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 Ultimissime dalla Lombardia

04 Marzo, 2005
In Consiglio Regionale il piano cave della Provincia di Bergamo
Torna in Consiglio regionale il piano cave della provincia di Bergamo, dopo un iter lungo e pieno di inciampi. Gli emendamenti del PD

IN CONSIGLIO REGIONALE IL PIANO CAVE DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

Benigni (PD): emendamenti per modificarlo, poi serve una nuova legge regionale

Torna  in Consiglio regionale il piano cave della provincia di Bergamo, dopo un iter lungo e pieno di inciampi. È molto critico il giudizio del Partito Democratico che, pur ritenendo indispensabile approvare il piano, la cui assenza è fonte di incertezza e possibili abusi, ha depositato emendamenti che ne riducono notevolmente l’impatto sul territorio. “Il primo limite del piano – spiega Giuseppe Benigni, consigliere regionale del PD – è il non rispetto della normativa europea che prevede la valutazione di impatto ambientale per i nuovi ambiti territoriali di escavazione, ma tutto l’iter funziona male, e noi vogliamo cambiarlo approvando una nuova legge. La procedura attuale è troppo complessa e ripetitiva, e non favorisce l’interlocuzione positiva fra enti locali, operatori e associazioni ambientaliste, che porti allo sviluppo del settore, indispensabile per la nostra economia, con il minor sacrificio per il territorio. La tecnologia rende possibile tutelare l’ambiente ma oggi la scelta dei siti per l’escavazione è di fatto lasciata agli operatori, anziché alle Province e ai Comuni, e vista la rilevanza economica delle cave aumentano i rischi di degenerazione del rapporto fra istituzioni, politici ed operatori. Questo non deve accadere”.

 

“Abbiamo avanzato emendamenti che tengono conto del parere dell’ente locale, che interpreta l’interesse generale, degli operatori, dei lavoratori, dei comitati dei cittadini e delle associazioni ambientaliste - aggiunge Benigni – con l’obiettivo di far raggiungere un accordo fra la pubblica amministrazione e gli operatori, sapendo che questi ultimi non possono pretendere di cavare senza vincoli quanto e dove vogliono, ma nemmeno l’ente locale può dire solo dei no. Gli emendamenti non sono tantissimi perché un lungo lavoro è stato già fatto nei passaggi in Commissione, e in alcuni casi la nostra richiesta è quella di riportare il Piano a quanto uscito dalla commissione il 30 luglio scorso, prima che la maggioranza decidesse di cambiarlo un’altra volta”.

 

Ecco in sintesi gli emendamenti firmati dal PD:

 

Stralcio della cava Pulcina (ATE g37) a Calcinate, recuperando il quantitativo da scavare nell’ATEg5 e nell’ATEg16, già esistenti nello stesso comune;

 

stralcio della cava di Caravaggio (ATE g38);

 

ricollocamento della cava di Telgate (ATEg11) in zona più distante dal centro abitato;

 

stralcio della cava prevista a Calcio (ATEg43) e quella prevista a Casirate (ATEg41);

 

richiesta dell’impegno esplicito degli operatori per l’ATEg31, nei comuni di Calusco, Medolago e Solza, a trasferire da subito la proprietà dell’area ai comuni stessi ed a terminare l’escavazione entro 6 anni.

 

Altre proposte riguardano i comuni di Zandobbio, Casnigo e Boltiere, senza incidere sui quantitativi previsti da scavare.

 

Milano, 12 maggio 2008

Ufficio Stampa PD

Consiglio regionale della Lombardia

Via Fabio Filzi, 29 - 20124 Milano

 


       


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