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 Sociale

04 Marzo, 2005
Lodi. Conciliare lavoro e famiglia
Conciliare famiglia e lavoro si può, ma gli strumenti per farlo non sono abbastanza conosciuti, né dalle aziende, né dai lavoratori.

CONCILIARE LAVORO E FAMIGLIA:  OGGI SI PUO E CONVIENE INCONTRO A LODI SULLA L. 53/2000

Conciliare famiglia e lavoro si può, ma gli strumenti per farlo non sono abbastanza conosciuti, né dalle aziende, né dai lavoratori. Eppure la legge n. 53/2000 prevede importanti finanziamenti per le imprese, che possono così venire incontro alle esigenze di riduzione dell’orario di lavoro dei propri dipendenti o degli stessi titolari di impresa, per esigenze di cura della famiglia, senza alcun danno economico: lo stipendio per l’eventuale sostituto infatti può essere pagato con i contributi stanziati dal Governo (circa 45 milioni di euro l’anno).

  Tale legge, prevede all'art 9, la possibilità di erogare contributi di cui almeno il 50 per cento destinato ad imprese fino a cinquanta dipendenti, in favore di aziende che applichino accordi contrattuali che prevedono azioni positive per la flessibilità, ed in particolare:

a)         progetti articolati per consentire alla lavoratrice madre o al lavoratore padre, anche quando uno dei due sia lavoratore autonomo, di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell'organizzazione del lavoro, tra cui part time reversibile, telelavoro e lavoro a domicilio, orario flessibile in entrata o in uscita, banca delle ore, flessibilità sui turni, orario concentrato, con priorità per i genitori che abbiano bambini fino ad otto anni di età o fino a dodici anni, in caso di affidamento o di adozione

b)         programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo;

c)         progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo, che benefici del periodo di astensione obbligatoria o dei congedi parentali, con altro imprenditore o lavoratore autonomo.

d)         Un’idea semplice ma vincente secondo la Provincia di Lodi: eppure, hanno spiegato durante l'incontro, organizzato dall’Assessorato alle politiche del lavoro in collaborazione con l’ufficio politiche di genere della Provincia e con la Consigliera di Parità provinciale, tenutosi lunedì 21 gennaio scorso presso la sede della Provincia, il ricorso ai finanziamenti previsti è quasi nullo, soprattutto a causa della scarsa informazione sulle opportunità previste dal Legislatore.

 

Il seminario che ha visto l’autorevole presenza della Dottoressa Monica Gentile della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia  ha affrontato in modo completo tutta la normativa specificando le finalità dei contributi previsti, le tipologie di azioni finanziabili, le scadenze e le modalità di presentazione dei progetti. All’incontro era presente la Provincia di Mantova con l’Assessore alle politiche del lavoro Alberto Longhini e con la Consigliera di Parità provinciale Grazia Cotti Porro che hanno illustrato l’esperienza del territorio di Mantova particolarmente attiva sul fronte della legge 53/2000 art. 9. Le aziende mantovane sono riuscite ad avere finanziamenti per oltre 400.000 €. L’incontro ha costituito una prima importante azione di informazione e sensibilizzazione.

  Un obiettivo, questo, che appare di particolare rilievo nell’ottica di una crescente attenzione alla responsabilità sociale delle aziende, ma anche per la loro stessa competitività.

 Nei documenti più recenti delle Istituzioni europee il benessere del “capitale umano”, inteso come rapporto positivo con l’ambiente di lavoro ed equilibrio tra vita professionale e vita privata, è indicato, infatti, come uno dei fattori più importanti che determinano la produttività e la competitività delle imprese.

 In questa prospettiva, i finanziamenti previsti dalla legge 53/2000 possono consentire di progettare un territorio nel suo insieme “socialmente responsabile”, ove quindi possa essere favorito un modo di lavorare e di vivere più sostenibile a vantaggio di tutti.

Perché conciliare lavoro e famiglia fa bene non solo a quest’ultima, ma anche alla competitività del nostro sistema industriale

21/01/2008 – Ufficio Politiche di genere Provincia di Lodi

 


       


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