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 Welfare

04 Marzo, 2005
Bilancio Regionale Lombardia. La fotografia delle finanze
Due documenti che fotografano lo stato delle finanze regionali: il primo mostra i dati finali della gestione di bilancio dello scorso anno, il secondo “aggiusta” le previsioni iniziali per l’anno in corso.

 

Bilancio: la fotografia delle finanze nel Rendiconto 2007 e Assestamento 2008

Le commissioni consiliari sono impegnate, in queste settimane, nell’analisi di due documenti di bilancio che saranno approvati dall’Aula entro la fine di giugno: si tratta del Rendiconto generale del 2007 e dell’assestamento al bilancio 2008. Due documenti che fotografano lo stato delle finanze regionali: il primo mostra i dati finali della gestione di bilancio dello scorso anno, il secondo “aggiusta” le previsioni iniziali per l’anno in corso.

Le considerazioni contenute nella relazione al Rendiconto evidenziano, in primo luogo, gli ottimi risultati raggiunti nella gestione delle entrate, sia in conto competenza sia in conto residui: in sostanza, la Regione migliora la capacità e la velocità di riscossione dei propri crediti presenti (dal 29% al 47,4%) e passati (dal 20,6% al 50,7%), abbatte l’indice di accumulazione dei residui attivi (-20,7%) ed evita di ricorrere alle o nerose anticipazioni di cassa. La positiva performance della Regione Lombardia va letta in relazione alle scelte del governo Prodi che, saldando i conti delle precedenti gestioni, ha fatto affluire alle casse regionali oltre 4 miliardi di entrate non riscosse negli anni del governo di centrodestra, grazie al miglioramento del gettito fiscale e all’attuazione del decreto 56/2000 che diede avvio al federalismo fiscale.

Diversa la situazione sul fronte delle spese: qui, la capacità di impegno della Regione continua a registrare indici piuttosto bassi nei settori che richiedono investimenti e non solo spese continuative e ricorrenti; in sostanza, se da una parte la

 

 


Smog: parlarne adesso per prevenire l'emergenza in autunno

Anticipare la discussione sul piano antismog del prossimo periodo invernale per non arrivare come al solito tardi ad approvare misure poco condivise e poco efficaci. Per questo motivo il PD ha chiesto che in commissione Ambiente siano chiamati l’assessore regionale Marco Pagnoncelli e gli omologhi assessori provinciali e comunali dei maggiori comuni lombardi, per fare il punto sulle politiche previste per i prossimi mesi.

La richiesta, avanzata da Giuseppe Civati e Maria Grazia Fabrizio, è stata accolta con favore dal presidente della commissione Stefano Maullu che disporrà le audizioni. “Vogliamo intervenire ora - spiegano Civati e Fabrizio - in tempi non sospetti. Lo facciamo perché non siamo soddisfatti di ciò che è stato fatto dalla Regione nell’ultima stagione autunno-inverno e perché non vorremmo che ci fosse il solito giochetto del piano antismog presentato in pieno agosto, con la discussione spostata in autunno quando non avrà più senso farla. Proponiamo una riflessione a tutto campo e a bocce ferme, nella quale il Consiglio regionale possa esercitare il proprio potere di indirizzo, come riaffermato nel nuovo Statuto”.

“È opportuno incontrare anche gli amministratori provinciali e comunali – concludono i consiglieri - perché i segnali che provengono dalle maggiori città non sono positivi. Non lo è la decisione del Comune di Milano di prorogare la deroga per i diesel euro4 sprovvisti di Fap, notoriamente più inquinanti di un’auto a benzina euro2, e non lo è la notizia che la nuova Giunta comunale di Brescia voglia modificare la zona a traffico limitato. Temiamo che dopo la scelta coraggiosa ma insufficiente dell’ecopass la lotta allo smog possa essere derubricata”.

 

differenza tra le previsioni e gli impegni è minima nelle aree istituzionali (per stipendi, affitti o materiali di consumo e più in generale per le spese di funzionamento si sfiorano percentuali del 92%), dall’altra la forbice si allarga nei settori di intervento quali l’ambiente (solo il 57% della spesa prevista viene effettivamente impegnata), la sicurezza (il 54%) o la competitività (il 61%), con un dato finale complessivo ancor meno incoraggiante: per le spese di investimento, rispetto alle previsioni, la Regione impegna il 44,8% delle risorse; di queste, il 71,9% arriva alla fase finale dell’effettivo pagamento. Passando all’Assestamento, si registrano innanzitutto le modifiche introdotte a febbraio con il rinnovo dell’intesa con il Ministero della salute per la ripartizione delle risorse destinate al servizio sanitario nazionale. La spesa ammessa per la Lombardia è stata infatti fissata per il 2008 a 15miliardi e 670mila euro e i conseguenti incrementi assegnati alle relative unità previsionali di spesa. Per quanto riguarda le rimodulazioni delle risorse, si registrano preoccupanti decrementi nelle previsioni di spesa nel settore dell’edilizia pubblica (-16 mln), del sistema ferroviario regionale (-7,5 mln) e del diritto allo studio universitario (-9 mln); contestualmente, si provvede ad autorizzare nuove spese per la ristrutturazione degli edifici scolastici pubblici (10,4 mln), per parrocchie ed oratori (3,5 mln), per i parchi, gli ATO e i sistemi culturali (4 mln ciascuno). Da notare infine che, a causa delle maggiori entrate da parte delle imprese che preferiscono versare il corrispettivo in denaro invece di assumere persone svantaggiate, il fondo regionale per l’occupazione dei disabili è incrementato di 13,2 milioni di euro.

 

 

Rifiuti: se lo chiede Berlusconi, i rifiuti campani si possono smaltire

“Sarebbe del tutto sorprendente se i rifiuti campani diventassero tutto d’un tratto compatibili con gli inceneritori lombardi solo perché la richiesta di aiuto questa volta può venire dal governo amico di Formigoni”. Così Giuseppe Civati commenta la notizia secondo cui la Lombardia sarebbe disposta, su richiesta del Governo, a collaborare per alleggerire l’emergenza rifiuti in Campania.

“Noi abbiamo sempre detto che in un quadro nazionale, in condizioni di sicurezza e con l’accordo dei territori la Lombardia avrebbe potuto fare la propria parte, peraltro non gratis, perché lo smaltimento sarebbe comunque remunerato. Formigoni e soprattutto la Lega dissero no. Da allora l’unico cambiamento è il colore del Governo: vedremo se ora cambierà anche la posizione della Regione. Temiamo veramente che si sia perso del tempo, perché i rifiuti campani potevano e possono essere distrutti negli impianti della nostra regione, tanto più che mandarli all’estero ha costi superiori”.

E sull’aspetto economico della questione la collega Maria Grazia Fabrizio aggiunge: “È del tutto legittimo che le imprese pubbliche o private lombarde vogliano concorrere alla determinazione di ipotesi di soluzione per lo smaltimento dei rifiuti della Campania, purché le condizioni economiche siano congrue e coerenti con i costi e con il giusto guadagno che le società lombarde devono avere di fronte non a richieste di aiuto, ma a una necessità di impresa. Anzi – incalza Fabrizio –, sarebbe più che mai necessario contrapporre l’ingegno, la capacità e gli impianti delle imprese lombarde trasparenti e corrette ai metodi della camorra, alla quale non va assolutamente lasciata in mano la partita”.

 


       


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