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 Eventi Lombardi

04 Marzo, 2005
Mantova, Festival Letteratura 2008
La regina 2008 è la saggistica

MANTOVA - FESTIVALETTERATURA 2008
La regina 2008 è la saggistica
Intervista al presidente Nicolini - Tra i fuori programma Fabrizio Gatti e
la rotta dei nuovi schiavi
di Cristina del Piano
La nave del Festival è salpata idealmente ieri sera. E da piazza Concordia,
equipaggio e passeggeri, hanno fatto rotta verso i nuovi itinerari di
lettura. La lunga lista degli ospiti presentati alla città da Simonetta
Bitasi, Alessandro Della Casa e Ton Vilalta, a Mantova come volontario
europeo della manifestazione, permette infatti di aprire una finestra sul
mondo. Dal Libano di Najwa Barakat, all'Islanda di Gudrun Eva
Minervuddottir. Una pluralità di voci che come sempre stimolerà riflessioni
e approfondimenti. E a offrire chiavi di lettura per comprendere la
contemporaneità ci penserà la saggistica che, in questa edizione, avrà
decisamente largo spazio. Uno sguardo sul vivere e su cosa potrà riservarci
il futuro. In ambito economico, medico o scientifico. Ma il Festival è anche
narrativa, forza della parola e dimensione dell'incontro. In questa
intervista Luca Nicolini, presidente del comitato organizzatore, anticipa
parte del viaggio che il pubblico potrà fare dal 3 al 7 settembre.
Come definisce questa edizione?
«Direi con una presenza forte di saggistica perché i temi sul tappeto sono
tanti. Da quelli legati alla medicina, alla biologia, al rapporto col
proprio corpo, come pure al futuro dell'economia. Non guarderemo solo ai
grandi sistemi economici, sui quali comunque si soffermeranno, ad esempio,
Giorgio Ruffolo come pure Nassim Taleb, che è appena uscito con "Il cigno
nero", un'opera molto interessante che evidenzia come, avvenimenti
apparentemente slegati dalle situazioni economiche, in realtà le modifichino
continuamente. Ma toccheremo anche problemi quotidiani quali, ad esempio, il
nostro rapporto col cibo».
Quale sarà il tema più rappresentativo del nostro tempo?
«Credo siano tutti molto legati tra loro. Mentre all'epoca dell'11 settembre
ci si è concentrati, da un punto di vista mediatico e delle analisi, sui
rapporti fra questi due mondi e sul problema della guerra, adesso penso che
la reltà da una parte sia molto più complessa e, nello stesso tempo, abbia
delle connessioni continue fra problemi che apparentemente sembrano non
coincidere».
Ad esempio?
«Beh, se parliamo della crescita e decrescita nel mondo, questo aspetto si
porta dietro tutta una serie di problematiche. Al festival, allora, ci potrà
essere Serge Latouche che parla delle prospettive di una decrescita
'controllata', oppure Frei Betto, che è stato ministro di Lula, che racconta
la sua esperienza
legata anche al discorso della teologia della liberazione. Oppure Roger
Abravanel, che è uno studioso molto importante, che insieme all'economista
Francesco Giavazzi parlerà di come la crescita può essere legata a un
concetto di meritocrazia».
Molta attenzione, come si diceva, anche per il cibo.
«Sì, e le analisi saranno diverse. Pedrag Matvejevic insieme a Enzo Bianchi,
ad esempio, parlerà del pane e del cibo non solo legati alla quotidianità
fisica, ma anche a quella spirituale e morale dei popoli».
Una saggistica 'regina' del festival?
«Diciamo che se questa attenzione trova un riscontro in libreria nei gusti
del lettore, dall'altra anche da parte di molti narratori c'è una prevalenza
a scrivere con un occhio rivolto al mondo nel quale vivono».
L'anno scorso Grossman e Soyinka. Quest'anno la staffetta di 'autori di
punta' a chi passa?
«Oltre a Daniel Pennac ci sarà Scott Turow che, a livello letterario, rimane
secondo noi uno dei rappresentanti della narrativa 'di genere' americana.
Essendo avvocato e lavorando sul campo, i suoi romanzi sono sempre molto
attenti al sistema giudiziario americano. Ci sarà poi Jonathan Safran Foer,
che è un nostro 'pallino', da tempo cercavamo di invitarlo e quest'anno
arriverà con la moglie Nicole Krauss, altra straordinaria scrittrice».
Nessun Nobel nel 2008...
«Siamo inflazionati da manifestazioni, specie nelle grandi città, penso alla
Milanesiana, dove si viaggia a colpi di Nobel. Che, per carità, va
benissimo, ma è un tipo di manifestazione completamente diversa dalla
