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 Dall'Europa

04 Marzo, 2005
Strasburgo. Morire di lavoro di A.Panzeri
È stata affrontato il caso Thyssen-Krupp di Torino che ha visto, il 6 dicembre scorso, la morte di 7 lavoratori, ma si è discusso anche del tragico incidente di Molfetta.

MORIRE DI LAVORO

(di Antonio Panzeri) - Martedì 11 marzo si è tenuta una importante audizione presso il Parlamento europeo sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

È stata affrontato il caso Thyssen-Krupp di Torino che ha visto, il 6 dicembre scorso, la morte di 7 lavoratori, ma si è discusso anche del tragico incidente di Molfetta.

All'audizione erano presenti due lavoratori della Thyssen di Torino, Antonio Boccuzzi e Luigi Gerardi i quali, attraverso le loro testimonianze, hanno messo a nudo la situazione disastrosa dell'azienda torinese, e le ragioni che hanno portato a quella tragedia.

Il senso dell'incontro di Strasburgo è stato quello di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica europea, ma, soprattutto, di rafforzare la strategia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro.

Del resto sono i dati che impongono nella loro durezza l'esigenza di compiere una svolta nella politica per la salute e la sicurezza.

Secondo le stime dell'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) nell'Unione europea sono morte, nel 2006, circa 167.000 persone a causa di un infortuno sul lavoro o per malattie connesse all'attività lavorativa.

Per contro la Commissione europea ritiene che ogni anno 300.000 lavoratori subiscano un'invalidità permanente di diverso grado.

Sulla base di tutto ciò il Parlamento europeo si è posto con forza l'esigenza di mettere in campo una rinnovata strategia per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Questa nuova strategia, innanzitutto, consiste nel fissare l'obiettivo principale di ridurre in media del 25% il numero degli infortuni sul lavoro, in Europa, entro il 2014. Come raggiungere questo obiettivo?

In primo luogo liberando risorse sufficienti per i necessari investimenti che garantiscano salute e sicurezza.

È importante che i singoli Stati prendano in considerazione l'adozione di incentivi finanziari per promuovere salute e sicurezza: sgravi fiscali o preferenza accordata, nell'ambito della fase di appalto, ad imprese sicure e aziende certificate dal punto di vista della salute e sicurezza.

In secondo luogo le possibilità di avvalersi appieno dei fondi comunitari esistenti per lo sviluppo di una cultura della prevenzione, sensibilizzazione, formazione professionale, apprendimento per tutto l'arco della vita e riadattamento e reinserimento dei lavoratori a seguito di malattie professionali o incidenti sul lavoro.

In terzo luogo considerando seriamente l'importanza di garantire una migliore applicazione degli attuali strumenti legislativi in materia. Le misure da prendere seriamente in considerazione (e va in tale direzione il provvedimento adottato recentemente dal Governo Prodi) devono comprendere requisiti minimi per la qualità dei servizi di prevenzione e di ispezione, sanzioni più severe, una migliore valutazione dell'attuazione della normativa, lo scambio delle migliori prassi, il rafforzamento della cultura della prevenzione e dei sistemi di allarme preventivo, un maggior coinvolgimento dei lavoratori sui luoghi di lavoro e il rafforzamento del cosiddetto dialogo sociale.

Non c'è dubbio che in questo quadro sia necessario puntare molto sulle ispezioni sul lavoro. La proposta è quella di aumentare il numero di ispettori del lavoro (almeno 1 ispettore ogni 10.000 lavoratori).

Un maggiore intervento dovrà poi esser fatto verso quella tipologia di lavoro particolarmente esposto ai fattori di rischi (lavoro atipico, precario e lavoratori immigrati).

Le ragioni dell'incontro a Strasburgo sono state soprattutto queste. Di fronte alle tragedie sul lavoro ci si ripete continuamente che non debbano più succedere. Poiché ciò accada serve impegno e responsabilità e servono soprattutto provvedimenti che incidano sulla drammatica realtà. Il Parlamento europeo intende operare con maggiore forza e determinazione perché più sicurezza e salute nei luoghi di lavoro siano obiettivi realizzabili.

 

Antonio Panzeri

 


       


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