html

 


       


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