nostra. Se c'è un autore che viene al Festival e ha avuto anche questo
riconoscimento, bene, noi però non andiamo alla ricerca del titolo in quanto
tale».
Dopo dodici edizioni cos'è cambiato nella costruzione del programma?
«Per tutto l'anno c'è un lavoro molto più sottile di scelta e selezione che
coinvolge non solo gli organizzatori ma anche amici del festival, volontari,
cittadini che ci seguono e anche gli stessi autori».
Non editori ma scrittori già venuti a Mantova?
«Esattamente. Anche loro spesso ci segnalano personaggi, ci danno
suggerimenti. È cambiata la percezione verso l'esterno e anche quella che
abbiamo della nostra manifestazione. Questo è mutato rispetto ai primi anni,
dove si puntava più sui nomi noti. Questa strada credo sia più
interessante».
Perché si incontrano voci nuove?
«Si, ad esempio avremo tra gli ospiti Pedro Lemebel. Apparentemente uno si
chiede 'chi è'? Poi scopri che è tra i più grandi scrittori cileni e che è
uscito in Italia, qualche anno fa, con un libro bellissimo passato non dico
sotto silenzio ma con poco risalto».
Un autore da scoprire...
«È uno scrittore che non si muove praticamente mai dal suo paese e, il fatto
che abbia detto sì al Festival, ha fatto in modo che addirittura il governo
gli fornisse un contributo pur che venisse a portare la sua testimonianza in
Europa. E Lemebel, che ci è stato appunto segnalato da altri, verrà solo a
Mantova».
Praticamente, negli anni, attorno al Festival si è creata una sorta di
"rete" che collabora dall'esterno.
«Sì, è così e i casi sono moltissimi. Ci sarà ad esempio uno scrittore che
si chiama Howard Jacobson e che in Italia non è stato ancora tradotto,
uscirà un suo libro ma credo non arriverà in tempo per il Festival. Autori
di nicchia per noi, ma che in realtà sono scrittori importantissimi».
Chi è che potrà stupire maggiormente il pubblico?
«È sempre difficile dirlo, Lemebel appunto potrebbe essere fra questi, altra
scommessa è Brian Selznick, autore americano al quale dedicheremo un grande
spazio alla Ragione. Lui ha scritto un libro corredato da immagini uscito
per Mondadori, un racconto che ha per protagonista uno dei padri del cinema
muto, George Méliès. I Lumier avevano proposto il cinema realistico mentre
Méliès è stato il primo che ha lavorato sul cinema fantasioso, creando opere
che duravano uno o due minuti ed erano film con i primissimi effetti
speciali».
Alla Ragione ci sarà dunque anche un tributo al personaggio?
«Sì. Méliès era un artista che ha avuto una vita avventurosa, molto strana,
ed è finito poi a vendere giocattoli alla stazione ferroviaria di Montmartre
a Parigi. Questo giovane autore americano, grande disegnatore molto famoso
negli Stati Uniti, ha scritto dunque un racconto su di lui che può essere
letto indistintamente da adulti e ragazzi. Alla Ragione ci saranno anche
delle installazioni e faremo vedere i film di Méliès».
Come sono evoluti i gusti dei lettori mantovani in questi anni?
«Credo che il pubblico del Festival si aspetti di fare proprio delle
'scoperte', perché ormai questa sembra un po' la caratteristica della nostra
manifestazione. È bellisisimo andare a sentire gli autori di successo,
ovvio, ma nello stesso tempo chi arriva a Mantova si costruisce percorsi
alternativi proprio per andare a conoscere altre voci».
Musica e teatro saranno rappresentati?
«Sì con scelte particolari. Avremo Toni Servillo con 'Lettera di Lord
Chandos' di Hugo von Hofmannsthal accompagnato dalla musica di Antonio
Ballista. E anche una serata dedicata alla letteratura africana che si sta
costruendo col regista Gaston Kaboré, il musicista Lokua Kanzà, con la regia
di Enzo D'Alò».
Sorprese fuori programma?
«Vorremmo proporre anche un racconto con immagini inedite del viaggio che
Fabrizio Gatti, che ha appena vinto il Premio Terzani, ha fatto seguendo
praticamente la rotta dei nuovi schiavi. Prima nei camion dal Centro Africa
verso il Mediterraneo, poi durante lo sbarco sulle coste italiane, dentro i
Cpt in Puglia e poi di nuovo rimandato nel deserto».
Consigli di lettura tra gli autori del festival?
«Tra i tanti che si dovrebbero citare direi "Ho paura torero" di Pedro
Lemebel e "Le catene del mare" di Joanna Karistiani. Ma citerei anche Padura
Fuentes, Nancy Huston, Nicole Krauss e tantissimi altri».

