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 Eventi Lombardi

04 Marzo, 2005
Il lavoro: donne,uomini,imprese in Provincia di Lodi
Seminario di presentazione della ricerca

giovedì 27 marzo  2008      ore 11-13

Sala CONSIGLIO – CAMERA DI COMMERCIO

via Haussmann  15-  26900 Lodi

SEMINARIO DI PRESENTAZIONE DELLA RICERCA

IL LAVORO: DONNE, UOMINI, IMPRESE,  IN PROVINCIA DI LODI

Marzo 2008

 

A cura di Ornella Veglio

Testo di Dario Marcassa

Interviste di Laura Nidasio

 

 

Saranno presenti:

Luisangela Salamina –Assessore Provinciale alla Programmazione e gestione delle risorse Umane, Patrimoniali e Finanziarie e Politiche del Lavoro

Marialuisa Veluti – Assessore provinciale alla Formazione professionale, Pari Opportunità e Istruzione

Gloria Ferrari - Presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della C.C.I.A.A.

Loredana Losi – Ufficio provinciale Politiche di Genere

 

Sono stati invitati

Chiara Allari, formatrice

Marco Barbieri, segretario generale Unione del Commercio del Turismo e dei Servizi della  

Provincia di Lodi

Maura Bergamaschi, imprenditrice

Vittorio Boselli, segretario generale Confartigianato Imprese Provincia di Lodi

Anna Josè Buttafava, Presidente gruppo Donne Impresa di Confartigiato

Massimiliano Castellone, segretario generale provinciale UIL 

Giuseppe Foroni, segretario generale provinciale CGIL

Luigi Maisano, dirigente in pensione

Ornella Sgariboldi imprenditrice

Mario Uccellini segretario generale provinciale CISL

Virginia Vitale dirigente dell’Istituto Professionale Statale Luigi Einaudi.

-----------------

Note per ricerca lavoro

Premessa

Per la prima volta, quest’anno, la ricerca avviene in collaborazione con la Camera  di Commercio e, quindi. Si ha una visione del mercato del lavoro anche da parte datoriale, come emerge sia dalle interviste tematiche, sia da alcuni dati.  

 

 

Scopo della ricerca è fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del sistema economico e della situazione occupazionale femminile e maschile in provincia di Lodi, sottolineando le principali differenze di genere presenti nel mercato del lavoro locale. L’idea è quella di proseguire la strada verso un nuovo e costante monitoraggio del mercato del lavoro lodigiano, premessa indispensabile per la progettazione di interventi mirati sul territorio in materia di politiche del lavoro  e delle attività produttive. Questo progetto è stato perciò pensato per essere non solo aggiornato di anno in anno, ma anche ampliato attraverso indagini  su quegli aspetti che più di altri incidono sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro locale.

Il rapporto donne/lavoro in provincia di Lodi, così come emerso dalla ricerca, sembra essere caratterizzato nel lungo periodo da elementi di indubbia positività. La partecipazione delle donne al mercato del lavoro è aumentata in soli 8 anni (1995 - 2003) di 11 punti percentuali circa (dal 47.4% del 1995, al 58.6% del 2003) superando sia il trend di crescita regionale che quello nazionale. Nello stesso periodo anche il tasso di occupazione femminile è cresciuto di quasi 14 punti percentuali passando dal 39.5% del 1995 al 53.8% del 2003 mentre quello di disoccupazione è calato di 8.6 punti percentuali (dal 16.5% del 1995 al 7.9% del 2003), superando anche in questo caso sia la tendenza lombarda che quella nazionale.

L’analisi dell’andamento dell’occupazione femminile dal 2003 al 2004 però, aveva fatto emergere alcuni elementi di criticità; se tale situazione di stallo si aggrava nel 2005 quando tutti gli indicatori riferiti al mercato del lavoro evidenziano un andamento negativo, il 2006, invece, presenta un’inversione di tendenza che vede il tasso di occupazione risalire di circa 5 punti percentuali: 55% nel 2006, 50.2% nel 2005 e 53.2% nel 2004. La stessa partecipazione femminile al mercato del lavoro, che era stata già  provata dal calo di 2 punti percentuali fatto registrare dal 2003 al 2004, con un’ulteriore battuta d’arresto nel 2005 e un calo di 2.5 punti,  (dal 67.7% al 65.2%), con il risultato di  essere  quasi 3 punti inferiore alla media regionale (68.3%), aumenta al 70,0% nel 2006.

L’aumento del tasso di occupazione femminile è certamente da considerarsi un evento positivo. Infatti,  il consistente aumento percentuale rispetto all’anno precedente (+ 5%), rende trascurabile il lieve aumento del tasso di disoccupazione, dovuto prevalentemente ad un aumento della popolazione femminile nel territorio, soprattutto di natura immigratoria straniera. Se nel 2005  il tasso di disoccupazione femminile è diminuito (dal 6.1% al 4.9%), portandosi al di sotto della media regionale (5.4%), nel 2006 si registra un lieve aumento (5,1%)  poco al di sopra della media regionale che si assesta a 4,8%.

 Diminuisce nel 2006  la quota delle inattive: donne in età lavorativa che scelgono di non cercare attivamente un’occupazione perché convinte di non poterla trovare, scoraggiate dal senso di inadeguatezza rispetto all’odierno mercato del lavoro o dalle difficoltà di conciliazione tra vita familiare e professionale.

 

 

Per quanto riguarda le caratteristiche dell’occupazione femminile relative al settore produttivo e alla dimensione contrattuale le tendenze registrate nella nostra provincia confermano quelle descritte a livello nazionale. Anche in provincia di Lodi l’occupazione femminile risulta concentrata nel terziario mentre è piuttosto bassa nell’industria  e - in misura più accentuata - nell’agricoltura e nell’edilizia.

L’analisi sul lavoro parasubordinato ha messo in luce anche per la nostra provincia l’elevato coinvolgimento femminile in questa forma di impiego. I dati analizzati testimoniano come anche a Lodi il lavoro parasubordinato svolga funzioni differenti in relazione al genere: per gli uomini è in misura minore un canale di ingresso nel mercato del lavoro e in misura superiore una forma di prolungamento della vita lavorativa, mentre le per le donne costituisce un canale di ingresso nel mercato del lavoro e spesso anche un modo per rimanerci attraverso forme di collaborazione.

Questa distribuzione della quota di occupate per settori e tipologia contrattuale è indice del permanere di fenomeni di segregazione di genere legati alla sopravvivenza di pregiudizi sia dal lato della domanda di lavoro che da quello dell’offerta. Secondo gli stereotipi più diffusi infatti le donne sarebbero più inclini ai lavori di cura, più attente alle relazioni personali e dunque più adatte a mansioni che prevedono il contatto con il pubblico/cliente e ancora più precise ed affidabili in mansioni di tipo amministrativo. Tali convinzioni si devono al fatto che buona parte delle attività terziarie sopra riportate altro non è che la “professionalizzazione” di attività un tempo svolte esclusivamente dalle donne all’interno delle mura familiari (assistenza agli anziani/malati, cura dei figli, istruzione primaria.) e dunque tradizionalmente concepite come “lavori da donne”.

Le richieste di figure femminili da parte delle imprese riflettono dunque stereotipi legati al genere comunemente diffusi nella società civile tanto da influenzare anche i comportamenti dell’offerta di lavoro: sempre più spesso, infatti, le donne scelgono percorsi di istruzione e formazione ad alta presenza femminile e con sbocchi lavorativi tra i settori e le professioni caratterizzati da tassi di femminilizzazione già elevati. Le imprese richiedono dunque figure femminili sempre negli stessi settori e per le medesime mansioni anche perché consapevoli dell’esistenza di una corrispondente offerta di lavoro di donne che si propone proprio in quei settori e per quelle professioni; a loro volta le ragazze scelgono sempre i medesimi percorsi scolastici e formativi anche perché sanno che le imprese richiedono loro proprio quei titoli di studio.