 


Il Festivaletteratura . I protagonisti della dodicesima edizione

Il Festivaletteratura,alla dodicesima edizione , si terrà nella città
virgiliana dal 3 al 7 settembre. Tra i ritorni anche Daniel Pennac, autore
del fortunato 'Diario di scuola' (Feltrinelli).  Lo scrittore francese, 64
anni, in questo libro ha scelto di raccontare, tra ricordi autobiografici e
riflessioni sulla pedagogia, il punto di vista degli alunni poco brillanti e
'sfaticati'. Al centro, ovviamente, il tema della scuola con tutte le sue
implicazioni. Argomento tra i più attuali, dunque, anche se a Mantova
l'autore potrebbe parlare di tutt'altro. In arrivo anche Leonardo Padura
Fuentes che nel suo ultimo romanzo 'La nebbia del passato' (torna
l'ex-poliziotto Mario Conde) racconta della Cuba degli anni '50 che si
fronteggia apertamente con quella travolta dalla crisi dei primi Novanta. 
Anche se, superfluo sottolinearlo, la nuova edizione del Festival è
blindatissima si possono individuare comunque alcuni filoni tematici. 
GEOGRAFIE. La letteratura internazionale, ad esempio, come conferma
Alessandro Della Casa di Filofestival, avrà come sempre largo spazio. Uno
sguardo sul mondo e su particolari aree geografiche quali il Medio Oriente.
Ma ci saranno testimonianze anche di autori di continenti spesso esclusi dai
canali abituali della letteratura. «Forse quest'anno - commenta Della Casa -
pur non mancando nomi significativi, la presenza degli anglosassoni sarà
minore. Ma avranno spazio anche paesi quali Sudamerica come pure realtà meno
rappresentate tipo l'est Europa».  MODALITÀ. L'approccio spontaneo è un po'
il marchio di fabbrica della rassegna e anche questa edizione procederà,
come osserva Marzia Corraini del comitato organizzatore, «sul terreno già
battuto. Ovvero con autori noti e meno noti che si confronteranno con il
pubblico attraverso modalità d'incontro sempre diverse. Senza
sensazionalismi, ma riscoprendo il gusto del racconto e della parola». 
AMBIENTE. Guardando alla questione ambientale non si parlerà propriamente di
clima (per non replicare aspetti già affrontati lo scorso anno) ma verrà
riservata particolare attenzione ai meccanismi economici che possono
stimolare altre riflessioni. Come quella sul cibo e le risorse energetiche.
Macroeconomia affrontata insomma anche da una prospettiva storico-culturale.
SAGGISTICA. La saggistica sarà dunque 'regina' di questa edizione. Si
parlerà di biomedicina, di scienza e quotidianità, di problemi etici che la
ricerca scientifica ha messo appunto in discussione.  ARCHITETTURA. Il
viaggio continuerà passando attraverso il design, l'urbanizzazione e
l'architettura. Temi di grande interesse che spesso riguardano la
ridefinizione delle città come pure la qualità della vita.  CURIOSITÀ. Agli
organizzatori, da sempre, piace anche mescolare le carte, rovesciare i ruoli
e stimolare curiosità. I laboratori ne sono un valido esempio e, quest'anno,
in momenti diversi verranno coinvolti sia bambini che adulti. Si prenderà in
esame ad esempio la capacità fantastica, il sogno. Un viaggio insomma tra le
fantasie infantili guardate da diversi punti di vista.  CINEMA. Tornerà
anche 'Pagine nascoste', la rassegna con i documentari che non hanno
distribuzione 'commerciale'. Protagoniste saranno come sempre le produzioni
dedicate ad argomenti letterari che in genere gravitano in circuiti
culturali, festival e cineteche. Mantova ospiterà diverse anteprime
italiane.  DALL'ESTONIA. Volontariato al festival? Ai ragazzi continua a
piacere. E non solo ai mantovani. Proseguono infatti i rapporti con le
scuole superiori di Mestre e Ferrara e, quest'anno, dodici ragazzi
arriveranno anche dall'Estonia in base a un progetto europeo di scambi
culturali.  LUOGHI. Ci saranno spazi tradizionali, altri riproposti dopo
diverse edizioni e, naturalmente, le new entry. I luoghi sono la scenografia
del racconto, i colori di un quadro.  Ecco perché esiste una geografia del
festival che ogni anno cambia e si rinnova. Ma, per sapere quella del 2008,
bisognerà aspettare ancora qualche mese.


Scrittori del passato faranno comizi con colleghi del presente

CESARE PAVESE: 100 ANNI. Una particolare attenzione verrà data al centenario
della nascita di Cesare Pavese, attraverso un reading collettivo. VIVAVOCE.
Lella Costa e Flavio Soriga "impagineranno" un quotidiano a viva voce,
raccontando ogni sera tutto quello che è successo al Festival. DI IERI. In
piazza Mantegna si terranno i comizi: scrittori di ieri peroreranno le loro
idee su temi d'attualità, grazie alla mediazione di autori presenti al
Festival. IL DONO DELLA PAROLA. Festivaletteratura darà vita a un
Vocabolario Europeo. Il progetto prevede la costruzione di un ideale
vocabolario condiviso in cui confluiscono contributi dalle varie lingue.
SPONDE. Altrettanto importante per il Festival è il dialogo
intergenerazionale. Ritornano dunque gli incontri di Blurandevù, la serie di
appuntamenti con gli autori condotti con vivacità dai volontari di
Festivaletteratura. SCRITTURE GIOVANI. La vetrina per eccellenza della
narrativa di nuova generazione torna anche quest'anno, con rinnovato
impulso. Quattro gli autori ospiti quest'anno.


Dal legal thriller di Scott Turow all inatteso Villaggio

È come leggere un romanzo avvincente: la prima rapida lettura quasi ti
stordisce, ma non riusciresti a farne un riassunto immediato al di là delle
sensazioni immediate. È a una seconda o terza lettura che cominciano ad
aprirsi delle finestre nella mente, affiorano nuovi particolari e via via il
quadro si va a comporre sempre più chiaro. Succede lo stesso con l'elenco
degli ospiti del dodicesimo Festivaletteratura lanciato ieri sera in piazza
Concordia: prima cerchi rassicurazioni nei nomi noti, poi pian piano ti
vengono in mente letture, suggestioni, copertine, recensioni che pensavi di
aver rimosso e dimenticato. Alla fine il resto lo lasci al desiderio di
soddisfare la curiosità e ti affidi con fiducia alla fama che la
manifestazione si è meritatamente conquistata.  Così al nome di Sebastian
Faulks si sovrappongono le nuove avventure di James Bond, Eric-Emmanuel
Schmitt ci riporta all'autore di teatro più rappresentato al mondo, Safran
Foer e Nicole Krauss alla giovane coppia d'oro della narrativa americana, e
Scott Turow sta al legal thriller come Daniel Pennac alla scuola. E
immediatamente risaltano dall'elenco la geniale poliedricità di Hans Magnus
Enzensberger, l'impegno sociale di Eduardo Galeano, la zoologia di Danilo
Mainardi, la magia della scrittura di Janette Winterson. Il quadro è già più
familiare, ma lo diventa ancor di più con gli immancabili habituè: Carlo
Lucarelli, Lella Costa, Patrizio Roversi, Corrado Augias, Alberto Arbasino,
Andrea Valente. La geografia del Festival è ricca, non solo per l'ampia
mappa che coprono le storie dei romanzi dei narratori invitati, ma anche per
le loro origini e per il dialogo virtuale che tanti ospiti offrono su
tantissimi argomenti, dalla politica alla medicina e alla filosofia. Poche
discipline quest'anno sono sfuggite al programma: c'è lo yoga con Gabriella
Cella, la scienza di Piergiorgio Odifreddi, la biologia e la medicina con
Marco Bobbio e Edoardo Boncinelli. Un occhio di riguardo è sempre rivolto
all'attualità e sono sempre nomi d'eccezione quelli che sono chiamati a
cercare di spiegare le questioni cruciali legate agli scontri di civiltà, al
cibo, alle fonti di energia, alle disparità sempre più evidenti tra poveri e
ricchi in ogni parte del pianeta. I libri del giornalista William
Langewiesche, gli interventi di Loretta Napoleoni sull'economia globale, di
Serge Latouche sul concetto di decrescita, di Nassim Taleb
sull'imprevedibilità dei comportamenti dei mercati internazionali, di Frei
Betto sulla necessità di coniugare felicità e sviluppo vogliono provare a
portare nuove idee per un cambiamento che sembra ogni giorno più necessario.
E poi come sempre attenzione all'arte, all'architettura, al design con la
prestigiosa presenza di Gillo Dorfles e la partecipazione di Patricia
Urquiola, una delle poche donne del design internazionale. Ma anche la
letteratura fa la sua parte: Festivaletteratura prosegue nell'attenzione al
Medio Oriente con autrici libanesi come Najwa Barakat, Joumana Haddad,
Nisrine Ojeil e ospitando i poeti israeliani Shimon Adaf e Tali Latowicki.
Ma c'è anche la Cambogia di Rithy Panh, l'Africa di Waberi e Sami Tchak, la
Martinica di Eduard Glissant. L'Europa non fa certo da Cenerentola e oltre
che da nomi già popolari in Italia come Boris Pahor, Predrag Matvejevic, Jo
Nesbo, Bernardo Atxaga è ampiamente rappresentata da est con autori come
l'ungherese Zszusa Rakovszky, il bulgaro Angel Wagenstein, il rumeno Mircea
Cartarescu a ovest con l'islandese Gudrun Eva Minervuddottir e lo spagnolo
Llamarez. Dalla Spagna al Sudamerica con il cileno Lemebel, il cubano Padura
Fuentes e il messicano Carlos Fuentes. L'elenco potrebbe continuare a lungo,
ma ognuno troverà sicuramente la sua geografia letteraria preferita, senza
dimenticare la pattuglia italiana, che vede alternarsi grandi critici
letterari come Alberto Asor Rosa a narratori di fama come Carofiglio e
Mastrocola. Ma al di là dei nomi bisognerà poi aspettare il programma per
scoprire le modalità degli interventi degli autori ospiti e i percorsi in
cui sono stati inseriti. Perché tanto del gradimento della cinque giorni
letteraria e il suo indiscusso primato sulle tante manifestazioni che sono
nate in questi ultimi anni è dovuto al circolo di idee che il festival
riesce a creare e alle impostazioni originali degli incontri. Qualche
particolare già trapela su uno stravagante tour nella città all'alba guidato
da Stefano Scansani, di un ciclo sul tema della politica dedicato ai giovani
lettori, di un vocabolario europeo cui contribuiranno i molti autori ospiti,
di una serie di comizi d'autore a cui daranno voce scrittori contemporanei;
e ancora di omaggi letterari a Pavese; di un dopo partita serale con i
momenti cruciali della giornata; di sfide a subbuteo. Ce n'è per tutti