E’ un mercato del lavoro che scarta moltissimo, privilegiando l’alta preparazione,  di fatto, talora sottopagata.

 

 

Le nuove assunzioni previste per il 2006 riguardano principalmente i seguenti settori (tavole 14A e 15A):

 

-        trasporti, credito e servizi alle imprese che con il loro 29.47% rappresentano il settore con il peso maggiore sul totale delle assunzioni per il 2006 (anche se in calo rispetto al 38.4%, peso previsto per il 2005);

-        altre industrie (chimica, meccanica, elettronica…) il cui peso (18.6%) sale di più di 6 punti percentuali rispetto al 2005 (12.2%);

-        commercio con un peso sul totale delle assunzioni del 16.32% - superiore di un punto percentuale rispetto alle previsioni per il 2005 (15.2%);

-        costruzioni (11.58) il cui peso è cresciuto di più di 5 punti percentuali;

 

Nel 2006 complessivamente, il 44.2% delle assunzioni previste si indirizza verso figure maschili, il 34.2% risulta indifferente, mentre solo il 22.1% si rivolge a figure femminili. Rispetto alle previsioni per l’anno precedente le preferenze accordate a figure femminili crescono di 3 punti percentuali mentre quelle accordate a figure maschili crescono di poco più di un punto percentuale (tavole 28 e 16A).

Le preferenze differiscono notevolmente in base al settore economico: quelli che indirizzano in maniera netta le loro preferenze verso figure maschili sono gli stessi che tradizionalmente vedono una bassa presenza di donne. Si tratta principalmente del settore delle costruzioni e di alcuni comparti dell’industria pesante: industrie dei metalli (86.7% delle assunzioni previste si rivolge a figure maschili) costruzioni (81.8%), altre industrie (55.6%). Viceversa, l’unico settore in cui è netta la preferenza accordata alle donne è quello degli studi di consulenza amministrativa e legale, studi tecnici e studi medici (dove peraltro è molto elevata anche la percentuale di persone per cui il sesso del neo assunto è indifferente). Per il resto gli altri settori che rivolgono la loro preferenza verso figure femminili sono il settore della ristorazione, dei servizi alla persona e del commercio al dettaglio (in tutti questi casi però è elevata la quota di aziende che esprimono un parere di indifferenza circa il sesso del neo assunto) (tavola 45).

 

Tavola 45 -         Totale assunti per Microsettore e per genere in provincia di Lodi, previsioni Excelsior 2006

 

Settori

Figura femminile

Figura maschile

Indifferente

Altre industrie (chimica, meccanica, elettronica, lav.minerali, energia)

16,7

55,6

25,0

Industrie alimentari, tessile-abbigliamento, legno, carta

14,3

57,1

42,9

Industrie dei metalli

6,7

86,7

6,7

Costruzioni

18,2

81,8

0,0

Commercio al dettaglio e all'ingrosso; riparazioni

29,0

22,6

48,4

Alberghi, ristoranti, servizi di ristorazione e servizi turistici

38,5

30,8

30,8

Trasporti, credito/assicurazioni, serv alle imprese, sanità e istruzione

19,6

32,1

46,4

Altri servizi alle persone

33,3

11,1

44,4

Studi di consulenza amministrativa/legale, studi tecnici e medici

66,7

0,0

33,3

Totale

22,1

44,2

34,2

Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema informativo Excelsior, 2006

N.B. Differenze nelle totalizzazioni sono dovuta agli arrotondamenti.

 

Concentrandosi poi sulla sola componente femminile e sulla distribuzione delle assunzioni previste per il 2006 emerge - a differenza dell’anno precedente quando il 70% delle assunzioni previste per le donne si concentrava in due soli comparti dell’attività economica ossia trasporti, credito-assicurazioni, servizi alle imprese, sanità e istruzione (45.2%) e commercio al dettaglio e all’ingrosso (22.6%) – una maggiore omogeneità nella distribuzione tra i diversi settori fermo restando il primato di servizi e commercio (tavola 17A).