Tesseramento aperto fino al 1º agosto

È ancora possibile rinnovare la tessera o iscriversi per la prima volta al
Filofestival. Tutte le quote associative sono già segnalate anche sul sito
www.festivaletteratura.it. Il termine ultimo per il tesseramento è il 1º
agosto 2008 per chi si associa o n line o nella sede dell'associazione
(Palazzo Accademico, via Accademia 47, telefono 0376-223989), il 30 giugno
invece per chi versa tramite conto corrente postale. I soci hanno diritto a
sconti e priorità nella prenotazione dei biglietti per gli eventi del
Festivaletteratura e ricevono anche "Colibrì", il notiziario
dell'associazione che è stato distribuito ieri sera al pubblico che ha
partecipato alla presentazione dei nomi degli ospiti. Sulla pubblicazione i
nomi degli ospiti 2008 e una serie di approfiondimenti su caratteri e
iniziative.

Prenotazioni a partire dal 27 agosto

Qualche informazione. Comitato organizzatore: Laura Baccaglioni, Carla
Bernini, Annarosa Buttarelli, Francesco Caprini, Marzia Corraini, Luca
Nicolini (presidente), Paolo Polettini, Gianni Tonelli. Segreteria
Festivaletteratura e dell'Associazione Filofestival: via Accademia 47, 46100
Mantova tel. 0376 223989, fax 0376 367047 e-mail Segreteria:
segreteria@festiva letteratura.it e-mail. Associazione Filofestival:
filofestival@festivalette ratura.it. Orari: 9-12.30/15.30-18.30 Segreteria:
Benedetta Cantoni, Alessandro Della Casa, Sara Fravezzi, Marella Paramatti,
Gioia Polettini, Arianna Tonelli. Le prenotazioni di tutti gli eventi sono
possibili da mercoledì 27 agosto per i soci di Filofestival, dal 29 agosto
per tutti.
Fonte - Gazzetta di Mantova o nline  


       


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