Le differenze di genere evidenziate per le previsioni di assunzione del 2006 in provincia di Lodi sono sostanzialmente le stesse di quelle che caratterizzano le assunzioni previste per lo stesso anno in Lombardia, dove, sebbene la preferenza delle imprese verso figure maschili sia meno marcata di quanto non avvenga nella nostra provincia (38,7% contro il 44,2% di Lodi) anche in questo caso è netta la prevalenza di donne per attività di tipo terziario legate alle attività di cura o amministrazione mentre è bassa nei settori a tradizionale prevalenza maschile (tavola 18A).

E’ evidente che, se le preferenze delle imprese continueranno ad indirizzarsi verso uomini o donne sulla base della prevalenza degli uni o delle altre nei vari settori economici e sulla base di stereotipi di genere difficilmente la situazione di segregazione occupazionale potrà modificarsi e altrettanto difficilmente il livello di mobilità di lavoratori e soprattutto di lavoratrici, potrà aumentare rendendo più agevole il passaggio da un segmento del mercato del lavoro ad un altro e più facile l’accesso a determinati settori.

Per quanto riguarda le professioni, le quote più elevate di assunzioni previste per il 2006 sono concentrate nei seguenti gruppi professionali (tavola 30):

 

-        Professioni relative alle vendite ed ai servizi per le famiglie (20%del totale delle assunzioni previste);

-        Personale non qualificato (20%)

-        Operai specializzati(il cui peso sul totale delle assunzioni aumenta passando dal 13.4% per il 2005 al 17.4% per il 2006).

-        Professioni tecniche (13.7%);

-        Operatori di macchinari e operai addetti al montaggio industriale (13.2%);

 

Anche a livello di gruppi di professioni si notano differenze di genere di un certo rilievo: in molte categorie professionali tradizionalmente ricoperte da uomini la preferenza delle imprese rimane indirizzata espressamente verso figure maschili. Si tratta, peraltro, di professioni particolarmente presenti nei settori a prevalenza maschile, nello specifico: operai specializzati , operatori di macchinari e operai addetti al montaggio industriale, professioni intellettuali scientifiche e di elevata specializzazione.

Scendendo più nel dettaglio ed analizzando le professioni per figure femminili più richieste in provincia di Lodi nel 2006 sono:

 

-        Personale non qualificato (30.9%);

-        Professioni relative alle vendite ed ai servizi per le famiglie (23.8% contro l’8.3% di preferenza accordata agli uomini);

-        Professioni tecniche (16.7%);

-        Professioni esecutive relative all’amministrazione e alla gestione (16.7%).

 

Dall’analisi della tavola 46 risulta non solo l’elevata richiesta di personale non qualificato tra le figure femminili ma, confrontando il dato con le tendenze regionali (tavola 19A), emerge anche come la richiesta di personale femminile non qualificato sia più elevata in provincia di Lodi (33.3%) che in Lombardia (22.9%). Per le figure maschili non qualificate a Lodi la preferenza è del 35.9%, in Lombardia del 42.3%. Come se, a parità di tutto il resto, a Lodi preferissero donne meno qualificate  e uomini più qualificati  rispetto alla scelta regionale.

Le preferenze dei datori di lavoro, dunque, si indirizzano verso personale femminile per professioni già ricoperte in maggioranza da donne. Anche in riferimento alle categorie professionali, come per i settori economici, se le imprese continueranno ad avere preferenze basate su stereotipi di genere e che si limitano a confermare la situazione esistente, per le lavoratrici sarà difficile avere accesso a professioni diversificate e continueranno ad avere un ventaglio di scelte lavorative limitato.

 

Tavola 46 -         Previsioni di assunzione per Professione ISCO e genere in provincia di Lodi, previsioni Excelsior 2006 (valori assoluti e percentuali di colonna).

 

Settori

Valori assoluti

Valori percentuali

F. F.

F.M.

I.

T.

F.F.

F.M.

I.

T.

Dirigenti e direttori

0

0



       


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